Rivista Italiana di Medicina Legale e del Diritto in campo sanitario

Rivista: Rivista Italiana di Medicina Legale (e del Diritto in campo sanitario)
Anno: 2018
Fascicolo: n. 3
Editore: Giuffrè Francis Lefebvre
ISSN: 1124-3376
Autori: Palazzani Laura
Titolo: LE DAT E LA LEGGE 219/2017: CONSIDERAZIONI BIOETICHE E BIOGIURIDICHE
Pagine: pp. 967-966
Keywords: disposizioni anticipate di trattamento, consenso informato, autodeterminazione, idratazione e alimentazione, vincolatività, fiduciario

L’articolo intende offrire alcuni chiarimenti sull’utilizzo dei termini “testamento biologico”, “dichiarazioni anticipate di trattamento” e “disposizioni anticipate di trattamento”, evidenziando come questi non possano essere considerati sinonimi, dal momento che riflettono differenti concezioni relative ai contenuti e alla vincolatività dei desideri precedentemente espressi dal paziente.

A partire da queste premesse, viene analizzata la recente normativa introdotta dalla legge 219/2017, evidenziandone da un lato l’impostazione orientata al rispetto delle volontà del paziente, con riguardo alla scelta e al rifiuto dei trattamenti sanitari, ma sottolineando dall’altro anche alcune equivocità nella disciplina della posizione del medico e il mancato riferimento all’obiezione di coscienza.

Attraverso una ricostruzione delle principali teorie riguardanti il rapporto tra medico e paziente e delle conseguenti impostazioni in tema di rifiuto e rinuncia alle terapie, l’articolo propone una lettura critica della normativa italiana recentemente approvata in tema di consenso informato e disposizioni anticipate, con riferimento in particolare al rifiuto anticipato di cure salva-vita e alle problematiche bioetiche e biogiuridiche che esso presenta.

LE DAT E LA LEGGE 219/2017: CONSIDERAZIONI BIOETICHE E BIOGIURIDICHE


1) Will, o ‘testamento’, e living, tradotto con ‘biologico’, gerundio di ‘vivere’ (to live), ma sarebbe più corretto tradurre con “testamento di vita”, ove la dimensione biologica rimanda alla vita non come condizione di chi redige il documento ‘in vita’, ma come oggetto del documento stesso ‘sulla vita’.
2) U. Veronesi, Il diritto di non soffrire. Cure palliative, testamento biologico, eutanasia, Mondadori, Milano, 2012.
3) CNB, Dichiarazioni anticipate di trattamento, 18 dicembre 2003.
4) Le dichiarazioni e l’eutanasia sono due problemi diversi, logicamente indipendenti e vanno trattati separatamente. Esse possono prevederla, se la legge lo consente, ma possono anche includere precise clausole di esclusione dell’eutanasia, anche qualora essa fosse legislativamente riconosciuta. Cfr. L. d’Avack, Il dominio delle biotecnologie. L’opportunità e i limiti dell’intervento del diritto, Giappichelli, Torino, 2018, p. 148.
5) La l. 219/2017 vieta l’ostinazione irragionevole delle cure da parte del medico.
6) Cfr. anche parere del CNB, L’alimentazione e l’idratazione dei pazienti in stato vegetativo persistente, 30 settembre 2005.
7) Per un commento alla legge cfr. M. Mainardi (a cura di), Testamento biologico e consenso informato. Legge 22 dicembre 2017, n. 219, Giappichelli, Torino, 2018; R. Travia, Biotestamento e fine vita: la Legge 22 dicembre 2017, n. 219, Key editore, Milano, 2018; C. Triberti, M. Castellani, Libera scelta sul fine vita. Testamento biologico. Commento alla legge n. 219/2017 in materia di consenso informato e disposizioni anticipate di trattamento, goWare, Firenze, 2018; B. De Filippis, Biotestamento e fine vita, Cedam, Padova, 2018; M. Rodolfi, S. Penasa, C. Casonato, Consenso informato e DAT: tutte le novità, Giuffrè, Milano, 2018.
8) CNB, Rifiuto e rinuncia consapevole al trattamento sanitario nella relazione paziente-medico, 24 ottobre 2008.
9) Ibidem.
10) M. De Tilla, L. Militerni, U. Veronesi, La parola al paziente. Il consenso informato e il rifiuto delle cure, Sperling & Kupfer, Milano, 2008.
11) L. Palazzani (a cura di), Doveri e diritti alla fine della vita, Studium, Roma, 2010. Cfr. F. D’Agostino, Bioetica e biopolitica. Ventuno voci fondamentali, Giappichelli, Torino, 2011; A. Pessina, Eutanasia. Della morte e di altre cose, Cantagalli, Siena, 2007.
12) In Italia tale ambito è regolato dalla l. 15 marzo 2010 n. 38, “Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore”. La legge riconosce il diritto per ogni cittadino di accesso alle cure palliative e alle terapie del dolore, disciplina la erogazione di tali cure per il malato e la famiglia nelle strutture socio-sanitarie (hospice) o a domicilio al fine di promuovere la qualità della fine della vita umana al soggetto e ai parenti. Sono promossi: il diritto all’informazione ai cittadini sull’erogazione di tali cure, l’attivazione di reti regionali e nazionali, l’accreditamento delle strutture socio-sanitarie, la formazione del personale sanitario, il monitoraggio e la semplificazione delle procedure di erogazione dei servizi presso ospedali e a domicilio. In particolare è promossa e regolamentata la diffusione di tali terapie in età pediatrica.
13) La registrazione nella cartella clinica delle ragioni dell’applicazione o non applicazione delle dichiarazioni è un elemento sottolineato da molti documenti (il Parere del CNB, Dichiarazioni anticipate di trattamento, cit.; Consiglio d’Europa, Guida al processo decisionale nell’ambito del trattamento medico nelle situazioni di fine vita, 2015). È rilevante la consultazione del medico con un collegio di medici o anche con il Comitato etico. Cfr. anche Consiglio d’Europa, Convenzione sui diritti dell’uomo e la biomedicina, 1997, art. 5.
14) La legge prevede questa figura anche nel caso del rapporto paziente, autonomo e consapevole, e medico.
1) Will, o ‘testamento’, e living, tradotto con ‘biologico’, gerundio di ‘vivere’ (to live), ma sarebbe più corretto tradurre con “testamento di vita”, ove la dimensione biologica rimanda alla vita non come condizione di chi redige il documento ‘in vita’, ma come oggetto del documento stesso ‘sulla vita’.
2) U. Veronesi, Il diritto di non soffrire. Cure palliative, testamento biologico, eutanasia, Mondadori, Milano, 2012.
3) CNB, Dichiarazioni anticipate di trattamento, 18 dicembre 2003.
4) Le dichiarazioni e l’eutanasia sono due problemi diversi, logicamente indipendenti e vanno trattati separatamente. Esse possono prevederla, se la legge lo consente, ma possono anche includere precise clausole di esclusione dell’eutanasia, anche qualora essa fosse legislativamente riconosciuta. Cfr. L. d’Avack, Il dominio delle biotecnologie. L’opportunità e i limiti dell’intervento del diritto, Giappichelli, Torino, 2018, p. 148.
5) La l. 219/2017 vieta l’ostinazione irragionevole delle cure da parte del medico.
6) Cfr. anche parere del CNB, L’alimentazione e l’idratazione dei pazienti in stato vegetativo persistente, 30 settembre 2005.
7) Per un commento alla legge cfr. M. Mainardi (a cura di), Testamento biologico e consenso informato. Legge 22 dicembre 2017, n. 219, Giappichelli, Torino, 2018; R. Travia, Biotestamento e fine vita: la Legge 22 dicembre 2017, n. 219, Key editore, Milano, 2018; C. Triberti, M. Castellani, Libera scelta sul fine vita. Testamento biologico. Commento alla legge n. 219/2017 in materia di consenso informato e disposizioni anticipate di trattamento, goWare, Firenze, 2018; B. De Filippis, Biotestamento e fine vita, Cedam, Padova, 2018; M. Rodolfi, S. Penasa, C. Casonato, Consenso informato e DAT: tutte le novità, Giuffrè, Milano, 2018.
8) CNB, Rifiuto e rinuncia consapevole al trattamento sanitario nella relazione paziente-medico, 24 ottobre 2008.
9) Ibidem.
10) M. De Tilla, L. Militerni, U. Veronesi, La parola al paziente. Il consenso informato e il rifiuto delle cure, Sperling & Kupfer, Milano, 2008.
11) L. Palazzani (a cura di), Doveri e diritti alla fine della vita, Studium, Roma, 2010. Cfr. F. D’Agostino, Bioetica e biopolitica. Ventuno voci fondamentali, Giappichelli, Torino, 2011; A. Pessina, Eutanasia. Della morte e di altre cose, Cantagalli, Siena, 2007.
12) In Italia tale ambito è regolato dalla l. 15 marzo 2010 n. 38, “Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore”. La legge riconosce il diritto per ogni cittadino di accesso alle cure palliative e alle terapie del dolore, disciplina la erogazione di tali cure per il malato e la famiglia nelle strutture socio-sanitarie (hospice) o a domicilio al fine di promuovere la qualità della fine della vita umana al soggetto e ai parenti. Sono promossi: il diritto all’informazione ai cittadini sull’erogazione di tali cure, l’attivazione di reti regionali e nazionali, l’accreditamento delle strutture socio-sanitarie, la formazione del personale sanitario, il monitoraggio e la semplificazione delle procedure di erogazione dei servizi presso ospedali e a domicilio. In particolare è promossa e regolamentata la diffusione di tali terapie in età pediatrica.
13) La registrazione nella cartella clinica delle ragioni dell’applicazione o non applicazione delle dichiarazioni è un elemento sottolineato da molti documenti (il Parere del CNB, Dichiarazioni anticipate di trattamento, cit.; Consiglio d’Europa, Guida al processo decisionale nell’ambito del trattamento medico nelle situazioni di fine vita, 2015). È rilevante la consultazione del medico con un collegio di medici o anche con il Comitato etico. Cfr. anche Consiglio d’Europa, Convenzione sui diritti dell’uomo e la biomedicina, 1997, art. 5.
14) La legge prevede questa figura anche nel caso del rapporto paziente, autonomo e consapevole, e medico.
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