Titolo

Fascicoli

2018

2017

2016

2015

2014

2013

2012

2011

Annate arretrate

Rivista Italiana di Medicina Legale e del Diritto in campo sanitario

Rivista: Rivista Italiana di Medicina Legale (e del Diritto in campo sanitario)
Anno: 2019
Fascicolo: n. 1
Editore: Giuffrè Francis Lefebvre
ISSN: 1124-3376
Autori: Santini Fabrizia
Titolo: LE “NUOVE” RELAZIONI SINDACALI DEL COMPARTO SANITÀ
Pagine: pp. 97-119
Keywords: Ccnl, Sanità, relazioni sindacali, partecipazione sindacale, contrattazione integrativa

La sottoscrizione del ccnl del 21 maggio 2018 inaugura una “nuova” stagione per le relazioni sindacali del Comparto Sanità, improntate almeno apparentemente al recupero da parte dei sindacati delle competenze che il d.lgs. 150/2009, cd. “Brunetta”, aveva loro sottratto nel 2009.

LE “NUOVE” RELAZIONI SINDACALI DEL COMPARTO SANITÀ


1) La Corte in particolare frena le spinte ad interventi invasivi da parte della legge nei confronti dell’autonomia contrattuale, come dire “la compressione della sovranità contrattuale in materie pertinenti ai rapporti di lavoro è incostituzionale”, così, A. Garilli, Contrattazione e partecipazione nel nuovo assetto delle fonti di disciplina del lavoro nelle P.A.: quali prospettive dopo la terza riforma (e in attesa della quarta), in Lav. pubbl. amm., 2015, p. 403; cfr. anche sulla sentenza F. Guarriello, Crisi economica, contrattazione collettiva e ruolo della legge, in Giorn. dir. lav. rel. ind., 2016, 149, p. 20.
2) Cfr. L’analisi di L. Zoppoli, Il rapporto tra legge e contratto collettivo e il nuovo modello di relazioni sindacali partecipate, in Riv. giur. lav., 2018, 3, p. 408.
3) CCNQ per la definizione dei comparti e delle aree di contrattazione collettiva nazionale del 13 luglio 2016.
4) Gran parte dei negoziati, su di una serie di aspetti di dettaglio, avrebbero invero potuto essere conclusi un anno prima, consentiti dalla legge di stabilità per il 2015, secondo cui si poteva dare “luogo alle procedure contrattuali e negoziali ... per la sola parte normativa”. Nonostante la convocazione dell’Aran, le confederazioni sindacali hanno deciso di disertare il tavolo dei negoziati, ponendo le basi di una strategia sindacale atta a violare, come rilevato da più parti, l’obbligo di buona fede.
5) In merito alla composizione del Comparto risultano alcune criticità: l’Age.Na.S viene ricompreso nel Comparto mentre l’AIFA, l’altra Agenzia vigilata dal Ministero della Salute, è collocata nell’area delle Funzioni Centrali. Vengono ancora citate le Aziende ospedaliero-universitarie, con una denominazione derivante dal d.lgs. 517/1999 che avrebbe dovuto essere temporanea, per ricomprenderle in due diversi Comparti. Le aziende in cui prevale l’aspetto didattico confluiscono nel Comparto dell’Istruzione e della Ricerca, mentre quelle in cui prevale l’aspetto assistenziale restano nel Comparto Sanità. I richiami alle aziende ospedaliere sono presenti solo per l’area del personale dei livelli, mentre in relazione all’area dirigenziale si parla genericamente di “Area della Sanità”. Questo perché nelle aziende ricomprese nel Comparto dell’Istruzione, il personale contrattualizzato è quello dei livelli mentre quello dirigenziale è costituito dai docenti universitari, in regime di diritto pubblico. Nell’Area della Sanità saranno dunque ricompresi solo i dirigenti delle Aziende ospedaliero-universitarie a carattere assistenziale. Si citano poi le “aziende sanitarie, ospedaliere”: il riferimento alle aziende sanitarie sarebbe stato sufficiente per ricomprendere ASL e ospedaliere, a meno che non manchi per errore l’aggettivo “locali” per quanto riguarda le aziende sanitarie. Parlando di sole aziende sanitarie locali, viene in rilievo il mancato adeguamento dell’CCNQ alle più recenti e variegate denominazioni regionali (ad es. in Lombardia le ASL sono ora ATS).
6) Il Nursing up firma l’11 ottobre 2018.
7) Critico sul punto anche L. Zoppoli, Il rapporto tra legge e contratto collettivo, cit., pp. 411, 415 e 420 che evidenzia alcuni punti di sostanziale continuità tra i provvedimenti.
8) “La contrattazione collettiva disciplina il rapporto di lavoro e le relazioni sindacali”, art. 40, d.lgs. 165/2001 come modificato dal d.lgs. 75/2017. La norma, modificata dal d.lgs. 150/2009, recitava: “La contrattazione collettiva determina i diritti e gli obblighi direttamente pertinenti al rapporto di lavoro, nonche’ le materie relative alle relazioni sindacali”.
9) M. Rusciano, L’impiego pubblico in Italia, Il Mulino, 1978, p. 200 ss; S. Romano, Pubblico impiego e contrattazione collettiva. aspetti pubblicistici, in AA.VV., Pubblico impiego e contrattazione collettiva, Giuffrè, Milano, 1980, pp. 190 ss.
10) T. Treu, La contrattazione decentrata nel pubblico impiego, in Riv. trim. dir. pubbl., 1992, 2, pp. 351-352.
11) L. Zoppoli, R. Santucci, La contrattazione decentrata negli enti locali, in Contrattazione, 1984.
12) M. Rusciano, Art. 2 e Art. 3, in Le nuove leggi civ. comm., 1984, p. 607.
13) T. Treu, La contrattazione decentrata, cit., pp. 359-360.
14) Si v. una tra le prime ricerche in tema, F. Ferraresi - U. Romagnoli - T. Treu, Sindacati e pubblica amministrazione, Edizioni Lavoro, Roma, 1981.
15) U. Romagnoli, Introduzione, in Le relazioni tra amministrazioni e sindacati, I, Archivio Isap, Milano, 1987, p. 1.
16) G. Natullo, La contrattazione decentrata nel pubblico impiego. Alcune esperienze applicative, in Foro amm., 1990, p. 2225.
17) Rappresentativo in modo paradigmatico degli orientamenti e delle tendenze evolutive del sistema sindacale tra la prima e la seconda fase della riforma, secondo A. Viscomi, La partecipazione sindacale, in F. Carinci - M. D’antona (diretto da), Il lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche. Commentario, tomo I, Giuffrè, Milano, 2000, p. 547.
18) Come sostituito dall’art. 1 del d.lgs. n. 369/1997
19) Il combinato operare delle due previsioni normative dimostrerebbe la reale volontà del legislatore che non è tanto quella di governo dei fenomeni relazionali tra i soggetti negoziali ma di fare ordine nel sistema delle fonti di disciplina, A. Viscomi - L. Zoppoli, La partecipazione all’organizzazione ed alla gestione dei rapporti di lavoro, (artt. 10 e 48), in F. Carinci (a cura di), All’indomani di una riforma promessa: la privatizzazione del pubblico impiego, Giuffrè, Milano, 1995, p. 345.
20) A.Viscomi, La partecipazione sindacale, cit., p. 547.
21) A.Viscomi, Op. e loc. cit.
22) M. D’Antona, Le fonti privatistiche. L’autonomia contrattuale delle pubbliche amministrazioni in materia di contratti di lavoro, in Foro it., 1995, V, p. 40.
23) A. Viscomi, L. Zoppoli, La partecipazione, cit., p. 345
24) M. Rusciano, A margine del Memorandum “Per una nuova qualità dei servizi e delle funzioni pubbliche”, in Dir. lav. merc., 2007, pp. 229 ss.
25) A. Garilli, Dove va il pubblico impiego?, in Nuove leggi civ. comm., 5, 2011, p. 1083.
26) Particolarmente grave, il ritorno alla esclusività della competenza legislativa in materia disciplinare, M. Napoli, Note introduttive. La riforma del lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni tra mortificazione della contrattazione collettiva e valutazione delle performance, in Nuove leggi civ. comm., 2011, 5, p. 1075.
27) V. Talamo, Gli assetti della contrattazione integrativa dopo il d.lgs. n. 150 del 2009 e la finanziaria d’estate: ratio di una riforma, in WP C.S.D.L.E. “Massimo D’Antona”, n. 110/2010, p. 3 ss.
28) Cfr. A. Bellavista, Contrattazione collettiva e partecipazione sindacale nella riforma Madia, in A. Garilli (a cura di), Il lavoro alle dipendenza della p.a. dopo la riforma Maida, Wolters Kluwer, Milano, 2018, 57 ss.; M. Ricci - F. Di Noia, Relazioni sindacali e contrattazione collettiva nel settore pubblico dopo la riforma Madia e i rinnovi contrattuali, in Lav. pubbl. amm., 2017, p. 1 ss.; C. Russo, La contrattazione integrativa nel modello di relazioni sindacali del lavoro pubblico, in C. Russo (a cura di), Il lavoro dopo i decreti Madia. Aspetti giuridici, retributivi e sindacali, Maggioli editore, Santarcangelo di Romagna, 2018.
29) M. Carrieri, Migliorare il decentramento contrattuale: come le parti affrontano questa sfida, in C. Dell’Aringa (a cura di), Salari produttività e diseguaglianza. Verso un nuovo modello contrattuale?, Il Mulino, Bologna, p. 2484.
30) L. Zoppoli, Il rapporto tra legge e contratto collettivo e il nuovo modello di relazioni sindacali partecipate, in Riv. giur. lav., 2018, 3, p. 408.
31) G. Natullo, Tra legge e contratto: l’ “equilibrio instabile” del sistema delle fonti del lavoro pubblico, in AA.VV., La riforma dei rapporti di lavoro nelle pubbliche amministrazioni, Giappichelli, Torino, 2018, p. 22.
32) A. Garilli, Contrattazione e partecipazione nel nuovo assetto delle fonti di disciplina del lavoro nelle P.A.: quali prospettive dopo la terza riforma (e in attesa della quarta), in Lav. pubbl. amm., 2015, p. 405.
33) M. Delfino, I nuovi “spazi negoziali”, in AA.VV., La riforma dei rapporti di lavoro nelle pubbliche amministrazioni, cit., pp. 29 ss.
34) Con il che, la disciplina ora in vigore dovrebbe essere l’AQ 4 dicembre 2017 sulle modalità di utilizzo dei distacchi, aspettative e permessi, nonché delle altre prerogative sindacali ed eventualmente, in subordine, l’art. 42 del d.lgs. 165/2001 che rinvia alla disciplina di cui allo Statuto dei lavoratori. A conferma dell’abrogazione anche delle disposizioni in materia di assemblea e patronato, si segnala che il ccnl delle Funzioni Centrali del 12 febbraio 2018 ha ritenuto di dover intervenire a (ri)disciplinare entrambi.
35) L. Fiorillo, Le relazioni sindacali nel lavoro pubblico: informazione, consultazione, partecipazione, in Lav. dir., 1996, 3, 481; F. Marra, Le relazioni sindacali nelle aziende sanitarie, in Sanità pubblica e Privata, 11-12, 2004, p. 1088.
36) Essa era prevista infatti in presenza di “iniziative concernenti le linee di organizzazione degli uffici e dei servizi”. L’attuazione dei programmi di formazione del personale era materia esplicitata di informazione successiva ai sensi dell’art. 7 del ccnl del 1° settembre 1995, assorbita nella formulazione generale dell’art. 6 del ccnl del 7 aprile 1999 e non riproposta nell’ultimo rinnovo, del 21 maggio 2018.
37) In questo caso i criteri saranno quelli direttamente indicati dall’art. 23 co. 15 del d.lgs. 75/2015 perché la clausola pregressa di riferimento (l’art. 16 del ccnl del 7 aprile 1999) deve ritenersi disapplicata come indicato dall’ARAN nella nota 21 del mese di gennaio 2017. Sugli aspetti applicativi della disposizione si segnala la deliberazione 42/PAR/2018 della sezione regionale di controllo per la Puglia della Corte dei Conti.
38) C. Cost., 30 giugno 1994, n. 268, in Riv. it. dir. lav., 1995, II, p. 237.
39) Art. 5 del ccnl per la dirigenza sanitaria, Aree III e IV.
40) La ccnl demanda alla contrattazione integrativa la materia, inizialmente prevista dal decreto Sirchia, d.l. 12 novembre 2001, n. 402, ormai da anni. Avrebbe dovuto essere disciplinata dal ccnl del 10 aprile 2008 che però ha considerato “prioritario concludere la presente fase negoziale in tempi brevi e, pertanto concorda[to] di rinviare, in considerazione dell’eccezionalità della situazione, ad una apposita sequenza contrattuale, integrativa del ccnl.... la disciplina delle prestazioni aggiuntive alla luce delle disposizioni contenute nella legge 10 del 2007”. I contratti collettivi successivi non hanno mai disciplinato l’istituto, inducendo a considerarlo ormai abrogato anche in ragione della cd. legge Turco, la l. 120/2007, che confermava l’operatività dell’ultimo decreto di proroga della disciplina “non oltre la data di entrata in vigore del contratto medesimo”. Nel contesto storico-normativo così delineato, la Relazione illustrativa al ccnl manifesta una certa incertezza in merito all’inquadramento della prestazioni aggiuntive nella parte in cui equipara il lavoro straordinario alle prestazioni aggiuntive del part-time. Si legge infatti (p. 33) che per il personale part-time “è consentito lo svolgimento di prestazioni di lavoro straordinario intendendosi per tali le prestazioni aggiuntive del dipendente ulteriori rispetto all’orario”.
41) La formulazione contrattuale si differenzia dalla previsione normativa sollevando alcune perplessità. Il pregiudizio alla funzionalità dell’azione amministrativa è qualificato “oggettivo” ma non “economico” come richiedeva la norma.
42) Cfr. le dichiarazione a verbale della Confederazione RdB/CUB e Cisas nella tornata contrattuale del Comparto Sanità del 1° settembre 1995.
43) https://nursingup.it/news/571-ccnl-nursing-up--solo-firmando-acquisiremo-il-diritto-di-disdettare-questo-contratto-una-firma-imposta-dallesigenza-di-difendere-i-nostri-iscritti-la-nostra-posizione-resta-fortemente-critica-.html
44) Recl. n. 169/2018.
45) Orientamento questo da tempo consolidato, cfr. L. Mengoni, Limiti giuridici del diritto di sciopero, in Riv. Dir. Lav., 1949, I, p. 253; G. Pera, Lo sciopero civilmente illecito a seguito della sua regolamentazione nel contratto collettivo di lavoro, in Foro it., 1955, I, p. 1241; G. Branca, L’associazione sindacale, Giuffrè, Milano, 1960, 151. Contra, P. Calamandrei, Significato costituzionale del diritto di sciopero, in Riv. Giur. Lav., 1952, I, p. 52; C. Smuraglia, In tema di accordi interconfederali per la disciplina dei licenziamenti nell’industria, Riv. Giur. Lav., 1956, II, p. 73. Per una rassegna delle posizioni emerse in dottrina, F. Corso, Le clausole obbligatorie intersindacali, in M. D’Antona (a cura di), Letture di diritto sindacale, Napoli, 1990, p. 339 ss.; P. Pascucci, La regolamentazione autonoma del diritto di sciopero, ivi, p. 493 ss.
46) P. Tosi, Contrattazione collettiva e controllo del conflitto, in Dir. Lav. rel. ind., 1988, p. 477.
47) T. Treu, Le lezioni di Pomigliano, relazione al Seminario di Bertinoro, VI ed., 15-16 ottobre 2010 a Bologna, dattiloscritto; ancor prima, P. Tosi, Contrattazione collettiva e controllo del conflitto, cit., p. 453.
48) Per una “rilettura” critica degli approdi della dottrina, cfr. innanzitutto F. Liso - L. Corazza, Le clausole di pace: variazioni sul tema, in WP C.S.D.L.E. “Massimo D’Antona”.IT – 247/2015.
49) G. Ghezzi, La responsabilità contrattuale delle associazioni sindacali, Milano, Giuffrè, 1963, p. 173 ss.
50) F. Carinci, L’accordo interconfederale del 28 giugno 2011: armistizio o pace?, in Arg. Dir. Lav., 2011, 3, p. 475
51) P. Ichino, Appunti di un giurista su Pomigliano, www.lavoceinfo.it, del 18 giugno 2010; Contra, R. De Luca Tamajo, Accordo di Pomigliano e criticità del sistema di relazioni industriali italiane, in Riv. It. Dir. Lav., 2010, I, p. 810.
1) La Corte in particolare frena le spinte ad interventi invasivi da parte della legge nei confronti dell’autonomia contrattuale, come dire “la compressione della sovranità contrattuale in materie pertinenti ai rapporti di lavoro è incostituzionale”, così, A. Garilli, Contrattazione e partecipazione nel nuovo assetto delle fonti di disciplina del lavoro nelle P.A.: quali prospettive dopo la terza riforma (e in attesa della quarta), in Lav. pubbl. amm., 2015, p. 403; cfr. anche sulla sentenza F. Guarriello, Crisi economica, contrattazione collettiva e ruolo della legge, in Giorn. dir. lav. rel. ind., 2016, 149, p. 20.
2) Cfr. L’analisi di L. Zoppoli, Il rapporto tra legge e contratto collettivo e il nuovo modello di relazioni sindacali partecipate, in Riv. giur. lav., 2018, 3, p. 408.
3) CCNQ per la definizione dei comparti e delle aree di contrattazione collettiva nazionale del 13 luglio 2016.
4) Gran parte dei negoziati, su di una serie di aspetti di dettaglio, avrebbero invero potuto essere conclusi un anno prima, consentiti dalla legge di stabilità per il 2015, secondo cui si poteva dare “luogo alle procedure contrattuali e negoziali ... per la sola parte normativa”. Nonostante la convocazione dell’Aran, le confederazioni sindacali hanno deciso di disertare il tavolo dei negoziati, ponendo le basi di una strategia sindacale atta a violare, come rilevato da più parti, l’obbligo di buona fede.
5) In merito alla composizione del Comparto risultano alcune criticità: l’Age.Na.S viene ricompreso nel Comparto mentre l’AIFA, l’altra Agenzia vigilata dal Ministero della Salute, è collocata nell’area delle Funzioni Centrali. Vengono ancora citate le Aziende ospedaliero-universitarie, con una denominazione derivante dal d.lgs. 517/1999 che avrebbe dovuto essere temporanea, per ricomprenderle in due diversi Comparti. Le aziende in cui prevale l’aspetto didattico confluiscono nel Comparto dell’Istruzione e della Ricerca, mentre quelle in cui prevale l’aspetto assistenziale restano nel Comparto Sanità. I richiami alle aziende ospedaliere sono presenti solo per l’area del personale dei livelli, mentre in relazione all’area dirigenziale si parla genericamente di “Area della Sanità”. Questo perché nelle aziende ricomprese nel Comparto dell’Istruzione, il personale contrattualizzato è quello dei livelli mentre quello dirigenziale è costituito dai docenti universitari, in regime di diritto pubblico. Nell’Area della Sanità saranno dunque ricompresi solo i dirigenti delle Aziende ospedaliero-universitarie a carattere assistenziale. Si citano poi le “aziende sanitarie, ospedaliere”: il riferimento alle aziende sanitarie sarebbe stato sufficiente per ricomprendere ASL e ospedaliere, a meno che non manchi per errore l’aggettivo “locali” per quanto riguarda le aziende sanitarie. Parlando di sole aziende sanitarie locali, viene in rilievo il mancato adeguamento dell’CCNQ alle più recenti e variegate denominazioni regionali (ad es. in Lombardia le ASL sono ora ATS).
6) Il Nursing up firma l’11 ottobre 2018.
7) Critico sul punto anche L. Zoppoli, Il rapporto tra legge e contratto collettivo, cit., pp. 411, 415 e 420 che evidenzia alcuni punti di sostanziale continuità tra i provvedimenti.
8) “La contrattazione collettiva disciplina il rapporto di lavoro e le relazioni sindacali”, art. 40, d.lgs. 165/2001 come modificato dal d.lgs. 75/2017. La norma, modificata dal d.lgs. 150/2009, recitava: “La contrattazione collettiva determina i diritti e gli obblighi direttamente pertinenti al rapporto di lavoro, nonche’ le materie relative alle relazioni sindacali”.
9) M. Rusciano, L’impiego pubblico in Italia, Il Mulino, 1978, p. 200 ss; S. Romano, Pubblico impiego e contrattazione collettiva. aspetti pubblicistici, in AA.VV., Pubblico impiego e contrattazione collettiva, Giuffrè, Milano, 1980, pp. 190 ss.
10) T. Treu, La contrattazione decentrata nel pubblico impiego, in Riv. trim. dir. pubbl., 1992, 2, pp. 351-352.
11) L. Zoppoli, R. Santucci, La contrattazione decentrata negli enti locali, in Contrattazione, 1984.
12) M. Rusciano, Art. 2 e Art. 3, in Le nuove leggi civ. comm., 1984, p. 607.
13) T. Treu, La contrattazione decentrata, cit., pp. 359-360.
14) Si v. una tra le prime ricerche in tema, F. Ferraresi - U. Romagnoli - T. Treu, Sindacati e pubblica amministrazione, Edizioni Lavoro, Roma, 1981.
15) U. Romagnoli, Introduzione, in Le relazioni tra amministrazioni e sindacati, I, Archivio Isap, Milano, 1987, p. 1.
16) G. Natullo, La contrattazione decentrata nel pubblico impiego. Alcune esperienze applicative, in Foro amm., 1990, p. 2225.
17) Rappresentativo in modo paradigmatico degli orientamenti e delle tendenze evolutive del sistema sindacale tra la prima e la seconda fase della riforma, secondo A. Viscomi, La partecipazione sindacale, in F. Carinci - M. D’antona (diretto da), Il lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche. Commentario, tomo I, Giuffrè, Milano, 2000, p. 547.
18) Come sostituito dall’art. 1 del d.lgs. n. 369/1997
19) Il combinato operare delle due previsioni normative dimostrerebbe la reale volontà del legislatore che non è tanto quella di governo dei fenomeni relazionali tra i soggetti negoziali ma di fare ordine nel sistema delle fonti di disciplina, A. Viscomi - L. Zoppoli, La partecipazione all’organizzazione ed alla gestione dei rapporti di lavoro, (artt. 10 e 48), in F. Carinci (a cura di), All’indomani di una riforma promessa: la privatizzazione del pubblico impiego, Giuffrè, Milano, 1995, p. 345.
20) A.Viscomi, La partecipazione sindacale, cit., p. 547.
21) A.Viscomi, Op. e loc. cit.
22) M. D’Antona, Le fonti privatistiche. L’autonomia contrattuale delle pubbliche amministrazioni in materia di contratti di lavoro, in Foro it., 1995, V, p. 40.
23) A. Viscomi, L. Zoppoli, La partecipazione, cit., p. 345
24) M. Rusciano, A margine del Memorandum “Per una nuova qualità dei servizi e delle funzioni pubbliche”, in Dir. lav. merc., 2007, pp. 229 ss.
25) A. Garilli, Dove va il pubblico impiego?, in Nuove leggi civ. comm., 5, 2011, p. 1083.
26) Particolarmente grave, il ritorno alla esclusività della competenza legislativa in materia disciplinare, M. Napoli, Note introduttive. La riforma del lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni tra mortificazione della contrattazione collettiva e valutazione delle performance, in Nuove leggi civ. comm., 2011, 5, p. 1075.
27) V. Talamo, Gli assetti della contrattazione integrativa dopo il d.lgs. n. 150 del 2009 e la finanziaria d’estate: ratio di una riforma, in WP C.S.D.L.E. “Massimo D’Antona”, n. 110/2010, p. 3 ss.
28) Cfr. A. Bellavista, Contrattazione collettiva e partecipazione sindacale nella riforma Madia, in A. Garilli (a cura di), Il lavoro alle dipendenza della p.a. dopo la riforma Maida, Wolters Kluwer, Milano, 2018, 57 ss.; M. Ricci - F. Di Noia, Relazioni sindacali e contrattazione collettiva nel settore pubblico dopo la riforma Madia e i rinnovi contrattuali, in Lav. pubbl. amm., 2017, p. 1 ss.; C. Russo, La contrattazione integrativa nel modello di relazioni sindacali del lavoro pubblico, in C. Russo (a cura di), Il lavoro dopo i decreti Madia. Aspetti giuridici, retributivi e sindacali, Maggioli editore, Santarcangelo di Romagna, 2018.
29) M. Carrieri, Migliorare il decentramento contrattuale: come le parti affrontano questa sfida, in C. Dell’Aringa (a cura di), Salari produttività e diseguaglianza. Verso un nuovo modello contrattuale?, Il Mulino, Bologna, p. 2484.
30) L. Zoppoli, Il rapporto tra legge e contratto collettivo e il nuovo modello di relazioni sindacali partecipate, in Riv. giur. lav., 2018, 3, p. 408.
31) G. Natullo, Tra legge e contratto: l’ “equilibrio instabile” del sistema delle fonti del lavoro pubblico, in AA.VV., La riforma dei rapporti di lavoro nelle pubbliche amministrazioni, Giappichelli, Torino, 2018, p. 22.
32) A. Garilli, Contrattazione e partecipazione nel nuovo assetto delle fonti di disciplina del lavoro nelle P.A.: quali prospettive dopo la terza riforma (e in attesa della quarta), in Lav. pubbl. amm., 2015, p. 405.
33) M. Delfino, I nuovi “spazi negoziali”, in AA.VV., La riforma dei rapporti di lavoro nelle pubbliche amministrazioni, cit., pp. 29 ss.
34) Con il che, la disciplina ora in vigore dovrebbe essere l’AQ 4 dicembre 2017 sulle modalità di utilizzo dei distacchi, aspettative e permessi, nonché delle altre prerogative sindacali ed eventualmente, in subordine, l’art. 42 del d.lgs. 165/2001 che rinvia alla disciplina di cui allo Statuto dei lavoratori. A conferma dell’abrogazione anche delle disposizioni in materia di assemblea e patronato, si segnala che il ccnl delle Funzioni Centrali del 12 febbraio 2018 ha ritenuto di dover intervenire a (ri)disciplinare entrambi.
35) L. Fiorillo, Le relazioni sindacali nel lavoro pubblico: informazione, consultazione, partecipazione, in Lav. dir., 1996, 3, 481; F. Marra, Le relazioni sindacali nelle aziende sanitarie, in Sanità pubblica e Privata, 11-12, 2004, p. 1088.
36) Essa era prevista infatti in presenza di “iniziative concernenti le linee di organizzazione degli uffici e dei servizi”. L’attuazione dei programmi di formazione del personale era materia esplicitata di informazione successiva ai sensi dell’art. 7 del ccnl del 1° settembre 1995, assorbita nella formulazione generale dell’art. 6 del ccnl del 7 aprile 1999 e non riproposta nell’ultimo rinnovo, del 21 maggio 2018.
37) In questo caso i criteri saranno quelli direttamente indicati dall’art. 23 co. 15 del d.lgs. 75/2015 perché la clausola pregressa di riferimento (l’art. 16 del ccnl del 7 aprile 1999) deve ritenersi disapplicata come indicato dall’ARAN nella nota 21 del mese di gennaio 2017. Sugli aspetti applicativi della disposizione si segnala la deliberazione 42/PAR/2018 della sezione regionale di controllo per la Puglia della Corte dei Conti.
38) C. Cost., 30 giugno 1994, n. 268, in Riv. it. dir. lav., 1995, II, p. 237.
39) Art. 5 del ccnl per la dirigenza sanitaria, Aree III e IV.
40) La ccnl demanda alla contrattazione integrativa la materia, inizialmente prevista dal decreto Sirchia, d.l. 12 novembre 2001, n. 402, ormai da anni. Avrebbe dovuto essere disciplinata dal ccnl del 10 aprile 2008 che però ha considerato “prioritario concludere la presente fase negoziale in tempi brevi e, pertanto concorda[to] di rinviare, in considerazione dell’eccezionalità della situazione, ad una apposita sequenza contrattuale, integrativa del ccnl.... la disciplina delle prestazioni aggiuntive alla luce delle disposizioni contenute nella legge 10 del 2007”. I contratti collettivi successivi non hanno mai disciplinato l’istituto, inducendo a considerarlo ormai abrogato anche in ragione della cd. legge Turco, la l. 120/2007, che confermava l’operatività dell’ultimo decreto di proroga della disciplina “non oltre la data di entrata in vigore del contratto medesimo”. Nel contesto storico-normativo così delineato, la Relazione illustrativa al ccnl manifesta una certa incertezza in merito all’inquadramento della prestazioni aggiuntive nella parte in cui equipara il lavoro straordinario alle prestazioni aggiuntive del part-time. Si legge infatti (p. 33) che per il personale part-time “è consentito lo svolgimento di prestazioni di lavoro straordinario intendendosi per tali le prestazioni aggiuntive del dipendente ulteriori rispetto all’orario”.
41) La formulazione contrattuale si differenzia dalla previsione normativa sollevando alcune perplessità. Il pregiudizio alla funzionalità dell’azione amministrativa è qualificato “oggettivo” ma non “economico” come richiedeva la norma.
42) Cfr. le dichiarazione a verbale della Confederazione RdB/CUB e Cisas nella tornata contrattuale del Comparto Sanità del 1° settembre 1995.
43) https://nursingup.it/news/571-ccnl-nursing-up--solo-firmando-acquisiremo-il-diritto-di-disdettare-questo-contratto-una-firma-imposta-dallesigenza-di-difendere-i-nostri-iscritti-la-nostra-posizione-resta-fortemente-critica-.html
44) Recl. n. 169/2018.
45) Orientamento questo da tempo consolidato, cfr. L. Mengoni, Limiti giuridici del diritto di sciopero, in Riv. Dir. Lav., 1949, I, p. 253; G. Pera, Lo sciopero civilmente illecito a seguito della sua regolamentazione nel contratto collettivo di lavoro, in Foro it., 1955, I, p. 1241; G. Branca, L’associazione sindacale, Giuffrè, Milano, 1960, 151. Contra, P. Calamandrei, Significato costituzionale del diritto di sciopero, in Riv. Giur. Lav., 1952, I, p. 52; C. Smuraglia, In tema di accordi interconfederali per la disciplina dei licenziamenti nell’industria, Riv. Giur. Lav., 1956, II, p. 73. Per una rassegna delle posizioni emerse in dottrina, F. Corso, Le clausole obbligatorie intersindacali, in M. D’Antona (a cura di), Letture di diritto sindacale, Napoli, 1990, p. 339 ss.; P. Pascucci, La regolamentazione autonoma del diritto di sciopero, ivi, p. 493 ss.
46) P. Tosi, Contrattazione collettiva e controllo del conflitto, in Dir. Lav. rel. ind., 1988, p. 477.
47) T. Treu, Le lezioni di Pomigliano, relazione al Seminario di Bertinoro, VI ed., 15-16 ottobre 2010 a Bologna, dattiloscritto; ancor prima, P. Tosi, Contrattazione collettiva e controllo del conflitto, cit., p. 453.
48) Per una “rilettura” critica degli approdi della dottrina, cfr. innanzitutto F. Liso - L. Corazza, Le clausole di pace: variazioni sul tema, in WP C.S.D.L.E. “Massimo D’Antona”.IT – 247/2015.
49) G. Ghezzi, La responsabilità contrattuale delle associazioni sindacali, Milano, Giuffrè, 1963, p. 173 ss.
50) F. Carinci, L’accordo interconfederale del 28 giugno 2011: armistizio o pace?, in Arg. Dir. Lav., 2011, 3, p. 475
51) P. Ichino, Appunti di un giurista su Pomigliano, www.lavoceinfo.it, del 18 giugno 2010; Contra, R. De Luca Tamajo, Accordo di Pomigliano e criticità del sistema di relazioni industriali italiane, in Riv. It. Dir. Lav., 2010, I, p. 810.
please wait

Caricamento in corso...