Rivista Italiana di Medicina Legale e del Diritto in campo sanitario

Rivista: Rivista Italiana di Medicina Legale (e del Diritto in campo sanitario)
Anno: 2019
Fascicolo: n. 3
Editore: Giuffrè Francis Lefebvre
ISSN: 1124-3376
Autori: Giavazzi Stefania
Titolo: LA GESTIONE DEL RAPPORTO TRA IMPRESA E VITTIME DI CORPORATE VIOLENCE
Pagine: pp. 1113-1127
Keywords: rapporto impresa-vittima, Sistemi di Gestione della Salute e Sicurezza sui luoghi di lavoro, Sistemi di Gestione Ambientale, corporate violence, procedimento penale, prevenzione; misure riparatorie

Dopo aver inquadrato i possibili contesti in cui si instaura una relazione tra vittime (o potenziali vittime) e impresa, il contributo si propone di raccomandare strumenti e azioni finalizzate, da un lato, alla prevenzione della vittimizzazione primaria e ripetuta causata dalle attività produttive e dalla commercializzazione di prodotti pericolosi, dall’altro lato, a ridurre il conflitto tra le due parti e le forme di vittimizzazione secondaria nel contesto del procedimento penale.

LA GESTIONE DEL RAPPORTO TRA IMPRESA E VITTIME DI CORPORATE VIOLENCE


1) Direttiva 2012/29/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che istituisce norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato.
2) Per una sintesi del progetto europeo Victims and Corporations. Implementation of Directive 2012/29/EU for Victims of Corporate Crimes and Corporate Violence, co-finanziato dal programma Giustizia della Commissione Europea e realizzato tra il 2016 e il 2018, v. in questo Focus: A. Visconti, ‘Victims and Corporations’: una breve introduzione. Per maggiori dettagli e per tutti i materiali del progetto, cfr. https://asgp.unicatt.it/asgp-ricerca-victims-and-corporations e https://asgp.unicatt.it/asgp-ricerca-e-pubblicazioni-pubblicazioni.
3) A. Visconti, Linee guida per la valutazione individuale dei bisogni delle vittime di corporate violence, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano, 2017, disponibile su: https://asgp.unicatt.it/asgp-ricerca-e-pubblicazioni-pubblicazioni.
4) S. Giavazzi ., Victims of Corporate Violence and the Criminal Justice System: Needs, Expectations and Relationships with Corporations, in G. Forti - C. Mazzucato - A. Visconti - S. Giavazzi (a cura di), Victims and Corporations. Legal Challenges and Empirical Findings, Cedam-Wolters Kluwer, Milano, 2018, pp. 179-211; S. Giavazzi (a cura di), Guidelines for Corporations. Preventing Victimization and Dealing with Victims of Corporate Violence, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano, 2017, disponibile su: https://asgp.unicatt.it/asgp-ricerca-e-pubblicazioni-pubblicazioni,.
5) Per un approfondimento degli strumenti di supporto alle vittime, cfr. diffusamente, anche per più dettagliate indicazioni operative, C. Mazzucato (a cura di), Implementazione della Direttiva 2012/29/UE per le vittime di corporate crime e corporate violence. Linee guida nazionali per i servizi sociali, le organizzazioni che offrono assistenza alle vittime e i centri di giustizia riparativa, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano, 2017, disponibile su: https://asgp.unicatt.it/asgp-ricerca-e-pubblicazioni-pubblicazioni.
6) Per un approfondimento dei principi richiamati e delle ricadute sulla tutela delle vittime, v. M. Engelhart, Victims and the European Convention on Human Rights, in G. Forti - C. Mazzucato - A. Visconti - S.Giavazzi, op. cit., pp. 115-131; J-A Wemmers, Victims’ Rights are Human Rights: The Importance of Recognizing Victims as Persons, in Temida, 2012, pp. 71-83.
7) Tra le informazioni da dichiarare rientrano, tra le altre: l’impatto sull’ambiente nonché sulla salute e la sicurezza, associato ai principali fattori di rischio o ad altri fattori di rischio ambientale e sanitario; gli aspetti sociali e attinenti alla gestione del personale; le modalità con cui si realizza il dialogo con le parti sociali; le misure adottate per prevenire le violazioni dei diritti umani.
8) Cfr. M. Caputo, The Disclosure of Non Financial Information to the Public, in S. Giavazzi, Guidelines for Corporations, cit., pp. 36 e ss.
9) I. Gasparini - S. Manacorda, Corporate Victims in European Union Law: the ‘Sound of Silence’, in G. Forti - C. Mazzucato - A. Visconti - S. Giavazzi, op. cit., pp. 89-110.
10) ISO 26000:2010, Guidance on Social Responsibility, par. 5.3.2 e 5.3.3. ove si precisa che le Parti Interessate « non sono solo quelle amichevoli o quelle che supportano gli obiettivi dell’organizzazione, né solo quelle che esprimono esplicitamente i loro bisogni e le loro aspettative ». La relazione con le Parti Interessate può concretizzarsi, per esempio, attraverso focus group, survey, consultazioni, interviste individuali e collettive. Per un esempio su come gestire queste norme, vedi: Assolobarda, ISO 14001:2015 I Sistemi di Gestione Ambientale a un punto di svolta. Le novità della norma e le linee guida per l’applicazione dei nuovi requisiti, pp. 39 e ss, disponibili su: https://www.assolombarda.it/servizi/ambiente/documenti/iso-14001-2015-i-sistemi-di-gestione-ambientale-ad-un-punto-di-svolta. Visionato il 17 maggio 2019.
11) È evidente qui la sinergia con la Direttiva 2014/95/UE sulle informazioni di carattere non finanziario e di informazioni sulla diversità.
12) Le imprese hanno tre anni di tempo per adeguarsi. A partire dal 12 marzo 2021 le certificazioni BS OHSAS 18001:2007 non godranno più di alcun riconoscimento.
13) La consultazione comporta il mettere a disposizione dei lavoratori in maniera tempestiva le informazioni necessarie per fornire un feedback informato che deve essere considerato dall’organizzazione prima di prendere una decisione. La partecipazione consente invece ai lavoratori di contribuire ai processi decisionali relativi alle misure delle prestazioni in termini di salute e sicurezza e ai cambiamenti proposti. Anche il feedback sul sistema di gestione richiede la partecipazione dei lavoratori. L’organizzazione deve infatti assicurare che i lavoratori a tutti i livelli siano incoraggiati a segnalare situazioni pericolose, in modo da poter adottare misure preventive e intraprendere azioni correttive (A.5.4., Appendice A della norma UNI ISO 45001).
14) Sulle misure riparatorie v. successivi paragrafi.
15) Per un inquadramento della natura e della tipologia dei danni da corporate violence, v. A. Visconti, Corporate Violence: Harmful Consequences and Victims’ Needs. An Overview, in G. Forti - C. Mazzucato - A. Visconti - S. Giavazzi, op. cit., pp. 149 ss.
16) Un serio commitment dell’impresa si coglie, quindi, già nella volontà di far funzionare questi meccanismi. I sistemi di reporting, per esempio, devono impedire accessi esterni e una diffusione impropria delle segnalazioni e devono poter garantire la riservatezza e la protezione del segnalante da attività di ritorsione. In tal senso prescrive anche la nuova legge italiana sul c.d. whistleblowing, n. 179 del 2017 « Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato ». La disciplina per il settore privato (art. 2) trova attuazione con l’inserimento all’art. 6 del d.lgs. 231/2001 dei nuovi commi 2 bis, 2 ter, 2 quater. La legge prevede poi disposizioni comuni sui rapporti con il regime del segreto d’ufficio, aziendale, professionale, scientifico e industriale (art. 3).
17) Per una testimonianza personale e diretta della vittimizzazione prodotta proprio dalla commercializzazione di farmaci emoderivati infetti si veda, in questo Focus, A. Buzzi, Memorie di un long survivor. Una testimonianza dell’incontro con la violenza d’impresa.
18) In tema cfr. in particolare C. Mazzucato, Individuare e riconoscere le vittime di corporate violence, in A. Visconti (a cura di), Implementazione della Direttiva 2012/29/UE per le vittime di corporate crime e corporate violence. Linee guida nazionali per la polizia giudiziaria, le Procure della Repubblica e i magistrati giudicanti, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano, 2017, pp. 13-16, disponibile su: https://asgp.unicatt.it/asgp-ricerca-e-pubblicazioni-pubblicazioni, e anche S. Giavazzi, Preventing Primary Victimisation: How to Manage the Risk, in Ead., Guidelines for Corporations, cit., pp. 27 ss.
19) Su questo aspetto più diffusamente, v. S. Giavazzi, Victims of Corporate Violence and the Criminal Justice System: Needs, Expectations and Relationships with Corporations, op. cit., pp. 205-211.
20) V. le riflessioni che seguono nel successivo paragrafo. Per alcuni interessanti spunti su questa tematica, v. F. Centonze - M. Mantovani (a cura di), La responsabilità penale degli enti, Il Mulino, Bologna, 2016.
21) Per una panoramica delle prospettive degli altri attori coinvolti nei procedimenti penali per fatti riconducibili a corporate violence si vedano in questo FocusG. Battarino, Il rapporto con le vittime di corporate violence nella fase delle indagini preliminari; D. Petrini, La prospettiva dell’avvocato nell’approccio alle vittime di corporate violence; G. Ichino, Vulnerabilità e vittime di corporate violence nel processo penale.
22) Per un’analisi più approfondita di tutti questi aspetti, accompagnati da riferimenti a un campione della casistica giudiziaria, v. S. Giavazzi, Victims of Corporate Violence and the Criminal Justice System: Needs, Expectations and Relationships with Corporations, op. cit., pp. 179-211.
23) Emblematiche di quanto riportato le testimonianze delle vittime intervistate nell’ambito del Progetto Victims and Corporations, i cui stralci e la cui sintesi sono riportate in S. Giavazzi - C. Mazzucato - A. Visconti (eds.), Needs of Victims of Corporate Violence: Empirical findings - National Report: Italy, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano, 2017, pp. 33-43, disponibile su: https://asgp.unicatt.it/asgp-ricerca-e-pubblicazioni-pubblicazioni.
24) Per un esempio di ‘vittimizzazione secondaria’ legata a questo tipo di atteggiamento delle istituzioni pubbliche v. in particolare, in questo Focus, A. Buzzi, op. cit.
25) V. in particolare S. Giavazzi, La partecipazione al procedimento penale, in A. Visconti, Linee guida nazionali per la polizia giudiziaria, le Procure della Repubblica e i magistrati giudicanti, cit., pp. 82-106. In tema si vedano inoltre in questo Focus G. Ichino, op cit., e G. Battarino, op. cit.
26) Per una approfondita analisi di questi strumenti v. S. Giavazzi, La partecipazione al procedimento penale, cit., pp. 82-106.
27) C. Mazzucato, Giustizia riparativa, in Visconti, op. ult. cit., pp. 106-114; I. Aertsen, Restorative Justice for Victims of Corporate Violence, in G. Forti - C. Mazzucato - A. Visconti - S. Giavazzi, op. cit., pp. 235-253.
28) Su questi aspetti, v. S. Giavazzi, La partecipazione al procedimento penale, cit., pp. 103-105.
29) Per un’analisi dell’art. 17 del d.lgs. n. 231/2001 e per la giurisprudenza di riferimento, v. S. Giavazzi, Commento agli artt. 17-18-19-20-21-22-23 d.lgs. 8 giugno 2001 n. 231, in A. Giarda - G. Spangher (a cura di), Codice di procedura penale commentato. Leggi speciali e complementari, Vol. III, Wolters Kluwer, Milano, 2017, pp. 1672-1681.
30) Cfr. Relazione allo schema di decreto legislativo, pubblicata in AA.VV., La responsabilità amministrativa degli enti, Ipsoa, Milano, 2002, p. 510.
31) In questo senso, Cass. pen., sez. II, 9 febbraio 2016, n. 11209 e Cass. pen., sez. II, 8 gennaio 2014, n. 326.
32) C. Mazzucato, op. ult. cit.
1) Direttiva 2012/29/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che istituisce norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato.
2) Per una sintesi del progetto europeo Victims and Corporations. Implementation of Directive 2012/29/EU for Victims of Corporate Crimes and Corporate Violence, co-finanziato dal programma Giustizia della Commissione Europea e realizzato tra il 2016 e il 2018, v. in questo Focus: A. Visconti, ‘Victims and Corporations’: una breve introduzione. Per maggiori dettagli e per tutti i materiali del progetto, cfr. https://asgp.unicatt.it/asgp-ricerca-victims-and-corporations e https://asgp.unicatt.it/asgp-ricerca-e-pubblicazioni-pubblicazioni.
3) A. Visconti, Linee guida per la valutazione individuale dei bisogni delle vittime di corporate violence, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano, 2017, disponibile su: https://asgp.unicatt.it/asgp-ricerca-e-pubblicazioni-pubblicazioni.
4) S. Giavazzi ., Victims of Corporate Violence and the Criminal Justice System: Needs, Expectations and Relationships with Corporations, in G. Forti - C. Mazzucato - A. Visconti - S. Giavazzi (a cura di), Victims and Corporations. Legal Challenges and Empirical Findings, Cedam-Wolters Kluwer, Milano, 2018, pp. 179-211; S. Giavazzi (a cura di), Guidelines for Corporations. Preventing Victimization and Dealing with Victims of Corporate Violence, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano, 2017, disponibile su: https://asgp.unicatt.it/asgp-ricerca-e-pubblicazioni-pubblicazioni,.
5) Per un approfondimento degli strumenti di supporto alle vittime, cfr. diffusamente, anche per più dettagliate indicazioni operative, C. Mazzucato (a cura di), Implementazione della Direttiva 2012/29/UE per le vittime di corporate crime e corporate violence. Linee guida nazionali per i servizi sociali, le organizzazioni che offrono assistenza alle vittime e i centri di giustizia riparativa, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano, 2017, disponibile su: https://asgp.unicatt.it/asgp-ricerca-e-pubblicazioni-pubblicazioni.
6) Per un approfondimento dei principi richiamati e delle ricadute sulla tutela delle vittime, v. M. Engelhart, Victims and the European Convention on Human Rights, in G. Forti - C. Mazzucato - A. Visconti - S.Giavazzi, op. cit., pp. 115-131; J-A Wemmers, Victims’ Rights are Human Rights: The Importance of Recognizing Victims as Persons, in Temida, 2012, pp. 71-83.
7) Tra le informazioni da dichiarare rientrano, tra le altre: l’impatto sull’ambiente nonché sulla salute e la sicurezza, associato ai principali fattori di rischio o ad altri fattori di rischio ambientale e sanitario; gli aspetti sociali e attinenti alla gestione del personale; le modalità con cui si realizza il dialogo con le parti sociali; le misure adottate per prevenire le violazioni dei diritti umani.
8) Cfr. M. Caputo, The Disclosure of Non Financial Information to the Public, in S. Giavazzi, Guidelines for Corporations, cit., pp. 36 e ss.
9) I. Gasparini - S. Manacorda, Corporate Victims in European Union Law: the ‘Sound of Silence’, in G. Forti - C. Mazzucato - A. Visconti - S. Giavazzi, op. cit., pp. 89-110.
10) ISO 26000:2010, Guidance on Social Responsibility, par. 5.3.2 e 5.3.3. ove si precisa che le Parti Interessate « non sono solo quelle amichevoli o quelle che supportano gli obiettivi dell’organizzazione, né solo quelle che esprimono esplicitamente i loro bisogni e le loro aspettative ». La relazione con le Parti Interessate può concretizzarsi, per esempio, attraverso focus group, survey, consultazioni, interviste individuali e collettive. Per un esempio su come gestire queste norme, vedi: Assolobarda, ISO 14001:2015 I Sistemi di Gestione Ambientale a un punto di svolta. Le novità della norma e le linee guida per l’applicazione dei nuovi requisiti, pp. 39 e ss, disponibili su: https://www.assolombarda.it/servizi/ambiente/documenti/iso-14001-2015-i-sistemi-di-gestione-ambientale-ad-un-punto-di-svolta. Visionato il 17 maggio 2019.
11) È evidente qui la sinergia con la Direttiva 2014/95/UE sulle informazioni di carattere non finanziario e di informazioni sulla diversità.
12) Le imprese hanno tre anni di tempo per adeguarsi. A partire dal 12 marzo 2021 le certificazioni BS OHSAS 18001:2007 non godranno più di alcun riconoscimento.
13) La consultazione comporta il mettere a disposizione dei lavoratori in maniera tempestiva le informazioni necessarie per fornire un feedback informato che deve essere considerato dall’organizzazione prima di prendere una decisione. La partecipazione consente invece ai lavoratori di contribuire ai processi decisionali relativi alle misure delle prestazioni in termini di salute e sicurezza e ai cambiamenti proposti. Anche il feedback sul sistema di gestione richiede la partecipazione dei lavoratori. L’organizzazione deve infatti assicurare che i lavoratori a tutti i livelli siano incoraggiati a segnalare situazioni pericolose, in modo da poter adottare misure preventive e intraprendere azioni correttive (A.5.4., Appendice A della norma UNI ISO 45001).
14) Sulle misure riparatorie v. successivi paragrafi.
15) Per un inquadramento della natura e della tipologia dei danni da corporate violence, v. A. Visconti, Corporate Violence: Harmful Consequences and Victims’ Needs. An Overview, in G. Forti - C. Mazzucato - A. Visconti - S. Giavazzi, op. cit., pp. 149 ss.
16) Un serio commitment dell’impresa si coglie, quindi, già nella volontà di far funzionare questi meccanismi. I sistemi di reporting, per esempio, devono impedire accessi esterni e una diffusione impropria delle segnalazioni e devono poter garantire la riservatezza e la protezione del segnalante da attività di ritorsione. In tal senso prescrive anche la nuova legge italiana sul c.d. whistleblowing, n. 179 del 2017 « Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato ». La disciplina per il settore privato (art. 2) trova attuazione con l’inserimento all’art. 6 del d.lgs. 231/2001 dei nuovi commi 2 bis, 2 ter, 2 quater. La legge prevede poi disposizioni comuni sui rapporti con il regime del segreto d’ufficio, aziendale, professionale, scientifico e industriale (art. 3).
17) Per una testimonianza personale e diretta della vittimizzazione prodotta proprio dalla commercializzazione di farmaci emoderivati infetti si veda, in questo Focus, A. Buzzi, Memorie di un long survivor. Una testimonianza dell’incontro con la violenza d’impresa.
18) In tema cfr. in particolare C. Mazzucato, Individuare e riconoscere le vittime di corporate violence, in A. Visconti (a cura di), Implementazione della Direttiva 2012/29/UE per le vittime di corporate crime e corporate violence. Linee guida nazionali per la polizia giudiziaria, le Procure della Repubblica e i magistrati giudicanti, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano, 2017, pp. 13-16, disponibile su: https://asgp.unicatt.it/asgp-ricerca-e-pubblicazioni-pubblicazioni, e anche S. Giavazzi, Preventing Primary Victimisation: How to Manage the Risk, in Ead., Guidelines for Corporations, cit., pp. 27 ss.
19) Su questo aspetto più diffusamente, v. S. Giavazzi, Victims of Corporate Violence and the Criminal Justice System: Needs, Expectations and Relationships with Corporations, op. cit., pp. 205-211.
20) V. le riflessioni che seguono nel successivo paragrafo. Per alcuni interessanti spunti su questa tematica, v. F. Centonze - M. Mantovani (a cura di), La responsabilità penale degli enti, Il Mulino, Bologna, 2016.
21) Per una panoramica delle prospettive degli altri attori coinvolti nei procedimenti penali per fatti riconducibili a corporate violence si vedano in questo FocusG. Battarino, Il rapporto con le vittime di corporate violence nella fase delle indagini preliminari; D. Petrini, La prospettiva dell’avvocato nell’approccio alle vittime di corporate violence; G. Ichino, Vulnerabilità e vittime di corporate violence nel processo penale.
22) Per un’analisi più approfondita di tutti questi aspetti, accompagnati da riferimenti a un campione della casistica giudiziaria, v. S. Giavazzi, Victims of Corporate Violence and the Criminal Justice System: Needs, Expectations and Relationships with Corporations, op. cit., pp. 179-211.
23) Emblematiche di quanto riportato le testimonianze delle vittime intervistate nell’ambito del Progetto Victims and Corporations, i cui stralci e la cui sintesi sono riportate in S. Giavazzi - C. Mazzucato - A. Visconti (eds.), Needs of Victims of Corporate Violence: Empirical findings - National Report: Italy, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano, 2017, pp. 33-43, disponibile su: https://asgp.unicatt.it/asgp-ricerca-e-pubblicazioni-pubblicazioni.
24) Per un esempio di ‘vittimizzazione secondaria’ legata a questo tipo di atteggiamento delle istituzioni pubbliche v. in particolare, in questo Focus, A. Buzzi, op. cit.
25) V. in particolare S. Giavazzi, La partecipazione al procedimento penale, in A. Visconti, Linee guida nazionali per la polizia giudiziaria, le Procure della Repubblica e i magistrati giudicanti, cit., pp. 82-106. In tema si vedano inoltre in questo Focus G. Ichino, op cit., e G. Battarino, op. cit.
26) Per una approfondita analisi di questi strumenti v. S. Giavazzi, La partecipazione al procedimento penale, cit., pp. 82-106.
27) C. Mazzucato, Giustizia riparativa, in Visconti, op. ult. cit., pp. 106-114; I. Aertsen, Restorative Justice for Victims of Corporate Violence, in G. Forti - C. Mazzucato - A. Visconti - S. Giavazzi, op. cit., pp. 235-253.
28) Su questi aspetti, v. S. Giavazzi, La partecipazione al procedimento penale, cit., pp. 103-105.
29) Per un’analisi dell’art. 17 del d.lgs. n. 231/2001 e per la giurisprudenza di riferimento, v. S. Giavazzi, Commento agli artt. 17-18-19-20-21-22-23 d.lgs. 8 giugno 2001 n. 231, in A. Giarda - G. Spangher (a cura di), Codice di procedura penale commentato. Leggi speciali e complementari, Vol. III, Wolters Kluwer, Milano, 2017, pp. 1672-1681.
30) Cfr. Relazione allo schema di decreto legislativo, pubblicata in AA.VV., La responsabilità amministrativa degli enti, Ipsoa, Milano, 2002, p. 510.
31) In questo senso, Cass. pen., sez. II, 9 febbraio 2016, n. 11209 e Cass. pen., sez. II, 8 gennaio 2014, n. 326.
32) C. Mazzucato, op. ult. cit.
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