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Rivista Italiana di Medicina Legale e del Diritto in campo sanitario

Rivista: Rivista Italiana di Medicina Legale (e del Diritto in campo sanitario)
Anno: 2020
Fascicolo: n. 2
Editore: Giuffrè Francis Lefebvre
ISSN: 1124-3376
Autori: Maria Alessandra Culicchia
Titolo: Milano sotto assedio: l’attacco delle tabelle di Roma nel campo di battaglia del “nuovo” danno non patrimoniale.
Pagine: pp. 1234-1246

Abstract non disponibile per questo articolo

NOTE A SENTENZA
* * *

Milano sotto assedio: l’attacco delle tabelle di Roma nel campo di battaglia del “nuovo” danno non patrimoniale.

Maria Alessandra Culicchia

1) Cass. civ., sez. III, 22 gennaio 2019, n. 1553, in Italgiureweb, in Il foro italiano online, in Dejure.it.
2) Così affermato da G. Ponzanelli, Tabelle, in Nuova giur. civ. comm., 2017, pp. 246 ss.
3) Espressione mutuata da G. Ponzanelli, op. cit., p. 246.
4) Cfr. D. Spera, Tabelle milanesi 2018 e danno non patrimoniale, Giuffrè, Milano, 2018. In particolare, è stato previsto un aumento fino al 25% per le lesioni micropermanenti, un aumento dal 26% al 50% per invalidità dal 10% al 34%, e successivamente un incremento costante del 25% fino al 100% di invalidità.
5) Cass. civ. sez. III, 7 giugno 2011, n. 12408, rinvenibile su Dejure.it con nota di M. Gagliardi, Ancora su equità e tabelle: Milano capitale d’Italia (almeno per la liquidazione del danno non patrimoniale alla persona)? Segnali contrastanti, in Dir. fisc. ass., 2011, pp. 1558 ss., di G. Bolego, La liquidazione del danno non patrimoniale: oscillazioni tra equità e « tabelle milanesi », in Riv. it. dir. lav., 2011, pp. 1060 ss.; di P. Ziviz, Danno non patrimoniale da lesione alla salute: la cassazione impone una valutazione (in duplice senso) unitaria, in Resp. civ. prev., 2011, pp. 2025 ss.; di M. Hazan,L’equa riparazione del danno (tra r.c. auto e diritto comune), in Danno e resp., 2011, pp. 946 ss.: di C. Sganga, Una nuova equità? Le tabelle di Milano e la Cassazione tra ius dicere e ius dare, in Nuova giur. civ. comm., 2011, pp. 1065 ss.; di M. Franzoni, Tabelle nazionali per sentenza, o no?, in Corr. giur., 2011, pp. 1085 ss.
6) Ibid., p. 9.
7) Ibid.
8) Cfr. Trib. Roma, sez. XII, 7 gennaio 2015, in questa Rivista, 2016, p. 428 ss., con nota di M. Di Donato, 2016, pp. 431 ss.
9) Ivi., nella decisione si legge il riferimento a « Cass. civ. Sez. VI, 23 novembre 2011, n. 24748: “Quanto alle doglianze sulla quantificazione, è del tutto generica la doglianza sull’insufficienza delle cc.dd. tabelle applicate: queste costituiscono soltanto un parametro per la liquidazione equitativa comunque da operarsi con adeguata personalizzazione (tra le tante, v. Cass. 8 marzo 2006 n. 4980, Cass. 11 gennaio 2007 n. 392, Cass. 21 settembre 2007 n. 19493), sicché non si ha un diritto soggettivo all’applicazione dell’una o dell’altra” ».
10) Ibidem.
11) Cfr. Trib. Roma, sez. II, 7 gennaio 2018, n. 46726 in questa Rivista, 2018, p. 1191 ss. con nota di F. Venturi, Alla ricerca delle ragioni del (reiterato) campanilismo liquidatorio del Tribunale di Roma nel dedalo giurisprudenziale sul risarcimento del danno non patrimoniale. Nella sentenza, oltre alle argomentazioni già esposte nel precedente decisum, si legge che « per costante giurisprudenza le tabelle non rientrano nelle nozioni di fatto di comune esperienza, né sono recepite in norme di diritto appartenenti necessariamente alla conoscenza del magistrato. Omissis. E, pertanto, il giudice che intenda utilizzarle deve, per non incorrere nell’errore di omessa motivazione, dare conto dei criteri indicati nelle tabelle e poi descriverne l’applicazione alla fattispecie concreta », principio che si colloca anch’esso all’interno di un ulteriore dibattito che riguarda la necessità di allegare o meno le tabelle all’istanza di risarcimento, ma non risulta essere questa la sede per approfondirlo.
12) Cfr. Cass. civ., sez. III, 30 giugno 2011, n.14402, in Resp. civ. e prev., 2011, pp. 2025 ss, con nota di P. Ziviz, Danno non patrimoniale da lesione alla salute: la Cassazione impone una valutazione (in duplice senso) unitaria; e in Riv. it. dir. lav., 2011, II, pp. 1041 ss.; con nota di G. Bolego, La liquidazione del danno non patrimoniale: oscillazioni tra equità e tabelle milanesi, e in Danno e responsabilità, 2011, pp. 1060 ss.; con nota di G. Ponzanelli, Le tabelle milanesi, l’inerzia del legislatore e la supplenza giurisprudenziale.
13) Cfr. Cass. civ., Sez. Lavoro, 2 agosto 2011, n. 16866, in Diritto&giustizia online, 2011, con nota di R. Savoia, Sull’applicazione delle tabelle di Milano la Cassazione avanza in ordine sparso, pp. 361 ss. Riferimenti anche in M. Hazan, L’equa riparazione del danno (tra R.c. auto e diritto comune),in Danno e responsabilitò, 2011 pp. 946 ss, in cui si legge che «la sezione lavoro della Suprema Corte ha voluto invertire in qualche modo la rotta, esprimendo un concetto di equità assai più duttile ed informato a principi di uniformità locale piuttosto che alla ricerca di una parità di trattamento elaborata sulla scorta di precedenti sedimentatisi nell’intero territorio nazionale ».
14) Parzialmente d’accordo con la bontà di tale teoria ancora M. Hazan, L’equa riparazione del danno (tra R.c. auto e diritto comune), cit., pp. 946 ss.
15) Viene inoltre affidato ad un Decreto del Presidente della Repubblica da attuarsi entro 120 giorni dall’entrata in vigore della norma – e tuttora non attuato – il compito di elaborare una tabella unica su tutto il territorio nazionale delle menomazioni all’integrità psico-fisica comprese tra 10 e 100 punti, e del valore monetario da attribuire a ogni singolo punto di invalidità comprensivo dei coefficienti di variazione corrispondenti all’età del soggetto leso.
16) Espressione mutuata da G. Comandé, Dal sistema bipolare al sistema biforcuto: le linee guida della Cassazione sul danno non patrimoniale a dieci anni dalle sentenze dell’Estate di San Martino, in Danno e responsabilità, 2019, pp. 155-160.
17) Cfr. Cass. civ., Sez. III, 17 gennaio 2018, n. 901, in Foro it. anno 2018, con nota di G. Ponzanelli, Giudici e legislatore liquidano le decisioni delle sezioni unite sul danno non patrimoniale, in Foro it. 2018, parte I, col. 923.
18) Cfr. Cass. civ., Sez. III, ord. 27 marzo 2018, n. 7513, in La nuova giurisprudenza civile commentata, 2018, pp.836 ss, con nota di G. Ponzanelli, Il decalogo sul risarcimento del danno non patrimoniale e la pace all’interno della terza sezione.
19) Scrive a tal proposito G. Ponzanelli, in Il decalogo... cit., p. 236, che « Il decalogo enuncia un programma, lo vuole rendere esplicito, illustrarne le basi e le fondamenta, sottolinearne la positività. Il decalogo supera per sua natura i limiti del caso e indica i criteri con i quali saranno decise le varie problematiche costituendo autorevole precedente. »
20) Si legge infatti in Cass. civ., Sez. III, ord. 27 marzo 2018, n. 7513, che « 8) In presenza d’un danno alla salute, non costituisce duplicazione risarcitoria la congiunta attribuzione d’una somma di denaro a titolo di risarcimento del danno biologico, e d’una ulteriore somma a titolo di risarcimento dei pregiudizi che non hanno fondamento medico-legale, perché non aventi base organica ed estranei alla determinazione medico-legale del grado percentuale di invalidità permanente, rappresentati dalla sofferenza interiore (quali, ad esempio, il dolore dell’animo, la vergogna, la disistima di sé, la paura, la disperazione). 9) Ove sia correttamente dedotta ed adeguatamente provata l’esistenza d’uno di tali pregiudizi non aventi base medico-legale, essi dovranno formare oggetto di separata valutazione e liquidazione (come è confermato, oggi, dal testo degli artt. 138 e 139 cod. ass., così come modificati dell’art. 1, comma 1, L. 4 agosto 2017, n. 124, nella parte in cui, sotto l’unitaria definizione di ‘‘danno non patrimoniale’’, distinguono il danno dinamico relazionale causato dalle lesioni da quello ‘‘morale’’). 10) Il danno non patrimoniale non derivante da una lesione della salute, ma conseguente alla lesione di altri interessi costituzionalmente tutelati, va liquidato, non diversamente che nel caso di danno biologico, tenendo conto tanto dei pregiudizi patiti dalla vittima nella relazione con se stessa (la sofferenza interiore e il sentimento di afflizione in tutte le sue possibili forme, id est il danno morale interiore), quanto di quelli relativi alla dimensione dinamico-relazionale della vita del soggetto leso. Nell’uno come nell’altro caso, senza automatismi risarcitori e dopo accurata ed approfondita istruttoria. »
21) Espressione mutuata da G. Ponzanelli, Il decalogo... cit, e ancora G. Ponzanelli in Le sezioni unite di San Martino abbandonate progressivamente dal legislatore, in Nuova giur. civ. comm., 2018, p.1349.
22) Cfr. Cass. civ., Sez. III, 31 gennaio 2019, n. 2788, in Il foro italiano, con nota di G. Ponzanelli, Dopo San Martino, la Cassazione ci riprova a varare uno statuto del danno alla persona, in Foro it. anno 2019, parte I, col. 791; in Nuova giur. civ. comm., 2019, pp. 279 ss.
23) Ibidem.
24) Cfr. Cass. Civ., Sez. III, 11 novembre 2019, n. 28990, in Dannno e resp., 2020, 1, p. 27 con nota di D. Amram, La persona, le “forzose rinunce” e l’algebra: qualche considerazione all’indomani delle sentenze di San Martino 2019, in in Resp. civ. e prev., 2020, 1, pp. 213 ss., con nota di P. Ziviz, A ritroso (prevista l’applicazione retroattiva per le tabelle normative).
25) Ibidem.
26) Cfr. Trib. Roma, XII Sez. civ., 7 febbraio 2019, n. 2832.
27) Espressione ripresa da G. Ponzanelli, Il nuovo statuto del danno alla persona è stato fissato, ma quali sono le tabelle giuste? Commento a Cass. civ., Sez. III, 31 gennaio 2019, n. 2788, in Nuova giur. civ. comm., 2019, pp. 277 ss.
28) Il riferimento è ancora a G. Ponzanelli, Il nuovo statuto del danno... cit., p. 279.
29) Ci si riferisce qui a G. Ponzanelli, Alcune considerazioni sul livello italiano del risarcimento del danno alla persona, in La nuova giurisprudenza civile commentata, 2019, pp. 558 ss.
1) Cass. civ., sez. III, 22 gennaio 2019, n. 1553, in Italgiureweb, in Il foro italiano online, in Dejure.it.
2) Così affermato da G. Ponzanelli, Tabelle, in Nuova giur. civ. comm., 2017, pp. 246 ss.
3) Espressione mutuata da G. Ponzanelli, op. cit., p. 246.
4) Cfr. D. Spera, Tabelle milanesi 2018 e danno non patrimoniale, Giuffrè, Milano, 2018. In particolare, è stato previsto un aumento fino al 25% per le lesioni micropermanenti, un aumento dal 26% al 50% per invalidità dal 10% al 34%, e successivamente un incremento costante del 25% fino al 100% di invalidità.
5) Cass. civ. sez. III, 7 giugno 2011, n. 12408, rinvenibile su Dejure.it con nota di M. Gagliardi, Ancora su equità e tabelle: Milano capitale d’Italia (almeno per la liquidazione del danno non patrimoniale alla persona)? Segnali contrastanti, in Dir. fisc. ass., 2011, pp. 1558 ss., di G. Bolego, La liquidazione del danno non patrimoniale: oscillazioni tra equità e « tabelle milanesi », in Riv. it. dir. lav., 2011, pp. 1060 ss.; di P. Ziviz, Danno non patrimoniale da lesione alla salute: la cassazione impone una valutazione (in duplice senso) unitaria, in Resp. civ. prev., 2011, pp. 2025 ss.; di M. Hazan,L’equa riparazione del danno (tra r.c. auto e diritto comune), in Danno e resp., 2011, pp. 946 ss.: di C. Sganga, Una nuova equità? Le tabelle di Milano e la Cassazione tra ius dicere e ius dare, in Nuova giur. civ. comm., 2011, pp. 1065 ss.; di M. Franzoni, Tabelle nazionali per sentenza, o no?, in Corr. giur., 2011, pp. 1085 ss.
6) Ibid., p. 9.
7) Ibid.
8) Cfr. Trib. Roma, sez. XII, 7 gennaio 2015, in questa Rivista, 2016, p. 428 ss., con nota di M. Di Donato, 2016, pp. 431 ss.
9) Ivi., nella decisione si legge il riferimento a « Cass. civ. Sez. VI, 23 novembre 2011, n. 24748: “Quanto alle doglianze sulla quantificazione, è del tutto generica la doglianza sull’insufficienza delle cc.dd. tabelle applicate: queste costituiscono soltanto un parametro per la liquidazione equitativa comunque da operarsi con adeguata personalizzazione (tra le tante, v. Cass. 8 marzo 2006 n. 4980, Cass. 11 gennaio 2007 n. 392, Cass. 21 settembre 2007 n. 19493), sicché non si ha un diritto soggettivo all’applicazione dell’una o dell’altra” ».
10) Ibidem.
11) Cfr. Trib. Roma, sez. II, 7 gennaio 2018, n. 46726 in questa Rivista, 2018, p. 1191 ss. con nota di F. Venturi, Alla ricerca delle ragioni del (reiterato) campanilismo liquidatorio del Tribunale di Roma nel dedalo giurisprudenziale sul risarcimento del danno non patrimoniale. Nella sentenza, oltre alle argomentazioni già esposte nel precedente decisum, si legge che « per costante giurisprudenza le tabelle non rientrano nelle nozioni di fatto di comune esperienza, né sono recepite in norme di diritto appartenenti necessariamente alla conoscenza del magistrato. Omissis. E, pertanto, il giudice che intenda utilizzarle deve, per non incorrere nell’errore di omessa motivazione, dare conto dei criteri indicati nelle tabelle e poi descriverne l’applicazione alla fattispecie concreta », principio che si colloca anch’esso all’interno di un ulteriore dibattito che riguarda la necessità di allegare o meno le tabelle all’istanza di risarcimento, ma non risulta essere questa la sede per approfondirlo.
12) Cfr. Cass. civ., sez. III, 30 giugno 2011, n.14402, in Resp. civ. e prev., 2011, pp. 2025 ss, con nota di P. Ziviz, Danno non patrimoniale da lesione alla salute: la Cassazione impone una valutazione (in duplice senso) unitaria; e in Riv. it. dir. lav., 2011, II, pp. 1041 ss.; con nota di G. Bolego, La liquidazione del danno non patrimoniale: oscillazioni tra equità e tabelle milanesi, e in Danno e responsabilità, 2011, pp. 1060 ss.; con nota di G. Ponzanelli, Le tabelle milanesi, l’inerzia del legislatore e la supplenza giurisprudenziale.
13) Cfr. Cass. civ., Sez. Lavoro, 2 agosto 2011, n. 16866, in Diritto&giustizia online, 2011, con nota di R. Savoia, Sull’applicazione delle tabelle di Milano la Cassazione avanza in ordine sparso, pp. 361 ss. Riferimenti anche in M. Hazan, L’equa riparazione del danno (tra R.c. auto e diritto comune),in Danno e responsabilitò, 2011 pp. 946 ss, in cui si legge che «la sezione lavoro della Suprema Corte ha voluto invertire in qualche modo la rotta, esprimendo un concetto di equità assai più duttile ed informato a principi di uniformità locale piuttosto che alla ricerca di una parità di trattamento elaborata sulla scorta di precedenti sedimentatisi nell’intero territorio nazionale ».
14) Parzialmente d’accordo con la bontà di tale teoria ancora M. Hazan, L’equa riparazione del danno (tra R.c. auto e diritto comune), cit., pp. 946 ss.
15) Viene inoltre affidato ad un Decreto del Presidente della Repubblica da attuarsi entro 120 giorni dall’entrata in vigore della norma – e tuttora non attuato – il compito di elaborare una tabella unica su tutto il territorio nazionale delle menomazioni all’integrità psico-fisica comprese tra 10 e 100 punti, e del valore monetario da attribuire a ogni singolo punto di invalidità comprensivo dei coefficienti di variazione corrispondenti all’età del soggetto leso.
16) Espressione mutuata da G. Comandé, Dal sistema bipolare al sistema biforcuto: le linee guida della Cassazione sul danno non patrimoniale a dieci anni dalle sentenze dell’Estate di San Martino, in Danno e responsabilità, 2019, pp. 155-160.
17) Cfr. Cass. civ., Sez. III, 17 gennaio 2018, n. 901, in Foro it. anno 2018, con nota di G. Ponzanelli, Giudici e legislatore liquidano le decisioni delle sezioni unite sul danno non patrimoniale, in Foro it. 2018, parte I, col. 923.
18) Cfr. Cass. civ., Sez. III, ord. 27 marzo 2018, n. 7513, in La nuova giurisprudenza civile commentata, 2018, pp.836 ss, con nota di G. Ponzanelli, Il decalogo sul risarcimento del danno non patrimoniale e la pace all’interno della terza sezione.
19) Scrive a tal proposito G. Ponzanelli, in Il decalogo... cit., p. 236, che « Il decalogo enuncia un programma, lo vuole rendere esplicito, illustrarne le basi e le fondamenta, sottolinearne la positività. Il decalogo supera per sua natura i limiti del caso e indica i criteri con i quali saranno decise le varie problematiche costituendo autorevole precedente. »
20) Si legge infatti in Cass. civ., Sez. III, ord. 27 marzo 2018, n. 7513, che « 8) In presenza d’un danno alla salute, non costituisce duplicazione risarcitoria la congiunta attribuzione d’una somma di denaro a titolo di risarcimento del danno biologico, e d’una ulteriore somma a titolo di risarcimento dei pregiudizi che non hanno fondamento medico-legale, perché non aventi base organica ed estranei alla determinazione medico-legale del grado percentuale di invalidità permanente, rappresentati dalla sofferenza interiore (quali, ad esempio, il dolore dell’animo, la vergogna, la disistima di sé, la paura, la disperazione). 9) Ove sia correttamente dedotta ed adeguatamente provata l’esistenza d’uno di tali pregiudizi non aventi base medico-legale, essi dovranno formare oggetto di separata valutazione e liquidazione (come è confermato, oggi, dal testo degli artt. 138 e 139 cod. ass., così come modificati dell’art. 1, comma 1, L. 4 agosto 2017, n. 124, nella parte in cui, sotto l’unitaria definizione di ‘‘danno non patrimoniale’’, distinguono il danno dinamico relazionale causato dalle lesioni da quello ‘‘morale’’). 10) Il danno non patrimoniale non derivante da una lesione della salute, ma conseguente alla lesione di altri interessi costituzionalmente tutelati, va liquidato, non diversamente che nel caso di danno biologico, tenendo conto tanto dei pregiudizi patiti dalla vittima nella relazione con se stessa (la sofferenza interiore e il sentimento di afflizione in tutte le sue possibili forme, id est il danno morale interiore), quanto di quelli relativi alla dimensione dinamico-relazionale della vita del soggetto leso. Nell’uno come nell’altro caso, senza automatismi risarcitori e dopo accurata ed approfondita istruttoria. »
21) Espressione mutuata da G. Ponzanelli, Il decalogo... cit, e ancora G. Ponzanelli in Le sezioni unite di San Martino abbandonate progressivamente dal legislatore, in Nuova giur. civ. comm., 2018, p.1349.
22) Cfr. Cass. civ., Sez. III, 31 gennaio 2019, n. 2788, in Il foro italiano, con nota di G. Ponzanelli, Dopo San Martino, la Cassazione ci riprova a varare uno statuto del danno alla persona, in Foro it. anno 2019, parte I, col. 791; in Nuova giur. civ. comm., 2019, pp. 279 ss.
23) Ibidem.
24) Cfr. Cass. Civ., Sez. III, 11 novembre 2019, n. 28990, in Dannno e resp., 2020, 1, p. 27 con nota di D. Amram, La persona, le “forzose rinunce” e l’algebra: qualche considerazione all’indomani delle sentenze di San Martino 2019, in in Resp. civ. e prev., 2020, 1, pp. 213 ss., con nota di P. Ziviz, A ritroso (prevista l’applicazione retroattiva per le tabelle normative).
25) Ibidem.
26) Cfr. Trib. Roma, XII Sez. civ., 7 febbraio 2019, n. 2832.
27) Espressione ripresa da G. Ponzanelli, Il nuovo statuto del danno alla persona è stato fissato, ma quali sono le tabelle giuste? Commento a Cass. civ., Sez. III, 31 gennaio 2019, n. 2788, in Nuova giur. civ. comm., 2019, pp. 277 ss.
28) Il riferimento è ancora a G. Ponzanelli, Il nuovo statuto del danno... cit., p. 279.
29) Ci si riferisce qui a G. Ponzanelli, Alcune considerazioni sul livello italiano del risarcimento del danno alla persona, in La nuova giurisprudenza civile commentata, 2019, pp. 558 ss.
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