Giurisprudenza costituzionale

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Giurisprudenza costituzionale

fasc. 06,11 LUGLIO 2019

IL CASO FABO/CAPPATO FRA DIRITTO DI NON CURARSI, DIRITTO A TRATTAMENTI TERMINALI E DIRITTO DI MORIRE. L’OPZIONE “NON PENALISTICA” DELLA CORTE COSTITUZIONALE DI FRONTE A UNA TRILOGIA INEVITABILE

Sommario: Sommario: 1. Una decisione di valore storico per i diritti del malato. — 2. L’ordinanza della Corte d’Assise di Milano: una soluzione solo penalistica che muta il bene giuridico tutelabile dall’art. 580 c.p. e impone costituzionalmente la non punibilità dell’aiuto al suicidio. — 3. Diritto al suicidio e diritto di morire. Due universi differenti. — 4. La lettura del caso Fabo/Cappato da parte della Corte costituzionale e l’offensività dell’aiuto al suicidio. — 5. Segue. Il “diritto di morire” già esistente, ma dissimulato e ineffettivo. — 6. La soluzione non penalistica. Il rifiuto delle cure come diritto autonomo oppure strumentale, espressivo di un diritto diverso. — 7. Il “diritto a trattamenti terminali” come versione implicita del dovere di vivere, contenuto nella disciplina delle DAT. La sua insufficienza. — 8. Il riconoscimento di ulteriori diritti fondamentali del malato nell’ordinanza della Corte costituzionale e l’art. 3 Cost. — 9. Diritto giurisprudenziale (art. 3 Cost. e art. 119, comma 2, c.p.) vs. riforme parlamentari. Una scriminante procedurale per la disciplina dei diritti del malato. — 10. Una scelta possibile: scriminante, più scusante-attenuante.
Testo:

1. Una decisione di valore storico per i diritti del malato.

L’ordinanza della Corte costituzionale sul caso Fabo/Cappato (ord. 24 ottobre 2018, n. 207) ha un valore...

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