Rivista Italiana di Medicina Legale e del Diritto in campo sanitario

Rivista: Rivista Italiana di Medicina Legale (e del Diritto in campo sanitario)
Anno: 2018
Fascicolo: n. 2
Editore: Giuffrè Francis Lefebvre
ISSN: 1124-3376
Autori: Quattrocolo Serena
Titolo: VITTIMA E PROCESSO PENALE: COMMISTIONE DI RUOLI E DI FUNZIONI
Pagine: pp. 579-598
Keywords: vittima, reato, indagini, parte civile, testimone, riti alternativi

Lo scritto completa le prospettive raccolte in questo focus, offrendo un punto di vista strettamente processuale sulle caratteristiche e sul ruolo della vittima. Nel quadro di una faticosa stratificazione normativa, la posizione del soggetto che subisce il reato inizia ad avere, anche nel processo penale italiano, una maggiore rilevanza. Non mancano però contraddizioni di non poco conto.

VITTIMA E PROCESSO PENALE: COMMISTIONE DI RUOLI E DI FUNZIONI


1) H. Belluta, As is, to be: vittime di reato e giustizia penale tra presente e futuro, in M. Bargis (a cura di), Studi in ricordo di Maria Gabriella Aimonetto, Giuffrè, Milano, 2013, p. 150.
2) Il diritto ‘al processo’ della vittima è stato teorizzato e tutelato (pur con ampie limitazioni), dalla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, che ha saputo individuare nel testo della Convenzione europea dei diritti dell’uomo uno spazio per garantire le istanze di accesso al giudice da parte della persona offesa dal reato: v. M. Chiavario, Il “diritto al processo” delle vittime dei reati e la corte europea dei diritti dell’uomo in Riv. dir. proc., 2001, spec. pp. 944 ss.
3) H. Belluta, Eppur si muove: la tutela delle vittime particolarmente vulnerabili nel processo penale italiano, in L. Lupária (a cura di), Lo statuto europeo delle vittime di reato. Modelli di tutela tra diritto dell’Unione e buone pratiche nazionali, Cedam, 2015, p. 258.
4) E, possibilmente, per l’abbandono di quell’atteggiamento, denunciato ancora non molto tempo fa da S. Walklate, Victimology, Unwin Hymant, 1989, p. XII: « the more innocent a victim can show themself to be, the greater their legitimate claim for victim status ».
5) V. supra in questo volume C. Amalfitano, La vittima vulnerabile nel diritto internazionale e dell’Unione europea.
6) E che nemmeno la riforma del 1988 ha saputo eliminare: H. Belluta, As is, to be, cit., p. 149 s.
7) In questo senso, M.G. Aimonetto, voce Persona offesa dal reato, in Enc. dir., vol. XXXIII, Giuffrè, Milano, 1983, p. 322.
8) Per un’attenta ricostruzione v. M. Scaparone, Procedura penale, vol. I, 5 ed., Giappichelli, Torino, 2017, p. 182 s. L’A. osserva che il diritto di presenziare alle udienze non è accompagnato da alcun diritto partecipativo, tanto che il difensore della persona offesa non è compreso tra coloro che possono partecipare alla discussione, nelle relative fasi.
9) Previsione, questa, inserita dal d.l. 14.8.2013, conv, con mod. in l. 15.10.2013, n. 119.
10) L. Luparia, Quale posizione per la vittima nel modello processuale italiano?, in S. Allegrezza-H. Belluta-M. Gialuz-L. Luparia, Lo scudo e la spada. Esigenze di protezione e poteri delle vittime nel processo penale tra Europa e Italia, Giappichelli, Torino, 2012, p.60 s.
11) Anche in questo caso, nell’ipotesi di decesso dell’offeso, i diritti spettano ai soggetti indicati dall’art. 90 co. 3 c.p.p.
12) S. Ciampi, Il diritto di difesa e all’informazione, in M. Bargis-H. Belluta (a cura di), Vittime di reato e sistema penale. La ricerca di nuovi equilibri, Giappichelli, Torino, 2017, p. 265 s. sottolinea come non risulti specificata, diversamente da quanto accade negli artt. 369, 369-bis, 415-bis, a favore dell’indagato, la forma della comunicazione, che potrebbe avvenire anche oralmente, con grave detrimento per l’efficacia della medesima. Peraltro, è stato sottolineato, l’omissione dell’informativa alla vittima non è assistita da alcuna invalidità, prevista, invece, in relazione all’art. 369-bis c.p.p.: S. Recchione, La vittima cambia il volto del processo penale: le tre parti “eventuali”, la testimonianza dell’offeso vulnerabile, la mutazione del principio di oralità, in Dir. pen. cont., 2017 (1), p. 74.
13) Che presso la Procura della Repubblica ‘distrettuale’ può essere proposta anche nella lingua-madre (art. 107-ter n. att. c.p.p.).
14) Specificata dall’art. 143-bis co. 4 c.p.p., che garantisce alla vittima la traduzione gratuita degli atti che contengono informazioni utili all’esercizio dei suoi diritti.
15) Diritto che, però, non è previsto dall’art. 548 c.p.p.: v. S. Recchione, La vittima cambia il volto, cit., p. 74.
16) S. Recchione, La vittima cambia il volto, cit., p. 77. V. però S. Ciampi, Il diritto di difesa, cit., p. 292 s., il quale ritiene sussistere una ‘sinergia’ tra art. 90-ter e art. 299 c.p.p., il primo allargando la sfera applicativa della tutela della vittima oltre i confini stabiliti dal secondo, in adempimento con le più ampie previsioni della direttiva 2012/29/UE, stante anche il diverso ambito temporale che permette all’art. 90-ter c.p.p. di operare anche dopo il giudicato, nella fase esecutiva.
17) La norma è stata interpolata dal d.l. 14 agosto 2013 n. 93, conv. con mod. in l. 15.10.2013, n. 119.
18) Sul contrasto interpretativo ingeneratosi in relazione alla mancata elezione di domicilio da parte dell’offeso (il quale, ex art. 90-bis c.p.p., non deve essere espressamente invitato alla dichiarazione o elezione), v. S. Recchione, La vittima cambia il volto, cit., p. 79.
19) F. Zacché, Il sistema cautelare a protezione della vittima, in M. Bargis-H. Belluta (a cura di), Vittime di reato, cit., p. 435.
20) Cass. pen., sez. VI, 9 febbraio 2016, n. 6864, in Cass. Pen., 2016, p. 3751. Successivamente, in senso conforme, v. Cass. pen., sez. V, 16 febbraio 2017, n. 7404, ivi, p. 4426.
21) Per una critica v. S. Recchione, La vittima cambia il volto, cit., p. 80.
22) Cass. pen., sez. V, 1º dicembre 2017, n. 54319, nella quale la Corte ha chiarito che, sulla base dell’art. 111, Cost., devono ritenersi soggetti legittimati all’impugnazione cautelare solo l’indagato, il suo difensore e il pubblico ministero, sicché la violazione del diritto al contraddittorio attribuito alla persona offesa dall’art. 299 co. 3 c.p.p. può essere fatta valere, su sollecitazione di quest’ultima, dal pubblico ministero ai sensi degli artt. 310, 311 e 572 c.p.p.
23) F. Zacché, Il sistema cautelare, cit., p. 419.
24) In questo senso v., appunto, F. Zacché, Il sistema cautelare, cit., pp. 424 ss., il quale segnala una serie di interventi normativi tesi, pur indirettamente, a mantenere i reati lato sensu ‘di genere’ entro la sfera applicativa della misura custodiale, nonostante il dichiarato intento di voler ridurre il ricorso all’art. 285 c.p.p., soprattutto in ragione del sovraffollamento carcerario.
25) V. D. Negri, Le misure cautelari a tutela della vittima: dietro il paradigma flessibile, il rischio di un’incontrollata prevenzione, in Giur. It., 2012, p. 467 s.
26) In relazione a tali fattispecie si prevede l’esecuzione della misura anche nelle forme del c.d. braccialetto elettronico.
27) Per l’eventuale adozione di provvedimenti in materia di armi e munizioni.
28) L. Parlato, La tutela della vittima mediante strumenti precautelari: tra arresto in flagranza e allontanamento d’urgenza dalla casa familiare, in M. Bargis-H. Belluta (a cura di), Vittime di reato, cit., p. 406.
29) L. Parlato, La tutela, cit., p. 416 s.
30) Così M.G. Aimonetto, voce Persona offesa, cit., p. 322.
31) A condizione che abbia capacità processuale, cioè goda del libero esercizio dei diritti e della piena capacità di agire, altrimenti occorrerà una specifica forma di rappresentazione: v. M. Scaparone, Procedura penale, cit., p. 164.
32) Per una breve panoramica su alcuni dei più importanti ordinamenti europei, v. S. Quattrocolo, A comparative overview on participatory rights in Europe, in S. Ruggeri, S. Quattrocolo, Personal participation in criminal proceedings. A comparative study of participatory safeguards and in absentia trials in Europe, Springer, in press, § D.
33) B. Lavarini, Azione civile nel processo penale e principi costituzionali, Giappichelli, Torino, 2009, p. 1: certamente la parte civile è estranea alla dinamica del processo accusatorio puro, tipicamente fondato sul confronto tra accusa e difesa. La nostra Costituzione, osserva l’A., non sembra contenere limiti o impedimenti alla previsione dell’esercizio dell’azione risarcitoria in sede penale.
34) È bene precisare (v. M. Scaparone, Procedura penale, cit., p. 184), per completezza, che la persona offesa dal reato acquista altresì la qualità di parte del processo quando: abbia impugnato la sentenza di non luogo a procedere ex art. 428 co. 2 c.p.p.; quando, condannata alla rifusione delle spese e al risarcimento del danno in qualità di querelante, a seguito di assoluzione dell’imputato – perché il fatto non sussiste o perché l’imputato non lo ha commesso – ella impugni la sentenza; nei procedimenti innanzi al giudice di pace quando eserciti i poteri conferiti dagli artt. 21-28 d.lgs. 274/200.
35) La parte civile è altresì legittimata a proporre impugnazione ai sensi dell’art. 576 c.p.p.
36) Più precisamente, l’art. 187 c.p.p. individua come fatti oggetto di prova quelli « inerenti alla responsabilità civile derivante da reato », posta, peraltro, l’inoperatività dei principi che regolano la prova nel processo civile (art. 193 c.p.p.).
37) V. le interessanti riflessioni di B. Lavarini, Azione civile, cit., p. 61.
38) V. P.P. Paulesu, La tutela delle parti eventuali e della persona offesa, in G. Conso (a cura di), Il diritto processuale penale nella giurisprudenza della Corte costituzionale, ESI, Napoli, 2006, p. 294.
39) F. Cordero, Procedura penale, IX ed., Giuffrè, Milano 1987, p. 236.
40) Per un interessante raffronto tra campo semantico che il termine « testimone » assume nel contesto delle fonti internazionali, in particolare la Convenzione europea dei diritti dell’uomo – ove il termine individua una ‘nozione autonoma’ (C. eur. 11.7.2013, Rudnichenko c. Ucraina) – e nel linguaggio del codice di procedura penale, v. M. Chiavario, Diritto processuale penale, XVIII ed., Torino, Utet, 2017, p. 235.
41) M. Scaparone, Procedura penale, cit., p. 281 s.
42) H. Belluta, As is, to be, cit., p. 150.
43) V., ex multis, Cass. sez. III, 26 ottobre 2016, n. 6880, in D & G, 15 febbraio 2017, ove, esclusa l’applicabilità dei ‘riscontri’ previsti dall’art. 192 co. 3 c.p.p. per le dichiarazioni del coimputato e dell’imputato in processo collegato, si ritiene necessaria idonea motivazione sulla credibilità soggettiva dell’offeso e sull’attendibilità intrinseca del suo racconto, valutazione che deve essere più pregnante e rigorosa rispetto a quella cui vengono sottoposte le dichiarazioni degli altri testimoni, poiché le dichiarazioni dell’offeso costituiscono prova diretta.
44) Per un riassunto della genesi, M. Venturoli, La vittima nel sistema penale dall’oblio al protagonismo?, Jovene, Napoli, 2015, p. 13 s.; v. anche L.E. Daigle, Victimology, Sage, Londra, 2013, p. 1 s.
45) In questo senso, E.J. Williams, Secondary victimization. Confronting public attitudes about rape, in Victimology, 1984, p. 67: « Secondary victimization is a prolonged and compounded consequence of certain crimes; it results from negative, judgemental attitudes directed towards a victim of crime and resulting in a lack of support, perhaps even condemnation and/or alienation of the victim ».
46) V. U. Orth, Secondary victimization of crime victims by criminal proceedings, in Social Justice Reasearch, 2002, vol. 15, p. 313 s., che presenta i risultati di uno studio condotto su 137 vittime di vari reati, a distanza di parecchi anni dalla celebrazione del processo.
47) Per un’evoluzione del concetto nel contesto internazionale, v. supraC. Amalfitano. Con particolare attenzione all’evoluzione dell’ordinamento interno v. S. Quattrocolo, Vulnerabilità e individual assessment: l’evoluzione dei parametri di individuazione, in M. Bargis, H. Belluta (a cura di), Vittime di reato, p. cit., 299 ss.
48) L’art. 90-quater c.p.p. individua come parametri di potenziale vulnerabilità la minore età, l’infermità o la deficienza psichica, indicando poi come elementi di valutazione caso per caso le modalità e le circostanze del fatto.
49) Si è parlato in relazione alle fattispecie elencate dall’art. 351 co. 1-ter c.p.p. di ‘vulnerabilità tipica’, in contrapposizione alla valutazione effettuata, al di fuori di tali ipotesi, caso, per caso, dall’autorità giudiziaria ex art. 90-quater c.p.p., definita, invece, ‘vulnerabilità atipica’: v. S. Recchione, La vittima cambia il volto, cit., p. 82. Le ipotesi espressamente elencate dal legislatore si ritengono, condivisibilmente, presunzioni assolute e insuperabilit di vulnerabilità: E. Lorenzetto, Audizioni investigative e tutela della vittima, in M. Bargis-H. Belluta (a cura di), Vittime di reato, cit., p. 359.
50) L’inquadramento della figura dell’esperto nei ruoli processuali è piuttosto controverso. Infatti, stante la necessaria scelta del professionista da parte del p.m., anche quando le sommarie informazioni debbano essere assunte dalla polizia giudiziaria, rimane dubbia la qualificazione di consulente tecnico o di ausiliario: v. C. Santoriello, La presenza dell’esperto nell’esame testimoniale del minore: dalla Convenzione di Lanzarote alla confusione del legislatore italiano, in Arch. pen., 2013 (2), p. 11; l’A. sottolinea l’importante differenza tra i due soggetti, soltanto il primo dei quali può essere citato come testimone nel dibattimento. Il problema della qualificazione, poi, non risolve il più radicale dilemma del ruolo che l’esperto debba effettivamente svolgere nell’audizione del soggetto, stante la consolidata giurisprudenza che esclude la nullità dell’esame svolto in assenza dello psicologo e riconosce il potere del giudice di disattendere le indicazioni di quest’ultimo (Cass. pen., sez. IV, 18 ottobre 2011, in CED n. 251663).
51) S. Recchione, La vittima cambia il volto, cit., p. 83.
52) In giurisprudenza, invece, si ritiene che l’assenza dell’esperto non comporti alcuna invalidità delle dichiarazioni assunte, ma solo uno specifico obbligo di motivazione del giudice che fondi la sua decisione su tale materiale: Cass. pen., sez. III, 10 dicembre 2013, n. n. 3651, in CED n. 259088; Cass. pen., sez. IV, 12 marzo 2013 n. 16981, in CED. n. 254943.
53) Per uno sguardo complessivo, v. L. Parlato, Il contributo della vittima tra azione e prova, Torri del Vento, Palermo, 2012, spec. p. 76.
54) Artt. 572, 600, 600-bis, 600-ter e 600-quater, anche se relativi al materiale pornografico di cui all’articolo 600-quater.1, 600-quinquies, 601, 602, 609-bis, 609-quater, 609-quinquies, 609-octies, 609-undecies e 612-bis c.p.
55) È opportuno sottolineare che nei casi del comma 1-bis è prevista la completa discovery del materiale contenuto nel fascicolo del p.m., ai fini della piena instaurazione del contraddittorio (art. 393 co. 2-bis c.p.p.).
56) M. Bargis, Note in tema di esame testimoniale, in Ead., Studi di diritto processuale penale II, Giappichelli, Torino, 2007, p. 267.
57) A. Presutti, Le audizioni protette, in M. Bargis-H. Belluta (a cura di), Vittime di reato, cit., p. 397.
58) Artt. 600-bis, primo comma, 600-ter, 600-quater, 600-quinquies, 609-bis, 609-ter, 609-quater, anche se relativi al materiale pornografico di cui all’articolo 600-quater.1, 609-quinquies e 609-octies c.p.
59) La letteratura sul tema è decisamente ampia, stante la dubbia compatibilità costituzionale del peculiare bilanciamento tra ‘rischio processuale’ e diritto di difesa dell’imputato: v., per tutti, P. Ferrua, Carenze ed eccessi di garanzia nel diritto di difesa dell’imputato, in P. Ferrua - E. Marzaduri - G. Spangher, Processo penale e valori, Giappichelli, Torino, 2013, spec. p. 182.
60) Osserva A. Presutti, Le audizioni protette, p. 387, come il difensore della persona sottoposta alle indagini non possa che mostrarsi disinteressato alla richiesta di ‘incidente probatorio speciale’, dato il netto svantaggio che esso implica per il suo assistito.
61) Critica sull’effettiva capacità di tali previsioni di tutelare efficacemente la vittima, A. Presutti, Le audizioni protette, cit., p. 398.
62) L’art. 498 c.p.p. è stato dichiarato parzialmente incostituzionale da C. cost. 283/1997,nella parte in cui non consentiva l’esame da parte del presidente, sentite le parti e in ragione del potenziale nocumento della cross-examination, anche il maggiorenne infermo di mente.
63) Previsione ridondante, considerato il richiamo all’art. 398 co. 5-bis c.p.p. che prevede « modalità particolari » per lo svolgimento dell’esame del dichiarante.
64) In senso contrario, H. Belluta, Un personaggio in cerca d’autore: la vittima vulnerabile, in S. Allegrezza - H. Belluta -M. Gialuz - L. Luparia, Lo scudo e la spada, cit., p. 115.
65) A. Presutti, Le audizioni protette, cit., p. 393.
66) V., ad es,, Cass. pen., sez. III, 2 agosto 2004, n. 33180, in CED n. 229157, ove si afferma che la risposta scritta a domande formulate oralmente non violerebbe né il principio del contraddittorio né quello dell’oralità.
67) M. De Giorgio, Le modifiche in materia di archiviazione, in www.lalegislazionepenale.eu, 31.1.2008, p. 7.
68) Non ci si sofferma sull’oscura formulazione dell’ultimo periodo dell’art. 411 co. 1 bis c.p.p., in relazione alla quale i commentatori hanno tentato interpretazioni che garantiscano un senso alla nuova norma, che sembra però, in realtà, l’esito di un passaggio legislativo confuso. V. De Giorgio, op. cit., p. 7 s.; M. Gialuz, A. Cabiale, M. J. Della Torre, Riforma Orlando: le modifiche attinenti al processo penale, tra codificazione della giurisprudenza, riforme attese da tempo e confuse innovazioni, in Dir. Pen. Cont., 2017 (3), p. 178.
69) R.Orlandi, I diritti della vittima in particolari definizioni del rito, in M. Bargis-H. Belluta (a cura di), Vittime di reato, cit., p. 184.
70) R. Orlandi, op. cit., p. 183.
71) V nt. precedente.
72) B. Lavarini, Gli effetti extra-penali del giudicato di tenuità, in S. Quattrocolo (a cura di), I nuovi epiloghi del procedimento penale per particolare tenuità del fatto, Giappichelli, Torino, 2015, p. 115 ss.; nonché S. Quattrocolo, L’altra faccia della medaglia: l’impatto della particolare tenuità del fatto sul processo penale, in Criminalia, 2015, p. 238.
73) Cass. pen, Sez Un., 23 aprile 2015, n. 33864, in CED, n. 264238, § 7 delle motivazioni.
74) L’orientamento si è consolidato nel contesto dell’interpretazione della circostanza attenuante dell’art. 62 n. 6 c.p.: si veda ad es. Cass, pen., sez. I, 25 maggio 2006, n. 18440, in Riv. pen., 2007, p. 211, la quale esclude che in assenza di un’offerta reale il giudice possa effettuare una valutazione di congruità dell’offerta risarcitoria. Tale precedente risulta poi richiamato nell’interpretazione dell’art. 35 d.lgs. 274/2000 (ad es., Cass. pen., sez. V, 9 maggio 2008, n. 36448, in Guida dir., 2008 (44), p. 86).
75) Invero, è l’art. 1209 c.c. che disciplina la c.d. offerta reale: infatti, quando l’obbligazione abbia ad oggetto denaro, titoli di credito o cose mobili da consegnare al domicilio del creditore detti beni debbono essere consegnati al pubblico ufficiale, che li presenti al domicilio del creditore. Ove poi detta offerta non sia accettata del creditore, l’art. 1210 c.c. prevede il deposito dei beni. Quando il deposito è dichiarato valido con sentenza passata in giudicato (quella estintiva ex art. 469 c.p.p., parrebbe), il debitore è liberato dall’obbligazione, con preclusione di ogni azione in sede civile.
76) Anzi, non mancano letture per le quali il meccanismo riparatorio dovrebbe essere applicato per lo più ai reati contro il patrimonio e comunque non ai reati contro la persona che implicano difficoltà nella determinazione di effettive e precise condotte riparatorie: D. Ferranti, Giustizia riparativa e stalking: qualche riflessione a margine delle recenti polemiche, in www.penalecontemporaneo.it, 4.7.2017, p. 3, con specifico riguardo agli atti persecutori: « i delitti contro la persona (a differenza di quelli contro il patrimonio) non si prestano ad una semplice ed istintiva individuazione del danno da reato e sono difficilmente compatibili con i concetti di restituzione e di risarcimento. Basterà, dunque, che le parti coinvolte nel procedimento p.m. e p.o.) oppongano l’impossibilità di quantificare ex ante il danno da reato degli atti persecutori per rendere obiettivamente complesso, quando non impossibile, la dichiarazione di estinzione del reato da parte del Giudice ».
77) In questo senso, D. Ferranti, Giustizia riparativa, cit., p. 3. L’interazione tra autore e vittima non è in alcun modo valorizzata dalla nuova disposizione, ove gli spazi di intervento dell’offeso risultano del tutto marginali rispetto alla pressante istanza di deflazione, sempre sullo sfondo.
78) P.P. Paulesu, Vittima del reato e processo penale: uno sguardo d’insieme, in M. Bargis-H. Belluta, Vittime di reato, cit., p. 133.
1) H. Belluta, As is, to be: vittime di reato e giustizia penale tra presente e futuro, in M. Bargis (a cura di), Studi in ricordo di Maria Gabriella Aimonetto, Giuffrè, Milano, 2013, p. 150.
2) Il diritto ‘al processo’ della vittima è stato teorizzato e tutelato (pur con ampie limitazioni), dalla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, che ha saputo individuare nel testo della Convenzione europea dei diritti dell’uomo uno spazio per garantire le istanze di accesso al giudice da parte della persona offesa dal reato: v. M. Chiavario, Il “diritto al processo” delle vittime dei reati e la corte europea dei diritti dell’uomo in Riv. dir. proc., 2001, spec. pp. 944 ss.
3) H. Belluta, Eppur si muove: la tutela delle vittime particolarmente vulnerabili nel processo penale italiano, in L. Lupária (a cura di), Lo statuto europeo delle vittime di reato. Modelli di tutela tra diritto dell’Unione e buone pratiche nazionali, Cedam, 2015, p. 258.
4) E, possibilmente, per l’abbandono di quell’atteggiamento, denunciato ancora non molto tempo fa da S. Walklate, Victimology, Unwin Hymant, 1989, p. XII: « the more innocent a victim can show themself to be, the greater their legitimate claim for victim status ».
5) V. supra in questo volume C. Amalfitano, La vittima vulnerabile nel diritto internazionale e dell’Unione europea.
6) E che nemmeno la riforma del 1988 ha saputo eliminare: H. Belluta, As is, to be, cit., p. 149 s.
7) In questo senso, M.G. Aimonetto, voce Persona offesa dal reato, in Enc. dir., vol. XXXIII, Giuffrè, Milano, 1983, p. 322.
8) Per un’attenta ricostruzione v. M. Scaparone, Procedura penale, vol. I, 5 ed., Giappichelli, Torino, 2017, p. 182 s. L’A. osserva che il diritto di presenziare alle udienze non è accompagnato da alcun diritto partecipativo, tanto che il difensore della persona offesa non è compreso tra coloro che possono partecipare alla discussione, nelle relative fasi.
9) Previsione, questa, inserita dal d.l. 14.8.2013, conv, con mod. in l. 15.10.2013, n. 119.
10) L. Luparia, Quale posizione per la vittima nel modello processuale italiano?, in S. Allegrezza-H. Belluta-M. Gialuz-L. Luparia, Lo scudo e la spada. Esigenze di protezione e poteri delle vittime nel processo penale tra Europa e Italia, Giappichelli, Torino, 2012, p.60 s.
11) Anche in questo caso, nell’ipotesi di decesso dell’offeso, i diritti spettano ai soggetti indicati dall’art. 90 co. 3 c.p.p.
12) S. Ciampi, Il diritto di difesa e all’informazione, in M. Bargis-H. Belluta (a cura di), Vittime di reato e sistema penale. La ricerca di nuovi equilibri, Giappichelli, Torino, 2017, p. 265 s. sottolinea come non risulti specificata, diversamente da quanto accade negli artt. 369, 369-bis, 415-bis, a favore dell’indagato, la forma della comunicazione, che potrebbe avvenire anche oralmente, con grave detrimento per l’efficacia della medesima. Peraltro, è stato sottolineato, l’omissione dell’informativa alla vittima non è assistita da alcuna invalidità, prevista, invece, in relazione all’art. 369-bis c.p.p.: S. Recchione, La vittima cambia il volto del processo penale: le tre parti “eventuali”, la testimonianza dell’offeso vulnerabile, la mutazione del principio di oralità, in Dir. pen. cont., 2017 (1), p. 74.
13) Che presso la Procura della Repubblica ‘distrettuale’ può essere proposta anche nella lingua-madre (art. 107-ter n. att. c.p.p.).
14) Specificata dall’art. 143-bis co. 4 c.p.p., che garantisce alla vittima la traduzione gratuita degli atti che contengono informazioni utili all’esercizio dei suoi diritti.
15) Diritto che, però, non è previsto dall’art. 548 c.p.p.: v. S. Recchione, La vittima cambia il volto, cit., p. 74.
16) S. Recchione, La vittima cambia il volto, cit., p. 77. V. però S. Ciampi, Il diritto di difesa, cit., p. 292 s., il quale ritiene sussistere una ‘sinergia’ tra art. 90-ter e art. 299 c.p.p., il primo allargando la sfera applicativa della tutela della vittima oltre i confini stabiliti dal secondo, in adempimento con le più ampie previsioni della direttiva 2012/29/UE, stante anche il diverso ambito temporale che permette all’art. 90-ter c.p.p. di operare anche dopo il giudicato, nella fase esecutiva.
17) La norma è stata interpolata dal d.l. 14 agosto 2013 n. 93, conv. con mod. in l. 15.10.2013, n. 119.
18) Sul contrasto interpretativo ingeneratosi in relazione alla mancata elezione di domicilio da parte dell’offeso (il quale, ex art. 90-bis c.p.p., non deve essere espressamente invitato alla dichiarazione o elezione), v. S. Recchione, La vittima cambia il volto, cit., p. 79.
19) F. Zacché, Il sistema cautelare a protezione della vittima, in M. Bargis-H. Belluta (a cura di), Vittime di reato, cit., p. 435.
20) Cass. pen., sez. VI, 9 febbraio 2016, n. 6864, in Cass. Pen., 2016, p. 3751. Successivamente, in senso conforme, v. Cass. pen., sez. V, 16 febbraio 2017, n. 7404, ivi, p. 4426.
21) Per una critica v. S. Recchione, La vittima cambia il volto, cit., p. 80.
22) Cass. pen., sez. V, 1º dicembre 2017, n. 54319, nella quale la Corte ha chiarito che, sulla base dell’art. 111, Cost., devono ritenersi soggetti legittimati all’impugnazione cautelare solo l’indagato, il suo difensore e il pubblico ministero, sicché la violazione del diritto al contraddittorio attribuito alla persona offesa dall’art. 299 co. 3 c.p.p. può essere fatta valere, su sollecitazione di quest’ultima, dal pubblico ministero ai sensi degli artt. 310, 311 e 572 c.p.p.
23) F. Zacché, Il sistema cautelare, cit., p. 419.
24) In questo senso v., appunto, F. Zacché, Il sistema cautelare, cit., pp. 424 ss., il quale segnala una serie di interventi normativi tesi, pur indirettamente, a mantenere i reati lato sensu ‘di genere’ entro la sfera applicativa della misura custodiale, nonostante il dichiarato intento di voler ridurre il ricorso all’art. 285 c.p.p., soprattutto in ragione del sovraffollamento carcerario.
25) V. D. Negri, Le misure cautelari a tutela della vittima: dietro il paradigma flessibile, il rischio di un’incontrollata prevenzione, in Giur. It., 2012, p. 467 s.
26) In relazione a tali fattispecie si prevede l’esecuzione della misura anche nelle forme del c.d. braccialetto elettronico.
27) Per l’eventuale adozione di provvedimenti in materia di armi e munizioni.
28) L. Parlato, La tutela della vittima mediante strumenti precautelari: tra arresto in flagranza e allontanamento d’urgenza dalla casa familiare, in M. Bargis-H. Belluta (a cura di), Vittime di reato, cit., p. 406.
29) L. Parlato, La tutela, cit., p. 416 s.
30) Così M.G. Aimonetto, voce Persona offesa, cit., p. 322.
31) A condizione che abbia capacità processuale, cioè goda del libero esercizio dei diritti e della piena capacità di agire, altrimenti occorrerà una specifica forma di rappresentazione: v. M. Scaparone, Procedura penale, cit., p. 164.
32) Per una breve panoramica su alcuni dei più importanti ordinamenti europei, v. S. Quattrocolo, A comparative overview on participatory rights in Europe, in S. Ruggeri, S. Quattrocolo, Personal participation in criminal proceedings. A comparative study of participatory safeguards and in absentia trials in Europe, Springer, in press, § D.
33) B. Lavarini, Azione civile nel processo penale e principi costituzionali, Giappichelli, Torino, 2009, p. 1: certamente la parte civile è estranea alla dinamica del processo accusatorio puro, tipicamente fondato sul confronto tra accusa e difesa. La nostra Costituzione, osserva l’A., non sembra contenere limiti o impedimenti alla previsione dell’esercizio dell’azione risarcitoria in sede penale.
34) È bene precisare (v. M. Scaparone, Procedura penale, cit., p. 184), per completezza, che la persona offesa dal reato acquista altresì la qualità di parte del processo quando: abbia impugnato la sentenza di non luogo a procedere ex art. 428 co. 2 c.p.p.; quando, condannata alla rifusione delle spese e al risarcimento del danno in qualità di querelante, a seguito di assoluzione dell’imputato – perché il fatto non sussiste o perché l’imputato non lo ha commesso – ella impugni la sentenza; nei procedimenti innanzi al giudice di pace quando eserciti i poteri conferiti dagli artt. 21-28 d.lgs. 274/200.
35) La parte civile è altresì legittimata a proporre impugnazione ai sensi dell’art. 576 c.p.p.
36) Più precisamente, l’art. 187 c.p.p. individua come fatti oggetto di prova quelli « inerenti alla responsabilità civile derivante da reato », posta, peraltro, l’inoperatività dei principi che regolano la prova nel processo civile (art. 193 c.p.p.).
37) V. le interessanti riflessioni di B. Lavarini, Azione civile, cit., p. 61.
38) V. P.P. Paulesu, La tutela delle parti eventuali e della persona offesa, in G. Conso (a cura di), Il diritto processuale penale nella giurisprudenza della Corte costituzionale, ESI, Napoli, 2006, p. 294.
39) F. Cordero, Procedura penale, IX ed., Giuffrè, Milano 1987, p. 236.
40) Per un interessante raffronto tra campo semantico che il termine « testimone » assume nel contesto delle fonti internazionali, in particolare la Convenzione europea dei diritti dell’uomo – ove il termine individua una ‘nozione autonoma’ (C. eur. 11.7.2013, Rudnichenko c. Ucraina) – e nel linguaggio del codice di procedura penale, v. M. Chiavario, Diritto processuale penale, XVIII ed., Torino, Utet, 2017, p. 235.
41) M. Scaparone, Procedura penale, cit., p. 281 s.
42) H. Belluta, As is, to be, cit., p. 150.
43) V., ex multis, Cass. sez. III, 26 ottobre 2016, n. 6880, in D & G, 15 febbraio 2017, ove, esclusa l’applicabilità dei ‘riscontri’ previsti dall’art. 192 co. 3 c.p.p. per le dichiarazioni del coimputato e dell’imputato in processo collegato, si ritiene necessaria idonea motivazione sulla credibilità soggettiva dell’offeso e sull’attendibilità intrinseca del suo racconto, valutazione che deve essere più pregnante e rigorosa rispetto a quella cui vengono sottoposte le dichiarazioni degli altri testimoni, poiché le dichiarazioni dell’offeso costituiscono prova diretta.
44) Per un riassunto della genesi, M. Venturoli, La vittima nel sistema penale dall’oblio al protagonismo?, Jovene, Napoli, 2015, p. 13 s.; v. anche L.E. Daigle, Victimology, Sage, Londra, 2013, p. 1 s.
45) In questo senso, E.J. Williams, Secondary victimization. Confronting public attitudes about rape, in Victimology, 1984, p. 67: « Secondary victimization is a prolonged and compounded consequence of certain crimes; it results from negative, judgemental attitudes directed towards a victim of crime and resulting in a lack of support, perhaps even condemnation and/or alienation of the victim ».
46) V. U. Orth, Secondary victimization of crime victims by criminal proceedings, in Social Justice Reasearch, 2002, vol. 15, p. 313 s., che presenta i risultati di uno studio condotto su 137 vittime di vari reati, a distanza di parecchi anni dalla celebrazione del processo.
47) Per un’evoluzione del concetto nel contesto internazionale, v. supraC. Amalfitano. Con particolare attenzione all’evoluzione dell’ordinamento interno v. S. Quattrocolo, Vulnerabilità e individual assessment: l’evoluzione dei parametri di individuazione, in M. Bargis, H. Belluta (a cura di), Vittime di reato, p. cit., 299 ss.
48) L’art. 90-quater c.p.p. individua come parametri di potenziale vulnerabilità la minore età, l’infermità o la deficienza psichica, indicando poi come elementi di valutazione caso per caso le modalità e le circostanze del fatto.
49) Si è parlato in relazione alle fattispecie elencate dall’art. 351 co. 1-ter c.p.p. di ‘vulnerabilità tipica’, in contrapposizione alla valutazione effettuata, al di fuori di tali ipotesi, caso, per caso, dall’autorità giudiziaria ex art. 90-quater c.p.p., definita, invece, ‘vulnerabilità atipica’: v. S. Recchione, La vittima cambia il volto, cit., p. 82. Le ipotesi espressamente elencate dal legislatore si ritengono, condivisibilmente, presunzioni assolute e insuperabilit di vulnerabilità: E. Lorenzetto, Audizioni investigative e tutela della vittima, in M. Bargis-H. Belluta (a cura di), Vittime di reato, cit., p. 359.
50) L’inquadramento della figura dell’esperto nei ruoli processuali è piuttosto controverso. Infatti, stante la necessaria scelta del professionista da parte del p.m., anche quando le sommarie informazioni debbano essere assunte dalla polizia giudiziaria, rimane dubbia la qualificazione di consulente tecnico o di ausiliario: v. C. Santoriello, La presenza dell’esperto nell’esame testimoniale del minore: dalla Convenzione di Lanzarote alla confusione del legislatore italiano, in Arch. pen., 2013 (2), p. 11; l’A. sottolinea l’importante differenza tra i due soggetti, soltanto il primo dei quali può essere citato come testimone nel dibattimento. Il problema della qualificazione, poi, non risolve il più radicale dilemma del ruolo che l’esperto debba effettivamente svolgere nell’audizione del soggetto, stante la consolidata giurisprudenza che esclude la nullità dell’esame svolto in assenza dello psicologo e riconosce il potere del giudice di disattendere le indicazioni di quest’ultimo (Cass. pen., sez. IV, 18 ottobre 2011, in CED n. 251663).
51) S. Recchione, La vittima cambia il volto, cit., p. 83.
52) In giurisprudenza, invece, si ritiene che l’assenza dell’esperto non comporti alcuna invalidità delle dichiarazioni assunte, ma solo uno specifico obbligo di motivazione del giudice che fondi la sua decisione su tale materiale: Cass. pen., sez. III, 10 dicembre 2013, n. n. 3651, in CED n. 259088; Cass. pen., sez. IV, 12 marzo 2013 n. 16981, in CED. n. 254943.
53) Per uno sguardo complessivo, v. L. Parlato, Il contributo della vittima tra azione e prova, Torri del Vento, Palermo, 2012, spec. p. 76.
54) Artt. 572, 600, 600-bis, 600-ter e 600-quater, anche se relativi al materiale pornografico di cui all’articolo 600-quater.1, 600-quinquies, 601, 602, 609-bis, 609-quater, 609-quinquies, 609-octies, 609-undecies e 612-bis c.p.
55) È opportuno sottolineare che nei casi del comma 1-bis è prevista la completa discovery del materiale contenuto nel fascicolo del p.m., ai fini della piena instaurazione del contraddittorio (art. 393 co. 2-bis c.p.p.).
56) M. Bargis, Note in tema di esame testimoniale, in Ead., Studi di diritto processuale penale II, Giappichelli, Torino, 2007, p. 267.
57) A. Presutti, Le audizioni protette, in M. Bargis-H. Belluta (a cura di), Vittime di reato, cit., p. 397.
58) Artt. 600-bis, primo comma, 600-ter, 600-quater, 600-quinquies, 609-bis, 609-ter, 609-quater, anche se relativi al materiale pornografico di cui all’articolo 600-quater.1, 609-quinquies e 609-octies c.p.
59) La letteratura sul tema è decisamente ampia, stante la dubbia compatibilità costituzionale del peculiare bilanciamento tra ‘rischio processuale’ e diritto di difesa dell’imputato: v., per tutti, P. Ferrua, Carenze ed eccessi di garanzia nel diritto di difesa dell’imputato, in P. Ferrua - E. Marzaduri - G. Spangher, Processo penale e valori, Giappichelli, Torino, 2013, spec. p. 182.
60) Osserva A. Presutti, Le audizioni protette, p. 387, come il difensore della persona sottoposta alle indagini non possa che mostrarsi disinteressato alla richiesta di ‘incidente probatorio speciale’, dato il netto svantaggio che esso implica per il suo assistito.
61) Critica sull’effettiva capacità di tali previsioni di tutelare efficacemente la vittima, A. Presutti, Le audizioni protette, cit., p. 398.
62) L’art. 498 c.p.p. è stato dichiarato parzialmente incostituzionale da C. cost. 283/1997,nella parte in cui non consentiva l’esame da parte del presidente, sentite le parti e in ragione del potenziale nocumento della cross-examination, anche il maggiorenne infermo di mente.
63) Previsione ridondante, considerato il richiamo all’art. 398 co. 5-bis c.p.p. che prevede « modalità particolari » per lo svolgimento dell’esame del dichiarante.
64) In senso contrario, H. Belluta, Un personaggio in cerca d’autore: la vittima vulnerabile, in S. Allegrezza - H. Belluta -M. Gialuz - L. Luparia, Lo scudo e la spada, cit., p. 115.
65) A. Presutti, Le audizioni protette, cit., p. 393.
66) V., ad es,, Cass. pen., sez. III, 2 agosto 2004, n. 33180, in CED n. 229157, ove si afferma che la risposta scritta a domande formulate oralmente non violerebbe né il principio del contraddittorio né quello dell’oralità.
67) M. De Giorgio, Le modifiche in materia di archiviazione, in www.lalegislazionepenale.eu, 31.1.2008, p. 7.
68) Non ci si sofferma sull’oscura formulazione dell’ultimo periodo dell’art. 411 co. 1 bis c.p.p., in relazione alla quale i commentatori hanno tentato interpretazioni che garantiscano un senso alla nuova norma, che sembra però, in realtà, l’esito di un passaggio legislativo confuso. V. De Giorgio, op. cit., p. 7 s.; M. Gialuz, A. Cabiale, M. J. Della Torre, Riforma Orlando: le modifiche attinenti al processo penale, tra codificazione della giurisprudenza, riforme attese da tempo e confuse innovazioni, in Dir. Pen. Cont., 2017 (3), p. 178.
69) R.Orlandi, I diritti della vittima in particolari definizioni del rito, in M. Bargis-H. Belluta (a cura di), Vittime di reato, cit., p. 184.
70) R. Orlandi, op. cit., p. 183.
71) V nt. precedente.
72) B. Lavarini, Gli effetti extra-penali del giudicato di tenuità, in S. Quattrocolo (a cura di), I nuovi epiloghi del procedimento penale per particolare tenuità del fatto, Giappichelli, Torino, 2015, p. 115 ss.; nonché S. Quattrocolo, L’altra faccia della medaglia: l’impatto della particolare tenuità del fatto sul processo penale, in Criminalia, 2015, p. 238.
73) Cass. pen, Sez Un., 23 aprile 2015, n. 33864, in CED, n. 264238, § 7 delle motivazioni.
74) L’orientamento si è consolidato nel contesto dell’interpretazione della circostanza attenuante dell’art. 62 n. 6 c.p.: si veda ad es. Cass, pen., sez. I, 25 maggio 2006, n. 18440, in Riv. pen., 2007, p. 211, la quale esclude che in assenza di un’offerta reale il giudice possa effettuare una valutazione di congruità dell’offerta risarcitoria. Tale precedente risulta poi richiamato nell’interpretazione dell’art. 35 d.lgs. 274/2000 (ad es., Cass. pen., sez. V, 9 maggio 2008, n. 36448, in Guida dir., 2008 (44), p. 86).
75) Invero, è l’art. 1209 c.c. che disciplina la c.d. offerta reale: infatti, quando l’obbligazione abbia ad oggetto denaro, titoli di credito o cose mobili da consegnare al domicilio del creditore detti beni debbono essere consegnati al pubblico ufficiale, che li presenti al domicilio del creditore. Ove poi detta offerta non sia accettata del creditore, l’art. 1210 c.c. prevede il deposito dei beni. Quando il deposito è dichiarato valido con sentenza passata in giudicato (quella estintiva ex art. 469 c.p.p., parrebbe), il debitore è liberato dall’obbligazione, con preclusione di ogni azione in sede civile.
76) Anzi, non mancano letture per le quali il meccanismo riparatorio dovrebbe essere applicato per lo più ai reati contro il patrimonio e comunque non ai reati contro la persona che implicano difficoltà nella determinazione di effettive e precise condotte riparatorie: D. Ferranti, Giustizia riparativa e stalking: qualche riflessione a margine delle recenti polemiche, in www.penalecontemporaneo.it, 4.7.2017, p. 3, con specifico riguardo agli atti persecutori: « i delitti contro la persona (a differenza di quelli contro il patrimonio) non si prestano ad una semplice ed istintiva individuazione del danno da reato e sono difficilmente compatibili con i concetti di restituzione e di risarcimento. Basterà, dunque, che le parti coinvolte nel procedimento p.m. e p.o.) oppongano l’impossibilità di quantificare ex ante il danno da reato degli atti persecutori per rendere obiettivamente complesso, quando non impossibile, la dichiarazione di estinzione del reato da parte del Giudice ».
77) In questo senso, D. Ferranti, Giustizia riparativa, cit., p. 3. L’interazione tra autore e vittima non è in alcun modo valorizzata dalla nuova disposizione, ove gli spazi di intervento dell’offeso risultano del tutto marginali rispetto alla pressante istanza di deflazione, sempre sullo sfondo.
78) P.P. Paulesu, Vittima del reato e processo penale: uno sguardo d’insieme, in M. Bargis-H. Belluta, Vittime di reato, cit., p. 133.
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