Rivista Italiana di Medicina Legale e del Diritto in campo sanitario

Rivista: Rivista Italiana di Medicina Legale (e del Diritto in campo sanitario)
Anno: 2019
Fascicolo: n. 3
Editore: Giuffrè Francis Lefebvre
ISSN: 1124-3376
Autori: Francesco Saverio Della Corte
Titolo: Valutazione del danno relazionale: la Sezione III alla vigilia deldecalogosul danno non patrimoniale.
Pagine: pp. 1198-1212

Abstract non disponibile per questo articolo

NOTE A SENTENZA
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Valutazione del danno relazionale: la Sezione III alla vigilia deldecalogosul danno non patrimoniale.

Francesco Saverio Della Corte

1) Il termine chirurgia estetica è da intendersi come un ramo della chirurgia plastica che modifica su richiesta del paziente, tramite un intervento chirurgico, alcuni tratti somatici e morfologici dallo stesso non più accettati, pur essendo compatibili con la norma. Lo scopo è migliorare l’aspetto di strutture corporee nella maggior parte dei casi normali, attraverso la scelta libera del paziente, condivisa dal chirurgo. Per questi motivi risulta chiara la forte implicanza psicologica e soggettiva di tale tipo di interventi (v. F. Amadei, Danno in chirurgia estetica, in Trattato dei nuovi danni, diretto da P. Cendon, Cedam, Padova, 2011).
2) Sulle peculiarità di questa tipologia di trattamento medico in relazione al risarcimento del danno estetico v. G. Agostinelli, La cicatrice in chirurgia estetica. Aspetti biologici, clinici e medico-legali, in questa Rivista, 12, 7.
3) Si intenda qui danno da perdita di capacità lavorativa. In generale sull’argomento v. F. Buzzi, M. Tavani, M. Valdini (a cura di), Il danno alla persona da compromissione della capacità lavorativa, Giuffrè, Milano, 2008; C.M. Penuti, Riduzione della capacità lavorativa e risarcimento del danno patrimoniale futuro: onere della prova, in. NGCC, 2008, I, 856; F. Buzzi, Il danno patrimoniale da lucro cessante e la riduzione della capacità lavorativa: una relazione molto equivoca, in questa Rivista, 2007, 405; D. Simeoli, Presunzione di colpa e danno morale; danno biologico e invalidità lavorativa specifica, in Riv. it. dir. lav., 2007, 670.
4) V. infra § 2.
5) « [...] quando un barème medico-legale suggerisce una menomazione del 50%, vuol dire che tale percentuale indica che l’invalido, a causa della menomazione, teoricamente sarà in grado di svolgere la metà delle ordinarie attività la metà delle ordinarie attività che una persona sana, dello stesso sesso e della stessa età, sarebbe stata in grado di svolgere ». V. Cass. civ., sez. III, ord. 27 marzo 2018, n. 7513, Danno e resp., 2018, 4, 460.
6) Si considerano qui le ricadute patrimoniali del c.d. danno estetico, definito da autorevole dottrina come « particolare esemplificazione del danno in rapporto alla vita di relazione » (G. Gentile, Danno alla persona, in Enc. Dir., XI, Giuffrè, Milano, 1962, 634). L’esempio che viene in considerazione è proprio quello di modelle, indossatrici, artisti del cinema e del teatro, hostess e più in generale qualsiasi lavoro che importi un contatto con il pubblico (Cass. civ., 15 gennaio 1935, n. 204, in Resp. civ. prev., 56; Cass. civ., 5 febbraio 1935, n. 422, ivi, 197).
7) V. Cass. civ., sez. III, 27 novembre 2014, n. 25211, in Guida dir., 2015, 8, 51 ss., in D&G, 1, 2014, 119, con nota di A. Paganini, Anche il danno da perdita della capacità lavorativa specifica (e quindi di guadagno) deve essere dimostrato dal danneggiato.
8) V., tra le altre, sulla natura non automatica del risarcimento, Cass. civ., sez. VI, 22 maggio 2018, n. 12572, in Foro it.; Cass. civ., sez. III, 10 marzo 2016, n. 4673, in Notiziario giurisprudenza lav., 2016, 398; Cass. civ., sez. VI, 9 ottobre 2015, n. 20312, in Mass., 2015, 668; Cass. civ. 12 febbraio 2015, n. 2758, Ced; Cass., rv. 634401-01. Sulla possibilità di allegare prove presuntive sulla capacità reddituale, v. in ultimo Cass. civ., sez. III, 27 marzo, 2018, n. 7534, in Foro it., 2018; Cass. civ., 12 febbraio 2013, n. 3290, in Mass., 2013, 105.
9) V. Cass. civ., sez. III, 6 marzo 2014, n. 5249, in Foro it., 2014, 4, I, 1063.
10) In termini generali, si consideri che in seguito alle sentenze gemelle del 2003 (v. infra), il danno biologico, ricondotto alla disciplina dell’art. 2059 c.c., viene definito danno-conseguenza e in quanto tale risarcibile solo tramite allegazione e prova dello stesso (v. M. V. De Giorgi, Danno alla persona, 2006, 12 in Enc. Giur., XI, Istituto della Enciclopedia Italiana, Roma).
11) La nozione di danno dinamico-relazionale viene spesso adoperata in giurisprudenza in modo equivalente a quella di danno esistenziale, contro cui si è tuttavia manifestato lo sfavore delle sentenze di San Martino (v. infra n. 20). La dizione danno esistenziale richiama infatti una categoria di danno autonomamente configurabile e risarcibile, in contrasto con l’impostazione unitaria delle decisioni dell’11 novembre 2008. Avverso alla dizione di danno esistenziale v. tra gli autori c.d. anti-esistenzialisti A. Scalera, Danni non patrimoniali: la Cassazione ritorna sul danno esistenziale e sul danno morale, in Ridare.it, 21 giugno 2016, che addirittura appella la stessa « inquietante » rispetto alle altre espressioni di medesimo significato.
12) G. Gentile, op. cit.: « [...] il danno estetico può essere altrimenti considerato altrimenti che come danno non patrimoniale (al di fuori di quei casi in cui alla menomazione estetica corrisponde un pregiudizio patrimoniale n.d.a.) alla relativa disciplina giuridica nella sua valutazione e nella liquidazione del danno. ».
13) Cass. sez. III, 31 maggio 2003, n. 8827-8828, in Giust. civ. mass., 2003, 5; in GI, 2004, 29 con nota di M. P. Suppa; in GI, 2004, 1129, con nota di M. Bona; in questa Rivista, 2004, 195, con nota di P. Frati e altri; in NGCC, 2004, I, 5, 232 con nota di A. Scarpello; in Foro It., 2003, 816, con nota di A. Procida Mirabelli Di Lauro.
14) Sulle riverberazioni patrimoniali del danno estetico c.d. dinamico, riguardo alla perdita di chance lavorativa che deriva dalla lesione della capacità relazionale del danneggiato v. Cass. civ., sez. III, 19 maggio 1989, n. 2409, in Foro it. e supra § 1.
15) V. Cass. civ. SS. UU., 24 marzo 2006, n. 6572, con note di M. Bertoncini, Demansionamento ed onere della prova dei danni conseguenti e di F. Bilotta, Attraverso il danno esistenziale, oltre il danno esistenziale in Resp. civ. prev., 2006, 1041; con nota di F. Bonaccorsi, I percorsi del danno non patrimoniale da demansionamento tra dottrina e giurisprudenza, ivi, 2007, 839; con nota di F. Malzani, Il danno da demansionamento professionale e le Sezioni Unite, in Danno e resp., 2006, 858; con note di P. Cendon, Voci lontane, sempre presenti sul danno esistenziale, in Foro it., 2006, I, 1344 e di G. Ponzanelli, La prova del danno non patrimoniale e i confini tra danno esistenziale e danno non patrimoniale, ivi, 2335.
16) Sulla lettura costituzionalmente orientata dell’art. 2059 c.c., in riferimento alla tipicità c.d. evolutiva degli interessi tutelati dal risarcimento del danno non patrimoniale, v. P. Cendon, R. Rossi, Il quadro di riferimento, in Il risarcimento del danno non patrimoniale, t. I Parte generale, in Il diritto privato della giurisprudenza, Utet, Torino, 2009, 23-50; Id., Il nuovo danno alla persona, in Il risarcimento del danno non patrimoniale, t. I Parte generale, in Il diritto privato nella giurisprudenza, Utet, Torino, 2009, 3-22; Id., Il nuovo danno alla persona, in Trattato di medicina legale e scienze affini diretto da G. Giusti, Cedam, Padova, vol. I, 771-862; M. Di Marzio, Le funzioni del risarcimento, in La prova e il quantum nel risarcimento del danno non patrimoniale, in Il diritto privato oggi, a cura di P. Cendon, Utet, Torino, 2008, t. 1, 137-160; M. Franzoni, Il danno risarcibile, in Trattato della responsabilità civile, diretto da M. Franzoni, Giuffrè, Milano, 2004, 482; P. Cendon, La disciplina dei danni non patrimoniali dopo Cass. 8828/2003, in Persona e danno, a cura di P. Cendon, Giuffrè, Milano, 2004.
17) Sulla questione, già prima degli arresti del 2003, cfr. C. Cost. 14 luglio 1986, n. 184, con nota di G. Ponzanelli in Foro it., 1986, I, 2053, e Cass. civ., 11 novembre 1986, n. 6607, in Giust. civ. mass., 1986, 11; in GC, 1986, I, 3031. Si ricordi anche la prima effettiva menzione – nominale – del danno esistenziale in Cass. civ. 7 giugno 2000, n. 7713, in Foro it., 2001, I, 187, con nota di A. D’adda. In questa prima fase di riconducibilità del danno esistenziale all’art. 2043 c.c., si ricordi il dibattito tra la scuola triestina, che sosteneva la risarcibilità del danno esistenziale-biologico e la scuola torinese, che propendeva per la risarcibilità di una categoria di danno autonoma e comunque ascrivibile all’art. 2043 c.c.
18) La dottrina successiva al 2003 si divide tra esistenzialisti, critici nei confronti del principio di integrale riparazione del danno non patrimoniale (v. P. Cendon, L’araba fenice. Più vivo che mai il danno esistenziale presso i giudici italiani, in NGCC, 2010, II, 1; P. Ziviz, Il danno esistenziale, in I danni risarcibili nella responsabilità civile. III, Il danno extra-contrattuale, a cura di P. Cendon, Utet, Torino, 2005, 283 ss.) ed anti-esistenzialisti (G. Ponzanelli, Introduzione, in G. Ponzanelli (a cura di), Il risarcimento integrale senza il danno esistenziale, Cedam, Padova, 2 ss.).
19) Si considerino, a titolo di esempio, due casi emblematici agli antipodi: da un lato, la negazione dell’autonoma configurabilità del danno esistenziale (v. Cass. civ., sez. III, 15 luglio 2005, n. 15022, in D&G, 2005, 40, 37); dall’altro la conferma dell’autonoma categoria di pregiudizio (v. Cass. civ., SS. UU., 2006, n. 6572, cit.).
20) V. C. Cost. 30 giugno 2003, n. 233, in GC, 2003, 4.
21) V. nello specifico Cass. civ., SS. UU., 11 novembre 2008, n. 26972, in Resp. civ. prev., 2009, 38, con note di P. G. Monateri, Il pregiudizio esistenziale come voce del danno non patrimoniale; E. Navarretta, Il valore della persona nei diritti inviolabili e la complessità dei danni non patrimoniali; D. Poletti, La dualità del sistema risarcitorio e l’unicità della categoria dei danni non patrimoniali; P. Ziviz, Il danno non patrimoniale: istruzioni per l’uso; D. Chindemi, Una nevicata su un campo di grano, ivi, 219; C. Scognamiglio, Il sistema del danno non patrimoniale dopo le Sezioni Unite, ivi, 261; in Foro it., 2009, I, 134 con note di G. Ponzanelli, A. Palmieri, R. Pardolesi, R. Simone; in Danno e resp., 2009, 19, con note di C. Sganga, A. Procida Mirabelli Di Lauro, S. Landini; in NGCC, 2009, I, 102, con note di E. Bargelli e M. Di Marzio; in Fam. Dir., 2009, 113, con nota di G. Facci e in Riv. dir. civ., 2009, 97, con nota di F. D. Busnelli; V. Citarella, Danno non patrimoniale e contratto, ivi, 434.
22) La presa di posizione delle Sezioni Unite del 2008 è stata soggetta alle critiche di chi in dottrina vede in essa una svolta involutiva verso la c.d. panbiologizzazione del danno non patrimoniale (v. tra gli altri A. Bianchi, Il danno biologico dopo il Codice delle assicurazioni: prospettive giuridiche e medico-legali, Resp. civ. prev., 2, 2008, 469B).
23) [...] per danno biologico si intende la lesione temporanea o permanente all’integrità psico-fisica della persona, suscettibile di accertamento medico-legale, che esplica un’incidenza negativa sulle attività quotidiane e sugli aspetti dinamico-relazionali della vita del danneggiato, indipendentemente da eventuali ripercussioni sulla sua capacità di produrre reddito (art. 138 co. 2 l. a) Cod. Ass.). Si è qui seguita la ricostruzione concettuale di R. Rossi, Il danno esistenziale, in P. Cendon (diretto da), Trattato dei nuovi danni, Cedam, Padova, 2011, 26-28.
24) V. Cass., SS. UU., 24 marzo 2006, n. 6572, CM, 2006, 10, 1165; GI, 2006, 9, 1359.
25) V. E. Bargelli, Danno non patrimoniale: la messa a punto delle sezioni unite e M. Di Marzio, Danno non patrimoniale: grande è la confusione sotto il cielo, la situazione non è eccellente, note a Cass. civ., SS. UU., 11 novembre 2008, nn. 26972-3-4-5, cit.
26) V. Cass., n. 1361, 2014, cit. Tra i precedenti ripropongono una distinzione ontologica tra danno biologico, danno morale e danno esistenziale, affermando al contempo l’unitarietà del danno non patrimoniale Cass. civ., sez. III, 22 agosto 2013, n. 19402, in Danno e resp., 2014, 27, con nota di Ponzanelli, e Cass. civ., sez. III, 3 ottobre 2013, n. 22585, in Foro it., 2013, I, 3433, con note di G. Ponzanelli e di A. Palmieri - R. Pardolesi; in Danno e resp., 2014, 55, con nota di P. G. Monateri; Contra, cfr. Cass., 12 febbraio 2013, n. 3290, in Rep. Foro it., 2013, voce « Danni civili », n. 95; Cass. civ., 3 ottobre 2013, n. 22604, in Guida al dir., 2013, n. 42, 38.
27) Nella dottrina filo-esistenzialista più voci hanno rilevato tale sviluppo critico nei confronti degli arresti di San Martino: nel senso del superamento dell’apparente approdo definitivo delle sentenze del 2008 e del ridimensionamento della decisione in merito al destino del danno esistenziale v. A. Palmieri, R. Pardolesi, Il ritorno di fiamma del danno esistenziale (e del danno morale soggettivo): l’incerta dottrina della Suprema Corte sull’art. 2059 c.c., in Foro it., 2013, 3445; si spingono oltre, verso la portata ontologica del danno esistenziale (anche scisso rispetto al danno biologico) P. Cendon, N. Sapone, Verso una nuova stagione (esistenzialista) del diritto privato, in NGCC, n. 5, 2014.
28) Cass. civ., sez. III, 23 giugno 2014, n. 1361, in Foro it., 2014, I, 719; in Danno e resp., 2014, 363; in Corr. giur., 2014, 761.
29) Ciò non toglie che non si possa parlare di una netta discontinuità tra gli arresti di San Martino e la sentenza Scarano, posto che anche quest’ultima, come già le Sezioni Unite avevano fatto, riconosce la portata generale dell’art. 138 Cod. Ass. e dunque una definizione del danno biologico che comprenda anche una sua componente dinamica (v. P. Ziviz, Grandi speranze (per il danno non patrimoniale), in Resp. civ. prev., 2, 14, 380B.
30) « Scarnificate dalle sezioni unite, alla prova dei fatti le categorie si sono rivelate indispensabili; in breve, è avvenuta la ri-ontologizzazione delle categorie. Si è in sostanza, esplicitamente o meno, riconosciuto che esse rispondono a vincoli di realtà, non sono solo contingenti costruzioni convenzionali, il cui utilizzo è rimesso all’arbitrio del singolo operatore. » (v. P. Cendon, N. Sapone, Verso una nuova stagione (esistenzialista) del diritto privato, cit., 248). Sulla portata ontologica delle voci di danno biologico, morale ed esistenziale e della conseguente autonoma considerazione delle stesse, già prima di Cass. civ. n. 1361/2014 v. Cass. civ., sez. III, 3 ottobre 2013, n. 22585, Danno e resp., 2014, 62, con nota di P. G. Monateri, L’ontologia dei danni non patrimoniali, in cui pure si riconosce agli arresti di San Martino il fatto di aver concesso al giudice di merito una « rigorosa analisi » dell’impatto soggettivo del danno e delle modificazioni in pejus della vita quotidiana.
31) Ciò a salvaguardia dei principi in materia di quantificazione introdotti dagli arresti di San Martino: sull’integralità del risarcimento e sul divieto di duplicazione delle poste di risarcimento. In proposito v. D. Covucci, La quantificazione del danno non patrimoniale come categoria unitaria, in NGCC, 2015, n. 4, 325.
32) Per macropregiudizi esistenziali (v. Covucci, op. cit.) si intendano quei pregiudizi derivanti da « autentici sconvolgimenti dell’esistenza », per i quali si esclude che il danno esistenziale « rimanga integrato da meri disagi, fastidi, disappunti, ansie ». V. P. Ziviz, Grandi speranze (per il danno non patrimoniale), cit. sul problema definitorio derivante dall’apposizione di una c.d. soglia, oltre la quale soltanto si può poi parlare di danno esistenziale.
33) Cass. civ., 14 novembre 2017, n. 26805, in www.dirittoegiustizia.it, 2017; Cass. civ., 20 aprile 2016, n. 7766, in Foro it., 2016, I, 2055, con nota di A. Palmieri, In tema di personalizzazione del danno patrimoniale; Cass. civ., 27 novembre 2015, n. 24210, ivi, 533 ss., con nota di P. Ziviz, Nodi irrisolti nella liquidazione del danno alla persona; Cass. civ., 7 novembre 2014, n. 23778, in NGCC, 2015, I, 325 ss.; Cass. civ., 23 settembre 2013, n. 21716, in Banca Dati Deiure; Cass. civ., 30 giugno 2011, n. 14420, in Resp. civ. prev., 2011, 2025 ss., con nota di P. Ziviz, Danno non patrimoniale derivante da lesione alla salute: la Cassazione impone una valutazione (in duplice senso) unitaria, Cass. civ., 18 giugno 2015, n. 12594, in www. ridare.it, 3 dicembre 2015.
34) Sulla necessità di personalizzazione del danno risarcibile in presenza di diritti inviolabili quali il diritto alla salute v. V. Scalisi, Ermeneutica dei diritti fondamentali e principio “personalista” in Italia e nell’Unione Europea, in Riv. dir. civ., 2010, 145 ss., ora, in Id., Fonti, Teoria, Metodo, Alla ricerca della “regola giuridica” nell’epoca della postmodernità, Giuffrè, Milano, 2012, 387 ss.
35) La quantificazione del danno non patrimoniale basata su un criterio di personalizzazione del danno ha trovato, d’altronde, l’avallo del giudice delle leggi con sentenza n. 235 del 2014 (v. Corte Cost., 16 ottobre 2014, n. 235, in Danno e resp., 2014, 1021 ss., con nota di A. Frigerio, La legittimità costituzionale dell’art. 139 cod. ass.).
36) Non si dimentichi che tali argomentazioni sottendono l’esigenza di individuare la risarcibilità del danno esistenziale quale figura autonoma di danno, laddove le sentenze di San Martino menzionano esplicitamente il solo danno morale. Su un possibile « ritorno » del danno esistenziale v. in ultimo Cass. civ., SS. UU., 1° febbraio 2017, n. 2611, Corr. Giur., 2016, n. 10, 345, con nota di L. Battaglia; Cass. civ., sez. III, 16 maggio 2015, n. 20927, in www.ridare.it, con nota di P. Ziviz; Cass. civ., 19 dicembre 2014, n. 26899, in Foro it.
37) Sul « tradimento » della funzione nomofilattica delle Sezioni Unite in riferimento alla suddivisione del danno non patrimoniale in tre voci, v. G. Ponzanelli, Nomofilachia tradita e le tre voci di danno non patrimoniale, in Foro it., I, 3448. Ripongono maggiore attenzione all’aspetto della quantificazione del danno piuttosto che all’autonoma configurabilità delle voci di danno G. Ponzanelli, Non è tanto il danno esistenziale, ma il « quantum » il vero problema del danno non patrimoniale, in Danno e resp., 2013, 129; A. Villa, Ancora sulle « etichette » del danno non patrimoniale, in Corr. giur., 2013, 321; C. Irti, La categoria unitaria del danno non patrimoniale « messa alla prova », in RC, 2011, 817. Considera inutile il dibattito tra unitarietà e parcellizzazione del danno non patrimoniale, a fronte dei concreti risultati risarcitori, P. Ziviz, Grandi speranze (per il danno non patrimoniale), cit.
38) La motivazione del S. C. sembra qui riportare le parole dell’art. 138, co. 2, l. a), Cod. Ass., sulla cui definizione si basa la decisione delle Sezioni Unite del 2008. Cass. civ. 26972/2008, cit.: « [...] Possono costituire solo “voci” del danno biologico nel suo aspetto dinamico, nel quale, per consolidata opinione, è ormai assorbito il c.d. danno alla vita di relazione, i pregiudizi di tipo esistenziale concernenti aspetti relazionali della vita, conseguenti a lesioni dell’integrità psicofisica, sicché darebbe luogo a duplicazione la loro distinta riparazione. [...] ». La visione per la quale il danno biologico consiste nell’ordinaria compromissione del danno esistenziale, sempre nel caso in cui esso non abbia compromesso particolari aspetti dinamico-relazionali, è espressa – successivamente dalla sentenza in analisi e a dieci anni dalle sentenze di San Martino – da Cass. civ., sez. III, ord. 27 marzo 2018, n. 7513 e Cass. civ., sez. III, 17 gennaio 2018, n. 901, in Resp. civ. prev., 3, 2018, 0863C, con nota di P. Ziviz; v. inoltre Cass. civ., sez. VI, 15 aprile 2015, n. 7639, in Ridare.it, 3, 2015, 124 con nota di M. Di Marzio, in cui viene analizzato il caso di una mastectomia in cui il danno alla vita di relazione non viene considerato oggetto di un aumento risarcitorio in quanto non è stata allegata alcuna prova riguardo la lesione di specifiche situazioni esistenziali (si rinvia alla dialettica di origine anglosassone tra general damages e specific damages). V. contra Cass. civ., sez. III, 20 maggio 2016, n. 10414, in Ragiusan, 2016, 387-389, 148.
39) Dieci anni in cui i giudici di legittimità, specialmente dopo il 2014, hanno pure oscillato tra una considerazione prettamente unitaria del danno alla salute (Cass. civ., sez. III, 27 agosto 2015, n. 17210, in Banca Dati Foro it.; Cass. civ., sez. III, 27 luglio 2015 n. 15733, in Banca Dati Deiure; Cass. civ., sez. III, 18 giugno 2015, n. 12594, in Ridare.it, 3 dicembre 2015, con nota di V. Papagni), e una maggiore considerazione delle singole componenti di quest’ultimo (Cass. civ., sez. III, 20 aprile 2016, n. 7766, in Foro it. 2016, 6, I, 2055, con nota di A. Palmieri - G. Ponzanelli).
40) Cass. civ., sez. III, ord. 27 marzo 2018, n. 7513, in NGCC, 2018, 6, 836, con nota di G. Ponzanelli, Il decalogo sul risarcimento del danno non patrimoniale e la pace all’interno della terza sezione; in tema di perdita di chance, Cass. civ., sez. III, 9 marzo 2018, n. 5641, in D&G, 2018; in tema di consenso informato, Cass. civ., sez. III, 23 marzo 2018, n. 7248, ibidem e Cass. civ., sez. III, 17 gennaio 2018, n. 901, in Resp. civ. prev., 3, 2018, 863C, con nota di P. Ziviz.
41) Il riferimento è qui all’art. 1 co. 17° del d. lgs. 124/2017, che riformula gli artt. 138 e 139 Cod. Ass.
42) Sul punto v. G. Ponzanelli, Il decalogo sul risarcimento del danno non patrimoniale e la pace all’interno della terza sezione, cit., 837, il quale si sofferma in particolare sulla composizione del collegio giudicante, di cui il Presidente è il principale sostenitore della giurisprudenza critica nei confronti degli arresti del 2008, a favore dell’autonoma risarcibilità delle voci di danno (Travaglino), mentre l’estensore è per una più rigorosa osservanza della funzione nomofilattica delle Sezioni Unite (Rossetti).
43) Si leggano i punti 6 e 7 del decalogo dell’ordinanza 7513 del 2018 « 6) In presenza d’un danno permanente alla salute, costituisce duplicazione risarcitoria la congiunta attribuzione d’una somma di denaro a titolo di risarcimento del danno biologico, e l’attribuzione d’una ulteriore somma a titolo di risarcimento dei pregiudizi di cui è già espressione il grado percentuale di invalidità permanente (quali i pregiudizi alle attività quotidiane, personali e relazionali, indefettibilmente dipendenti dalla perdita anatomica o funzionale: ovvero il danno dinamico-relazionale). 7) In presenza d’un danno permanente alla salute, la misura standard del risarcimento prevista dalla legge o dal criterio equitativo uniforme adottato dagli organi giudiziari di merito (oggi secondo il sistema c.d. del punto variabile) può essere aumentata solo in presenza di conseguenze dannose del tutto anomale ed affatto peculiari. Le conseguenze dannose da ritenersi normali e indefettibili secondo l’id quod plerumque accidit (ovvero quelle che qualunque persona con la medesima invalidità non potrebbe non subire) non giustificano alcuna personalizzazione in aumento del risarcimento ». Assume una posizione critica nei confronti delle « insanabili contraddizioni » lasciate dalla Sezione III in tema di danno dinamico-relazionale G. Comandè, Dal sistema bipolare al sistema biforcuto: le linee guida della Cassazione sul danno non patrimoniale a dieci anni dalle sentenze dell’Estate di San Martino, in Danno e resp., 2, 2019, 155.
44) Si ricordi che il presidente del collegio giudicante è lo stesso Travaglino (v. n. 40).
45) Per danno estetico si intende sia la sua componente statica (e.g. cicatrici) sia la sua componente più propriamente dinamica, nei termini del danno alla vita di relazione (v. Tribunale Arezzo, 17 giugno 2014, n. 603, in questa Rivista, 3, 2015, 1254 con nota di E. Serani, La liquidazione del danno estetico: tecniche risarcitorie e prassi delle Corti di merito).
46) B. Magliona, La medicina legale e il danno esistenziale: le ragioni dell’intelligenza e quelle del cuore, in A. Bianchi (a cura di), La valutazione neuro-psicologica del danno psichico ed esistenziale, Cedam, Padova, 2005, 29 ss.; v. anche S. Loschiavo, Il ruolo del consulente, in La prova e il quantum nel risarcimento del danno non patrimoniale, in P. Cendon (a cura di), Il diritto privato oggi, Utet, Torino, t. I, 207-220; sul ruolo della C.T.U. nella quantificazione del danno psichico ed esistenziale cfr. V. Volterra (a cura di), Psichiatria forense, criminologia ed etica psichiatrica, Masson, Milano, 2006, 671: « La necessità di accertare, per quanto riguarda il danno esistenziale, la ricorrenza di una serie di modificazioni negative delle attività realizzatrici della persona potrà esigere l’ausilio di un consulente tecnico, in particolare uno psichiatra o uno psicologo, in grado di verificare l’effettivo impatto che il torto ha provocato nella vita del danneggiato, in ragione delle caratteristiche della personalità di quest’ultimo ».
47) V. tra gli altri M. Bona, P. G. Monateri, Il nuovo danno non patrimoniale, Giuffrè, Milano, 2004, 364 ss.
48) L’individuazione di questi tre filoni interni all’interno della giurisprudenza di merito è operata in E. Serani, La liquidazione del danno estetico: tecniche risarcitorie e prassi delle Corti di merito, cit.
49) Tra le altre, v. Trib. Napoli, sez. VI, 9 febbraio 2018 n. 1477 in Banca Dati Deiure; Trib. Roma, sez. XII, 8 novembre 2012, in www.ilcaso.it; Trib. Bari, sez. II, 18 luglio 2011, ibidem.
50) Tra le altre Tribunale Nuoro, 18 ottobre 2018, n. 541, in Banca Dati Deiure; Tribunale Salerno sez. II, 08 agosto 2017, n. 3919; Trib. Torre Annunziata, sez. I, 13 ottobre 2014, ibidem; Trib. Pisa, 28 marzo 2014, ibid.; Trib. Napoli, sez. IX, 4 novembre 2013, ibid.; Trib. Roma, sez. XII, 29 ottobre 2013, ibid.; Trib. Milano, sez. I, 23 ottobre 2012, ibid.; Trib. Palermo, sez. I, 25 gennaio 2012, ibid.; Trib. Trieste, 22 giugno 2011, ibid.; Trib. Cassino, 5 aprile 2011, ibid.; Trib. Chieti, 24 marzo 2010, ibid.; Trib. Salerno, sez. II, 2 marzo 2010, ibid.; Trib. Trieste, 16 febbraio 2010, ibid.; Trib. Roma, sez. XII, 4 gennaio 2010, ibid. Per una critica nei confronti degli automatismi risarcitori attuati ai giudici di merito, v. F. Lapertosa, La liquidazione del danno alla persona, in Resp. civ. prev., 1, 2008, 0011B. Più in generale sulla natura tecnica della valutazione del danno biologico dinamico v. G. A. Norelli, M. Focard, La medicina legale e la valutazione “olistica” del danno alla persona, in questa Rivista, 2, 2007, 379.
51) Tra le altre v. Trib. Milano sez. X, 12 luglio 2019, n. 7021, in Banca Dati Deiure; Trib. Roma sez. XII, 22 febbraio 2018 n. 3980, ibidem; App., Bologna, sez. II, 19 gennaio 2018, n. 196, ibid.; Trib. Roma sez. XII, 5 settembre 2017 n. 16567, ibid.; Trib. Roma, sez. XII, 11 aprile 2014, ibid.; Trib. Nola, sez. II, 19 gennaio 2012, ibid. V. anche Cass. civ., sez. III, 8 febbraio 2018, n. 3035, in Ridare.it, 11 maggio 2018, con nota di F. Agnino, Lesione alla integrità psicofisica e personalizzazione del risarcimento; Cass. civ., sez. III, 14 novembre 2017, n. 26805, ibid., 12 aprile 2018, con nota di L. Munaro, Risarcibilità delle due componenti della sofferenza umana.
52) Sull’evoluzione e i limiti del sistema tabellare v. R. Domenici, B. Guidi, La tabella delle menomazioni alla integrità psico-fisica comprese tra dieci e cento punti di invalidità ai sensi dell’art. 138 del Codice delle assicurazioni (d. lgs. n. 209/05): riflessioni medico-legali, in Dir. economia assicur. (dal 2012 Dir. e Fiscalità assicur.), 2, 2012, 323; G. Vidiri, La liquidazione del danno non patrimoniale: declino delle tabelle e necessaria personalizzazione del danno, in GC, 3, 2011, 141. Sul ruolo della C.T.U. in seguito alla l. n. 24/2017 (c.d. Gelli-Bianco), con particolare riferimento alla delicata posizione del giudice, quale « iudex peritus peritorum », detentore di potestà decisionale nei confronti di accertamenti di natura medico-legale estranei alle sue competenze, v. B. Guidi, E. Occhipinti, La legge Gelli-Bianco sul tema della Consulenza Tecnica d’Ufficio: necessità della riforma?, in Danno e resp., 2, 2019, 177. In generale, v. M. Bargagna, F. D. Busnelli (a cura di), La valutazione del danno alla salute, profili giuridici-medico-legali ed assicurativi, con la collaborazione di S. Badalassi, G. Ponzanelli, G. Del Medico et Al., Cedam, Padova, 2001.
1) Il termine chirurgia estetica è da intendersi come un ramo della chirurgia plastica che modifica su richiesta del paziente, tramite un intervento chirurgico, alcuni tratti somatici e morfologici dallo stesso non più accettati, pur essendo compatibili con la norma. Lo scopo è migliorare l’aspetto di strutture corporee nella maggior parte dei casi normali, attraverso la scelta libera del paziente, condivisa dal chirurgo. Per questi motivi risulta chiara la forte implicanza psicologica e soggettiva di tale tipo di interventi (v. F. Amadei, Danno in chirurgia estetica, in Trattato dei nuovi danni, diretto da P. Cendon, Cedam, Padova, 2011).
2) Sulle peculiarità di questa tipologia di trattamento medico in relazione al risarcimento del danno estetico v. G. Agostinelli, La cicatrice in chirurgia estetica. Aspetti biologici, clinici e medico-legali, in questa Rivista, 12, 7.
3) Si intenda qui danno da perdita di capacità lavorativa. In generale sull’argomento v. F. Buzzi, M. Tavani, M. Valdini (a cura di), Il danno alla persona da compromissione della capacità lavorativa, Giuffrè, Milano, 2008; C.M. Penuti, Riduzione della capacità lavorativa e risarcimento del danno patrimoniale futuro: onere della prova, in. NGCC, 2008, I, 856; F. Buzzi, Il danno patrimoniale da lucro cessante e la riduzione della capacità lavorativa: una relazione molto equivoca, in questa Rivista, 2007, 405; D. Simeoli, Presunzione di colpa e danno morale; danno biologico e invalidità lavorativa specifica, in Riv. it. dir. lav., 2007, 670.
4) V. infra § 2.
5) « [...] quando un barème medico-legale suggerisce una menomazione del 50%, vuol dire che tale percentuale indica che l’invalido, a causa della menomazione, teoricamente sarà in grado di svolgere la metà delle ordinarie attività la metà delle ordinarie attività che una persona sana, dello stesso sesso e della stessa età, sarebbe stata in grado di svolgere ». V. Cass. civ., sez. III, ord. 27 marzo 2018, n. 7513, Danno e resp., 2018, 4, 460.
6) Si considerano qui le ricadute patrimoniali del c.d. danno estetico, definito da autorevole dottrina come « particolare esemplificazione del danno in rapporto alla vita di relazione » (G. Gentile, Danno alla persona, in Enc. Dir., XI, Giuffrè, Milano, 1962, 634). L’esempio che viene in considerazione è proprio quello di modelle, indossatrici, artisti del cinema e del teatro, hostess e più in generale qualsiasi lavoro che importi un contatto con il pubblico (Cass. civ., 15 gennaio 1935, n. 204, in Resp. civ. prev., 56; Cass. civ., 5 febbraio 1935, n. 422, ivi, 197).
7) V. Cass. civ., sez. III, 27 novembre 2014, n. 25211, in Guida dir., 2015, 8, 51 ss., in D&G, 1, 2014, 119, con nota di A. Paganini, Anche il danno da perdita della capacità lavorativa specifica (e quindi di guadagno) deve essere dimostrato dal danneggiato.
8) V., tra le altre, sulla natura non automatica del risarcimento, Cass. civ., sez. VI, 22 maggio 2018, n. 12572, in Foro it.; Cass. civ., sez. III, 10 marzo 2016, n. 4673, in Notiziario giurisprudenza lav., 2016, 398; Cass. civ., sez. VI, 9 ottobre 2015, n. 20312, in Mass., 2015, 668; Cass. civ. 12 febbraio 2015, n. 2758, Ced; Cass., rv. 634401-01. Sulla possibilità di allegare prove presuntive sulla capacità reddituale, v. in ultimo Cass. civ., sez. III, 27 marzo, 2018, n. 7534, in Foro it., 2018; Cass. civ., 12 febbraio 2013, n. 3290, in Mass., 2013, 105.
9) V. Cass. civ., sez. III, 6 marzo 2014, n. 5249, in Foro it., 2014, 4, I, 1063.
10) In termini generali, si consideri che in seguito alle sentenze gemelle del 2003 (v. infra), il danno biologico, ricondotto alla disciplina dell’art. 2059 c.c., viene definito danno-conseguenza e in quanto tale risarcibile solo tramite allegazione e prova dello stesso (v. M. V. De Giorgi, Danno alla persona, 2006, 12 in Enc. Giur., XI, Istituto della Enciclopedia Italiana, Roma).
11) La nozione di danno dinamico-relazionale viene spesso adoperata in giurisprudenza in modo equivalente a quella di danno esistenziale, contro cui si è tuttavia manifestato lo sfavore delle sentenze di San Martino (v. infra n. 20). La dizione danno esistenziale richiama infatti una categoria di danno autonomamente configurabile e risarcibile, in contrasto con l’impostazione unitaria delle decisioni dell’11 novembre 2008. Avverso alla dizione di danno esistenziale v. tra gli autori c.d. anti-esistenzialisti A. Scalera, Danni non patrimoniali: la Cassazione ritorna sul danno esistenziale e sul danno morale, in Ridare.it, 21 giugno 2016, che addirittura appella la stessa « inquietante » rispetto alle altre espressioni di medesimo significato.
12) G. Gentile, op. cit.: « [...] il danno estetico può essere altrimenti considerato altrimenti che come danno non patrimoniale (al di fuori di quei casi in cui alla menomazione estetica corrisponde un pregiudizio patrimoniale n.d.a.) alla relativa disciplina giuridica nella sua valutazione e nella liquidazione del danno. ».
13) Cass. sez. III, 31 maggio 2003, n. 8827-8828, in Giust. civ. mass., 2003, 5; in GI, 2004, 29 con nota di M. P. Suppa; in GI, 2004, 1129, con nota di M. Bona; in questa Rivista, 2004, 195, con nota di P. Frati e altri; in NGCC, 2004, I, 5, 232 con nota di A. Scarpello; in Foro It., 2003, 816, con nota di A. Procida Mirabelli Di Lauro.
14) Sulle riverberazioni patrimoniali del danno estetico c.d. dinamico, riguardo alla perdita di chance lavorativa che deriva dalla lesione della capacità relazionale del danneggiato v. Cass. civ., sez. III, 19 maggio 1989, n. 2409, in Foro it. e supra § 1.
15) V. Cass. civ. SS. UU., 24 marzo 2006, n. 6572, con note di M. Bertoncini, Demansionamento ed onere della prova dei danni conseguenti e di F. Bilotta, Attraverso il danno esistenziale, oltre il danno esistenziale in Resp. civ. prev., 2006, 1041; con nota di F. Bonaccorsi, I percorsi del danno non patrimoniale da demansionamento tra dottrina e giurisprudenza, ivi, 2007, 839; con nota di F. Malzani, Il danno da demansionamento professionale e le Sezioni Unite, in Danno e resp., 2006, 858; con note di P. Cendon, Voci lontane, sempre presenti sul danno esistenziale, in Foro it., 2006, I, 1344 e di G. Ponzanelli, La prova del danno non patrimoniale e i confini tra danno esistenziale e danno non patrimoniale, ivi, 2335.
16) Sulla lettura costituzionalmente orientata dell’art. 2059 c.c., in riferimento alla tipicità c.d. evolutiva degli interessi tutelati dal risarcimento del danno non patrimoniale, v. P. Cendon, R. Rossi, Il quadro di riferimento, in Il risarcimento del danno non patrimoniale, t. I Parte generale, in Il diritto privato della giurisprudenza, Utet, Torino, 2009, 23-50; Id., Il nuovo danno alla persona, in Il risarcimento del danno non patrimoniale, t. I Parte generale, in Il diritto privato nella giurisprudenza, Utet, Torino, 2009, 3-22; Id., Il nuovo danno alla persona, in Trattato di medicina legale e scienze affini diretto da G. Giusti, Cedam, Padova, vol. I, 771-862; M. Di Marzio, Le funzioni del risarcimento, in La prova e il quantum nel risarcimento del danno non patrimoniale, in Il diritto privato oggi, a cura di P. Cendon, Utet, Torino, 2008, t. 1, 137-160; M. Franzoni, Il danno risarcibile, in Trattato della responsabilità civile, diretto da M. Franzoni, Giuffrè, Milano, 2004, 482; P. Cendon, La disciplina dei danni non patrimoniali dopo Cass. 8828/2003, in Persona e danno, a cura di P. Cendon, Giuffrè, Milano, 2004.
17) Sulla questione, già prima degli arresti del 2003, cfr. C. Cost. 14 luglio 1986, n. 184, con nota di G. Ponzanelli in Foro it., 1986, I, 2053, e Cass. civ., 11 novembre 1986, n. 6607, in Giust. civ. mass., 1986, 11; in GC, 1986, I, 3031. Si ricordi anche la prima effettiva menzione – nominale – del danno esistenziale in Cass. civ. 7 giugno 2000, n. 7713, in Foro it., 2001, I, 187, con nota di A. D’adda. In questa prima fase di riconducibilità del danno esistenziale all’art. 2043 c.c., si ricordi il dibattito tra la scuola triestina, che sosteneva la risarcibilità del danno esistenziale-biologico e la scuola torinese, che propendeva per la risarcibilità di una categoria di danno autonoma e comunque ascrivibile all’art. 2043 c.c.
18) La dottrina successiva al 2003 si divide tra esistenzialisti, critici nei confronti del principio di integrale riparazione del danno non patrimoniale (v. P. Cendon, L’araba fenice. Più vivo che mai il danno esistenziale presso i giudici italiani, in NGCC, 2010, II, 1; P. Ziviz, Il danno esistenziale, in I danni risarcibili nella responsabilità civile. III, Il danno extra-contrattuale, a cura di P. Cendon, Utet, Torino, 2005, 283 ss.) ed anti-esistenzialisti (G. Ponzanelli, Introduzione, in G. Ponzanelli (a cura di), Il risarcimento integrale senza il danno esistenziale, Cedam, Padova, 2 ss.).
19) Si considerino, a titolo di esempio, due casi emblematici agli antipodi: da un lato, la negazione dell’autonoma configurabilità del danno esistenziale (v. Cass. civ., sez. III, 15 luglio 2005, n. 15022, in D&G, 2005, 40, 37); dall’altro la conferma dell’autonoma categoria di pregiudizio (v. Cass. civ., SS. UU., 2006, n. 6572, cit.).
20) V. C. Cost. 30 giugno 2003, n. 233, in GC, 2003, 4.
21) V. nello specifico Cass. civ., SS. UU., 11 novembre 2008, n. 26972, in Resp. civ. prev., 2009, 38, con note di P. G. Monateri, Il pregiudizio esistenziale come voce del danno non patrimoniale; E. Navarretta, Il valore della persona nei diritti inviolabili e la complessità dei danni non patrimoniali; D. Poletti, La dualità del sistema risarcitorio e l’unicità della categoria dei danni non patrimoniali; P. Ziviz, Il danno non patrimoniale: istruzioni per l’uso; D. Chindemi, Una nevicata su un campo di grano, ivi, 219; C. Scognamiglio, Il sistema del danno non patrimoniale dopo le Sezioni Unite, ivi, 261; in Foro it., 2009, I, 134 con note di G. Ponzanelli, A. Palmieri, R. Pardolesi, R. Simone; in Danno e resp., 2009, 19, con note di C. Sganga, A. Procida Mirabelli Di Lauro, S. Landini; in NGCC, 2009, I, 102, con note di E. Bargelli e M. Di Marzio; in Fam. Dir., 2009, 113, con nota di G. Facci e in Riv. dir. civ., 2009, 97, con nota di F. D. Busnelli; V. Citarella, Danno non patrimoniale e contratto, ivi, 434.
22) La presa di posizione delle Sezioni Unite del 2008 è stata soggetta alle critiche di chi in dottrina vede in essa una svolta involutiva verso la c.d. panbiologizzazione del danno non patrimoniale (v. tra gli altri A. Bianchi, Il danno biologico dopo il Codice delle assicurazioni: prospettive giuridiche e medico-legali, Resp. civ. prev., 2, 2008, 469B).
23) [...] per danno biologico si intende la lesione temporanea o permanente all’integrità psico-fisica della persona, suscettibile di accertamento medico-legale, che esplica un’incidenza negativa sulle attività quotidiane e sugli aspetti dinamico-relazionali della vita del danneggiato, indipendentemente da eventuali ripercussioni sulla sua capacità di produrre reddito (art. 138 co. 2 l. a) Cod. Ass.). Si è qui seguita la ricostruzione concettuale di R. Rossi, Il danno esistenziale, in P. Cendon (diretto da), Trattato dei nuovi danni, Cedam, Padova, 2011, 26-28.
24) V. Cass., SS. UU., 24 marzo 2006, n. 6572, CM, 2006, 10, 1165; GI, 2006, 9, 1359.
25) V. E. Bargelli, Danno non patrimoniale: la messa a punto delle sezioni unite e M. Di Marzio, Danno non patrimoniale: grande è la confusione sotto il cielo, la situazione non è eccellente, note a Cass. civ., SS. UU., 11 novembre 2008, nn. 26972-3-4-5, cit.
26) V. Cass., n. 1361, 2014, cit. Tra i precedenti ripropongono una distinzione ontologica tra danno biologico, danno morale e danno esistenziale, affermando al contempo l’unitarietà del danno non patrimoniale Cass. civ., sez. III, 22 agosto 2013, n. 19402, in Danno e resp., 2014, 27, con nota di Ponzanelli, e Cass. civ., sez. III, 3 ottobre 2013, n. 22585, in Foro it., 2013, I, 3433, con note di G. Ponzanelli e di A. Palmieri - R. Pardolesi; in Danno e resp., 2014, 55, con nota di P. G. Monateri; Contra, cfr. Cass., 12 febbraio 2013, n. 3290, in Rep. Foro it., 2013, voce « Danni civili », n. 95; Cass. civ., 3 ottobre 2013, n. 22604, in Guida al dir., 2013, n. 42, 38.
27) Nella dottrina filo-esistenzialista più voci hanno rilevato tale sviluppo critico nei confronti degli arresti di San Martino: nel senso del superamento dell’apparente approdo definitivo delle sentenze del 2008 e del ridimensionamento della decisione in merito al destino del danno esistenziale v. A. Palmieri, R. Pardolesi, Il ritorno di fiamma del danno esistenziale (e del danno morale soggettivo): l’incerta dottrina della Suprema Corte sull’art. 2059 c.c., in Foro it., 2013, 3445; si spingono oltre, verso la portata ontologica del danno esistenziale (anche scisso rispetto al danno biologico) P. Cendon, N. Sapone, Verso una nuova stagione (esistenzialista) del diritto privato, in NGCC, n. 5, 2014.
28) Cass. civ., sez. III, 23 giugno 2014, n. 1361, in Foro it., 2014, I, 719; in Danno e resp., 2014, 363; in Corr. giur., 2014, 761.
29) Ciò non toglie che non si possa parlare di una netta discontinuità tra gli arresti di San Martino e la sentenza Scarano, posto che anche quest’ultima, come già le Sezioni Unite avevano fatto, riconosce la portata generale dell’art. 138 Cod. Ass. e dunque una definizione del danno biologico che comprenda anche una sua componente dinamica (v. P. Ziviz, Grandi speranze (per il danno non patrimoniale), in Resp. civ. prev., 2, 14, 380B.
30) « Scarnificate dalle sezioni unite, alla prova dei fatti le categorie si sono rivelate indispensabili; in breve, è avvenuta la ri-ontologizzazione delle categorie. Si è in sostanza, esplicitamente o meno, riconosciuto che esse rispondono a vincoli di realtà, non sono solo contingenti costruzioni convenzionali, il cui utilizzo è rimesso all’arbitrio del singolo operatore. » (v. P. Cendon, N. Sapone, Verso una nuova stagione (esistenzialista) del diritto privato, cit., 248). Sulla portata ontologica delle voci di danno biologico, morale ed esistenziale e della conseguente autonoma considerazione delle stesse, già prima di Cass. civ. n. 1361/2014 v. Cass. civ., sez. III, 3 ottobre 2013, n. 22585, Danno e resp., 2014, 62, con nota di P. G. Monateri, L’ontologia dei danni non patrimoniali, in cui pure si riconosce agli arresti di San Martino il fatto di aver concesso al giudice di merito una « rigorosa analisi » dell’impatto soggettivo del danno e delle modificazioni in pejus della vita quotidiana.
31) Ciò a salvaguardia dei principi in materia di quantificazione introdotti dagli arresti di San Martino: sull’integralità del risarcimento e sul divieto di duplicazione delle poste di risarcimento. In proposito v. D. Covucci, La quantificazione del danno non patrimoniale come categoria unitaria, in NGCC, 2015, n. 4, 325.
32) Per macropregiudizi esistenziali (v. Covucci, op. cit.) si intendano quei pregiudizi derivanti da « autentici sconvolgimenti dell’esistenza », per i quali si esclude che il danno esistenziale « rimanga integrato da meri disagi, fastidi, disappunti, ansie ». V. P. Ziviz, Grandi speranze (per il danno non patrimoniale), cit. sul problema definitorio derivante dall’apposizione di una c.d. soglia, oltre la quale soltanto si può poi parlare di danno esistenziale.
33) Cass. civ., 14 novembre 2017, n. 26805, in www.dirittoegiustizia.it, 2017; Cass. civ., 20 aprile 2016, n. 7766, in Foro it., 2016, I, 2055, con nota di A. Palmieri, In tema di personalizzazione del danno patrimoniale; Cass. civ., 27 novembre 2015, n. 24210, ivi, 533 ss., con nota di P. Ziviz, Nodi irrisolti nella liquidazione del danno alla persona; Cass. civ., 7 novembre 2014, n. 23778, in NGCC, 2015, I, 325 ss.; Cass. civ., 23 settembre 2013, n. 21716, in Banca Dati Deiure; Cass. civ., 30 giugno 2011, n. 14420, in Resp. civ. prev., 2011, 2025 ss., con nota di P. Ziviz, Danno non patrimoniale derivante da lesione alla salute: la Cassazione impone una valutazione (in duplice senso) unitaria, Cass. civ., 18 giugno 2015, n. 12594, in www. ridare.it, 3 dicembre 2015.
34) Sulla necessità di personalizzazione del danno risarcibile in presenza di diritti inviolabili quali il diritto alla salute v. V. Scalisi, Ermeneutica dei diritti fondamentali e principio “personalista” in Italia e nell’Unione Europea, in Riv. dir. civ., 2010, 145 ss., ora, in Id., Fonti, Teoria, Metodo, Alla ricerca della “regola giuridica” nell’epoca della postmodernità, Giuffrè, Milano, 2012, 387 ss.
35) La quantificazione del danno non patrimoniale basata su un criterio di personalizzazione del danno ha trovato, d’altronde, l’avallo del giudice delle leggi con sentenza n. 235 del 2014 (v. Corte Cost., 16 ottobre 2014, n. 235, in Danno e resp., 2014, 1021 ss., con nota di A. Frigerio, La legittimità costituzionale dell’art. 139 cod. ass.).
36) Non si dimentichi che tali argomentazioni sottendono l’esigenza di individuare la risarcibilità del danno esistenziale quale figura autonoma di danno, laddove le sentenze di San Martino menzionano esplicitamente il solo danno morale. Su un possibile « ritorno » del danno esistenziale v. in ultimo Cass. civ., SS. UU., 1° febbraio 2017, n. 2611, Corr. Giur., 2016, n. 10, 345, con nota di L. Battaglia; Cass. civ., sez. III, 16 maggio 2015, n. 20927, in www.ridare.it, con nota di P. Ziviz; Cass. civ., 19 dicembre 2014, n. 26899, in Foro it.
37) Sul « tradimento » della funzione nomofilattica delle Sezioni Unite in riferimento alla suddivisione del danno non patrimoniale in tre voci, v. G. Ponzanelli, Nomofilachia tradita e le tre voci di danno non patrimoniale, in Foro it., I, 3448. Ripongono maggiore attenzione all’aspetto della quantificazione del danno piuttosto che all’autonoma configurabilità delle voci di danno G. Ponzanelli, Non è tanto il danno esistenziale, ma il « quantum » il vero problema del danno non patrimoniale, in Danno e resp., 2013, 129; A. Villa, Ancora sulle « etichette » del danno non patrimoniale, in Corr. giur., 2013, 321; C. Irti, La categoria unitaria del danno non patrimoniale « messa alla prova », in RC, 2011, 817. Considera inutile il dibattito tra unitarietà e parcellizzazione del danno non patrimoniale, a fronte dei concreti risultati risarcitori, P. Ziviz, Grandi speranze (per il danno non patrimoniale), cit.
38) La motivazione del S. C. sembra qui riportare le parole dell’art. 138, co. 2, l. a), Cod. Ass., sulla cui definizione si basa la decisione delle Sezioni Unite del 2008. Cass. civ. 26972/2008, cit.: « [...] Possono costituire solo “voci” del danno biologico nel suo aspetto dinamico, nel quale, per consolidata opinione, è ormai assorbito il c.d. danno alla vita di relazione, i pregiudizi di tipo esistenziale concernenti aspetti relazionali della vita, conseguenti a lesioni dell’integrità psicofisica, sicché darebbe luogo a duplicazione la loro distinta riparazione. [...] ». La visione per la quale il danno biologico consiste nell’ordinaria compromissione del danno esistenziale, sempre nel caso in cui esso non abbia compromesso particolari aspetti dinamico-relazionali, è espressa – successivamente dalla sentenza in analisi e a dieci anni dalle sentenze di San Martino – da Cass. civ., sez. III, ord. 27 marzo 2018, n. 7513 e Cass. civ., sez. III, 17 gennaio 2018, n. 901, in Resp. civ. prev., 3, 2018, 0863C, con nota di P. Ziviz; v. inoltre Cass. civ., sez. VI, 15 aprile 2015, n. 7639, in Ridare.it, 3, 2015, 124 con nota di M. Di Marzio, in cui viene analizzato il caso di una mastectomia in cui il danno alla vita di relazione non viene considerato oggetto di un aumento risarcitorio in quanto non è stata allegata alcuna prova riguardo la lesione di specifiche situazioni esistenziali (si rinvia alla dialettica di origine anglosassone tra general damages e specific damages). V. contra Cass. civ., sez. III, 20 maggio 2016, n. 10414, in Ragiusan, 2016, 387-389, 148.
39) Dieci anni in cui i giudici di legittimità, specialmente dopo il 2014, hanno pure oscillato tra una considerazione prettamente unitaria del danno alla salute (Cass. civ., sez. III, 27 agosto 2015, n. 17210, in Banca Dati Foro it.; Cass. civ., sez. III, 27 luglio 2015 n. 15733, in Banca Dati Deiure; Cass. civ., sez. III, 18 giugno 2015, n. 12594, in Ridare.it, 3 dicembre 2015, con nota di V. Papagni), e una maggiore considerazione delle singole componenti di quest’ultimo (Cass. civ., sez. III, 20 aprile 2016, n. 7766, in Foro it. 2016, 6, I, 2055, con nota di A. Palmieri - G. Ponzanelli).
40) Cass. civ., sez. III, ord. 27 marzo 2018, n. 7513, in NGCC, 2018, 6, 836, con nota di G. Ponzanelli, Il decalogo sul risarcimento del danno non patrimoniale e la pace all’interno della terza sezione; in tema di perdita di chance, Cass. civ., sez. III, 9 marzo 2018, n. 5641, in D&G, 2018; in tema di consenso informato, Cass. civ., sez. III, 23 marzo 2018, n. 7248, ibidem e Cass. civ., sez. III, 17 gennaio 2018, n. 901, in Resp. civ. prev., 3, 2018, 863C, con nota di P. Ziviz.
41) Il riferimento è qui all’art. 1 co. 17° del d. lgs. 124/2017, che riformula gli artt. 138 e 139 Cod. Ass.
42) Sul punto v. G. Ponzanelli, Il decalogo sul risarcimento del danno non patrimoniale e la pace all’interno della terza sezione, cit., 837, il quale si sofferma in particolare sulla composizione del collegio giudicante, di cui il Presidente è il principale sostenitore della giurisprudenza critica nei confronti degli arresti del 2008, a favore dell’autonoma risarcibilità delle voci di danno (Travaglino), mentre l’estensore è per una più rigorosa osservanza della funzione nomofilattica delle Sezioni Unite (Rossetti).
43) Si leggano i punti 6 e 7 del decalogo dell’ordinanza 7513 del 2018 « 6) In presenza d’un danno permanente alla salute, costituisce duplicazione risarcitoria la congiunta attribuzione d’una somma di denaro a titolo di risarcimento del danno biologico, e l’attribuzione d’una ulteriore somma a titolo di risarcimento dei pregiudizi di cui è già espressione il grado percentuale di invalidità permanente (quali i pregiudizi alle attività quotidiane, personali e relazionali, indefettibilmente dipendenti dalla perdita anatomica o funzionale: ovvero il danno dinamico-relazionale). 7) In presenza d’un danno permanente alla salute, la misura standard del risarcimento prevista dalla legge o dal criterio equitativo uniforme adottato dagli organi giudiziari di merito (oggi secondo il sistema c.d. del punto variabile) può essere aumentata solo in presenza di conseguenze dannose del tutto anomale ed affatto peculiari. Le conseguenze dannose da ritenersi normali e indefettibili secondo l’id quod plerumque accidit (ovvero quelle che qualunque persona con la medesima invalidità non potrebbe non subire) non giustificano alcuna personalizzazione in aumento del risarcimento ». Assume una posizione critica nei confronti delle « insanabili contraddizioni » lasciate dalla Sezione III in tema di danno dinamico-relazionale G. Comandè, Dal sistema bipolare al sistema biforcuto: le linee guida della Cassazione sul danno non patrimoniale a dieci anni dalle sentenze dell’Estate di San Martino, in Danno e resp., 2, 2019, 155.
44) Si ricordi che il presidente del collegio giudicante è lo stesso Travaglino (v. n. 40).
45) Per danno estetico si intende sia la sua componente statica (e.g. cicatrici) sia la sua componente più propriamente dinamica, nei termini del danno alla vita di relazione (v. Tribunale Arezzo, 17 giugno 2014, n. 603, in questa Rivista, 3, 2015, 1254 con nota di E. Serani, La liquidazione del danno estetico: tecniche risarcitorie e prassi delle Corti di merito).
46) B. Magliona, La medicina legale e il danno esistenziale: le ragioni dell’intelligenza e quelle del cuore, in A. Bianchi (a cura di), La valutazione neuro-psicologica del danno psichico ed esistenziale, Cedam, Padova, 2005, 29 ss.; v. anche S. Loschiavo, Il ruolo del consulente, in La prova e il quantum nel risarcimento del danno non patrimoniale, in P. Cendon (a cura di), Il diritto privato oggi, Utet, Torino, t. I, 207-220; sul ruolo della C.T.U. nella quantificazione del danno psichico ed esistenziale cfr. V. Volterra (a cura di), Psichiatria forense, criminologia ed etica psichiatrica, Masson, Milano, 2006, 671: « La necessità di accertare, per quanto riguarda il danno esistenziale, la ricorrenza di una serie di modificazioni negative delle attività realizzatrici della persona potrà esigere l’ausilio di un consulente tecnico, in particolare uno psichiatra o uno psicologo, in grado di verificare l’effettivo impatto che il torto ha provocato nella vita del danneggiato, in ragione delle caratteristiche della personalità di quest’ultimo ».
47) V. tra gli altri M. Bona, P. G. Monateri, Il nuovo danno non patrimoniale, Giuffrè, Milano, 2004, 364 ss.
48) L’individuazione di questi tre filoni interni all’interno della giurisprudenza di merito è operata in E. Serani, La liquidazione del danno estetico: tecniche risarcitorie e prassi delle Corti di merito, cit.
49) Tra le altre, v. Trib. Napoli, sez. VI, 9 febbraio 2018 n. 1477 in Banca Dati Deiure; Trib. Roma, sez. XII, 8 novembre 2012, in www.ilcaso.it; Trib. Bari, sez. II, 18 luglio 2011, ibidem.
50) Tra le altre Tribunale Nuoro, 18 ottobre 2018, n. 541, in Banca Dati Deiure; Tribunale Salerno sez. II, 08 agosto 2017, n. 3919; Trib. Torre Annunziata, sez. I, 13 ottobre 2014, ibidem; Trib. Pisa, 28 marzo 2014, ibid.; Trib. Napoli, sez. IX, 4 novembre 2013, ibid.; Trib. Roma, sez. XII, 29 ottobre 2013, ibid.; Trib. Milano, sez. I, 23 ottobre 2012, ibid.; Trib. Palermo, sez. I, 25 gennaio 2012, ibid.; Trib. Trieste, 22 giugno 2011, ibid.; Trib. Cassino, 5 aprile 2011, ibid.; Trib. Chieti, 24 marzo 2010, ibid.; Trib. Salerno, sez. II, 2 marzo 2010, ibid.; Trib. Trieste, 16 febbraio 2010, ibid.; Trib. Roma, sez. XII, 4 gennaio 2010, ibid. Per una critica nei confronti degli automatismi risarcitori attuati ai giudici di merito, v. F. Lapertosa, La liquidazione del danno alla persona, in Resp. civ. prev., 1, 2008, 0011B. Più in generale sulla natura tecnica della valutazione del danno biologico dinamico v. G. A. Norelli, M. Focard, La medicina legale e la valutazione “olistica” del danno alla persona, in questa Rivista, 2, 2007, 379.
51) Tra le altre v. Trib. Milano sez. X, 12 luglio 2019, n. 7021, in Banca Dati Deiure; Trib. Roma sez. XII, 22 febbraio 2018 n. 3980, ibidem; App., Bologna, sez. II, 19 gennaio 2018, n. 196, ibid.; Trib. Roma sez. XII, 5 settembre 2017 n. 16567, ibid.; Trib. Roma, sez. XII, 11 aprile 2014, ibid.; Trib. Nola, sez. II, 19 gennaio 2012, ibid. V. anche Cass. civ., sez. III, 8 febbraio 2018, n. 3035, in Ridare.it, 11 maggio 2018, con nota di F. Agnino, Lesione alla integrità psicofisica e personalizzazione del risarcimento; Cass. civ., sez. III, 14 novembre 2017, n. 26805, ibid., 12 aprile 2018, con nota di L. Munaro, Risarcibilità delle due componenti della sofferenza umana.
52) Sull’evoluzione e i limiti del sistema tabellare v. R. Domenici, B. Guidi, La tabella delle menomazioni alla integrità psico-fisica comprese tra dieci e cento punti di invalidità ai sensi dell’art. 138 del Codice delle assicurazioni (d. lgs. n. 209/05): riflessioni medico-legali, in Dir. economia assicur. (dal 2012 Dir. e Fiscalità assicur.), 2, 2012, 323; G. Vidiri, La liquidazione del danno non patrimoniale: declino delle tabelle e necessaria personalizzazione del danno, in GC, 3, 2011, 141. Sul ruolo della C.T.U. in seguito alla l. n. 24/2017 (c.d. Gelli-Bianco), con particolare riferimento alla delicata posizione del giudice, quale « iudex peritus peritorum », detentore di potestà decisionale nei confronti di accertamenti di natura medico-legale estranei alle sue competenze, v. B. Guidi, E. Occhipinti, La legge Gelli-Bianco sul tema della Consulenza Tecnica d’Ufficio: necessità della riforma?, in Danno e resp., 2, 2019, 177. In generale, v. M. Bargagna, F. D. Busnelli (a cura di), La valutazione del danno alla salute, profili giuridici-medico-legali ed assicurativi, con la collaborazione di S. Badalassi, G. Ponzanelli, G. Del Medico et Al., Cedam, Padova, 2001.
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