Rivista Italiana di Medicina Legale e del Diritto in campo sanitario

Rivista: Rivista Italiana di Medicina Legale (e del Diritto in campo sanitario)
Anno: 2018
Fascicolo: n. 3
Editore: Giuffrè Editore Spa
ISSN: 1124-3376
Autori: Cacace Simona
Titolo: LA NUOVA LEGGE IN MATERIA DI CONSENSO INFORMATO E DAT: A PROPOSITO DI VOLONTÀ E DI CURA, DI FIDUCIA E DI COMUNICAZIONE
Pagine: pp. 936-946
Keywords: consenso informato, disposizioni anticipate di trattamento, volontà, cura, fiducia, comunicazione

L’A. analizza i profili di criticità emergenti dalla nuova legge n. 219/2017, individuando un percorso ragionato tra le parole chiave emergenti dal testo normativo.

LA NUOVA LEGGE IN MATERIA DI CONSENSO INFORMATO E DAT: A PROPOSITO DI VOLONTÀ E DI CURA, DI FIDUCIA E DI COMUNICAZIONE


1) Cfr. C. Triberti, M. Castellani, Libera scelta sul fine vita. Il testamento biologico. Commento alla Legge n. 219/2017 in materia di consenso informato e disposizioni anticipate di trattamento, goWare, Firenze, 2018; M. Mainardi, Testamento biologico e consenso informato. Legge 22 dicembre 2017, n. 219, Giappichelli, Torino, 2018; AA.VV., La nuova legge n. 219/2017, in Riv. Biodiritto, 2018, pp. 1-104; B. De Filippis, Biotestamento e fine vita. Nuove regole nel rapporto medico paziente: informazioni, diritti, autodeterminazione, CEDAM, Padova, 2018; M. Foglia, Consenso e cura. La solidarietà nel rapporto terapeutico, Giappichelli, Torino, 2018; P. Zatti, Cura, salute, vita, morte: diritto dei principi o disciplina legislativa?, in Riv. Biodiritto, 2017, p. 185; P. Borsellino, La sfida di una buona legge in materia di consenso informato e di volontà anticipate sulle cure, in Riv. Biodiritto, 2016, p. 11; D. Lenzi, Consenso informato e DAT. Riprende il cammino parlamentare, ivi, p. 3; E. Mancini, Autonomia come integrità: una riflessione sulle direttive anticipate di trattamento, ivi, p. 13; R. Conti, La legge 22 dicembre 2017, n. 219, in una prospettiva civilistica: che cosa resta dell’art. 5 del Codice civile?, in Consulta Online, 4 aprile 2018, p. 221; M. Noccelli, La cura dell’incapace tra volontà del paziente, gli istituti di tutela e l’organizzazione del servizio sanitario, e Idem, Il giudice amministrativo e la tutela dei diritti fondamentali, contributi entrambi pubblicati sul sito di Giustizia amministrativa, rispettivamente il 15 marzo 2018 e il 20 febbraio 2018.
2) Cons. Stato, sez. VI, 2 settembre 2014, n. 04460, in Nuova giur. civ. comm., 2015, I, pp. 74 ss., con commenti di P. Zatti, Consistenza e fragilità dello « ius quo utimur » in materia di relazione di cura, di E. Palermo Fabris, Risvolti penalistici di una sentenza coraggiosa: il Consiglio di Stato si pronuncia sul caso Englaro, di R. Ferrara, Il caso Englaro innanzi al Consiglio di Stato, e P. Benciolini, « Obiezione di coscienza? ».
3) Cons. Stato, sez. VI, 2 settembre 2014, n. 04460, cit.
4) Cfr. anche S. Cacace, Autodeterminazione in Salute, Giappichelli, Torino, 2017, p. 344.
5) Cfr., in particolare, gli artt. 33, 34 e 35 del Codice deontologico medico, nonché, fra le decisioni più recenti, Cass.civ., sez. III, 14 novembre 2017, n. 26827, in http://www.dirittosanitario.net/newsdett.php?newsid=3970, e Cass.civ., sez. III, 23 marzo 2018, n. 7248, in http://www.rivistaresponsabilitamedica.it/wp-content/uploads/2018/04/Corte-di-Cassazione-sez.-III-23-marzo-2018-n.-7248-rel.-Di-Florio.pdf.
6) Sulla verità alla fine della vita, cfr. G. Lonati, L’ultima cosa bella, Rizzoli, Milano, 2017; M. Barbagli, Alla fine della vita. Morire in Italia, Il Mulino, Bologna, 2018, e L. Orsi, Dolore. Parole per capire, ascoltare, capirsi, In Dialogo, Milano, 2018.
7) Sia qui consentito rinviare a S. Cacace, Salute e Autodeterminazione: da Charlie Gard a DJ Fabo, passando per i No-Vax. Scienza, diritto, diritti e libertà, in questa Rivista, 2018, pp. 66-67.
8) Da ultima, cfr. Cass.civ., sez. III, 19 marzo 2018, n. 6688, in http://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=60235, secondo la quale l’obbligo informativo non può esaurirsi nel referto scritto né in una « illustrazione atecnica e atemporale » ovvero in una comunicazione in termini « professionalmente criptici ».
9) Cfr., in primis, Cass.civ., sez. I, 16 ottobre 2007, n. 21748, in questa Rivista, 2008, p. 583, con commento di C. Sartea, G. LaMonaca, Lo Stato Vegetativo tra norme costituzionali e deontologia: la Cassazione indica soggetti e oggetti; ivi, p. 607, con commento di G. Iadecola, La Cassazione civile si pronuncia sul caso « Englaro »: la (problematica) via giudiziaria al testamento biologico; in Dir.giur., 2007, p. 573, con commento di C. Ghionni, Il « consenso dell’incapace » alla cessazione del trattamento medico; in DUDI, 2009, p. 356, con commento di L. Nivarra, Il caso Englaro e i paradossi dell’autonomia; in Giust.civ., 2008, p. 1727, con commento di D. Simeoli, Il rifiuto di cure: la volontà presunta o ipotetica del soggetto incapace; in Riv.dir.civ., 2008, p. 363, con commento di E. Palmerini, Cura degli incapaci e tutela dell’identità nelle decisioni mediche; in Resp.civ.prev., 2008, p. 330, con nota di E. Ceccarelli, D.M. Pulitanò, Il lino di Lachesis e i diritti inviolabili della persona; in Nuova giur.civ.comm., 2008, I, p. 100, con commento di A. Venchiarutti, Stati vegetativi permanenti: scelte di cure e incapacità; in Danno e responsabilità, 2008, p. 432 e p. 438, con note rispettivamente di F. Bonaccorsi, Rifiuto delle cure mediche e incapacità del paziente: la Cassazione e il caso Englaro, e di G. Guerra, Rifiuto dell’alimentazione artificiale e volontà del paziente in stato vegetativo permanente; in Dir. fam. pers., 2008, p. 107, con commento di F. Gazzoni, Sancho Panza in Cassazione (come si riscrive la norma dell’eutanasia, in spregio al principio di divisione dei poteri); ivi, p. 131, con commento di A. Galizia Danovi, L’interruzione della vita tra volontà e diritto; ivi, p. 594, con nota di P. Virgadamo, L’eutanasia e la Suprema Corte: dall’omicidio del consenziente al dovere di uccidere; in Iustitia, 2008, p. 55, con commento di G. Salito, P. Stanzione, Ilrifiuto « presunto » alle cure: il potere di autodeterminazione del soggetto incapace; in Fam.dir., 2008, p. 136, con nota di R. Campione, Stato vegetativo permanente e diritto all’identità personale in un’importante pronuncia della Suprema Corte; in Fam.pers.succ., 2008, p. 520, con nota di M. Gorgoni, La rilevanza giuridica della volontà sulla fine della vita non formalizzata nel testamento biologico; in Resp.civ.prev., 2008, p. 1119, con commento di G. Gennari, La Suprema Corte scopre il substituted judgement; in Corr.giur., 2007, p. 1686, con commento di E. Calò, La Cassazione « vara » il testamento biologico; in Studium iuris, 2008, p. 90, con nota di A. Scalera, Interruzione dell’alimentazione forzata; in Ind.pen., 2009, p. 227, con nota di G. Pavan, I casi Welby ed Englaro nella prospettiva giurisprudenziale; in Foro it., 2008, I, c. 125, con nota di D. Maltese, Convincimenti già manifestati in passato dall’incapace in stato vegetativo irreversibile e poteri degli organi preposti alla sua assistenza, e ivi, I, c. 2610, con commento di S. Cacace, Sul diritto all’interruzione del trattamento sanitario « life-sustaining ». V. altresì Trib. Roma, 16 dicembre 2006 (ord.), in Foro it., 2007, I, c. 571 e c. 2231, con commenti rispettivamente di G. Casaburi e di D. Maltese, Diritto al rifiuto delle cure, accanimento terapeutico e provvedimenti del giudice; in Resp.civ.prev., 2007, p. 78, con annotazioni di G. Alpa, Il danno da accanimento terapeutico, e in Fam.dir., 2007, p. 292, con nota di R. Campione, « Caso Welby »: il rifiuto di cure tra ambiguità legislative ed elaborazioni degli interpreti. A tal proposito, cfr. anche C. Cupelli, La disattivazione di un sostegno artificiale tra agire ed omettere, in Riv.it.dir.proc.pen., 2009, p. 1145; F. Viganò, Esiste un « diritto ad essere lasciati morire in pace »? Considerazioni in margine al caso Welby, in Dir.pen.proc., 2007, p. 5; G. Iadecola, Qualche riflessione sul piano giuridico e deontologico a margine del « caso Welby », in Giur.mer., 2007, p. 1002; M. Donini, Il caso Welby e le tentazioni pericolose di uno « spazio libero dal diritto », in Cass.pen., 2007, p. 902; G.M. Salerno, Un rinvio della questione alla Consulta poteva essere la soluzione appropriata, in Guida al dir., 6 gennaio 2007, p. 46; G. Zagrebelsky, Il giudice, la legge e i diritti di Welby, articolo comparso sulla prima pagina del quotidiano La Repubblica il 19 marzo 2007; S. Rodotà, Su Welby l’occasione mancata dei giudici, in La Repubblica, 18 dicembre 2006, e G. Gilardi, La difficile vita e la morte dignitosa di Piergiorgio Welby, in Questione giustizia, 2006, p. 1117. Infine, v. Trib. Roma, 23 luglio-17 ottobre 2007, n. 2049, in Corr.mer., 2010, p. 237, con nota di G. Casaburi, Le decisioni di fine vita: una prospettiva europea; in Dir.pen.proc., 2008, p. 68, con commento di A. Vallini, Rifiuto di cure « salvavita » e responsabilità del medico: suggestioni e conferme della più recente giurisprudenza; in Cass.pen., 2008, p. 1807, con commento di C. Cupelli, Il « diritto » del paziente (di rifiutare) e il « dovere » del medico (di non perseverare); in Nuova giur.civ.comm., 2008, I, p. 73, con nota di M. Azzalini, Trattamenti life-saving e consenso del paziente: i doveri del medico dinanzi al rifiuto di cure; in Riv.it.dir.proc.pen., 2008, p. 463, con commento di M. Taruffo, Rifiuto di cure e doveri del medico; in Studium iuris, 2008, p. 502, con nota di A. Guazzarotti, Rifiuto trattamenti sanitari salvavita; in Foro it., 2008, II, c. 105, con commento di G. Casaburi, Diritto di morire e omicidio del consenziente scriminato; e in Dir.fam.pers., 2008, p. 676, con nota di R. Masoni, Vivere è un diritto, non un obbligo: amministrazione di sostegno e consenso ai trattamenti sanitari e di fine vita.
10) Al riguardo, sia qui consentito rinviare, anche per tutti gli opportuni riferimenti bibliografici, a S. Cacace, La sedazione palliativa profonda e continua nell’imminenza della morte: le sette inquietudini del diritto, in questa Rivista, 2017, p. 469. V. altresì il parere del Comitato Nazionale per la Bioetica, Sedazione palliativa profonda continua nell’imminenza della morte, 29 gennaio 2016, in http://bioetica.governo.it/media/170736/p122_2016_sedazione_profonda_it.pdf, nonché il « videotestamento » (6 gennaio 2018) di Marina Ripa di Meana: https://www.corriere.it/video-articoli/2018/01/05/videotestamento-marina-ripa-meana-ho-dolore-insopportabile-fine-giunta/a85fc14c-f254-11e7-97ff-2fed46070853.shtml. V. anche i casi Nuvoli e Piludu: per la prima vicenda, cfr. Trib. Alghero, sez. dist. Sassari, 16 luglio 2007, in Foro it., 2007, I, c. 3025, con commento di G. Casaburi, Interruzione dei trattamenti medici: nuovi interventi della giurisprudenza di legittimità e di merito; Procura della Repubblica di Sassari, 13 febbraio 2007, in Guida dir., 2007, 16, p. 92, con nota di G.M. Salerno, A questo punto diventa indispensabile avviare una « conversione costituzionale », e Procura della Repubblica di Sassari, 23 gennaio 2008, in Quad. dir. pol. eccl., 2008, p. 727. Cfr. altresì S. Napolitani, L’amministratore di sostegno e la pianificazione anticipata delle cure mediche, in Fam. pers. succ., 2010, p. 126; F. Mazza Galanti, Il sintetizzatore vocale e la manifestazione di volontà del malato, in Giur. mer., 2008, p. 1264, e A. Ferrato, Il rifiuto alle cure e la responsabilità del sanitario: il caso Nuvoli, in Resp. civ. prev., 2009, p. 1148. Per la vicenda giudiziaria di Walter Piludu, invece, v. F.G. Pizzetti, Considerazioni a margine del « caso Piludu » fra principi costituzionali e pronunce giurisprudenziali in materia di rifiuto di trattamenti sanitari salvavita, in Riv. Biodiritto, 2017, p. 219, e A. Scalera, L’amministrazione di sostegno e il rifiuto delle cure “life-sustaining”, in Fam. dir., 2017, p. 357, riguardo al decreto del giudice tutelare cagliaritano del 16 luglio 2016.
11) Si esprime in questi termini proprio Marco Cappato, imputato per il suicidio assistito di Fabiano Antoniani, ex art. 580 c.p.: il relativo processo prende avvio con giudizio immediato l’8 novembre 2017: cfr. www.giurisprudenzapenale.com/processi/processo-nei-confronti-di-marco-cappato-suicidio-assistito-di-dj-fabo. La questione di legittimità costituzionale dell’art. 580 c.p. viene sollevata, infine, dalla stessa Corte d’Assise di Milano, con ordinanza del 14 febbraio 2018; l’atto d’intervento del Presidente del Consiglio dei Ministri, invece, è del 3 aprile 2018: v. http://www.giurisprudenzapenale.com/wp-content/uploads/2018/02/ordinanza-cappato.pdf e https://eutanasialegale.it/articolo/cappatoecco-latto-di-intervento-del-governo-che-difende-la-costituzionalit%C3%A0-del-reato-di.
12) Cfr., il leading case Trib. Modena, 13 maggio 2008 (decr.), in Resp.civ.prev., 2008, p. 1828, con nota di G. Gennari, La via giurisprudenziale al testamento biologico?; in Danno e responsabilità, 2008, p. 889, con commento di S. Cacace, Consenso informato: novità sul fronte giurisprudenziale. Rappresentazione in tre atti; in questa Rivista, 2008, p. 1413, con nota di M. Barni, La via giudiziaria al testamento biologico; in Fam.pers.succ., 2008, p. 913, con commento di A. Landini, Amministrazione di sostegno ed autodeterminazione terapeutica; in Fam.dir., 2008, p. 923, con commento di G. Ferrando, Diritto di rifiutare le cure, amministrazione di sostegno e direttive anticipate; in Nuova giur.civ.comm., 2008, I, p. 1299, con nota di M. Piccinni, Chi decide per il paziente incapace? Amministrazione di sostegno e scelte di fine vita, e in Bioetica, 2008, p. 227, con nota di M.G. Scacchetti, Il testamento biologico è già previsto e tutelato dalle norme sull’amministrazione di sostegno. Il leading-case del decreto del Giudice Tutelare di Modena.
13) Contra, cfr. Trib. Pavia, sez. II, 24 marzo 2018, in http://www.giurisprudenzapenale.com/wp-content/uploads/2018/04/ordinanza-dat-qlc-pavia.pdf, ordinanza che solleva questione di legittimità costituzionale dell’art. 3, commi quarto e quinto, laddove statuisce che l’amministratore di sostegno, la cui nomina preveda l’assistenza necessaria o la rappresentanza esclusiva in àmbito sanitario, possa rifiutare, in assenza di DAT, le cure necessarie al mantenimento in vita del beneficiario, senza che intervenga previa autorizzazione del giudice tutelare (per violazione degli artt. 2, 3, 13, 32 Cost.).
14) Sia qui consentito rinviare, altresì per tutti i riferimenti bibliografici e giurisprudenziali, a S. Cacace, A proposito di scienza e diritto: il « caso Stamina » (ma non solo). Libera scelta della cura e tutela della salute: là dove il dovere del medico s’arresta, in questa Rivista, 2016, p. 109. Cfr. anche M. Ferrari, Il diritto alla speranza del paziente legittima la disapplicazione della legge? Principi e responsabilità a confronto in tema di « cure compassionevoli », in Resp.civ.prev., 2014, p. 1019 ss., e M. Benvenuti - M. Gabrielli - G. Nucci - D. Piergiovanni, Il cosiddetto “metodo Stamina”: cronistoria, giurisprudenza ed esperienze casistiche personali, in questa Rivista, 2014, p. 431. Prima di Stamina, d’altronde, fu Di Bella: cfr. – ex pluribus – F. Giunta, Il caso Di Bella: libera sperimentazione terapeutica e responsabilità penale, in Dir.pen.proc., 2006, 9, p. 1135; M. Protto, Nihil magis aegris prodest quam ab eo curavi, a quo volunt: il giudice amministrativo e il caso Di Bella, in Giur.it., 1998, p. 5; A. Anzon, Modello ed effetti della sentenza costituzionale sul « caso Di Bella », in Giur.cost., 1998, 3, p. 1528; C. Guglielmello, L’irragionevolezza della disciplina del “metodo Di Bella”, in Giust.civ., 1998, 6, p. 1741; D. Micheletti, La speciale disciplina del multitrattamento Di Bella, in Dir.pen.proc., 1998, 6, p. 694; C. Colapietro, La salvaguardia costituzionale del diritto alla salute e l’effettività della sua tutela nella sperimentazione del “multitrattamento Di Bella”, in Giur.it., 1999, p. 1; M. Bertolissi, La Corte costituzionale chiude il “caso Di Bella”?, in Corr.giur., 1999, p. 962; C. Annecchiarico, G. France, Il caso Di Bella dinanzi alla Consulta: profili giuridici, economici e di efficacia clinica, in Giorn.dir.amm., 1998, 11, p. 1037, e M. Bona, A. Castelnuovo, II « caso Di Bella » e le nuove frontiere del diritto costituzionale alla salute: quali limiti al c.d. « diritto alla libertà terapeutica »?, in Giur.it., 1998, p. 6.
15) Cfr. A. Vallini, Il diritto di rifiutare le cure e i suoi risvolti: spunti per una discussione multidisciplinare, in questa Rivista, 2014, p. 495; P. Chiassoni, Libertà e obiezione di coscienza nello stato costituzionale, in D&Q, 2009, 9, p. 65; D. Paris, L’obiezione di coscienza. Studio sull’ammissibilità di un’eccezione dal servizio militare alla bioetica, Passigli, Firenze, 2011; L. Eusebi, Obiezione di coscienza del professionista sanitario, in L. Lenti, E. Palermo Fabris, P. Zatti (a cura di), I diritti in medicina, in S. Rodotà - P. Zatti (diretto da), Trattato di biodiritto, Giuffrè, Milano, 2011, p. 173; V. Abu Awwad, L’obiezione di coscienza nell’attività sanitaria, in questa Rivista, 2012, p. 403; M. Saporiti, La coscienza disubbidiente: ragioni, tutele e limiti dell’obiezione di coscienza, Giuffrè, Milano, 2014; M. Amitrano Zingale, L’obiezione di coscienza nell’esercizio della funzione pubblica sanitaria, in Giur. cost., 2015, p. 1099, e P. Veronesi, Tra deontologie e obiezioni di coscienza: il sempre attuale problema del limite, in Riv. Biodiritto, 2016, p. 9. Cfr. altresì il parere del Comitato Nazionale per la Bioetica Obiezione di coscienza e bioetica, 30 luglio 2012, in www.governo.it/bioetica/pareri.html. Quanto, poi, ad un’obiezione di coscienza « positiva », cfr. F. Mastromartino, Contro l’obiezione di coscienza positiva, in Ragion pratica, 2015, p. 629, e P. Chiassoni, Obiezione di coscienza: negativa e positiva, in P. Borsellino - L. Forni - S. Salardi (a cura di), Obiezione di coscienza. Prospettive a confronto, in Notizie di Politeia, 2011, XXVII, 101, pp. 36-54.
16) Per una ricostruzione della vicenda, cfr. http://www.lastampa.it/2017/07/10/esteri/charlie-gard-ecco-cosadice-la-scienza-eYSXMFlTDdKiVhdLG8oTCN/pagina.html; http://www.corriere.it/reportages/esteri/2017/la-storia-dicharlie-gard/; http://www.repubblica.it/protagonisti/Charlie_Gard; A. Rigoli, Un medico cattolico: « Trovare nuove risposte a domande inedite », 1° luglio 2017, in http://www.vita.it/it/article/2017/07/01/un-medico-cattolico-trovarenuove-risposte-a-domande-inedite/143879/; R. Colombo, Perché negare ai genitori la terapia compassionevole?, in http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2017/7/1/CHARLIE-GARD-Perche-negare-ai-genitori-la-terapia compassionevole-/771774/, e G. Testa, Sul riconoscimento di un diritto a morire in maniera degna e libera: riflessioni amargine di una giurisprudenza convenzionalmente orientata, in http://www.questionegiustizia.it/articolo/sul-riconoscimento-di-un-diritto-a-morire-in-manie_08-11-2017.php. In particolare, v. UK Supreme Court, In the case of Charlie Gard, 19 giugno 2017, e CEDU, Charles Gard and Others v. United Kingdom, 28 giugno 2017, n. 39793/17. Cfr. altresì [2017] EWHC 972 (Fam); [2017] EWCA Civ 410; [2017] EWHC 1909 (Fam); https://www.supremecourt.uk/news/permission-to-appeal-hearing-in-the-matter-of-charlie-gard.html; https://www.judiciary.gov.uk/wp-content/uploads/2017/07/cg-order.pdf; http://www.gosh.nhs.uk/ news/latest-press-releases/latest-statement-charlie-gard e http://www.gosh.nhs.uk/news/latest-press-releases/ gosh-position-statement-issued-high-court-24-july-2017.
17) Cfr., fra le svariate decisioni, [2018] EWCA Civ 805; [2018] EWHC 308 (Fam); [2018] EWCA Civ 550; UK Supreme Court, In the matter of Alfie Evans no. 2, 20 aprile 2018; [2018] EWHC 953 (Fam), e https://www.supremecourt.uk/news/permission-to-appeal-determination-in-the-matter-of-alfie-evans.html.
18) Sono le parole di Justice Nicholas Francis: cfr. UK Supreme Court, In the case of Charlie Gard, cit.
19) Cfr. Trib. Modena, sez. II civ., 18 gennaio 2018, in https://www.personaedanno.it/dA/4765f28d71/allegato/Tribunale%20Modena%2018%20gennaio%202018.pdf.
20) Contra, v. Trib. Roma, 16 dicembre 2006 (ord.), cit.
21) Proposta di legge n. 1142, Mantero ed altri, Camera dei deputati, presentata il 4 giugno 2013, Norme in materia di consenso informato e di dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari al fine di evitare l’accanimento terapeutico.
22) V. supra, sub nota 12.
23) V., però, gli artt. L. 1110-5-2 e L. 1110-5-3 del Code de la santé publique francese, laddove, in particolare, « l’ensemble des traitements analgésiques et sédatifs » è attivato per sollevare dal sintomo refrattario l’ammalato in fase avanzata o terminale, « mêmes’ils peuvent avoir comme effet d’abréger la vie ».
24) È in fase d’istituzione, al momento, il Registro digitale del Consiglio Nazionale del Notariato. Cfr., inoltre, Consiglio di Stato, Commissione Speciale, 18 luglio 2018, n. 01298/2018, Ministero della Salute:Richiesta di parere in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento, in https://www.giustizia-amministrativa.it/documents/20142/213992/DAT.pdf/d7a3908b-c009-0baa-82f7-bcbda67d104f, nonché la circolare del Ministero dell’Interno n. 1/2018, Legge 22 dicembre 2017, n. 219, recante «Norme in materia di consenso informato e disposizioni anticipate di trattamento». Prime indicazioni operative, in https://dait.interno.gov.it/documenti/circolare-n1-2018.pdf.
1) Cfr. C. Triberti, M. Castellani, Libera scelta sul fine vita. Il testamento biologico. Commento alla Legge n. 219/2017 in materia di consenso informato e disposizioni anticipate di trattamento, goWare, Firenze, 2018; M. Mainardi, Testamento biologico e consenso informato. Legge 22 dicembre 2017, n. 219, Giappichelli, Torino, 2018; AA.VV., La nuova legge n. 219/2017, in Riv. Biodiritto, 2018, pp. 1-104; B. De Filippis, Biotestamento e fine vita. Nuove regole nel rapporto medico paziente: informazioni, diritti, autodeterminazione, CEDAM, Padova, 2018; M. Foglia, Consenso e cura. La solidarietà nel rapporto terapeutico, Giappichelli, Torino, 2018; P. Zatti, Cura, salute, vita, morte: diritto dei principi o disciplina legislativa?, in Riv. Biodiritto, 2017, p. 185; P. Borsellino, La sfida di una buona legge in materia di consenso informato e di volontà anticipate sulle cure, in Riv. Biodiritto, 2016, p. 11; D. Lenzi, Consenso informato e DAT. Riprende il cammino parlamentare, ivi, p. 3; E. Mancini, Autonomia come integrità: una riflessione sulle direttive anticipate di trattamento, ivi, p. 13; R. Conti, La legge 22 dicembre 2017, n. 219, in una prospettiva civilistica: che cosa resta dell’art. 5 del Codice civile?, in Consulta Online, 4 aprile 2018, p. 221; M. Noccelli, La cura dell’incapace tra volontà del paziente, gli istituti di tutela e l’organizzazione del servizio sanitario, e Idem, Il giudice amministrativo e la tutela dei diritti fondamentali, contributi entrambi pubblicati sul sito di Giustizia amministrativa, rispettivamente il 15 marzo 2018 e il 20 febbraio 2018.
2) Cons. Stato, sez. VI, 2 settembre 2014, n. 04460, in Nuova giur. civ. comm., 2015, I, pp. 74 ss., con commenti di P. Zatti, Consistenza e fragilità dello « ius quo utimur » in materia di relazione di cura, di E. Palermo Fabris, Risvolti penalistici di una sentenza coraggiosa: il Consiglio di Stato si pronuncia sul caso Englaro, di R. Ferrara, Il caso Englaro innanzi al Consiglio di Stato, e P. Benciolini, « Obiezione di coscienza? ».
3) Cons. Stato, sez. VI, 2 settembre 2014, n. 04460, cit.
4) Cfr. anche S. Cacace, Autodeterminazione in Salute, Giappichelli, Torino, 2017, p. 344.
5) Cfr., in particolare, gli artt. 33, 34 e 35 del Codice deontologico medico, nonché, fra le decisioni più recenti, Cass.civ., sez. III, 14 novembre 2017, n. 26827, in http://www.dirittosanitario.net/newsdett.php?newsid=3970, e Cass.civ., sez. III, 23 marzo 2018, n. 7248, in http://www.rivistaresponsabilitamedica.it/wp-content/uploads/2018/04/Corte-di-Cassazione-sez.-III-23-marzo-2018-n.-7248-rel.-Di-Florio.pdf.
6) Sulla verità alla fine della vita, cfr. G. Lonati, L’ultima cosa bella, Rizzoli, Milano, 2017; M. Barbagli, Alla fine della vita. Morire in Italia, Il Mulino, Bologna, 2018, e L. Orsi, Dolore. Parole per capire, ascoltare, capirsi, In Dialogo, Milano, 2018.
7) Sia qui consentito rinviare a S. Cacace, Salute e Autodeterminazione: da Charlie Gard a DJ Fabo, passando per i No-Vax. Scienza, diritto, diritti e libertà, in questa Rivista, 2018, pp. 66-67.
8) Da ultima, cfr. Cass.civ., sez. III, 19 marzo 2018, n. 6688, in http://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=60235, secondo la quale l’obbligo informativo non può esaurirsi nel referto scritto né in una « illustrazione atecnica e atemporale » ovvero in una comunicazione in termini « professionalmente criptici ».
9) Cfr., in primis, Cass.civ., sez. I, 16 ottobre 2007, n. 21748, in questa Rivista, 2008, p. 583, con commento di C. Sartea, G. LaMonaca, Lo Stato Vegetativo tra norme costituzionali e deontologia: la Cassazione indica soggetti e oggetti; ivi, p. 607, con commento di G. Iadecola, La Cassazione civile si pronuncia sul caso « Englaro »: la (problematica) via giudiziaria al testamento biologico; in Dir.giur., 2007, p. 573, con commento di C. Ghionni, Il « consenso dell’incapace » alla cessazione del trattamento medico; in DUDI, 2009, p. 356, con commento di L. Nivarra, Il caso Englaro e i paradossi dell’autonomia; in Giust.civ., 2008, p. 1727, con commento di D. Simeoli, Il rifiuto di cure: la volontà presunta o ipotetica del soggetto incapace; in Riv.dir.civ., 2008, p. 363, con commento di E. Palmerini, Cura degli incapaci e tutela dell’identità nelle decisioni mediche; in Resp.civ.prev., 2008, p. 330, con nota di E. Ceccarelli, D.M. Pulitanò, Il lino di Lachesis e i diritti inviolabili della persona; in Nuova giur.civ.comm., 2008, I, p. 100, con commento di A. Venchiarutti, Stati vegetativi permanenti: scelte di cure e incapacità; in Danno e responsabilità, 2008, p. 432 e p. 438, con note rispettivamente di F. Bonaccorsi, Rifiuto delle cure mediche e incapacità del paziente: la Cassazione e il caso Englaro, e di G. Guerra, Rifiuto dell’alimentazione artificiale e volontà del paziente in stato vegetativo permanente; in Dir. fam. pers., 2008, p. 107, con commento di F. Gazzoni, Sancho Panza in Cassazione (come si riscrive la norma dell’eutanasia, in spregio al principio di divisione dei poteri); ivi, p. 131, con commento di A. Galizia Danovi, L’interruzione della vita tra volontà e diritto; ivi, p. 594, con nota di P. Virgadamo, L’eutanasia e la Suprema Corte: dall’omicidio del consenziente al dovere di uccidere; in Iustitia, 2008, p. 55, con commento di G. Salito, P. Stanzione, Ilrifiuto « presunto » alle cure: il potere di autodeterminazione del soggetto incapace; in Fam.dir., 2008, p. 136, con nota di R. Campione, Stato vegetativo permanente e diritto all’identità personale in un’importante pronuncia della Suprema Corte; in Fam.pers.succ., 2008, p. 520, con nota di M. Gorgoni, La rilevanza giuridica della volontà sulla fine della vita non formalizzata nel testamento biologico; in Resp.civ.prev., 2008, p. 1119, con commento di G. Gennari, La Suprema Corte scopre il substituted judgement; in Corr.giur., 2007, p. 1686, con commento di E. Calò, La Cassazione « vara » il testamento biologico; in Studium iuris, 2008, p. 90, con nota di A. Scalera, Interruzione dell’alimentazione forzata; in Ind.pen., 2009, p. 227, con nota di G. Pavan, I casi Welby ed Englaro nella prospettiva giurisprudenziale; in Foro it., 2008, I, c. 125, con nota di D. Maltese, Convincimenti già manifestati in passato dall’incapace in stato vegetativo irreversibile e poteri degli organi preposti alla sua assistenza, e ivi, I, c. 2610, con commento di S. Cacace, Sul diritto all’interruzione del trattamento sanitario « life-sustaining ». V. altresì Trib. Roma, 16 dicembre 2006 (ord.), in Foro it., 2007, I, c. 571 e c. 2231, con commenti rispettivamente di G. Casaburi e di D. Maltese, Diritto al rifiuto delle cure, accanimento terapeutico e provvedimenti del giudice; in Resp.civ.prev., 2007, p. 78, con annotazioni di G. Alpa, Il danno da accanimento terapeutico, e in Fam.dir., 2007, p. 292, con nota di R. Campione, « Caso Welby »: il rifiuto di cure tra ambiguità legislative ed elaborazioni degli interpreti. A tal proposito, cfr. anche C. Cupelli, La disattivazione di un sostegno artificiale tra agire ed omettere, in Riv.it.dir.proc.pen., 2009, p. 1145; F. Viganò, Esiste un « diritto ad essere lasciati morire in pace »? Considerazioni in margine al caso Welby, in Dir.pen.proc., 2007, p. 5; G. Iadecola, Qualche riflessione sul piano giuridico e deontologico a margine del « caso Welby », in Giur.mer., 2007, p. 1002; M. Donini, Il caso Welby e le tentazioni pericolose di uno « spazio libero dal diritto », in Cass.pen., 2007, p. 902; G.M. Salerno, Un rinvio della questione alla Consulta poteva essere la soluzione appropriata, in Guida al dir., 6 gennaio 2007, p. 46; G. Zagrebelsky, Il giudice, la legge e i diritti di Welby, articolo comparso sulla prima pagina del quotidiano La Repubblica il 19 marzo 2007; S. Rodotà, Su Welby l’occasione mancata dei giudici, in La Repubblica, 18 dicembre 2006, e G. Gilardi, La difficile vita e la morte dignitosa di Piergiorgio Welby, in Questione giustizia, 2006, p. 1117. Infine, v. Trib. Roma, 23 luglio-17 ottobre 2007, n. 2049, in Corr.mer., 2010, p. 237, con nota di G. Casaburi, Le decisioni di fine vita: una prospettiva europea; in Dir.pen.proc., 2008, p. 68, con commento di A. Vallini, Rifiuto di cure « salvavita » e responsabilità del medico: suggestioni e conferme della più recente giurisprudenza; in Cass.pen., 2008, p. 1807, con commento di C. Cupelli, Il « diritto » del paziente (di rifiutare) e il « dovere » del medico (di non perseverare); in Nuova giur.civ.comm., 2008, I, p. 73, con nota di M. Azzalini, Trattamenti life-saving e consenso del paziente: i doveri del medico dinanzi al rifiuto di cure; in Riv.it.dir.proc.pen., 2008, p. 463, con commento di M. Taruffo, Rifiuto di cure e doveri del medico; in Studium iuris, 2008, p. 502, con nota di A. Guazzarotti, Rifiuto trattamenti sanitari salvavita; in Foro it., 2008, II, c. 105, con commento di G. Casaburi, Diritto di morire e omicidio del consenziente scriminato; e in Dir.fam.pers., 2008, p. 676, con nota di R. Masoni, Vivere è un diritto, non un obbligo: amministrazione di sostegno e consenso ai trattamenti sanitari e di fine vita.
10) Al riguardo, sia qui consentito rinviare, anche per tutti gli opportuni riferimenti bibliografici, a S. Cacace, La sedazione palliativa profonda e continua nell’imminenza della morte: le sette inquietudini del diritto, in questa Rivista, 2017, p. 469. V. altresì il parere del Comitato Nazionale per la Bioetica, Sedazione palliativa profonda continua nell’imminenza della morte, 29 gennaio 2016, in http://bioetica.governo.it/media/170736/p122_2016_sedazione_profonda_it.pdf, nonché il « videotestamento » (6 gennaio 2018) di Marina Ripa di Meana: https://www.corriere.it/video-articoli/2018/01/05/videotestamento-marina-ripa-meana-ho-dolore-insopportabile-fine-giunta/a85fc14c-f254-11e7-97ff-2fed46070853.shtml. V. anche i casi Nuvoli e Piludu: per la prima vicenda, cfr. Trib. Alghero, sez. dist. Sassari, 16 luglio 2007, in Foro it., 2007, I, c. 3025, con commento di G. Casaburi, Interruzione dei trattamenti medici: nuovi interventi della giurisprudenza di legittimità e di merito; Procura della Repubblica di Sassari, 13 febbraio 2007, in Guida dir., 2007, 16, p. 92, con nota di G.M. Salerno, A questo punto diventa indispensabile avviare una « conversione costituzionale », e Procura della Repubblica di Sassari, 23 gennaio 2008, in Quad. dir. pol. eccl., 2008, p. 727. Cfr. altresì S. Napolitani, L’amministratore di sostegno e la pianificazione anticipata delle cure mediche, in Fam. pers. succ., 2010, p. 126; F. Mazza Galanti, Il sintetizzatore vocale e la manifestazione di volontà del malato, in Giur. mer., 2008, p. 1264, e A. Ferrato, Il rifiuto alle cure e la responsabilità del sanitario: il caso Nuvoli, in Resp. civ. prev., 2009, p. 1148. Per la vicenda giudiziaria di Walter Piludu, invece, v. F.G. Pizzetti, Considerazioni a margine del « caso Piludu » fra principi costituzionali e pronunce giurisprudenziali in materia di rifiuto di trattamenti sanitari salvavita, in Riv. Biodiritto, 2017, p. 219, e A. Scalera, L’amministrazione di sostegno e il rifiuto delle cure “life-sustaining”, in Fam. dir., 2017, p. 357, riguardo al decreto del giudice tutelare cagliaritano del 16 luglio 2016.
11) Si esprime in questi termini proprio Marco Cappato, imputato per il suicidio assistito di Fabiano Antoniani, ex art. 580 c.p.: il relativo processo prende avvio con giudizio immediato l’8 novembre 2017: cfr. www.giurisprudenzapenale.com/processi/processo-nei-confronti-di-marco-cappato-suicidio-assistito-di-dj-fabo. La questione di legittimità costituzionale dell’art. 580 c.p. viene sollevata, infine, dalla stessa Corte d’Assise di Milano, con ordinanza del 14 febbraio 2018; l’atto d’intervento del Presidente del Consiglio dei Ministri, invece, è del 3 aprile 2018: v. http://www.giurisprudenzapenale.com/wp-content/uploads/2018/02/ordinanza-cappato.pdf e https://eutanasialegale.it/articolo/cappatoecco-latto-di-intervento-del-governo-che-difende-la-costituzionalit%C3%A0-del-reato-di.
12) Cfr., il leading case Trib. Modena, 13 maggio 2008 (decr.), in Resp.civ.prev., 2008, p. 1828, con nota di G. Gennari, La via giurisprudenziale al testamento biologico?; in Danno e responsabilità, 2008, p. 889, con commento di S. Cacace, Consenso informato: novità sul fronte giurisprudenziale. Rappresentazione in tre atti; in questa Rivista, 2008, p. 1413, con nota di M. Barni, La via giudiziaria al testamento biologico; in Fam.pers.succ., 2008, p. 913, con commento di A. Landini, Amministrazione di sostegno ed autodeterminazione terapeutica; in Fam.dir., 2008, p. 923, con commento di G. Ferrando, Diritto di rifiutare le cure, amministrazione di sostegno e direttive anticipate; in Nuova giur.civ.comm., 2008, I, p. 1299, con nota di M. Piccinni, Chi decide per il paziente incapace? Amministrazione di sostegno e scelte di fine vita, e in Bioetica, 2008, p. 227, con nota di M.G. Scacchetti, Il testamento biologico è già previsto e tutelato dalle norme sull’amministrazione di sostegno. Il leading-case del decreto del Giudice Tutelare di Modena.
13) Contra, cfr. Trib. Pavia, sez. II, 24 marzo 2018, in http://www.giurisprudenzapenale.com/wp-content/uploads/2018/04/ordinanza-dat-qlc-pavia.pdf, ordinanza che solleva questione di legittimità costituzionale dell’art. 3, commi quarto e quinto, laddove statuisce che l’amministratore di sostegno, la cui nomina preveda l’assistenza necessaria o la rappresentanza esclusiva in àmbito sanitario, possa rifiutare, in assenza di DAT, le cure necessarie al mantenimento in vita del beneficiario, senza che intervenga previa autorizzazione del giudice tutelare (per violazione degli artt. 2, 3, 13, 32 Cost.).
14) Sia qui consentito rinviare, altresì per tutti i riferimenti bibliografici e giurisprudenziali, a S. Cacace, A proposito di scienza e diritto: il « caso Stamina » (ma non solo). Libera scelta della cura e tutela della salute: là dove il dovere del medico s’arresta, in questa Rivista, 2016, p. 109. Cfr. anche M. Ferrari, Il diritto alla speranza del paziente legittima la disapplicazione della legge? Principi e responsabilità a confronto in tema di « cure compassionevoli », in Resp.civ.prev., 2014, p. 1019 ss., e M. Benvenuti - M. Gabrielli - G. Nucci - D. Piergiovanni, Il cosiddetto “metodo Stamina”: cronistoria, giurisprudenza ed esperienze casistiche personali, in questa Rivista, 2014, p. 431. Prima di Stamina, d’altronde, fu Di Bella: cfr. – ex pluribus – F. Giunta, Il caso Di Bella: libera sperimentazione terapeutica e responsabilità penale, in Dir.pen.proc., 2006, 9, p. 1135; M. Protto, Nihil magis aegris prodest quam ab eo curavi, a quo volunt: il giudice amministrativo e il caso Di Bella, in Giur.it., 1998, p. 5; A. Anzon, Modello ed effetti della sentenza costituzionale sul « caso Di Bella », in Giur.cost., 1998, 3, p. 1528; C. Guglielmello, L’irragionevolezza della disciplina del “metodo Di Bella”, in Giust.civ., 1998, 6, p. 1741; D. Micheletti, La speciale disciplina del multitrattamento Di Bella, in Dir.pen.proc., 1998, 6, p. 694; C. Colapietro, La salvaguardia costituzionale del diritto alla salute e l’effettività della sua tutela nella sperimentazione del “multitrattamento Di Bella”, in Giur.it., 1999, p. 1; M. Bertolissi, La Corte costituzionale chiude il “caso Di Bella”?, in Corr.giur., 1999, p. 962; C. Annecchiarico, G. France, Il caso Di Bella dinanzi alla Consulta: profili giuridici, economici e di efficacia clinica, in Giorn.dir.amm., 1998, 11, p. 1037, e M. Bona, A. Castelnuovo, II « caso Di Bella » e le nuove frontiere del diritto costituzionale alla salute: quali limiti al c.d. « diritto alla libertà terapeutica »?, in Giur.it., 1998, p. 6.
15) Cfr. A. Vallini, Il diritto di rifiutare le cure e i suoi risvolti: spunti per una discussione multidisciplinare, in questa Rivista, 2014, p. 495; P. Chiassoni, Libertà e obiezione di coscienza nello stato costituzionale, in D&Q, 2009, 9, p. 65; D. Paris, L’obiezione di coscienza. Studio sull’ammissibilità di un’eccezione dal servizio militare alla bioetica, Passigli, Firenze, 2011; L. Eusebi, Obiezione di coscienza del professionista sanitario, in L. Lenti, E. Palermo Fabris, P. Zatti (a cura di), I diritti in medicina, in S. Rodotà - P. Zatti (diretto da), Trattato di biodiritto, Giuffrè, Milano, 2011, p. 173; V. Abu Awwad, L’obiezione di coscienza nell’attività sanitaria, in questa Rivista, 2012, p. 403; M. Saporiti, La coscienza disubbidiente: ragioni, tutele e limiti dell’obiezione di coscienza, Giuffrè, Milano, 2014; M. Amitrano Zingale, L’obiezione di coscienza nell’esercizio della funzione pubblica sanitaria, in Giur. cost., 2015, p. 1099, e P. Veronesi, Tra deontologie e obiezioni di coscienza: il sempre attuale problema del limite, in Riv. Biodiritto, 2016, p. 9. Cfr. altresì il parere del Comitato Nazionale per la Bioetica Obiezione di coscienza e bioetica, 30 luglio 2012, in www.governo.it/bioetica/pareri.html. Quanto, poi, ad un’obiezione di coscienza « positiva », cfr. F. Mastromartino, Contro l’obiezione di coscienza positiva, in Ragion pratica, 2015, p. 629, e P. Chiassoni, Obiezione di coscienza: negativa e positiva, in P. Borsellino - L. Forni - S. Salardi (a cura di), Obiezione di coscienza. Prospettive a confronto, in Notizie di Politeia, 2011, XXVII, 101, pp. 36-54.
16) Per una ricostruzione della vicenda, cfr. http://www.lastampa.it/2017/07/10/esteri/charlie-gard-ecco-cosadice-la-scienza-eYSXMFlTDdKiVhdLG8oTCN/pagina.html; http://www.corriere.it/reportages/esteri/2017/la-storia-dicharlie-gard/; http://www.repubblica.it/protagonisti/Charlie_Gard; A. Rigoli, Un medico cattolico: « Trovare nuove risposte a domande inedite », 1° luglio 2017, in http://www.vita.it/it/article/2017/07/01/un-medico-cattolico-trovarenuove-risposte-a-domande-inedite/143879/; R. Colombo, Perché negare ai genitori la terapia compassionevole?, in http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2017/7/1/CHARLIE-GARD-Perche-negare-ai-genitori-la-terapia compassionevole-/771774/, e G. Testa, Sul riconoscimento di un diritto a morire in maniera degna e libera: riflessioni amargine di una giurisprudenza convenzionalmente orientata, in http://www.questionegiustizia.it/articolo/sul-riconoscimento-di-un-diritto-a-morire-in-manie_08-11-2017.php. In particolare, v. UK Supreme Court, In the case of Charlie Gard, 19 giugno 2017, e CEDU, Charles Gard and Others v. United Kingdom, 28 giugno 2017, n. 39793/17. Cfr. altresì [2017] EWHC 972 (Fam); [2017] EWCA Civ 410; [2017] EWHC 1909 (Fam); https://www.supremecourt.uk/news/permission-to-appeal-hearing-in-the-matter-of-charlie-gard.html; https://www.judiciary.gov.uk/wp-content/uploads/2017/07/cg-order.pdf; http://www.gosh.nhs.uk/ news/latest-press-releases/latest-statement-charlie-gard e http://www.gosh.nhs.uk/news/latest-press-releases/ gosh-position-statement-issued-high-court-24-july-2017.
17) Cfr., fra le svariate decisioni, [2018] EWCA Civ 805; [2018] EWHC 308 (Fam); [2018] EWCA Civ 550; UK Supreme Court, In the matter of Alfie Evans no. 2, 20 aprile 2018; [2018] EWHC 953 (Fam), e https://www.supremecourt.uk/news/permission-to-appeal-determination-in-the-matter-of-alfie-evans.html.
18) Sono le parole di Justice Nicholas Francis: cfr. UK Supreme Court, In the case of Charlie Gard, cit.
19) Cfr. Trib. Modena, sez. II civ., 18 gennaio 2018, in https://www.personaedanno.it/dA/4765f28d71/allegato/Tribunale%20Modena%2018%20gennaio%202018.pdf.
20) Contra, v. Trib. Roma, 16 dicembre 2006 (ord.), cit.
21) Proposta di legge n. 1142, Mantero ed altri, Camera dei deputati, presentata il 4 giugno 2013, Norme in materia di consenso informato e di dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari al fine di evitare l’accanimento terapeutico.
22) V. supra, sub nota 12.
23) V., però, gli artt. L. 1110-5-2 e L. 1110-5-3 del Code de la santé publique francese, laddove, in particolare, « l’ensemble des traitements analgésiques et sédatifs » è attivato per sollevare dal sintomo refrattario l’ammalato in fase avanzata o terminale, « mêmes’ils peuvent avoir comme effet d’abréger la vie ».
24) È in fase d’istituzione, al momento, il Registro digitale del Consiglio Nazionale del Notariato. Cfr., inoltre, Consiglio di Stato, Commissione Speciale, 18 luglio 2018, n. 01298/2018, Ministero della Salute:Richiesta di parere in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento, in https://www.giustizia-amministrativa.it/documents/20142/213992/DAT.pdf/d7a3908b-c009-0baa-82f7-bcbda67d104f, nonché la circolare del Ministero dell’Interno n. 1/2018, Legge 22 dicembre 2017, n. 219, recante «Norme in materia di consenso informato e disposizioni anticipate di trattamento». Prime indicazioni operative, in https://dait.interno.gov.it/documenti/circolare-n1-2018.pdf.
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