Rivista Italiana di Medicina Legale e del Diritto in campo sanitario

Rivista: Rivista Italiana di Medicina Legale (e del Diritto in campo sanitario)
Anno: 2018
Fascicolo: n. 1
Editore: Giuffrè Francis Lefebvre
ISSN: 1124-3376
Autori: Cacace Simona
Titolo: SALUTE E AUTODETERMINAZIONE: DA CHARLIE GARD A DJ FABO, PASSANDO PER I NO-VAX. SCIENZA, DIRITTO, DIRITTI E LIBERTÀ
Pagine: pp. 55-70
Keywords: salute, autodeterminazione, consenso informato, suicidio assistito, interruzione delle terapie di sostegno vitale, vaccinazioni obbligatorie, disposizioni anticipate di trattamento

Il contributo indaga, nella sua prima parte, il ruolo svolto dai genitori, dai medici e dalla magistratura riguardo all’adozione di decisioni di natura sanitaria su pazienti minori d’età, in particolare analizzando il recente caso di Charlie Gard e l’attuale querelle in àmbito di vaccinazioni obbligatorie. Successivamente, l’Autore si sofferma sulla nota vicenda del suicidio assistito di Fabiano Antoniani, nonché riguardo ai contenuti della legge (in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento) appena approvata, evidenziando le principali problematiche giuridiche ancora irrisolte.

SALUTE E AUTODETERMINAZIONE: DA CHARLIE GARD A DJ FABO, PASSANDO PER I NO-VAX. SCIENZA, DIRITTO, DIRITTI E LIBERTÀ


1) Per una ricostruzione della vicenda, cfr. http://www.lastampa.it/2017/07/10/esteri/charlie-gard-ecco-cosa-dice-la-scienza-eYSXMFlTDdKiVhdLG8oTCN/pagina.html; http://www.corriere.it/reportages/esteri/2017/la-storia-di-charlie-gard/; http://www.repubblica.it/protagonisti/Charlie_Gard; A. Rigoli, Un medico cattolico: « Trovare nuove risposte a domande inedite », 1° luglio 2017, in http://www.vita.it/it/article/2017/07/01/un-medico-cattolico-trovare-nuove-risposte-a-domande-inedite/143879/; R. Colombo, Perché negare ai genitori la terapia compassionevole?, in http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2017/7/1/CHARLIE-GARD-Perche-negare-ai-genitori-la-terapia compassionevole-/771774/, e G. Testa,Sul riconoscimento di un diritto a morire in maniera degna e libera: riflessioni a margine di una giurisprudenza convenzionalmente orientata, in http://www.questionegiustizia.it/articolo/sul-riconoscimento-di-un-diritto-a-morire-in-manie_08-11-2017.php.
2) In merito, sia consentito rinviare, altresì per tutti i riferimenti bibliografici e giurisprudenziali, a S. Cacace,A proposito di scienza e diritto: il « caso Stamina » (ma non solo). Libera scelta della cura e tutela della salute:là dove il dovere del medico s’arresta, in questa Rivista, 2016, p. 109. Cfr. anche M. Ferrari, Il diritto alla speranza del paziente legittima la disapplicazione della legge? Principi e responsabilità a confronto in tema di « cure compassionevoli », in Resp.civ.prev., 2014, p. 1019 ss., e M. Benvenuti - M. Gabrielli - G. Nucci - D. Piergiovanni, Il cosiddetto “metodo Stamina”: cronistoria, giurisprudenza ed esperienze casistiche personali, in questa Rivista, 2014, p. 431.
3) Il paragone è di S. Bencivelli, Il caso Stamina, in Le Scienze, 2013, 542, p. 56.
4) Si pone il medesimo interrogativo il Comitato Nazionale per la Bioetica, all’interno del suo parere Cura del caso singolo e trattamenti non validati (c.d. “uso compassionevole”), 27 febbraio 2015, pp. 13-14, in http://bioetica.governo.it/media/170732/p119_2015_cura_del_singolo_trattamenti_non_validati_it.pdf. Non è « cura », dunque, tutto ciò che il singolo malato vuole o crede: cfr. Cons. Stato, Sez. III, 2 settembre 2014, n. 04460, in Nuova giur. civ. comm., 2015, I, p. 74, con commenti di P. Zatti, Consistenza e fragilità dello « ius quo utimur » in materia di relazione di cura, di E. Palermo Fabris, Risvolti penalistici di una sentenza coraggiosa: il Consiglio di Stato si pronuncia sul caso Englaro, di R. Ferrara, Il caso Englaro innanzi al Consiglio di Stato, e P. Benciolini, « Obiezione di coscienza? ». V. N. Vettori, Il diritto alla salute alla fine della vita: obblighi e responsabilità dell’amministrazione sanitaria, in questa Rivista, 2016, p. 1463.
5) In particolare, v. UK Supreme Court, In the case of Charlie Gard, 19 giugno 2017, e CEDU, Charles Gard and Others v. United Kingdom, 28 giugno 2017, n. 39793/17. Cfr. altresì [2017] EWHC 972 (Fam); [2017] EWCA Civ 410; [2017] EWHC 1909 (Fam); https://www.supremecourt.uk/news/permission-to-appeal-hearing-in-the-matter-of-charlie-gard.html; https://www.judiciary.gov.uk/wp-content/uploads/2017/07/cg-order.pdf; http://www.gosh.nhs.uk/news/latest-press-releases/latest-statement-charlie-gard e http://www.gosh.nhs.uk/news/latest-press-releases/gosh-position-statement-issued-high-court-24-july-2017.
6) Così Cass. civ., Sez. I, 16 ottobre 2007, n. 21748, in (ex pluribus) questa Rivista, 2008, p. 583, con commento di C. Sartea - G. La Monaca, Lo Stato Vegetativo tra norme costituzionali e deontologia: la Cassazione indica soggetti e oggetti; ivi, p. 607, con commento di G. Iadecola, La Cassazione civile si pronuncia sul caso « Englaro »: la (problematica) via giudiziaria al testamento biologico; in Riv. dir. civ., 2008, p. 363, con commento di E. Palmerini, Cura degli incapaci e tutela dell’identità nelle decisioni mediche; in Resp. civ. prev., 2008, p. 330, con nota di E. Ceccarelli - D. Pulitanò, Il lino di Lachesis e i diritti inviolabili della persona; in Nuova giur. civ. comm., 2008, I, p. 100, con commento di A. Venchiarutti, Stati vegetativi permanenti: scelte di cure e incapacità; in Dir. fam. pers., 2008, p. 107, con commento di F. Gazzoni, Sancho Panza in Cassazione (come si riscrive la norma dell’eutanasia, in spregio al principio di divisione dei poteri); in Fam. pers. succ., 2008, p. 520, con nota di M. Gorgoni, La rilevanza giuridica della volontà sulla fine della vita non formalizzata nel testamento biologico; in Foro it., 2008, I, c. 125, con nota di D. Maltese, Convincimenti già manifestati in passato dall’incapace in stato vegetativo irreversibile e poteri degli organi preposti alla sua assistenza, e ivi, I, c. 2610, con commento di S. Cacace, Sul diritto all’interruzione del trattamento sanitario « life-sustaining ».
7) Si tratta dei tre modelli decisionali (subjective test, limited-objective test e pure-objective test) elaborati oltreoceano già trent’anni or sono: cfr. In the Matter of Claire Conroy (1985) 486 A 2d 1209 e, similmente, In re Jobes (1987), 529 A 2d 434, 443, e In re Peter, 108 N.J. 365, 529 A.2d 419 (1987). Ex pluribus, cfr. C.H. Baron, De Quinlan à Schiavo: le droit à la mort et le droit à la vie en droit américain, in RTD civ., 2004, p. 673; G. Ponzanelli, Il diritto a morire: l’ultima giurisprudenza della corte del New Jersey, in Foro it., 1988, IV, c. 291; M.A. Matthews, Suicidal Competence and the Patient’s Right to Refuse Lifesaving Treatment, in Calif. L. Rev., 1987, 75, p. 707; G.H. Morris, Judging Judgment: Assessing the Competence of Mental Patients to Refuse Treatment, in San Diego L. Rev., 1995, 32, p. 343; E.A. Lyon, The Right to Die: An Exercise of Informed Consent, not an Extension of the Constitutional Right to Privacy, in U. Cin. L. Rev., 1990, 58, p. 1367; F.R. Parker, The Withholding or Withdrawal Of Lifesustaining Medical Treatment Under Louisiana Law, in Loy. L. Rev., 1999, 45, p. 121; A.M. Torke - G.C. Alexander - J. Lantos, Substituted Judgement: The Limitations of Autonomy in Surrogate Decision Making, in Journ. Gen. Int. Med., 2008, 23 (9), p. 1514, e C.H. Baron, The Right to Die: Themes and Variations, in S. Canestrari - G. Ferrando - M. Mazzoni - S. Rodotà - P. Zatti (a cura di), Il governo del corpo, II, in S. Rodotà - P. Zatti (diretto da), Trattato di biodiritto, Giuffrè, Milano, 2011, pp. 1841 ss. Nel Regno Unito (dinanzi al paziente incapace della cui volontà non si abbia contezza alcuna), la valutazione è affidata alla diligenza del medico in Airedale NHS Trust v. Bland [1993], A.C. 789 at 882. Al riguardo, v. M. Aquino - R. Tallarita, L’eutanasia in Europa: i casi della Svizzera e del Regno Unito, in Dir. fam. pers., 2002, 2-3, p. 641, e S. McLean, Is There a Legal Threat to Medecine? The Case of Anthony Bland, Center for Applied Ethics, University of Wales, College of Cardiff, Cardiff, 1994. Infine, sia qui consentito rinviare, per un’ampia trattazione di tali problematiche, a S. Cacace, Autodeterminazione in Salute, Giappichelli, Torino, 2017, pp. 304 ss.
8) In questo senso, in primis, cfr. l’art. 16 del Codice deontologico medico, Procedure diagnostiche e interventi terapeutici non proporzionati, ai sensi del quale il medico, conformemente « ai principi di efficacia e di appropriatezza delle cure, non intraprende né insiste in procedure diagnostiche e interventi terapeutici clinicamente inappropriati ed eticamente non proporzionati, dai quali non ci si possa fondatamente attendere un effettivo beneficio per la salute e/o un miglioramento della qualità della vita ». Tale astensione, peraltro, non integra « in alcun caso un comportamento finalizzato a provocare la morte ». Analoghe problematiche si pongono nel caso di Davide, affetto da sindrome di Potter (malattia dalla prognosi costantemente infausta), sottoposto a trattamenti invasivi contro la volontà dei genitori e deceduto tre mesi dopo la nascita: fra le notizie di stampa, cfr. http://bari.repubblica.it/cronaca/2016/10/06/news/_gli_80_giorni_di_davide_condannato_a_morire_ma_trattato_da_cavia_-149190923/. Infine, quanto al sostegno vitale dei neonati con età gestazionali estremamente basse e/o affetti da disabilità gravissime a prognosi infausta, v. U. Nannucci, Rianimazione neonati prematuri: è davvero sempre lecita?, in questa Rivista, 2009, p. 831; D. De Luca - M.L. Di Pietro - A. Virdis, Incapacità di alimentazione e idratazione autonoma: un confronto fra il neonato, il lattante ed il soggetto adulto, in Med.mor., 2010, p. 647; A. Bompiani; Aspetti etici dell’assistenza intensiva e “provvedimenti di fine vita” in epoca neonatale al limite dellavitalità, ivi, 2008, p. 227; E. Eijk, Il porre fine alla vita di neonati handicappati. Dal protocollo di Groningen al regolamento nazionale olandese, in Med.mor., 2007, p. 1165, e R. Bailo - P. Cecchi - P. Cendon, Il neonato anencefalico, in Minorigiustizia, 2005, p. 110. Cfr. i pareri del Comitato Nazionale per la Bioetica Il neonato anencefalico e la donazione di organi (21 giugno 1996) e I grandi prematuri (29 febbraio 2008), nonché la c.d. Carta di Firenze, Cure perinatali nelle età gestazionali estremamente basse (22-25 settimane), elaborata nel 2006 da un gruppo di ostetrici, bioeticisti e giuristi e in parte ripresa dalle Raccomandazioni per lecure perinatali nelle età gestazionali estremamente basse del Consiglio Superiore della Sanità (2008, allora ministro Livia Turco).
9) In G.U.Serie generale n. 182, 5 agosto 2017, p. 1. Cfr. https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_notizie_2967_listaFile_ itemName_3_file.pdf. V. altresì Corte cost., 18 gennaio 2018, n. 5, in Consulta Online, 5 marzo 2018, p. 87, con commento di A. Iannuzzi, L’obbligatorietà delle vaccinazioni a giudizio della Corte costituzionale fra rispetto della discrezionalità del legislatore statale e valutazioni medico-statistiche.
10) Cfr. C. Rizzo, A. Filia, M.C. Rota, Obbligo vaccinale: cos’è e perché è importante, in http://www.epicentro.iss.it/temi/vaccinazioni/ObbligoVaccinale.asp, a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell’Istituto superiore di sanità, 3 agosto 2017.
11) V. Cass. civ., Sez. I, 24 marzo 2004, n. 5877, in questa Rivista, 2004, p. 979, con commento di F. Buzzi, B. Magliona, Legittimità del dissenso rispetto alle vaccinazioni di legge ed evidence based medicine: un interessante contributo della Corte di Cassazione. Riguardo ad un supposto nesso eziologico fra vaccino trivalente ed autismo, cfr. Trib. Rimini, sez. lav., 15 marzo 2012, in Resp.civ.prev., 2012, p. 1893, con commento di L. Locatelli, Danno « no fault » da vaccinazioni obbligatorie e facoltative e diritto all’indennizzo, e in questa Rivista, 2014, p. 415, con nota di F. Buzzi - G. Tassi, La “supremazia” dei giudici, la sudditanza della scienza medica e la cedevolezza della “governante” amministrativa e politica in materia di trattamenti sanitari impropriamente qualificati come “compassionevoli”; e App. Bologna, 13 febbraio 2015, in Resp. civ. prev., 2015, p. 1747, con commento di S. D’Errico - P. Frati, M. Martelloni - J. Polimeni, Autismo e vaccinazioni: la buona scienza nelle giuste mani. Un primo passo verso la “certificazione” dell’ “expert witness”? V. altresì G. Ponzanelli, L’indennizzo « ex lege » 210 dovuto anche in assenza di un obbligo a sottoporsi ad un trattamento sanitario, in Danno resp., 2012, p. 1069; E. Falletti, Può la controversia sulla sussistenza del nesso di causalità tra vaccino MPR e autismo risolversi nelle aule dei tribunali?, in Quotidiano Giuridico, 4 maggio 2012; A. Federici, L’indennizzo delle conseguenze irreversibili da vaccinazioni non obbligatorie, in Riv. giur. lav. prev. soc., 2012, II, p. 605; L. Nocco, A proposito di una recente sentenza su vaccinazioni e autismo e dell’ambiguità di fondo del sistema, in questa Rivista, 2014, p. 1123; G. Gemma, Impatto negativo degli umori popolari sul diritto alla salute, in Oss.cost., 2016, p. 6; R. Domenici - M. Gerbi - B. Guidi, Vaccini e autismo: scienza e giurisprudenza a confronto, in Danno resp., 2016, p. 513; M. Tomasi, Uniformità della giurisprudenza e unitarietà della scienza: la misura di sostenibilità del pluralismo, in Riv. BioDiritto, 2016, p. 23, e P. Veronesi, Tra deontologie e obiezioni di coscienza: il sempre attuale problema del limite, ivi, 2016, p. 9.
12) Cfr. Cass. civ., Sez. I, 18 luglio 2003, n. 11226, in questa Rivista, 2003, p. 1157, con nota di F. Buzzi - B. Magliona, Libertà di cure e interesse della collettività nelle vaccinazioni obbligatorie in età pedriatica: verso un nuovo equilibrio?, e Corte cost., 22 luglio 2004 (ord.), n. 262, in questa Rivista, 2005, p. 994, e in Giur. cost., 2004, p. 4. V. S. Tafuri, D. Martinelli, R. Prato, C. Germinario, Obbligo vaccinale e diritto alla salute: il valore della giurisprudenza nella pratica di sanità pubblica italiana, in Ann. Ig., 2012, 24, p. 191, e E.S. Staats, J.M. Hamme, The Greater Good: Rethinking Risks and Benefits of Childhood Vaccination Programs, in Journ. Health & Life Sc. Law, 2009, 3, p. 164. Cfr., infine, Ufficio Del Garante Per L’infanzia E L’adolescenza, Vaccinazioni e diritto alla salute. Trattamenti sanitari, vaccinazioni, diritto alla salute delle persone minori d’età, Bologna, 2013.
13) Cfr. Corte cost., 27 marzo 1992, n. 132, in Rep. Corte cost., 1992, p. 1108, e in Quad. dir. pol. eccl., 1993, p. 685. Cfr. G. Mastrangelo, Il consenso ai trattamenti sanitari su paziente minorenne: ruolo degli esercenti la potestà genitoriale, garanzia dei diritti del minore e tutela del medico, in Giur. mer., 2010, p. 1462.
14) Cfr. F. Zuolo, Salute pubblica e responsabilità parentale. L’esenzione dall’obbligo di vaccinazione, in Ragion pratica, 2013, p. 129; C. Amato, L’obbligo di vaccinazione tra libertà di scelta dei genitori e interesse del figlio, in Fam. dir., 2014, p. 372; G. Gemma, Vaccinazioni facoltative: un esempio di irragionevolezza legislativa, in Quad. cost., 2015, p. 1017; A. De Simone, Potestà genitoriale, obblighi vaccinali ed intervento del giudice minorile ai sensi degli artt. 333 e 336 c.c. Legittima la richiesta da parte dei genitori di specifici accertamenti medici preventivi sul minore?, in Familia, 2003, p. 552; O. Morini, L. Macrì, Obbligatorietà delle vaccinazioni: aspetti giuridici e medico-legali, in questa Rivista, 1997, p. 883; B. Checchini, Il difficile equilibrio tra « l’interesse del minore » e il diritto costituzionalmente garantito alla genitorialità, in Nuova giur. civ. comm., 2008, I, p. 1084; V. Di Lembo, Il consenso informato al trattamento medico-chirurgico, in Riv. pen., 2007, p. 1193; L. Nannipieri, Il consenso ai trattamenti sanitari sui minori: il difficile e dinamico equilibrio tra potestà ed autodeterminazione, in Minorigiustizia, 2009, p. 149; M. Dell’Utri,L’abuso del diritto tra ‘persona’ e ‘famiglia’, in Giur. mer., 2007, 12s, p. 17; G. Manera, Il ruolo di tutela e sostegno del tribunale per i minorenni nei confronti del minore, in Giur. mer., 2007, p. 1208; V. Fellah, Potestà dei genitori e vaccinazioni obbligatorie, in Giur. it., 1995, I, p. 303; M. Dogliotti, Potestà dei genitori, vaccinazioni obbligatorie, procedimento ex art. 333 c.c., in Dir. fam. pers., 1993, p. 578; S. Cinquetti, M. Marigo, Inosservanza dell’obbligo vaccinale in età pediatrica: procedure, sanzioni e tutela del minore, in questa Rivista, 1994, p. 575; P. Crovari, N. Principi, M. Valsecchi, et al., Significato ed evoluzione del ricorso alla obbligatorietà nella politica delle vaccinazioni in Italia per gli anni 2000, in Ann. Ig., 1998, 10 (4 Suppl.1), p. 45; S. Tafuri, D. Martinelli, C. Germinario, R. Prato, History of Compulsory Immunization, in Ig. San. Pubbl., 2011, 67(5), p. 659, e S. Tafuri, D. Martinelli, C. Prato, R. Germinario, From the Struggle for Freedom to the Denial of Evidence: History of the Anti-Vaccination Movements in Europe, in Ann. Ig., 2011, 23(2), p. 93.
15) Quanto al rifiuto opposto da genitori Testimoni di Geova alle emotrasfusioni per la figlia talassemica, cfr. Ass. Cagliari, 10 marzo 1982, in Giur. mer., 1983, p. 961, e in Foro it., 1983, II, c. 27, con nota di G. Fiandaca, Diritto alla libertà religiosa e responsabilità penale per omesso impedimento dell’evento; Ass. App. Cagliari, 13 dicembre 1982, in Giur. mer., 1983, p. 961; Cass. pen., 13 dicembre 1983, in Giur. mer., 1984, p. 351, con nota di P. Floris, Libertà di coscienza, doveri dei genitori, diritti del minore, e Ass. App. Roma, 13 giugno 1986, in Giur. mer., 1986, p. 606. V. anche G. Furgiuele, Diritto del minore al trattamento medicosanitario, libertà religiosa del genitore, intervento e tutela statuale, in Giur. it., 1983, p. 349; G. Corasaniti, Trasfusioni di sangue sul minore, diniego per motivi religiosi del consenso dei genitori e intervento del giudice, in Giust. civ., 1981, p. 3099; V. Crisafulli, In tema di emotrasfusioni obbligatorie, in Dir. soc., 1982, p. 557, e D. Vincenzi Amato, Tutela della salute e libertà individuale, in Giur. cost., 1982, p. 2462.
16) Sono le parole degli stessi medici, riportate dal G.I.P. del Tribunale di Milano all’interno dell’ordinanza per la formulazione dell’imputazione a carico di Marco Cappato, a séguito di richiesta di archiviazione non accolta (ai sensi dell’art. 409 c.p.p.), 10 luglio 2017, RGNR 9609/17, mod. 21, e RG GIP 11095/17. In data 5 settembre, peraltro, Marco Cappato chiede di procedere con giudizio immediato e il relativo processo prende avvio, dunque, l’8 novembre 2017: cfr. www.giurisprudenzapenale.com/processi/processo-nei-confronti-di-marco-cappato-suicidio-assistito-di-dj-fabo.
17) Membro attivo dell’associazione italiana « Soccorso Civile per l’eutanasia legale », la quale fornisce assistenza a coloro che desiderano porre fine alla loro vita; il giorno successivo alla morte di Fabiano Antoniani, si reca egli presso i Carabinieri di Milano, « autodenunciandosi ». Nello specifico, le condotte addebitategli attengono al rafforzamento del proposito suicidario dell’ammalato, con la prospettazione della possibilità di ottenere l’assistenza ricercata presso la svizzera Dignitas, particolarmente accreditata per affidabilità e serietà, e con l’attivazione degli opportuni contatti fra la clinica e i prossimi congiunti del paziente (facendo altresì pervenire presso la loro abitazione il relativo materiale informativo), nonché all’agevolazione stessa di tale suicidio, con il trasporto oltreconfine della vittima il giorno precedente alla sua morte.
18) Cfr. http://video.repubblica.it/cronaca/l-appello-a-mattarella-dell-ex-dj-tetraplegico--lasciatemi-morire/265517/265895.
19) V. Trib. Roma, 16 dicembre 2006 (ord.), in Foro it., 2007, I, c. 571, con annotazioni di G. Casaburi, e c. 2231, con commento di D. Maltese, Diritto al rifiuto delle cure, accanimento terapeuticoe provvedimenti del giudice; in Resp. civ. prev., 2007, p. 78, con nota di G. Alpa, Il danno da accanimento terapeutico, e in Fam. dir., 2007, p. 292, con commento di R. Campione, « Caso Welby »: il rifiuto di cure tra ambiguità legislative ed elaborazioni degli interpreti, e Trib. Roma, GUP, 23 luglio - 17 ottobre 2007, n. 2049, in Corr. mer., 2010, p. 237, con nota di G. Casaburi, Le decisioni di fine vita: una prospettiva europea; in Ind. pen., 2009, p. 227, con commento di G. Pavan, I casi Welby ed Englaro nella prospettiva giurisprudenziale; in Dir. pen. proc., 2008, p. 68, con commento di A. Vallini, Rifiuto dicure “salvavita” e responsabilità del medico: suggestioni e conferme della più recente giurisprudenza; in Cass.pen., 2008, p. 1807, con commento di C.Cupelli, Il “diritto” del paziente (di rifiutare) e il “dovere” del medico (di non perseverare); in Nuova giur. civ. comm.,2008,I,p.73,con nota di M.Azzalini, Trattamenti life-saving e consenso del paziente: i doveri del medico dinanzi al rifiuto di cure; in Riv. it. dir. proc. pen., 2008, p. 463, con commento di A. Taruffo, Rifiuto di cure e doveri del medico; in Studium iuris, 2008, p. 502, con nota di A. Guazzarotti, Rifiuto di trattamenti sanitari salvavita; in Foro it.,2008,II,c.105,con commento di G.Casaburi, Diritto di morire e omicidio del consenziente scriminato; e in Dir.fam.pers.,2008,p.676,con nota di R.Masoni, Vivere è un diritto, non un obbligo: amministrazione di sostegno e consenso ai trattamenti sanitari e di fine vita. In merito, cfr. altresì – ex pluribus – C. Cupelli, La disattivazione di un sostegno artificiale tra agire ed omettere, in Riv. it. dir. proc. pen., 2009, p. 1145; F. Viganò, Esiste un « diritto ad essere lasciati morire in pace »? Considerazioni in margine al caso Welby, in Dir. pen. proc., 2007, p. 5; G. Iadecola, Qualche riflessione sul piano giuridico e deontologico a margine del « caso Welby », in Giur. mer., 2007, p. 1002, e M. Donini, Il caso Welby e le tentazioni pericolose di uno « spazio libero dal diritto », in Cass. pen., 2007, p. 902.
20) V. Cass. civ., Sez. I, 16 ottobre 2007, n. 21748, cit.
21) Al riguardo, sia qui consentito rinviare, altresì per tutti gli opportuni riferimenti bibliografici, a S. Cacace, La sedazione palliativa profonda e continua nell’imminenza della morte: le sette inquietudini del diritto, in questa Rivista, 2017, p. 469.
22) Allo stesso modo, per il caso Englaro, cfr. GIP Tribunale di Udine, 11 gennaio 2010, decreto di archiviazione, in https://www.unipv-lawtech.eu/files/archiviazbenglaro.pdf: « il personale sanitario che ha conseguentemente operato per sospendere il trattamento e rimuovere i mezzi attraverso cui veniva protratto ha agito alla presenza di una causa di giustificazione e segnatamente quella prevista dall’art. 51 c.p., come deve concludersi per la necessità di superare l’altrimenti inevitabile contraddizione dell’ordinamento giuridico che non può, da una parte, attribuire un diritto e, dall’altra, incriminarne l’esercizio ».
23) Cfr. supra, sub nota 17.
24) Per supposto contrasto – per il Pubblico Ministero – con gli artt. 2, 3, 13, 25, commi secondo e terzo, 32, secondo comma, e 117 Cost. (in riferimento agli artt. 2, 3, 8 e 14 CEDU), « nella parte in cui non esclude la punibilità di chi partecipa fisicamente o materialmente al suicidio di un malato terminale o irreversibile », laddove questi « ritenga le sue condizioni di vita lesive della sua dignità », ovvero – per i difensori dell’indagato – riguardo agli artt. 2, 3, 13, 32, secondo comma, e 117 Cost. (quest’ultimo relativamente all’art. 8 CEDU), « nella parte in cui non esclude la punibilità di colui che agevola l’esecuzione del suicidio quando le circostanze di fatto lo configurano come diritto in ragione di condizioni di vita ritenute non più dignitose ». La questione di legittimità costituzionale dell’art. 580 c.p. viene sollevata, infine, dalla stessa Corte d’Assise di Milano, con ordinanza del 14 febbraio 2018; l’atto d’intervento del Presidente del Consiglio dei Ministri, invece, è del 3 aprile 2018: v. http://www.giurisprudenzapenale.com/wp-content/uploads/2018/02/ordinanza-cappato.pdf e https://eutanasialegale.it/articolo/cappato-ecco-latto-di-intervento-del-governo-che-difende-la-costituzionalit%C3%A0-del-reato-di.
25) Al riguardo, sia qui consentito rinviare, per tutti i necessari riferimenti bibliografici e giurisprudenziali, a S. Cacace, Ma quanto è debole il consenso informato! L’ultima giurisprudenza sul rifiuto dell’emotrasfusione. Apologia di un principio inutile (e qualche tentativo esegetico), in questa Rivista, 2017, p. 17; Id., Il rifiuto del trattamento sanitario, a scanso d’ogni equivoco, in questa Rivista, 2014, p. 547, e Id.,Il medico e la contenzione: aspetti risarcitori e problemi d’autodeterminazione, in questa Rivista, 2013, p. 209.
26) Il diritto « di morire vivi », come pure è stato giornalisticamente definito: cfr. www.repubblica.it/cronaca/2017/12/19/news/eutanasia_legale_la_storia_di_irene_la_ragazza_che_voleva_morire_viva_-184247592.
27) Con 180 voti a favore, 71 contrari e 6 astenuti.
28) Approvato dalla Camera dei deputati il 20 aprile 2017, il disegno di legge n. 2801 viene trasmesso il giorno successivo al Senato della Repubblica e assegnato alla 12a Commissione permanente (Igiene e Sanità) in sede referente il 26 aprile 2017. Cfr. C. Triberti, M. Castellani, Libera scelta sul fine vita: il testamento biologico: commento alla Legge 219/2017 in materia di consenso informato e disposizioni anticipate di trattamento, goWare, Firenze, 2018; B. De Filippis, Biotestamento e fine vita. Nuove regole nel rapporto medico paziente: informazioni, diritti, autodeterminazione, CEDAM, Padova, 2018; M. Foglia, Consenso e cura. La solidarietà nel rapporto terapeutico, Giappichelli, Torino, 2018; M. Mainardi (a cura di), Testamento biologico e consenso informato. Legge 22 dicembre 2017, n. 219, Giappichelli, Torino, 2018; P. Zatti, Cura, salute, vita, morte: diritto dei principi o disciplina legislativa?, in Riv. Biodiritto, 2017, p. 185; P. Borsellino, La sfida di una buona legge in materia di consenso informato e di volontà anticipate sulle cure, in Riv. Biodiritto, 2016, p. 11; D. Lenzi, Consenso informato e DAT. Riprende il cammino parlamentare, ivi, p. 3, e E. Mancini, Autonomia come integrità: una riflessione sulle direttive anticipate di trattamento, ivi, p. 13. V. altresì il forum La legge n. 219 del 2017,Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento, in Riv. Biodiritto, 2018, pp. 11 ss.; R. Conti, La legge 22 dicembre 2017, n. 219, in una prospettiva civilistica: che cosa resta dell’art. 5 del Codice civile?, in Consulta Online, 4 aprile 2018, p. 221; M. Noccelli, La cura dell’incapace tra volontà del paziente, gli istituti di tutela e l’organizzazione del servizio sanitario, e Idem, Il giudice amministrativo e la tutela dei diritti fondamentali, contributi entrambi pubblicati sul sito di Giustizia amministrativa, rispettivamente il 15 marzo 2018 e il 20 febbraio 2018.
29) Cfr., per esempio, Trib. Viterbo, 27 novembre 2006, in Guida al dir., 20 gennaio 2007, p. 39, con commento di A. Micali, Il paziente deve essere consapevole dei rischi dell’intervento chirurgico. Più ampiamente, sia qui consentito rinviare a S. Cacace,“Medice, cura te ipsum”? Il diritto all’informazione del paziente-medico (e qualche altra questione sul consenso al trattamento), in questa Rivista, 2013, p. 1505; Id., I danni da (mancato) consenso informato, in Nuova giur.civ.comm., 2010, p. 790, e Id., Consenso informato: novità sul fronte giurisprudenziale. Rappresentazione in tre atti, in Danno resp., 2008, p. 905.
30) Contra, v. la proposta di legge Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento (il cui esame in seconda lettura presso il Senato, avviato nel settembre 2011, non è mai giunto a conclusione), ai sensi della quale (art. 3, comma quinto), « anche nel rispetto della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, fatta a New York il 13 dicembre 2006, l’alimentazione e l’idratazione, nelle diverse forme in cui la scienza e la tecnica possono fornirle al paziente, sono forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze fino alla fine della vita. Esse non possono formare oggetto di dichiarazione anticipata di trattamento ». Cfr., ex pluribus, A. Bonsignore - R. Ciliberti - F. De Stefano - M.T. Panici - T. Pedrucci, Le direttive anticipate di trattamento nella prospettiva del legislatore ed i riflessi medico-legali, in questa Rivista, 2012, p. 1479; G. Miotto, Problematiche, attualità e prospettive delle dichiarazioni anticipate di volontà tra diritto vivente e proposte legislative, in Fam. pers. succ., 2012, p. 529; F. De Luca - M. Focardi - G. Norelli, Il disegno di legge circa le disposizioni anticipate di trattamento (alla luce delle modifiche del testo emanate dalla camera il 12 luglio 2011): un’occasione mancata?, in questa Rivista, 2012, p. 1061; F. Cembrani, Alcune note critiche sulla proposta di legge intesa a disciplinare le « dichiarazioni anticipate di trattamento », in questa Rivista, 2012, p. 1347; G. Colacino, Il disegno di legge sul c.d. testamento biologico: riflessioni critiche a margine di una discussa iniziativa legislativa, in Nuove leggi civ. comm., 2012, p. 1067; M. Villone, Costituzione liberale vs. legislatore illiberale. Il caso del testamento biologico, in Costituzionalismo.it, 2011, p. 8; A. Galatone - F. Garzone, Osservazioni sulla proposta di legge c.2350 in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento, in Riv. pen., 2011, p. 471; A. Gorassini, Appunti sparsi sul c.d. testamento biologico, in Rass. dir. civ., 2011, p. 41; A. Bellelli, Decisioni di fine vita e disposizioni anticipate di trattamento, in Nuova giur. civ. comm., 2011, II, p. 85; C. Casini, Il dibattito sulle dichiarazioni anticipate di trattamento. Valutazioni e prospettive, in Med. mor., 2010, p. 617; G. Traisci, L’attuale situazione giuridica in tema di dichiarazioni anticipate di trattamento (dat) nell’ambito del contesto europeo e delle singole legislazioni degli stati europei, ivi, p. 705; A. Scalera, La proposta di legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento, in Fam. dir., 2010, p. 627; S. Agosta, Note di metodo al disegno di legge in materia di dichiarazioni anticipate di trattamento (tra molteplici conclusioni destruentes ed almeno una proposta construens), in Dir. soc., 2009, p. 615; L. D’Avack, Il disegno di legge sul consenso informato all’atto medico e sulle dichiarazioni anticipate di trattamento, approvato al Senato, riduce l’autodeterminazione del paziente e presenta dubbi di costituzionalità, in Dir. fam., 2009, p. 1281; A. Scalisi, Il diritto a morire: profili problematici, in Fam. dir., 2009, p. 1069, e A. Scacchi, Il testamento biologico tra tutela del diritto alla vita e libertà di autodeterminazione, in Vita not., 2009, p. 1345.
31) Art. 22, Rifiuto di prestazione professionale: « Il medico può rifiutare la propria opera professionale quando vengano richieste prestazioni in contrasto con la propria coscienza o con i propri convincimenti tecnico-scientifici, a meno che il rifiuto non sia di grave e immediato nocumento per la salute della persona, fornendo comunque ogni utile informazione e chiarimento per consentire la fruizione della prestazione ».
32) Cfr. A. Vallini, Il diritto di rifiutare le cure e i suoi risvolti: spunti per una discussione multidisciplinare, in questa Rivista, 2014, p. 495; P. Chiassoni, Libertà e obiezione di coscienza nello stato costituzionale, in D&Q, 2009, 9, p. 65; D. Paris, L’obiezione di coscienza. Studio sull’ammissibilità di un’eccezione dal servizio militare alla bioetica, Passigli, Firenze, 2011; L. Eusebi, Obiezione di coscienza del professionista sanitario, in L. Lenti, E. Palermo Fabris, P. Zatti (a cura di), I diritti in medicina, in S. Rodotà - P. Zatti (diretto da), Trattato di biodiritto, Giuffrè, Milano, 2011, p. 173; V. Abu Awwad, L’obiezione di coscienza nell’attività sanitaria, in questa Rivista, 2012, p. 403; M. Saporiti, La coscienza disubbidiente: ragioni, tutele e limiti dell’obiezione di coscienza, Giuffrè, Milano, 2014; M. Amitrano Zingale, L’obiezione di coscienza nell’esercizio della funzione pubblica sanitaria, in Giur. cost., 2015, p. 1099, e P. Veronesi, Tra deontologie e obiezioni di coscienza: il sempre attuale problema del limite, in Riv. BioDiritto, 2016, p. 9. Cfr. altresì il parere del Comitato Nazionale per la Bioetica Obiezione di coscienza e bioetica, 30 luglio 2012, in www.governo.it/bioetica/pareri.html. Quanto, poi, ad un’obiezione di coscienza « positiva », cfr. F. Mastromartino, Contro l’obiezione di coscienza positiva, in Ragion pratica, 2015, p. 629, e P. Chiassoni, Obiezione di coscienza: negativa e positiva, in P. Borsellino - L. Forni - S. Salardi (a cura di), Obiezione di coscienza. Prospettive a confronto, in Notizie di Politeia, 2011, XXVII, 101, pp. 36-54.
33) Per ulteriori considerazioni, sia qui consentito rinviare a S. Cacace, La sedazione palliativa profonda e continua nell’imminenza della morte: le sette inquietudini del diritto, cit.
34) La legge francese, per esempio, è la n. 303 del 4 marzo 2002, relative aux droits des malades et à la qualité du système de santé; quella spagnola è la n. 41 del 14 novembre 2002, básica reguladora de la autonomía del paciente y de derechos y obligaciones en materia de información y documentación clínica. Al riguardo, sia qui consentito rinviare a S. Cacace, Legge spagnola41/2002e consenso informato:cose vecchie, cose nuove, in Riv.it.med.leg., 2004, p. 1161, e Id., Loi Kouchner: problemi di underdeterrence e undercompensation, in Danno resp., 2003, p. 435.
35) Cfr. C. Casonato, Le direttive anticipate di trattamento: un fenomeno paradigmatico dei problemi del biodiritto, e R. Prodomo, Etica di fine vita: è possibile un consenso condiviso sulle direttive anticipate?, entrambi in F. Lucrezi, F. Mancuso (a cura di), Diritto e vita: biodiritto, bioetica, biopolitica, Rubettino, Catanzaro, 2010, rispettivamente pp. 335-336 e pp. 180 ss.
36) In questi termini, v. il Documento del Consiglio Nazionale della FNOMCeO sulle D.A.T., Terni, 13 giugno 2009.
1) Per una ricostruzione della vicenda, cfr. http://www.lastampa.it/2017/07/10/esteri/charlie-gard-ecco-cosa-dice-la-scienza-eYSXMFlTDdKiVhdLG8oTCN/pagina.html; http://www.corriere.it/reportages/esteri/2017/la-storia-di-charlie-gard/; http://www.repubblica.it/protagonisti/Charlie_Gard; A. Rigoli, Un medico cattolico: « Trovare nuove risposte a domande inedite », 1° luglio 2017, in http://www.vita.it/it/article/2017/07/01/un-medico-cattolico-trovare-nuove-risposte-a-domande-inedite/143879/; R. Colombo, Perché negare ai genitori la terapia compassionevole?, in http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2017/7/1/CHARLIE-GARD-Perche-negare-ai-genitori-la-terapia compassionevole-/771774/, e G. Testa,Sul riconoscimento di un diritto a morire in maniera degna e libera: riflessioni a margine di una giurisprudenza convenzionalmente orientata, in http://www.questionegiustizia.it/articolo/sul-riconoscimento-di-un-diritto-a-morire-in-manie_08-11-2017.php.
2) In merito, sia consentito rinviare, altresì per tutti i riferimenti bibliografici e giurisprudenziali, a S. Cacace,A proposito di scienza e diritto: il « caso Stamina » (ma non solo). Libera scelta della cura e tutela della salute:là dove il dovere del medico s’arresta, in questa Rivista, 2016, p. 109. Cfr. anche M. Ferrari, Il diritto alla speranza del paziente legittima la disapplicazione della legge? Principi e responsabilità a confronto in tema di « cure compassionevoli », in Resp.civ.prev., 2014, p. 1019 ss., e M. Benvenuti - M. Gabrielli - G. Nucci - D. Piergiovanni, Il cosiddetto “metodo Stamina”: cronistoria, giurisprudenza ed esperienze casistiche personali, in questa Rivista, 2014, p. 431.
3) Il paragone è di S. Bencivelli, Il caso Stamina, in Le Scienze, 2013, 542, p. 56.
4) Si pone il medesimo interrogativo il Comitato Nazionale per la Bioetica, all’interno del suo parere Cura del caso singolo e trattamenti non validati (c.d. “uso compassionevole”), 27 febbraio 2015, pp. 13-14, in http://bioetica.governo.it/media/170732/p119_2015_cura_del_singolo_trattamenti_non_validati_it.pdf. Non è « cura », dunque, tutto ciò che il singolo malato vuole o crede: cfr. Cons. Stato, Sez. III, 2 settembre 2014, n. 04460, in Nuova giur. civ. comm., 2015, I, p. 74, con commenti di P. Zatti, Consistenza e fragilità dello « ius quo utimur » in materia di relazione di cura, di E. Palermo Fabris, Risvolti penalistici di una sentenza coraggiosa: il Consiglio di Stato si pronuncia sul caso Englaro, di R. Ferrara, Il caso Englaro innanzi al Consiglio di Stato, e P. Benciolini, « Obiezione di coscienza? ». V. N. Vettori, Il diritto alla salute alla fine della vita: obblighi e responsabilità dell’amministrazione sanitaria, in questa Rivista, 2016, p. 1463.
5) In particolare, v. UK Supreme Court, In the case of Charlie Gard, 19 giugno 2017, e CEDU, Charles Gard and Others v. United Kingdom, 28 giugno 2017, n. 39793/17. Cfr. altresì [2017] EWHC 972 (Fam); [2017] EWCA Civ 410; [2017] EWHC 1909 (Fam); https://www.supremecourt.uk/news/permission-to-appeal-hearing-in-the-matter-of-charlie-gard.html; https://www.judiciary.gov.uk/wp-content/uploads/2017/07/cg-order.pdf; http://www.gosh.nhs.uk/news/latest-press-releases/latest-statement-charlie-gard e http://www.gosh.nhs.uk/news/latest-press-releases/gosh-position-statement-issued-high-court-24-july-2017.
6) Così Cass. civ., Sez. I, 16 ottobre 2007, n. 21748, in (ex pluribus) questa Rivista, 2008, p. 583, con commento di C. Sartea - G. La Monaca, Lo Stato Vegetativo tra norme costituzionali e deontologia: la Cassazione indica soggetti e oggetti; ivi, p. 607, con commento di G. Iadecola, La Cassazione civile si pronuncia sul caso « Englaro »: la (problematica) via giudiziaria al testamento biologico; in Riv. dir. civ., 2008, p. 363, con commento di E. Palmerini, Cura degli incapaci e tutela dell’identità nelle decisioni mediche; in Resp. civ. prev., 2008, p. 330, con nota di E. Ceccarelli - D. Pulitanò, Il lino di Lachesis e i diritti inviolabili della persona; in Nuova giur. civ. comm., 2008, I, p. 100, con commento di A. Venchiarutti, Stati vegetativi permanenti: scelte di cure e incapacità; in Dir. fam. pers., 2008, p. 107, con commento di F. Gazzoni, Sancho Panza in Cassazione (come si riscrive la norma dell’eutanasia, in spregio al principio di divisione dei poteri); in Fam. pers. succ., 2008, p. 520, con nota di M. Gorgoni, La rilevanza giuridica della volontà sulla fine della vita non formalizzata nel testamento biologico; in Foro it., 2008, I, c. 125, con nota di D. Maltese, Convincimenti già manifestati in passato dall’incapace in stato vegetativo irreversibile e poteri degli organi preposti alla sua assistenza, e ivi, I, c. 2610, con commento di S. Cacace, Sul diritto all’interruzione del trattamento sanitario « life-sustaining ».
7) Si tratta dei tre modelli decisionali (subjective test, limited-objective test e pure-objective test) elaborati oltreoceano già trent’anni or sono: cfr. In the Matter of Claire Conroy (1985) 486 A 2d 1209 e, similmente, In re Jobes (1987), 529 A 2d 434, 443, e In re Peter, 108 N.J. 365, 529 A.2d 419 (1987). Ex pluribus, cfr. C.H. Baron, De Quinlan à Schiavo: le droit à la mort et le droit à la vie en droit américain, in RTD civ., 2004, p. 673; G. Ponzanelli, Il diritto a morire: l’ultima giurisprudenza della corte del New Jersey, in Foro it., 1988, IV, c. 291; M.A. Matthews, Suicidal Competence and the Patient’s Right to Refuse Lifesaving Treatment, in Calif. L. Rev., 1987, 75, p. 707; G.H. Morris, Judging Judgment: Assessing the Competence of Mental Patients to Refuse Treatment, in San Diego L. Rev., 1995, 32, p. 343; E.A. Lyon, The Right to Die: An Exercise of Informed Consent, not an Extension of the Constitutional Right to Privacy, in U. Cin. L. Rev., 1990, 58, p. 1367; F.R. Parker, The Withholding or Withdrawal Of Lifesustaining Medical Treatment Under Louisiana Law, in Loy. L. Rev., 1999, 45, p. 121; A.M. Torke - G.C. Alexander - J. Lantos, Substituted Judgement: The Limitations of Autonomy in Surrogate Decision Making, in Journ. Gen. Int. Med., 2008, 23 (9), p. 1514, e C.H. Baron, The Right to Die: Themes and Variations, in S. Canestrari - G. Ferrando - M. Mazzoni - S. Rodotà - P. Zatti (a cura di), Il governo del corpo, II, in S. Rodotà - P. Zatti (diretto da), Trattato di biodiritto, Giuffrè, Milano, 2011, pp. 1841 ss. Nel Regno Unito (dinanzi al paziente incapace della cui volontà non si abbia contezza alcuna), la valutazione è affidata alla diligenza del medico in Airedale NHS Trust v. Bland [1993], A.C. 789 at 882. Al riguardo, v. M. Aquino - R. Tallarita, L’eutanasia in Europa: i casi della Svizzera e del Regno Unito, in Dir. fam. pers., 2002, 2-3, p. 641, e S. McLean, Is There a Legal Threat to Medecine? The Case of Anthony Bland, Center for Applied Ethics, University of Wales, College of Cardiff, Cardiff, 1994. Infine, sia qui consentito rinviare, per un’ampia trattazione di tali problematiche, a S. Cacace, Autodeterminazione in Salute, Giappichelli, Torino, 2017, pp. 304 ss.
8) In questo senso, in primis, cfr. l’art. 16 del Codice deontologico medico, Procedure diagnostiche e interventi terapeutici non proporzionati, ai sensi del quale il medico, conformemente « ai principi di efficacia e di appropriatezza delle cure, non intraprende né insiste in procedure diagnostiche e interventi terapeutici clinicamente inappropriati ed eticamente non proporzionati, dai quali non ci si possa fondatamente attendere un effettivo beneficio per la salute e/o un miglioramento della qualità della vita ». Tale astensione, peraltro, non integra « in alcun caso un comportamento finalizzato a provocare la morte ». Analoghe problematiche si pongono nel caso di Davide, affetto da sindrome di Potter (malattia dalla prognosi costantemente infausta), sottoposto a trattamenti invasivi contro la volontà dei genitori e deceduto tre mesi dopo la nascita: fra le notizie di stampa, cfr. http://bari.repubblica.it/cronaca/2016/10/06/news/_gli_80_giorni_di_davide_condannato_a_morire_ma_trattato_da_cavia_-149190923/. Infine, quanto al sostegno vitale dei neonati con età gestazionali estremamente basse e/o affetti da disabilità gravissime a prognosi infausta, v. U. Nannucci, Rianimazione neonati prematuri: è davvero sempre lecita?, in questa Rivista, 2009, p. 831; D. De Luca - M.L. Di Pietro - A. Virdis, Incapacità di alimentazione e idratazione autonoma: un confronto fra il neonato, il lattante ed il soggetto adulto, in Med.mor., 2010, p. 647; A. Bompiani; Aspetti etici dell’assistenza intensiva e “provvedimenti di fine vita” in epoca neonatale al limite dellavitalità, ivi, 2008, p. 227; E. Eijk, Il porre fine alla vita di neonati handicappati. Dal protocollo di Groningen al regolamento nazionale olandese, in Med.mor., 2007, p. 1165, e R. Bailo - P. Cecchi - P. Cendon, Il neonato anencefalico, in Minorigiustizia, 2005, p. 110. Cfr. i pareri del Comitato Nazionale per la Bioetica Il neonato anencefalico e la donazione di organi (21 giugno 1996) e I grandi prematuri (29 febbraio 2008), nonché la c.d. Carta di Firenze, Cure perinatali nelle età gestazionali estremamente basse (22-25 settimane), elaborata nel 2006 da un gruppo di ostetrici, bioeticisti e giuristi e in parte ripresa dalle Raccomandazioni per lecure perinatali nelle età gestazionali estremamente basse del Consiglio Superiore della Sanità (2008, allora ministro Livia Turco).
9) In G.U.Serie generale n. 182, 5 agosto 2017, p. 1. Cfr. https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_notizie_2967_listaFile_ itemName_3_file.pdf. V. altresì Corte cost., 18 gennaio 2018, n. 5, in Consulta Online, 5 marzo 2018, p. 87, con commento di A. Iannuzzi, L’obbligatorietà delle vaccinazioni a giudizio della Corte costituzionale fra rispetto della discrezionalità del legislatore statale e valutazioni medico-statistiche.
10) Cfr. C. Rizzo, A. Filia, M.C. Rota, Obbligo vaccinale: cos’è e perché è importante, in http://www.epicentro.iss.it/temi/vaccinazioni/ObbligoVaccinale.asp, a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell’Istituto superiore di sanità, 3 agosto 2017.
11) V. Cass. civ., Sez. I, 24 marzo 2004, n. 5877, in questa Rivista, 2004, p. 979, con commento di F. Buzzi, B. Magliona, Legittimità del dissenso rispetto alle vaccinazioni di legge ed evidence based medicine: un interessante contributo della Corte di Cassazione. Riguardo ad un supposto nesso eziologico fra vaccino trivalente ed autismo, cfr. Trib. Rimini, sez. lav., 15 marzo 2012, in Resp.civ.prev., 2012, p. 1893, con commento di L. Locatelli, Danno « no fault » da vaccinazioni obbligatorie e facoltative e diritto all’indennizzo, e in questa Rivista, 2014, p. 415, con nota di F. Buzzi - G. Tassi, La “supremazia” dei giudici, la sudditanza della scienza medica e la cedevolezza della “governante” amministrativa e politica in materia di trattamenti sanitari impropriamente qualificati come “compassionevoli”; e App. Bologna, 13 febbraio 2015, in Resp. civ. prev., 2015, p. 1747, con commento di S. D’Errico - P. Frati, M. Martelloni - J. Polimeni, Autismo e vaccinazioni: la buona scienza nelle giuste mani. Un primo passo verso la “certificazione” dell’ “expert witness”? V. altresì G. Ponzanelli, L’indennizzo « ex lege » 210 dovuto anche in assenza di un obbligo a sottoporsi ad un trattamento sanitario, in Danno resp., 2012, p. 1069; E. Falletti, Può la controversia sulla sussistenza del nesso di causalità tra vaccino MPR e autismo risolversi nelle aule dei tribunali?, in Quotidiano Giuridico, 4 maggio 2012; A. Federici, L’indennizzo delle conseguenze irreversibili da vaccinazioni non obbligatorie, in Riv. giur. lav. prev. soc., 2012, II, p. 605; L. Nocco, A proposito di una recente sentenza su vaccinazioni e autismo e dell’ambiguità di fondo del sistema, in questa Rivista, 2014, p. 1123; G. Gemma, Impatto negativo degli umori popolari sul diritto alla salute, in Oss.cost., 2016, p. 6; R. Domenici - M. Gerbi - B. Guidi, Vaccini e autismo: scienza e giurisprudenza a confronto, in Danno resp., 2016, p. 513; M. Tomasi, Uniformità della giurisprudenza e unitarietà della scienza: la misura di sostenibilità del pluralismo, in Riv. BioDiritto, 2016, p. 23, e P. Veronesi, Tra deontologie e obiezioni di coscienza: il sempre attuale problema del limite, ivi, 2016, p. 9.
12) Cfr. Cass. civ., Sez. I, 18 luglio 2003, n. 11226, in questa Rivista, 2003, p. 1157, con nota di F. Buzzi - B. Magliona, Libertà di cure e interesse della collettività nelle vaccinazioni obbligatorie in età pedriatica: verso un nuovo equilibrio?, e Corte cost., 22 luglio 2004 (ord.), n. 262, in questa Rivista, 2005, p. 994, e in Giur. cost., 2004, p. 4. V. S. Tafuri, D. Martinelli, R. Prato, C. Germinario, Obbligo vaccinale e diritto alla salute: il valore della giurisprudenza nella pratica di sanità pubblica italiana, in Ann. Ig., 2012, 24, p. 191, e E.S. Staats, J.M. Hamme, The Greater Good: Rethinking Risks and Benefits of Childhood Vaccination Programs, in Journ. Health & Life Sc. Law, 2009, 3, p. 164. Cfr., infine, Ufficio Del Garante Per L’infanzia E L’adolescenza, Vaccinazioni e diritto alla salute. Trattamenti sanitari, vaccinazioni, diritto alla salute delle persone minori d’età, Bologna, 2013.
13) Cfr. Corte cost., 27 marzo 1992, n. 132, in Rep. Corte cost., 1992, p. 1108, e in Quad. dir. pol. eccl., 1993, p. 685. Cfr. G. Mastrangelo, Il consenso ai trattamenti sanitari su paziente minorenne: ruolo degli esercenti la potestà genitoriale, garanzia dei diritti del minore e tutela del medico, in Giur. mer., 2010, p. 1462.
14) Cfr. F. Zuolo, Salute pubblica e responsabilità parentale. L’esenzione dall’obbligo di vaccinazione, in Ragion pratica, 2013, p. 129; C. Amato, L’obbligo di vaccinazione tra libertà di scelta dei genitori e interesse del figlio, in Fam. dir., 2014, p. 372; G. Gemma, Vaccinazioni facoltative: un esempio di irragionevolezza legislativa, in Quad. cost., 2015, p. 1017; A. De Simone, Potestà genitoriale, obblighi vaccinali ed intervento del giudice minorile ai sensi degli artt. 333 e 336 c.c. Legittima la richiesta da parte dei genitori di specifici accertamenti medici preventivi sul minore?, in Familia, 2003, p. 552; O. Morini, L. Macrì, Obbligatorietà delle vaccinazioni: aspetti giuridici e medico-legali, in questa Rivista, 1997, p. 883; B. Checchini, Il difficile equilibrio tra « l’interesse del minore » e il diritto costituzionalmente garantito alla genitorialità, in Nuova giur. civ. comm., 2008, I, p. 1084; V. Di Lembo, Il consenso informato al trattamento medico-chirurgico, in Riv. pen., 2007, p. 1193; L. Nannipieri, Il consenso ai trattamenti sanitari sui minori: il difficile e dinamico equilibrio tra potestà ed autodeterminazione, in Minorigiustizia, 2009, p. 149; M. Dell’Utri,L’abuso del diritto tra ‘persona’ e ‘famiglia’, in Giur. mer., 2007, 12s, p. 17; G. Manera, Il ruolo di tutela e sostegno del tribunale per i minorenni nei confronti del minore, in Giur. mer., 2007, p. 1208; V. Fellah, Potestà dei genitori e vaccinazioni obbligatorie, in Giur. it., 1995, I, p. 303; M. Dogliotti, Potestà dei genitori, vaccinazioni obbligatorie, procedimento ex art. 333 c.c., in Dir. fam. pers., 1993, p. 578; S. Cinquetti, M. Marigo, Inosservanza dell’obbligo vaccinale in età pediatrica: procedure, sanzioni e tutela del minore, in questa Rivista, 1994, p. 575; P. Crovari, N. Principi, M. Valsecchi, et al., Significato ed evoluzione del ricorso alla obbligatorietà nella politica delle vaccinazioni in Italia per gli anni 2000, in Ann. Ig., 1998, 10 (4 Suppl.1), p. 45; S. Tafuri, D. Martinelli, C. Germinario, R. Prato, History of Compulsory Immunization, in Ig. San. Pubbl., 2011, 67(5), p. 659, e S. Tafuri, D. Martinelli, C. Prato, R. Germinario, From the Struggle for Freedom to the Denial of Evidence: History of the Anti-Vaccination Movements in Europe, in Ann. Ig., 2011, 23(2), p. 93.
15) Quanto al rifiuto opposto da genitori Testimoni di Geova alle emotrasfusioni per la figlia talassemica, cfr. Ass. Cagliari, 10 marzo 1982, in Giur. mer., 1983, p. 961, e in Foro it., 1983, II, c. 27, con nota di G. Fiandaca, Diritto alla libertà religiosa e responsabilità penale per omesso impedimento dell’evento; Ass. App. Cagliari, 13 dicembre 1982, in Giur. mer., 1983, p. 961; Cass. pen., 13 dicembre 1983, in Giur. mer., 1984, p. 351, con nota di P. Floris, Libertà di coscienza, doveri dei genitori, diritti del minore, e Ass. App. Roma, 13 giugno 1986, in Giur. mer., 1986, p. 606. V. anche G. Furgiuele, Diritto del minore al trattamento medicosanitario, libertà religiosa del genitore, intervento e tutela statuale, in Giur. it., 1983, p. 349; G. Corasaniti, Trasfusioni di sangue sul minore, diniego per motivi religiosi del consenso dei genitori e intervento del giudice, in Giust. civ., 1981, p. 3099; V. Crisafulli, In tema di emotrasfusioni obbligatorie, in Dir. soc., 1982, p. 557, e D. Vincenzi Amato, Tutela della salute e libertà individuale, in Giur. cost., 1982, p. 2462.
16) Sono le parole degli stessi medici, riportate dal G.I.P. del Tribunale di Milano all’interno dell’ordinanza per la formulazione dell’imputazione a carico di Marco Cappato, a séguito di richiesta di archiviazione non accolta (ai sensi dell’art. 409 c.p.p.), 10 luglio 2017, RGNR 9609/17, mod. 21, e RG GIP 11095/17. In data 5 settembre, peraltro, Marco Cappato chiede di procedere con giudizio immediato e il relativo processo prende avvio, dunque, l’8 novembre 2017: cfr. www.giurisprudenzapenale.com/processi/processo-nei-confronti-di-marco-cappato-suicidio-assistito-di-dj-fabo.
17) Membro attivo dell’associazione italiana « Soccorso Civile per l’eutanasia legale », la quale fornisce assistenza a coloro che desiderano porre fine alla loro vita; il giorno successivo alla morte di Fabiano Antoniani, si reca egli presso i Carabinieri di Milano, « autodenunciandosi ». Nello specifico, le condotte addebitategli attengono al rafforzamento del proposito suicidario dell’ammalato, con la prospettazione della possibilità di ottenere l’assistenza ricercata presso la svizzera Dignitas, particolarmente accreditata per affidabilità e serietà, e con l’attivazione degli opportuni contatti fra la clinica e i prossimi congiunti del paziente (facendo altresì pervenire presso la loro abitazione il relativo materiale informativo), nonché all’agevolazione stessa di tale suicidio, con il trasporto oltreconfine della vittima il giorno precedente alla sua morte.
18) Cfr. http://video.repubblica.it/cronaca/l-appello-a-mattarella-dell-ex-dj-tetraplegico--lasciatemi-morire/265517/265895.
19) V. Trib. Roma, 16 dicembre 2006 (ord.), in Foro it., 2007, I, c. 571, con annotazioni di G. Casaburi, e c. 2231, con commento di D. Maltese, Diritto al rifiuto delle cure, accanimento terapeuticoe provvedimenti del giudice; in Resp. civ. prev., 2007, p. 78, con nota di G. Alpa, Il danno da accanimento terapeutico, e in Fam. dir., 2007, p. 292, con commento di R. Campione, « Caso Welby »: il rifiuto di cure tra ambiguità legislative ed elaborazioni degli interpreti, e Trib. Roma, GUP, 23 luglio - 17 ottobre 2007, n. 2049, in Corr. mer., 2010, p. 237, con nota di G. Casaburi, Le decisioni di fine vita: una prospettiva europea; in Ind. pen., 2009, p. 227, con commento di G. Pavan, I casi Welby ed Englaro nella prospettiva giurisprudenziale; in Dir. pen. proc., 2008, p. 68, con commento di A. Vallini, Rifiuto dicure “salvavita” e responsabilità del medico: suggestioni e conferme della più recente giurisprudenza; in Cass.pen., 2008, p. 1807, con commento di C.Cupelli, Il “diritto” del paziente (di rifiutare) e il “dovere” del medico (di non perseverare); in Nuova giur. civ. comm.,2008,I,p.73,con nota di M.Azzalini, Trattamenti life-saving e consenso del paziente: i doveri del medico dinanzi al rifiuto di cure; in Riv. it. dir. proc. pen., 2008, p. 463, con commento di A. Taruffo, Rifiuto di cure e doveri del medico; in Studium iuris, 2008, p. 502, con nota di A. Guazzarotti, Rifiuto di trattamenti sanitari salvavita; in Foro it.,2008,II,c.105,con commento di G.Casaburi, Diritto di morire e omicidio del consenziente scriminato; e in Dir.fam.pers.,2008,p.676,con nota di R.Masoni, Vivere è un diritto, non un obbligo: amministrazione di sostegno e consenso ai trattamenti sanitari e di fine vita. In merito, cfr. altresì – ex pluribus – C. Cupelli, La disattivazione di un sostegno artificiale tra agire ed omettere, in Riv. it. dir. proc. pen., 2009, p. 1145; F. Viganò, Esiste un « diritto ad essere lasciati morire in pace »? Considerazioni in margine al caso Welby, in Dir. pen. proc., 2007, p. 5; G. Iadecola, Qualche riflessione sul piano giuridico e deontologico a margine del « caso Welby », in Giur. mer., 2007, p. 1002, e M. Donini, Il caso Welby e le tentazioni pericolose di uno « spazio libero dal diritto », in Cass. pen., 2007, p. 902.
20) V. Cass. civ., Sez. I, 16 ottobre 2007, n. 21748, cit.
21) Al riguardo, sia qui consentito rinviare, altresì per tutti gli opportuni riferimenti bibliografici, a S. Cacace, La sedazione palliativa profonda e continua nell’imminenza della morte: le sette inquietudini del diritto, in questa Rivista, 2017, p. 469.
22) Allo stesso modo, per il caso Englaro, cfr. GIP Tribunale di Udine, 11 gennaio 2010, decreto di archiviazione, in https://www.unipv-lawtech.eu/files/archiviazbenglaro.pdf: « il personale sanitario che ha conseguentemente operato per sospendere il trattamento e rimuovere i mezzi attraverso cui veniva protratto ha agito alla presenza di una causa di giustificazione e segnatamente quella prevista dall’art. 51 c.p., come deve concludersi per la necessità di superare l’altrimenti inevitabile contraddizione dell’ordinamento giuridico che non può, da una parte, attribuire un diritto e, dall’altra, incriminarne l’esercizio ».
23) Cfr. supra, sub nota 17.
24) Per supposto contrasto – per il Pubblico Ministero – con gli artt. 2, 3, 13, 25, commi secondo e terzo, 32, secondo comma, e 117 Cost. (in riferimento agli artt. 2, 3, 8 e 14 CEDU), « nella parte in cui non esclude la punibilità di chi partecipa fisicamente o materialmente al suicidio di un malato terminale o irreversibile », laddove questi « ritenga le sue condizioni di vita lesive della sua dignità », ovvero – per i difensori dell’indagato – riguardo agli artt. 2, 3, 13, 32, secondo comma, e 117 Cost. (quest’ultimo relativamente all’art. 8 CEDU), « nella parte in cui non esclude la punibilità di colui che agevola l’esecuzione del suicidio quando le circostanze di fatto lo configurano come diritto in ragione di condizioni di vita ritenute non più dignitose ». La questione di legittimità costituzionale dell’art. 580 c.p. viene sollevata, infine, dalla stessa Corte d’Assise di Milano, con ordinanza del 14 febbraio 2018; l’atto d’intervento del Presidente del Consiglio dei Ministri, invece, è del 3 aprile 2018: v. http://www.giurisprudenzapenale.com/wp-content/uploads/2018/02/ordinanza-cappato.pdf e https://eutanasialegale.it/articolo/cappato-ecco-latto-di-intervento-del-governo-che-difende-la-costituzionalit%C3%A0-del-reato-di.
25) Al riguardo, sia qui consentito rinviare, per tutti i necessari riferimenti bibliografici e giurisprudenziali, a S. Cacace, Ma quanto è debole il consenso informato! L’ultima giurisprudenza sul rifiuto dell’emotrasfusione. Apologia di un principio inutile (e qualche tentativo esegetico), in questa Rivista, 2017, p. 17; Id., Il rifiuto del trattamento sanitario, a scanso d’ogni equivoco, in questa Rivista, 2014, p. 547, e Id.,Il medico e la contenzione: aspetti risarcitori e problemi d’autodeterminazione, in questa Rivista, 2013, p. 209.
26) Il diritto « di morire vivi », come pure è stato giornalisticamente definito: cfr. www.repubblica.it/cronaca/2017/12/19/news/eutanasia_legale_la_storia_di_irene_la_ragazza_che_voleva_morire_viva_-184247592.
27) Con 180 voti a favore, 71 contrari e 6 astenuti.
28) Approvato dalla Camera dei deputati il 20 aprile 2017, il disegno di legge n. 2801 viene trasmesso il giorno successivo al Senato della Repubblica e assegnato alla 12a Commissione permanente (Igiene e Sanità) in sede referente il 26 aprile 2017. Cfr. C. Triberti, M. Castellani, Libera scelta sul fine vita: il testamento biologico: commento alla Legge 219/2017 in materia di consenso informato e disposizioni anticipate di trattamento, goWare, Firenze, 2018; B. De Filippis, Biotestamento e fine vita. Nuove regole nel rapporto medico paziente: informazioni, diritti, autodeterminazione, CEDAM, Padova, 2018; M. Foglia, Consenso e cura. La solidarietà nel rapporto terapeutico, Giappichelli, Torino, 2018; M. Mainardi (a cura di), Testamento biologico e consenso informato. Legge 22 dicembre 2017, n. 219, Giappichelli, Torino, 2018; P. Zatti, Cura, salute, vita, morte: diritto dei principi o disciplina legislativa?, in Riv. Biodiritto, 2017, p. 185; P. Borsellino, La sfida di una buona legge in materia di consenso informato e di volontà anticipate sulle cure, in Riv. Biodiritto, 2016, p. 11; D. Lenzi, Consenso informato e DAT. Riprende il cammino parlamentare, ivi, p. 3, e E. Mancini, Autonomia come integrità: una riflessione sulle direttive anticipate di trattamento, ivi, p. 13. V. altresì il forum La legge n. 219 del 2017,Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento, in Riv. Biodiritto, 2018, pp. 11 ss.; R. Conti, La legge 22 dicembre 2017, n. 219, in una prospettiva civilistica: che cosa resta dell’art. 5 del Codice civile?, in Consulta Online, 4 aprile 2018, p. 221; M. Noccelli, La cura dell’incapace tra volontà del paziente, gli istituti di tutela e l’organizzazione del servizio sanitario, e Idem, Il giudice amministrativo e la tutela dei diritti fondamentali, contributi entrambi pubblicati sul sito di Giustizia amministrativa, rispettivamente il 15 marzo 2018 e il 20 febbraio 2018.
29) Cfr., per esempio, Trib. Viterbo, 27 novembre 2006, in Guida al dir., 20 gennaio 2007, p. 39, con commento di A. Micali, Il paziente deve essere consapevole dei rischi dell’intervento chirurgico. Più ampiamente, sia qui consentito rinviare a S. Cacace,“Medice, cura te ipsum”? Il diritto all’informazione del paziente-medico (e qualche altra questione sul consenso al trattamento), in questa Rivista, 2013, p. 1505; Id., I danni da (mancato) consenso informato, in Nuova giur.civ.comm., 2010, p. 790, e Id., Consenso informato: novità sul fronte giurisprudenziale. Rappresentazione in tre atti, in Danno resp., 2008, p. 905.
30) Contra, v. la proposta di legge Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento (il cui esame in seconda lettura presso il Senato, avviato nel settembre 2011, non è mai giunto a conclusione), ai sensi della quale (art. 3, comma quinto), « anche nel rispetto della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, fatta a New York il 13 dicembre 2006, l’alimentazione e l’idratazione, nelle diverse forme in cui la scienza e la tecnica possono fornirle al paziente, sono forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze fino alla fine della vita. Esse non possono formare oggetto di dichiarazione anticipata di trattamento ». Cfr., ex pluribus, A. Bonsignore - R. Ciliberti - F. De Stefano - M.T. Panici - T. Pedrucci, Le direttive anticipate di trattamento nella prospettiva del legislatore ed i riflessi medico-legali, in questa Rivista, 2012, p. 1479; G. Miotto, Problematiche, attualità e prospettive delle dichiarazioni anticipate di volontà tra diritto vivente e proposte legislative, in Fam. pers. succ., 2012, p. 529; F. De Luca - M. Focardi - G. Norelli, Il disegno di legge circa le disposizioni anticipate di trattamento (alla luce delle modifiche del testo emanate dalla camera il 12 luglio 2011): un’occasione mancata?, in questa Rivista, 2012, p. 1061; F. Cembrani, Alcune note critiche sulla proposta di legge intesa a disciplinare le « dichiarazioni anticipate di trattamento », in questa Rivista, 2012, p. 1347; G. Colacino, Il disegno di legge sul c.d. testamento biologico: riflessioni critiche a margine di una discussa iniziativa legislativa, in Nuove leggi civ. comm., 2012, p. 1067; M. Villone, Costituzione liberale vs. legislatore illiberale. Il caso del testamento biologico, in Costituzionalismo.it, 2011, p. 8; A. Galatone - F. Garzone, Osservazioni sulla proposta di legge c.2350 in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento, in Riv. pen., 2011, p. 471; A. Gorassini, Appunti sparsi sul c.d. testamento biologico, in Rass. dir. civ., 2011, p. 41; A. Bellelli, Decisioni di fine vita e disposizioni anticipate di trattamento, in Nuova giur. civ. comm., 2011, II, p. 85; C. Casini, Il dibattito sulle dichiarazioni anticipate di trattamento. Valutazioni e prospettive, in Med. mor., 2010, p. 617; G. Traisci, L’attuale situazione giuridica in tema di dichiarazioni anticipate di trattamento (dat) nell’ambito del contesto europeo e delle singole legislazioni degli stati europei, ivi, p. 705; A. Scalera, La proposta di legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento, in Fam. dir., 2010, p. 627; S. Agosta, Note di metodo al disegno di legge in materia di dichiarazioni anticipate di trattamento (tra molteplici conclusioni destruentes ed almeno una proposta construens), in Dir. soc., 2009, p. 615; L. D’Avack, Il disegno di legge sul consenso informato all’atto medico e sulle dichiarazioni anticipate di trattamento, approvato al Senato, riduce l’autodeterminazione del paziente e presenta dubbi di costituzionalità, in Dir. fam., 2009, p. 1281; A. Scalisi, Il diritto a morire: profili problematici, in Fam. dir., 2009, p. 1069, e A. Scacchi, Il testamento biologico tra tutela del diritto alla vita e libertà di autodeterminazione, in Vita not., 2009, p. 1345.
31) Art. 22, Rifiuto di prestazione professionale: « Il medico può rifiutare la propria opera professionale quando vengano richieste prestazioni in contrasto con la propria coscienza o con i propri convincimenti tecnico-scientifici, a meno che il rifiuto non sia di grave e immediato nocumento per la salute della persona, fornendo comunque ogni utile informazione e chiarimento per consentire la fruizione della prestazione ».
32) Cfr. A. Vallini, Il diritto di rifiutare le cure e i suoi risvolti: spunti per una discussione multidisciplinare, in questa Rivista, 2014, p. 495; P. Chiassoni, Libertà e obiezione di coscienza nello stato costituzionale, in D&Q, 2009, 9, p. 65; D. Paris, L’obiezione di coscienza. Studio sull’ammissibilità di un’eccezione dal servizio militare alla bioetica, Passigli, Firenze, 2011; L. Eusebi, Obiezione di coscienza del professionista sanitario, in L. Lenti, E. Palermo Fabris, P. Zatti (a cura di), I diritti in medicina, in S. Rodotà - P. Zatti (diretto da), Trattato di biodiritto, Giuffrè, Milano, 2011, p. 173; V. Abu Awwad, L’obiezione di coscienza nell’attività sanitaria, in questa Rivista, 2012, p. 403; M. Saporiti, La coscienza disubbidiente: ragioni, tutele e limiti dell’obiezione di coscienza, Giuffrè, Milano, 2014; M. Amitrano Zingale, L’obiezione di coscienza nell’esercizio della funzione pubblica sanitaria, in Giur. cost., 2015, p. 1099, e P. Veronesi, Tra deontologie e obiezioni di coscienza: il sempre attuale problema del limite, in Riv. BioDiritto, 2016, p. 9. Cfr. altresì il parere del Comitato Nazionale per la Bioetica Obiezione di coscienza e bioetica, 30 luglio 2012, in www.governo.it/bioetica/pareri.html. Quanto, poi, ad un’obiezione di coscienza « positiva », cfr. F. Mastromartino, Contro l’obiezione di coscienza positiva, in Ragion pratica, 2015, p. 629, e P. Chiassoni, Obiezione di coscienza: negativa e positiva, in P. Borsellino - L. Forni - S. Salardi (a cura di), Obiezione di coscienza. Prospettive a confronto, in Notizie di Politeia, 2011, XXVII, 101, pp. 36-54.
33) Per ulteriori considerazioni, sia qui consentito rinviare a S. Cacace, La sedazione palliativa profonda e continua nell’imminenza della morte: le sette inquietudini del diritto, cit.
34) La legge francese, per esempio, è la n. 303 del 4 marzo 2002, relative aux droits des malades et à la qualité du système de santé; quella spagnola è la n. 41 del 14 novembre 2002, básica reguladora de la autonomía del paciente y de derechos y obligaciones en materia de información y documentación clínica. Al riguardo, sia qui consentito rinviare a S. Cacace, Legge spagnola41/2002e consenso informato:cose vecchie, cose nuove, in Riv.it.med.leg., 2004, p. 1161, e Id., Loi Kouchner: problemi di underdeterrence e undercompensation, in Danno resp., 2003, p. 435.
35) Cfr. C. Casonato, Le direttive anticipate di trattamento: un fenomeno paradigmatico dei problemi del biodiritto, e R. Prodomo, Etica di fine vita: è possibile un consenso condiviso sulle direttive anticipate?, entrambi in F. Lucrezi, F. Mancuso (a cura di), Diritto e vita: biodiritto, bioetica, biopolitica, Rubettino, Catanzaro, 2010, rispettivamente pp. 335-336 e pp. 180 ss.
36) In questi termini, v. il Documento del Consiglio Nazionale della FNOMCeO sulle D.A.T., Terni, 13 giugno 2009.
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