Rivista Italiana di Medicina Legale e del Diritto in campo sanitario

Rivista: Rivista Italiana di Medicina Legale (e del Diritto in campo sanitario)
Anno: 2018
Fascicolo: n. 1
Editore: Giuffrè Francis Lefebvre
ISSN: 1124-3376
Autori: Vettori Nicoletta
Titolo: L’EVOLUZIONE DELLA DISCIPLINA IN MATERIA DI VACCINAZIONI NEL QUADRO DEI PRINCIPI COSTITUZIONALI
Pagine: pp. 239-238
Keywords: vaccinazioni obbligatorie, diritto alla salute, libertà di cura, solidarietà, principio di precauzione

Con il recente d.l. 7 giugno 2017, n. 73 (conv. in l. 31 luglio 2017, n. 119) sono stati notevolmente ampliati gli obblighi vaccinali per i minori fino a 16 anni. La legittimità di tale intervento è stata molto contestata poiché limita alcuni diritti fondamentali (la libertà di cura, la responsabilità genitoriale, il diritto all’istruzione) e impone trattamenti sanitari non completamente privi di rischi poiché i vaccini, seppur in casi statisticamente rari, possono determinare delle reazioni avverse anche gravi.

Al fine di approfondire le finalità e i contenuti della nuova disciplina, l’articolo individua i principi, costituzionali ed europei, che conformano il potere delle istituzioni pubbliche di disciplinare i trattamenti sanitari e, in particolare, di definirne il regime giuridico in termini di obbligatorietà/volontarietà, esamina criticamente l’evoluzione della normativa e della giurisprudenza, per poi evidenziare i profili applicativi che meritano di essere valorizzati nella prospettiva dell’auspicabile superamento del regime obbligatorio.

L’EVOLUZIONE DELLA DISCIPLINA IN MATERIA DI VACCINAZIONI NEL QUADRO DEI PRINCIPI COSTITUZIONALI


1) È una misura di tutela salute collettiva perché un alto tasso di copertura vaccinale in un determinato gruppo sociale limita al massimo la diffusione della malattia proteggendo anche chi non è vaccinato e, per quanto più rileva nella prospettiva delle istituzioni pubbliche, chi non può vaccinarsi a causa di particolari condizioni personali (lattanti, immunodepressi, soggetti malati etc..). Sul concetto di herd immunity si rinvia a A. Clavenna - T. Jefferson - M. Bonati, Epidemiologia delle malattie infettive e obbligatorietà vaccinale in Italia, in questo Focus.
2) Si tratta di un medicinale di comprovata efficacia e sicurezza che è stato sottoposto alle procedure di sperimentazione volte ad assicurare sicurezza (non tossicità, tollerabilità etc.) che nell’assoluta maggioranza dei casi protegge il destinatario dal contrarre la malattia per cui si viene vaccinati. Cfr. i dati reperibili all’indirizzo www.epicentro.iss.it. Visionato il 12 febbraio 2018.
3) Cfr. i dati sulle segnalazione delle reazioni avverse pubblicati sul portale di epidemiologia della sanità pubblica, all’indirizzo www.epicentro.iss.it. Visionato il 12 febbraio 2018.
4) V. infra §§ 2.1, 2.2.
5) Il principio è sanciti dall’art. 191 del TUFE e recepito nel nostro ordinamento tramite il rinvio ai principi dell’ordinamento comunitario contenuto nell’art. 1 della l. 241 del 1990L. 7 agosto 1990, n. 241 recante Norme sul procedimento amminisrativo che reca la disciplina dell’attività delle pubbliche amministrazione. Cfr. al riguardo B. Marchetti, Il principio di precauzione, in A.M. Sandulli (a cura di), Codice dell’azione amministrativa, Giuffrè, Milano, 2011, pp. 149 ss.
6) Sul principio di precauzione v., tra gli altri, F. De Leonardis, Il principio di precauzione, in M. Renna-F. Saitta (a cura di) Studi sui principi di diritto amministrativo, Giuffrè, Milano, 2012, pp. 413 ss.; G. Manfredi, Note sull’applicazione del principio di precauzione in diritto pubblico, in Dir. pubb., 2004, pp. 1075 ss.; M. Allena, Il principio di precauzione: tutela anticipata v. legalità-prevedibilità dell’azione amministrativa, in Il diritto dell’economia, 2, 2016, pp. 411; B. Bertarini, Tutela della salute, principio di precauzione e mercato del medicinale, Giappichelli, Torino, 2016, pp. 3-104.
7) Sul tema, nell’ambito di una letteratura molto ampia, v. D. Vincenzi Amato, Il 2º comma dell’art. 32, in Commentario alla Costituzione a cura di Scialoja e Branca, Bologna-Roma, 1978, pp. 167 ss.; M. Luciani, Salute (diritto alla salute - dir. cost.), in Enc. Giur., 1990, XVI, Roma,1991, pp.10-11; D. Morana, La salute nella Costituzione italiana. Profili sistematici, Giuffrè, Milano, 2002, pp. 178-184; R. Ferrara, Il diritto alla salute: principi costituzionali, in Id. (a cura di), Salute e sanità, Giuffrè, Milano, 2010, pp. 3 ss: M. Cartabia, L’art. 32, secondo comma, della Costituzione italiana, in R. Balduzzi (a cura di), Diritto alla salute e servizi sanitari tra consolidamento e indebolimento, Il Mulino, Bolgna, 2017, pp. 17 ss..
8) Cfr., in particolare, le sent. 23 dicembre 2008, n. 438 in Giur. cost. 2008, 6, p. 4945; 30 luglio 2009, n. 253 Giur. cost. 2009, 4, p. 3474 sul fondamento costituzionale del consenso informato. Il principio era già affermato nelle sent. 22 giugno 1990, n. 307 in Foro it., 1990, I, c. 2694 (su cui v. infra), n. 22 giugno 2002, n. 282 in Foro it. 2003, I, c. 394; 14 novembre 2003, n. 338 in Foro it. 2004, I, c. 342, ed è stato confermato nelle sentenze 8 maggio 2009, n. 151 in Giur. cost. 2009, 3, p. 1656; 5 dicembre 2014, n. 274 in Foro it. 2015, 3, I, c. 748; 12 luglio 2017, n. 169 in Rass. dir. farmaceutico 2017, 4, p. 715.
9) Le citazioni sono tratte da C. Cost., 22 giugno 1990, n. 307 (punto 2 del Considerando in diritto).
10) Cfr. C. Cost. 23 giugno 1994, n. 258 in Giur. cost., 1994, p. 2097 ove si fa esplicito riferimento alla necessità che il legislatore provveda ad elaborare una normativa di carattere tecnico per definire «eventuali accertamenti diagnostici idonei a prevedere con la maggiore precisione possibile la concreta verificabilità di complicanze e determinasse se e quali strumenti diagnostici idonei a prevederne la concreta verificabilità». Il Ministero della salute ha dato seguito a questo monito con il documento: Istituto Superiore di Sanità, Guida alle complicanze dei vaccini a cura di Giovanni Gallo, Rosanna Mel e Maria Cristina Rota 2009, v, 92 p. Rapporti ISTISAN 09/13.
11) Cfr. Cons. St., sez. III, 2 settembre 2014, n. 4460 in Le nuove leggi civ. com., 2015, I, pp. 74-95 e ivi, II, pp. 9 ss il commento di R. Ferrara, Il caso Englaro innanzi al Consiglio di Stato.
12) C. Cost., 27 marzo 1992, n. 132 in Giur. cost., 1992, p. 1108.
13) C. Cost., ord. 22 luglio 2004, n. 262 in Giur. cost. 2004, p. 4.
14) C. Cost., 27 marzo 1992, 132: « È appunto questo il fondamento costituzionale degli artt. 330 e 333 cod. civ., che consentono al giudice – allorquando i genitori, venendo meno ai loro obblighi, pregiudicano beni fondamentali del minore, quali la salute e l’istruzione – di intervenire affinché a tali obblighi si provveda in sostituzione di chi non adempie ».
15) C. Cost., 23 giugno 1994, n. 258, cit., punto 4 del Considerando in diritto. In principio è stato ribadito nella recente sentenza n. 5 del 2018 depositata il 19 gennaio 2018 (punto 8.2.1 del Considerando in diritto).
16) Cfr. C. Cost., 22 giugno, 1990, n. 307 cit., 23 giugno 1994, n. 258 del 1994; 18 aporile 1996, n. 118 in Giur. cost., 1996, p. 1006.
17) Tant’è che C. Cost. 26 febbraio 1998, n. 27 in Giur. cost. 1998, p. 148 ha affermato che dal punto di vista del principio di solidarietà « non vi è ragione di differenziare (...) il caso in cui il trattamento sanitario sia imposto per legge da quello in cui esso sia, in base ad una legge, promosso dalla pubblica autorità in vista della sua diffusione capillare nella società; il caso in cui si annulla la libera determinazione individuale attraverso la comminazione di una sanzione, da quello in cui si fa appello alla collaborazione dei singoli a un programma di politica sanitaria ». In termini analoghi v. C. Cost.16 ottobre 2000, n. 423 in Foro it. 2001, I, c. 4; 26 aprile 2012, n. 107 in Giur. cost. 2012, 2, p. 1452 e da ultimo nella sentenza 14 dicembre 2017, n. 268.
18) In questi termini v. C. Cost. 18 aprile 1996, n. 118 (punto 5 del Considerando in diritto); 22 giugno 1990, n. 307 (punto 2 del Considerando in diritto). Il legislatore ha previsto la corresponsione di un indennizzo per i danni derivanti da vaccinazione obbligatoria con la l. n. 210/1992 la cui applicazione è stata estesa dal giudice delle leggi anche ai casi di menomazioni riportate prima dell’entrata in vigore della legge (v. C. Cost. 18 aprile 1996, n. 118), anche nel periodo in cui le vaccinazioni non erano imposte ma solo raccomandate dalle autorità sanitarie (C. Cost., 26 febbraio 1998, n. 27 e 16 ottobre 2000, n. 423; 26 aprile 2012, n. 107 – su vaccini contro morbillo, parotite, rosolia) nonché da ultimo per il vaccino antiinfluenzale che non è obbligatorio su cui v. 14 dicembre 2017, n. 268.
19) È bene precisare, infatti, che la tutela indennitaria lascia impregiudicata l’eventuale tutela risarcitoria (ex art. 2043 c.c.) la quale « trova applicazione tutte le volte che le concrete forme di attuazione della legge impositiva del trattamento, o di esecuzione materiale di esso, non siano state accompagnate dalle cautele che lo stato delle conoscenze scientifiche prescrivono in relazione alla sua natura ». Cfr. sent. 22 giugno 1990, n. 307 (punto 3 del Considerando in diritto). Sul punto v. R. Breda, Danno da vaccinazione tra indennizzo e risarcimento del danno, in questo Focus.
20) Per questa ragione C. Cost., sent. 18 aprile 1996, n. 118 afferma che la legge che impone l’obbligo della vaccinazione (in quel caso antipoliomelitica) compie una valutazione al limite di quelle che sono state definite « scelte tragiche del diritto »: le scelte che un ordinamento ritiene di assumere in vista di un bene comune (l’immunizzazione generale da certe gravi malattie infettive) che comporta il rischio di un male (la complicanza che seppur raramente colpisce alcuni dei suoi membri).
21) V. la Comunicazione della Commissione sul principio di precauzione, Bruxelles, 2 febbraio 2000, COM (2000) final 1, in www.eur-lex.europa.eu.
22) V. la Comunicazione della Commissione sul principio di precauzione, 2 febbraio 2000, pp. 15 ss. In dottrina v. F. De Leonardis, Il principio di precauzione nell’amministrazione del rischio, cit., p. 154; S. Spuntarrelli, Normatività del principio di precauzione e legittimazione procedurale, in Costituzionalismo.it, 3, 2014, pp. 14-15.
23) Tra le vaccinazioni obbligatorie si distingue quelle generali, in quanto obbligatorie per tutta la popolazione residente (sia pure di regola nell’età infantile) da quelle speciali perché obbligatorie solo per determinate categorie di soggetti in ragione di peculiari situazioni in cui si trovano (tipo di lavoro svolto, particolari condizioni di salute etc..) Le vaccinazioni generali obbligatorie (fino al recente d.l. 7 giugno 2017, n. 73 conv. in l. 31 luglio 2017, n. 119) erano: la antidifterica (prevista dalla l. n. 891 del 1939), la antipoliomielitica (ex l. 4 Febbraio 1966, n. 51), la antitetanica (l. 20 marzo 1968, n. 419) e quella contro l’Epatite B (ex l. n. 165/1991).
24) Sul carattere non coercitivo delle vaccinazioni obbligatorie v. C. Cost. sent. n. 132 del 1992, cit.
25) In dottrina v., tra i molti, D. Vincenzi Amato, Il 2º comma dell’art. 32, cit., pp. 167 ss.; S. P. Panunzio, Trattamenti sanitari obbligatori e Costituzione (a proposito della disciplina delle vaccinazioni), in Dir. soc., 1979, pp. 876; M. Luciani, Salute (diritto alla salute - dir. cost.), cit, pp. 10-11; A. Simoncini-E. Longo, Art. 32, in Commentario alla Costituzione diretto da R. Bifulco, A. celotto, M. Olivetti, Torino, 2006, pp. 666-669; D. Morana, La salute come diritto costituzionale. Lezioni, Giappichelli, Torino, 2015, pp. 37-47.
26) V. l’art. 3, l. n. 51/1966 relativa alla vaccinazione anti-poliomielitica, l’art. 3 l. 292 del 1963 (come modificata dalla l. n. 419 del 1968) relativa alla vaccinazione antitetanica oggi abrogate dal d.l. 7 giugno 2017, n. 73.
27) L’art. 4 l. n. 51 del 1966 stabiliva: «Ai documenti prescritti per la prima ammissione alla scuola d’obbligo è aggiunto il certificato da rilasciarsi gratuitamente di aver subito la vaccinazione antipoliomielitica. Lo stesso certificato è prescritto per l’ammissione dei bambini nei convitti, nelle colonie climatiche da chiunque organizzate, negli asili nido, nei brefotrofi e in qualunque altra collettività infantile». In senso analogo l’art. 3-bis della l. n. 292 del 1963 per le vaccinazioni antidifteriche e antitetaniche, l’art. 2, co. 3 e 4, della l. n. 165 del 1991. Tutte le norme citate sono state abrogate dal d.l. 7 giugno 2017, n. 73).
28) L’art. 47 del d.P.R. n. 1518 del 1967 prevedeva l’obbligo degli istituti scolastici di non ammettere alla frequenza scolastica e agli esami gli alunni che non fossero in regola con gli obblighi vaccinali.
29) V. S. P. Panunzio, Trattamenti sanitari obbligatori e Costituzione, cit., pp. 895-898 aveva sostenuto il carattere sostanzialmente coercitivo delle vaccinazioni poste come condizioni per l’accesso a comunità a loro volta obbligatorie, come la scuola dell’obbligo «perché lasciavano ai genitori così poco margine di scelta, da rendere il loro comportamento (....) propriamente “coatto”».
30) V. la giurisprudenza costituzionale citata al § 2.3.
31) Approvato con d.P.R. 23 luglio 1998.
32) Le vaccinazioni raccomandate erano previste annulamente dal calendario vaccinale consultabile al sito www.salute.gov.it. Molte di queste sono state rese obbligatorie dal d.l. 7 giugno 2017, n. 73.
33) I vaccini obbligatori e quelli raccomandati erano inseriti tra i LEA sanitari nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 novembre 2001, recante « Definizione dei livelli essenziali di assistenza », e sono altresì previsti dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 12 gennaio 2017, recante « Definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, di cui all’articolo 1, comma 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 ».
34) L’art. 47 del d.P.R. del 1967 modificato dal d.P.R. n. 355 del 1999 prevede infatti che « la mancata certificazione non comporta[va] il rifiuto di ammissione dell’alunno alla scuola dell’obbligo o agli esami  ».
35) La segnalazione poteva comportare l’eventuale attivazione dei poteri d’urgenza riconosciuti al Sindaco, allo Stato e alle Regioni dall’art. 117 D. lgs. n. 112 del 1998 i quali presuppongono però la sussistenza di «emergenze sanitarie o di igiene pubblica».
36) Nel Piano Nazionale della Prevenzione vaccinale 2012-2014, p. 11 si prevedeva la possibilità di «politiche sperimentali di superamento degli obblighi vaccinali in quelle Regioni, eventualmente interessate, in grado di garantire un’adeguata copertura in forza di politiche informative ed efficaci idonee a persuadere la popolazione a sottoporsi volontariamente al trattamento e, comunque, di adeguati sistemi di monitoraggio degli eventi avversi al vaccino in grado di assicurare anche il follow up dei casi».
37) Per un inquadramento generale v. D. Messineo, Problemi in tema di discipline regionali sui trattamenti sanitari: il caso dei vaccini, in Le Regioni, 2, 2009, pp. 331 ss.
38) A partire dalla L. reg. Veneto 23 marzo 2007, n. 7. Sul contesto che ha giustificato la politica sperimentale avviata in Veneto v. A. Ferro, La legge del Veneto sulla sospensione dell’obbligo vaccinale: il razionale della decisione e lo stato dell’arte, pubblicato il 19 ottobre 2016, in www.vaccinarsi.org, portale di informazione medica e scientifica sulle vaccinazioni a cura della Società Italiana di Igiene (SITI), visionato il 12 febbraio 2018.
39) V. d.G.R. n. 63-2598 del 10 aprile 2006 di approvazione del Piano Piemontese di promozione delle vaccinazioni su cui v. V. Molaschi, Verso il superamento degli obblighi vaccinali: considerazioni alla luce del Piano piemontese di promozione delle vaccinazioni, in Sanità pubblica e privata, 2006, 6, pp. 25 ss..
40) Cfr. gli indirizzi alle ASL per il miglioramento delle pratiche vaccinali, approvate con delibera della Giunta Regionale della Sardegna n. 71/12 del 16.12.2008.
41) Sulla dubbia legittimità, per violazione della riserva di legge di cui all’art. 32, co. 2, Cost. di tali interventi regionali v. anche V. Molaschi, Verso il superamento degli obblighi vaccinali, cit., pp. 29-31. Per un’interpretazione possibilista sulla competenza della legge regionale in materia di trattamenti obbligatori v. D. Messineo, Problemi in tema di discipline regionali sui trattamenti sanitari: il caso dei vaccini, cit., pp. 336-337.
42) V. G. Renga, G. Zollesi, C. M. Zotti, Per una cultura diffusa in tema di vaccinazioni, in Tendenze Nuove, 4-5, 2002, pp. 465-476; A. Faggioli, Vaccinazioni obbligatorie e raccomandate. Mutamenti di concezioni, aspettative della comunità, comunicazione per la promozione della salute, in Sanità pubblica e privata, 2, 2006, pp. 75-84.
43) V. C. Cost. 26 febbraio 1998, n. 27 in Giur. cost. 1998, p. 148; 16 ottobre 2000, n. 423 in Foro it. 2001, I, 4, 26 aprile 2012, n. 107 in Giur. cost. 2012, 2, 1452 e da ultimo nella sentenza 14 dicembre 2017, n. 268.
44) V. Corte cost., sent. n. 132 del 1992, cit. supra § 2.2.
45) V. L. Chieffi, Trattamenti immunitari e rispetto della persona, in Pol. dir., 1997, pp. 604-606; B. Magliona-F.Buzzi, L’obbligatorietà delle vaccinazioni in età pediatrica: aggiornamento giuridico, deontologico e medico legale, in Rivista Italiana di Pediatria, 1997, 23(4), pp. 639-47 e giurisprudenza ivi citata.
46) Cass. civ., sez. II, 10 giugno 2010, n. 13346, in Nuova giur. civ. comm., 2011, I, p. 64; Cass. civ., sez. II, 26 giugno 2006, n. 14747, in Fam. Pers. Succ., 2006, p. 1035; Cass. civ., sez. I, 8 luglio 2005, n. 14384, in Mass. Giur. It., 2005; Cass. civ., sez. I, 24 marzo 2004, n. 5877, in Fam. dir., 2005, p. 192; Cass. civ., sez. I, 18 luglio 2003, n. 11226, in Giust. it, 2004, p. 195. L’ammissibilità dell’opposizione motivata da ragioni sanitarie è stata confermata anche da C. Cost., ord. 8-22 luglio 2004, n. 262, cit.. In dottrina, v. F. Buzzi-B. Magliona, Libertà di cura e interesse della collettività nelle vaccinazioni obbligatorie in età pediatrica: verso un nuovo equilibrio?, in questa Rivista, 6, 2003, pp. 1160 ss.; D. Amram, Responsabilità genitoriale e vaccini, in questo Focus.
47) Trib. Minorenni Bologna, decreto 19 settembre 2013, in Fam. dir., 2014, p. 371, con nota di C. Amato, L’obbligo di vaccinazione tra libertà di scelta dei genitori e interesse del figlio.
48) Vedi il Protocollo tra la Regione Lombardia e gli uffici giudiziari minorili di Milano e Brescia in materia di inadempimento delle vaccinazioni obbligatorie.
49) Cfr. le iniziative della Regione Toscana su cui v. L. Nocco, A proposito di una recente sentenza su vaccinazioni e autismo e dell’ambiguità di fondo del sistema, in questa Rivista, 4, 2014, pp. 1123 ss.
50) Sul punto v. G. Altieri, I rimedi giurisdizionali contro la «esitazione vaccinale», in Questione giustizia, 2015, pp. 6-7.
51) L’esenzione dall’obbligo non era ammessa per specifiche ragioni etiche o religiose quali manifestazioni della libertà di coscienza. Sull’erroneità di qualificare come ipotesi di obiezione di coscienza il rifiuto alla vaccinazioni che non si basa su ragioni «etiche o religiose», ma di altra natura «scientifiche, utilitaristiche etc». V. il parere del Comitato nazionale per la Bioetica, Le vaccinazioni, del 22 settembre 1995, p. 6, e il parere Obiezione di coscienza e bioetica, del 12 luglio 2012. In dottrina v. C. Piciocchi, Diritto e coscienza: circoscrivere per garantire, in nome del pluralismo, in Rivista di BioDiritto, 1, 2016, p. 120.
52) Si vedano le tabelle relative alle coperture vaccinali riportate nel Portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell’Istituto superiore di sanità, consultabili all’indirizzo www.epicentro.iss.it.
53) V. la delibera del Consiglio comunale di Trieste n. 72 del 28 novembre 2016, recante modifiche al Regolamento comunale per i servizi educativi e della prima infanzia, che stabiliva che la sottoposizione dei bambini alle vaccinazioni obbligatorie per legge (anti-tetano, anti-poliomelite, anti-difterite e anti-Epatite B) è condizione essenziale per l’accesso ai servizi educativi comunali previsti per l’età da 0 a 6 anni.
54) V. l’art. 6, co. 2, della l. r. Emilia Romagna n. 19 del 25 novembre 2016, recante la disciplina dei servizi educativi della prima infanzia.
55) Cfr. l’art. 6, co. 2, l. r Calabria 22 febbraio 2017, n. 6, recante « Requisito di accesso ai servizi educativi per la prima infanzia. Modifiche alla l.r. 29 marzo 2013, n. 15 (Norme sui servizi educativi per la prima infanzia) ».
56) V. TAR Friuli Venezia Giulia, 16 gennaio 2017, n. 20 in Foro it. 2017, 7-8, III, c. 406 su cui v. il commento di G. Manfredi, Vaccinazioni obbligatirie e precauzione, in Giur. it, 2017, pp. 1418 ss. La sentenza è stata confermata in sede cautelare da Cons. St., ord. 20 aprile 2017, n. 1662 in Foro it. 2017, 7-8, III, c. 405.
57) V. i contributi pubblicati nel Forum. Vaccini obbligatori: questioni aperte, in Rivista di BioDiritto, 2, 2017, pp. 15-50; S. Agosta, Il legislatore e il nodo di gordio della prevenzione vaccinale, in Consultaonline.it, II, 2017, pp. 379-393; A. Mazzitelli, Il ragionevole dubbio in tema di vaccinazioni obbligatorie, in federalismi.it, Osservatorio di diritto sanitario, 15 novembre 2017 (visionato il 20 novembre 2017).
58) Cfr. C. Cost. 19 gennaio 2018, n. 5 la Corte costituzionale ha dichiarato in parte inammissibili e in parte infondate le questioni di legittimità costituzionale del d.l. 7 giugno 2017, n. 73 presentate dalla Regione Veneto. Le motivazioni della sentenza saranno considerate di seguito con riferimento ai vari profili trattati.
59) Cfr. l’art. 1 del d.l. 8 giugno 2017, n. 73, conv in l. 31 luglio 2017, n. 119, prevede come obbligatorie le vaccinazioni: anti-poliomelitica; anti-difterica; anti-tetanica; anti-epatite B, anti-pertosse; anti-Haemophilus influenzae tipo b; anti-morbillo; anti-rosolia; anti-parotite; anti-varicella.
60) L’art. 1-quarter menziona le vaccinazioni: anti-meningococcica C e B, anti-pneumococcica; anti-rotavirus.
61) In particolare: anti-morbillo, anti-rosolia, anti-varicella, anti-parotite.
62) Cf. l’art. 1, co. 4.
63) Cfr. l’artt. 3 e l’art. 3-bis per come modificato dal d.l. 16 ottobre 2017, n. 148 convertito in l. 4 dicembre 2017, n. 172.
64) Cfr. l’art. 3, co. 3 e co. 5.
65) Cfr. art. 1 co. 4.
66) Così F. G. Pizzetti, Risposte a tre quesiti, nel Forum. Vaccini obbligatori: le questioni aperte, cit., p. 23. Negli stessi termini v. Cons. St., Adunanza della Commissione speciale, parere n. 2065 del 20 settembre 2017 (p. 21) reso su richiesta del Presidente della Regione Veneto.
67) Al riguardo la Corte costituzionale, nella sentenza 5 del 2018, ha richiamato la sua precedente giurisprudenza in materia (v. supra § 2.1.) affermando che «l’art. 32 postula il necessario contemperamento del diritto alla salute del singolo (anche nel suo contenuto di libertà di cura) con il coesistente e reciproco diritto degli altri e con l’interesse della collettività (da ultimo sent. n. 268 del 2017) nonché, nel caso di vaccinazioni obbligatorie, con l’interesse del bambino che esige tutela nei confronti dei genitori che non adempiono ai loro obblighi diu cura (ex multis, sent. n. 258 del 1994)». Inoltre dopo aver rilevato che il contemperamento di questi molteplici principi « lascia spazio alla discrezionalità del legislatore nella scelta delle modalità attraverso le quali assicurare una prevenzione efficace dalle malattie infettive» ha ritenuto che l’intervento del legislatore, alla luce del contesto epidemiologico descritto, non possa essere censurato sul piano della ragionevolezza, anche considerato che legge non ha repentinamente introdotto l’imposizione di un ampio numero di vaccinazioni, ma ha innovato il titolo giuridico in nome del quale alcune vaccinazioni sono somministrate, rendendo obbligatorio un certo numero di vaccinazioni, già raccomandate, e in sede di conversione ha preservato un adeguato spazio per un rapporto con i cittadini basato sull’informazione, sul confronto e sulla persuasione (punto 8 del Considerando in diritto).
68) Sul punto C. Cost., 19 gennaio 2018, n. 5 (punto 8 del Considerando in diritto) ha richiamato la sua precedente giurisprudenza (v. § 2.2.).
69) Cfr., in questo senso, App. Napoli, 30 agosto 2017 su cui v. L. Dell’Osta, Responsabilità genitoriale: pregiudizievole la condotta del genitore che non vuole vaccinare il figlio, in Il familiarista.it, fasc. 16, 16 novembre 2017.
70) Cfr. in particolare C. Cost., 26 giugno 2002, n. 282 in Giur cost., 2002, 2020 ss.; 14 novembre 2003, n. 338 in Foro it., 2003, 392 ss.; 8 maggio 2009, n. 151 in Giur. cost. 2009, 3, p. 1656; 5 dicembre 2014, n. 274 in Foro it. 2015, 3, I, c. 748; 12 luglio 2017, n. 169 in Rass. dir. farmaceutico 2017, 4, p. 715. Sui rapporti tra determinazioni scientifiche e discrezionalità legislativa, nell’ambito di una letteratura ormai molto ampia, v. A. D’Aloia (a cura di), Biotecologie e valori costituzionali. Il contributo della giustizia costituzionale, Torino, Giappichelli, 2005; S. Penasa, La «ragionevolezza scientifica» delle leggi nella giurisprudenza costituzionale, ivi, pp. 817 ss.; A. Mangia, Discrezionalità legislativa e valutazioni tecniche, in L. Violini (a cura di), Verso il decentramento delle politiche di welfare. Incontro di studio “Gianfranco Mor” sul diritto regionale, Milano, Giuffrè, 2011, p. 63; C. Casonato, La scienza come parametro interposto di costituzionalità, in Rivista AIC, 2, 2016, pp. 1-11; A. Iannuzzi, Istruttoria e valutazioni scientifiche, in Rivista del Gruppo di Pisa, 1, 2017, pp. 14-16 consulatbile all’indirizzo www.gruppodipisa.it (visionato il 9 febbraio 2018).
71) In questi termini si è espressa parte della dottrina (v. i contributi di A. Ruggeri, S. Curreri, C. Salazar, L. D’Andrea in Forum. Vaccini obbligatori: le questioni aperte, cit., pp. 15 ss. ContraG. Sorrenti, ivi, p. 33). L’argomentazione è stata utilizzata dalla Corte costituzionale nella sentenza 19 gennaio 2018, n. 5 (cfr. punto 6.4. del Considerando in diritto) alle censure mosse al decreto-legge dalla Regione Veneto.
72) Al riguardo si segnala l’ordinanza del TAR Lazio, Latina, sez. I, 19 ottobre 2017, n. 642 (consultabile all’indirizzo biodiritto.org) che ha respinto il ricorso presentato da un genitore, volto ad accertare il diritto del proprio figlio di proseguire il percorso scolastico presso la scuola dell’infanzia, nonostante la mancanza dell’attestazione relativa alle avvenute vaccinazioni rese obbligatorie dal d.l. 7 giugno 2017, n. 73. Secondo i giudici, il danno grave e irreparabile lamentato dalla ricorrente, consistente nell’impossibilità di accedere ai servizi educativi dell’infanzia, sarebbe eliminabile dalla ricorrente stessa adempiendo agli obblighi vaccinali previsti dalla legge che sono «espressione di doveri solidaristici, posti a presidio degli interessi di tutti coloro che sono inseriti nella comunità scolastica».
73) Cfr. l’art. 4 d.l. n. 73/2017.
74) Il riferimento è a C. Cost. 2 giugno, 1994, n. 218, cit., che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 5, co. 3 e 5, della l. 5 giugno 1990, n. 135 (Programma di interventi urgenti per la prevenzione e la lotta contro l’AIDS) nella parte in cui non prevedeva accertamenti sanitari dell’assenza di sieropositività all’infezione da HIV come condizione dell’espletamento di attività che comportavano rischi per la salute di terzi. Dalla pronuncia si ricava che l’esigenza di tutelare la salute dei membri della comunità, in determinati casi, può giustificare anche la limitazione del diritto al lavoro.
75) Per l’approfondimento dei profili relativi al riparto di competenze tra lo Stato e le Regioni e dei principi al riguardo affermati da C. Cost. n. 5 del 2018 si veda il contributo di A. Patanè, Obbligo di vaccinazione e riparto di competenze legislative. Nota a Corte cost. n. 5 del 2018, in questa Focus.
76) A. Faggioli, Vaccinazioni obbligatorie e raccomandate. Mutamenti di concezioni, aspettative della comunità, comunicazione per la promozione della salute, cit., p. 76 che riporta i dati di un’indagine statistica su base nazionale.
77) L’istruttoria si è sostanzialemnte ridotta a tre sedeute della 12a Commissione permamente del Senato (igiene e snaità) e in due giornate di discussione alla Camera dei deputati ’interrotte’ dall’apposizione della questione di fiducia da parte del Governo.
78) V. nei medesimi termini S. Agosta, Il legislatore e il nodo di gordio della prevenzione vaccinale, cit., p. 384.
79) Sul vincoli, procedurali e sostanziali, che assicurano la ragionevolezza scientifica degli interventi giuridici in ambito medico-scientifico si veda la consolidata giurisprudenza costituzionale e la dottrina citate alla nota n. 72 oltre a S. Penasa, La legge della scienza. Nuovi parradigmi di disciplina dell’attività medico-scientifica. Uno studio comparato in materia di procreazione medicalemnte assistita, Trento, 2015.
80) Il riferimento è alla nota espressione di R. Burioni, La congiura dei somari. Perché la scienza non può essere democratica, Rizzoli, Milano, 2017.
81) V., tra gli altri, A. Faggioli, Vaccinazioni obbligatorie e raccomandate, cit., p. 75.
82) Il riferimento è ad alcune sentenze di merito che avevano condannato il ministero della Salute a corrispondere l’indennizzo sul presupposto dell’accertamento del nesso causale tra alcuni tipi di vaccini e la sindrome dello spettro autistico. Su tali pronunce si rinvia a D’Errico, Autismo e vaccinazioni, un pericoloso passo indietro della giurisprudenza di merito e un monito per il consulente tecnico dell’Ufficio. La criteriologia: rigore metodologico o orpello di insufficienza?, in questa Rivista, 2010, pp. 521 ss.; D’Errico-Pomara-Turillazzi, Ancora in tema di «vaporizzazione giurisprudenziale» del nesso di causa: se e quando il sapere scientifico si sottomette all’umana solidarietà, in Resp. civ. prev., 2014, pp. 334 ss.; L. Nocco, A proposito di una recente sentenza su vaccinazioni e autismo, cit., pp. 1123 ss. Sulla più recente giurisprudenza della Corte di Cassazione sul tema (da ultimo Cass. civ., 23 ottobre 2017, n. 24959) si rinvia a A. Parziale, Danno da vaccinazione e incertezza del nesso causale: il ruolo della prova per presunzioni, in questa Rivista, 3, 2017, pp. 1067 ss.
83) Sul punto v. F. Comunello, Oltre le filter bubbles. Una riflessione sulla controversia vaccinale sui social media, in questo Focus.
1) È una misura di tutela salute collettiva perché un alto tasso di copertura vaccinale in un determinato gruppo sociale limita al massimo la diffusione della malattia proteggendo anche chi non è vaccinato e, per quanto più rileva nella prospettiva delle istituzioni pubbliche, chi non può vaccinarsi a causa di particolari condizioni personali (lattanti, immunodepressi, soggetti malati etc..). Sul concetto di herd immunity si rinvia a A. Clavenna - T. Jefferson - M. Bonati, Epidemiologia delle malattie infettive e obbligatorietà vaccinale in Italia, in questo Focus.
2) Si tratta di un medicinale di comprovata efficacia e sicurezza che è stato sottoposto alle procedure di sperimentazione volte ad assicurare sicurezza (non tossicità, tollerabilità etc.) che nell’assoluta maggioranza dei casi protegge il destinatario dal contrarre la malattia per cui si viene vaccinati. Cfr. i dati reperibili all’indirizzo www.epicentro.iss.it. Visionato il 12 febbraio 2018.
3) Cfr. i dati sulle segnalazione delle reazioni avverse pubblicati sul portale di epidemiologia della sanità pubblica, all’indirizzo www.epicentro.iss.it. Visionato il 12 febbraio 2018.
4) V. infra §§ 2.1, 2.2.
5) Il principio è sanciti dall’art. 191 del TUFE e recepito nel nostro ordinamento tramite il rinvio ai principi dell’ordinamento comunitario contenuto nell’art. 1 della l. 241 del 1990L. 7 agosto 1990, n. 241 recante Norme sul procedimento amminisrativo che reca la disciplina dell’attività delle pubbliche amministrazione. Cfr. al riguardo B. Marchetti, Il principio di precauzione, in A.M. Sandulli (a cura di), Codice dell’azione amministrativa, Giuffrè, Milano, 2011, pp. 149 ss.
6) Sul principio di precauzione v., tra gli altri, F. De Leonardis, Il principio di precauzione, in M. Renna-F. Saitta (a cura di) Studi sui principi di diritto amministrativo, Giuffrè, Milano, 2012, pp. 413 ss.; G. Manfredi, Note sull’applicazione del principio di precauzione in diritto pubblico, in Dir. pubb., 2004, pp. 1075 ss.; M. Allena, Il principio di precauzione: tutela anticipata v. legalità-prevedibilità dell’azione amministrativa, in Il diritto dell’economia, 2, 2016, pp. 411; B. Bertarini, Tutela della salute, principio di precauzione e mercato del medicinale, Giappichelli, Torino, 2016, pp. 3-104.
7) Sul tema, nell’ambito di una letteratura molto ampia, v. D. Vincenzi Amato, Il 2º comma dell’art. 32, in Commentario alla Costituzione a cura di Scialoja e Branca, Bologna-Roma, 1978, pp. 167 ss.; M. Luciani, Salute (diritto alla salute - dir. cost.), in Enc. Giur., 1990, XVI, Roma,1991, pp.10-11; D. Morana, La salute nella Costituzione italiana. Profili sistematici, Giuffrè, Milano, 2002, pp. 178-184; R. Ferrara, Il diritto alla salute: principi costituzionali, in Id. (a cura di), Salute e sanità, Giuffrè, Milano, 2010, pp. 3 ss: M. Cartabia, L’art. 32, secondo comma, della Costituzione italiana, in R. Balduzzi (a cura di), Diritto alla salute e servizi sanitari tra consolidamento e indebolimento, Il Mulino, Bolgna, 2017, pp. 17 ss..
8) Cfr., in particolare, le sent. 23 dicembre 2008, n. 438 in Giur. cost. 2008, 6, p. 4945; 30 luglio 2009, n. 253 Giur. cost. 2009, 4, p. 3474 sul fondamento costituzionale del consenso informato. Il principio era già affermato nelle sent. 22 giugno 1990, n. 307 in Foro it., 1990, I, c. 2694 (su cui v. infra), n. 22 giugno 2002, n. 282 in Foro it. 2003, I, c. 394; 14 novembre 2003, n. 338 in Foro it. 2004, I, c. 342, ed è stato confermato nelle sentenze 8 maggio 2009, n. 151 in Giur. cost. 2009, 3, p. 1656; 5 dicembre 2014, n. 274 in Foro it. 2015, 3, I, c. 748; 12 luglio 2017, n. 169 in Rass. dir. farmaceutico 2017, 4, p. 715.
9) Le citazioni sono tratte da C. Cost., 22 giugno 1990, n. 307 (punto 2 del Considerando in diritto).
10) Cfr. C. Cost. 23 giugno 1994, n. 258 in Giur. cost., 1994, p. 2097 ove si fa esplicito riferimento alla necessità che il legislatore provveda ad elaborare una normativa di carattere tecnico per definire «eventuali accertamenti diagnostici idonei a prevedere con la maggiore precisione possibile la concreta verificabilità di complicanze e determinasse se e quali strumenti diagnostici idonei a prevederne la concreta verificabilità». Il Ministero della salute ha dato seguito a questo monito con il documento: Istituto Superiore di Sanità, Guida alle complicanze dei vaccini a cura di Giovanni Gallo, Rosanna Mel e Maria Cristina Rota 2009, v, 92 p. Rapporti ISTISAN 09/13.
11) Cfr. Cons. St., sez. III, 2 settembre 2014, n. 4460 in Le nuove leggi civ. com., 2015, I, pp. 74-95 e ivi, II, pp. 9 ss il commento di R. Ferrara, Il caso Englaro innanzi al Consiglio di Stato.
12) C. Cost., 27 marzo 1992, n. 132 in Giur. cost., 1992, p. 1108.
13) C. Cost., ord. 22 luglio 2004, n. 262 in Giur. cost. 2004, p. 4.
14) C. Cost., 27 marzo 1992, 132: « È appunto questo il fondamento costituzionale degli artt. 330 e 333 cod. civ., che consentono al giudice – allorquando i genitori, venendo meno ai loro obblighi, pregiudicano beni fondamentali del minore, quali la salute e l’istruzione – di intervenire affinché a tali obblighi si provveda in sostituzione di chi non adempie ».
15) C. Cost., 23 giugno 1994, n. 258, cit., punto 4 del Considerando in diritto. In principio è stato ribadito nella recente sentenza n. 5 del 2018 depositata il 19 gennaio 2018 (punto 8.2.1 del Considerando in diritto).
16) Cfr. C. Cost., 22 giugno, 1990, n. 307 cit., 23 giugno 1994, n. 258 del 1994; 18 aporile 1996, n. 118 in Giur. cost., 1996, p. 1006.
17) Tant’è che C. Cost. 26 febbraio 1998, n. 27 in Giur. cost. 1998, p. 148 ha affermato che dal punto di vista del principio di solidarietà « non vi è ragione di differenziare (...) il caso in cui il trattamento sanitario sia imposto per legge da quello in cui esso sia, in base ad una legge, promosso dalla pubblica autorità in vista della sua diffusione capillare nella società; il caso in cui si annulla la libera determinazione individuale attraverso la comminazione di una sanzione, da quello in cui si fa appello alla collaborazione dei singoli a un programma di politica sanitaria ». In termini analoghi v. C. Cost.16 ottobre 2000, n. 423 in Foro it. 2001, I, c. 4; 26 aprile 2012, n. 107 in Giur. cost. 2012, 2, p. 1452 e da ultimo nella sentenza 14 dicembre 2017, n. 268.
18) In questi termini v. C. Cost. 18 aprile 1996, n. 118 (punto 5 del Considerando in diritto); 22 giugno 1990, n. 307 (punto 2 del Considerando in diritto). Il legislatore ha previsto la corresponsione di un indennizzo per i danni derivanti da vaccinazione obbligatoria con la l. n. 210/1992 la cui applicazione è stata estesa dal giudice delle leggi anche ai casi di menomazioni riportate prima dell’entrata in vigore della legge (v. C. Cost. 18 aprile 1996, n. 118), anche nel periodo in cui le vaccinazioni non erano imposte ma solo raccomandate dalle autorità sanitarie (C. Cost., 26 febbraio 1998, n. 27 e 16 ottobre 2000, n. 423; 26 aprile 2012, n. 107 – su vaccini contro morbillo, parotite, rosolia) nonché da ultimo per il vaccino antiinfluenzale che non è obbligatorio su cui v. 14 dicembre 2017, n. 268.
19) È bene precisare, infatti, che la tutela indennitaria lascia impregiudicata l’eventuale tutela risarcitoria (ex art. 2043 c.c.) la quale « trova applicazione tutte le volte che le concrete forme di attuazione della legge impositiva del trattamento, o di esecuzione materiale di esso, non siano state accompagnate dalle cautele che lo stato delle conoscenze scientifiche prescrivono in relazione alla sua natura ». Cfr. sent. 22 giugno 1990, n. 307 (punto 3 del Considerando in diritto). Sul punto v. R. Breda, Danno da vaccinazione tra indennizzo e risarcimento del danno, in questo Focus.
20) Per questa ragione C. Cost., sent. 18 aprile 1996, n. 118 afferma che la legge che impone l’obbligo della vaccinazione (in quel caso antipoliomelitica) compie una valutazione al limite di quelle che sono state definite « scelte tragiche del diritto »: le scelte che un ordinamento ritiene di assumere in vista di un bene comune (l’immunizzazione generale da certe gravi malattie infettive) che comporta il rischio di un male (la complicanza che seppur raramente colpisce alcuni dei suoi membri).
21) V. la Comunicazione della Commissione sul principio di precauzione, Bruxelles, 2 febbraio 2000, COM (2000) final 1, in www.eur-lex.europa.eu.
22) V. la Comunicazione della Commissione sul principio di precauzione, 2 febbraio 2000, pp. 15 ss. In dottrina v. F. De Leonardis, Il principio di precauzione nell’amministrazione del rischio, cit., p. 154; S. Spuntarrelli, Normatività del principio di precauzione e legittimazione procedurale, in Costituzionalismo.it, 3, 2014, pp. 14-15.
23) Tra le vaccinazioni obbligatorie si distingue quelle generali, in quanto obbligatorie per tutta la popolazione residente (sia pure di regola nell’età infantile) da quelle speciali perché obbligatorie solo per determinate categorie di soggetti in ragione di peculiari situazioni in cui si trovano (tipo di lavoro svolto, particolari condizioni di salute etc..) Le vaccinazioni generali obbligatorie (fino al recente d.l. 7 giugno 2017, n. 73 conv. in l. 31 luglio 2017, n. 119) erano: la antidifterica (prevista dalla l. n. 891 del 1939), la antipoliomielitica (ex l. 4 Febbraio 1966, n. 51), la antitetanica (l. 20 marzo 1968, n. 419) e quella contro l’Epatite B (ex l. n. 165/1991).
24) Sul carattere non coercitivo delle vaccinazioni obbligatorie v. C. Cost. sent. n. 132 del 1992, cit.
25) In dottrina v., tra i molti, D. Vincenzi Amato, Il 2º comma dell’art. 32, cit., pp. 167 ss.; S. P. Panunzio, Trattamenti sanitari obbligatori e Costituzione (a proposito della disciplina delle vaccinazioni), in Dir. soc., 1979, pp. 876; M. Luciani, Salute (diritto alla salute - dir. cost.), cit, pp. 10-11; A. Simoncini-E. Longo, Art. 32, in Commentario alla Costituzione diretto da R. Bifulco, A. celotto, M. Olivetti, Torino, 2006, pp. 666-669; D. Morana, La salute come diritto costituzionale. Lezioni, Giappichelli, Torino, 2015, pp. 37-47.
26) V. l’art. 3, l. n. 51/1966 relativa alla vaccinazione anti-poliomielitica, l’art. 3 l. 292 del 1963 (come modificata dalla l. n. 419 del 1968) relativa alla vaccinazione antitetanica oggi abrogate dal d.l. 7 giugno 2017, n. 73.
27) L’art. 4 l. n. 51 del 1966 stabiliva: «Ai documenti prescritti per la prima ammissione alla scuola d’obbligo è aggiunto il certificato da rilasciarsi gratuitamente di aver subito la vaccinazione antipoliomielitica. Lo stesso certificato è prescritto per l’ammissione dei bambini nei convitti, nelle colonie climatiche da chiunque organizzate, negli asili nido, nei brefotrofi e in qualunque altra collettività infantile». In senso analogo l’art. 3-bis della l. n. 292 del 1963 per le vaccinazioni antidifteriche e antitetaniche, l’art. 2, co. 3 e 4, della l. n. 165 del 1991. Tutte le norme citate sono state abrogate dal d.l. 7 giugno 2017, n. 73).
28) L’art. 47 del d.P.R. n. 1518 del 1967 prevedeva l’obbligo degli istituti scolastici di non ammettere alla frequenza scolastica e agli esami gli alunni che non fossero in regola con gli obblighi vaccinali.
29) V. S. P. Panunzio, Trattamenti sanitari obbligatori e Costituzione, cit., pp. 895-898 aveva sostenuto il carattere sostanzialmente coercitivo delle vaccinazioni poste come condizioni per l’accesso a comunità a loro volta obbligatorie, come la scuola dell’obbligo «perché lasciavano ai genitori così poco margine di scelta, da rendere il loro comportamento (....) propriamente “coatto”».
30) V. la giurisprudenza costituzionale citata al § 2.3.
31) Approvato con d.P.R. 23 luglio 1998.
32) Le vaccinazioni raccomandate erano previste annulamente dal calendario vaccinale consultabile al sito www.salute.gov.it. Molte di queste sono state rese obbligatorie dal d.l. 7 giugno 2017, n. 73.
33) I vaccini obbligatori e quelli raccomandati erano inseriti tra i LEA sanitari nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 novembre 2001, recante « Definizione dei livelli essenziali di assistenza », e sono altresì previsti dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 12 gennaio 2017, recante « Definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, di cui all’articolo 1, comma 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 ».
34) L’art. 47 del d.P.R. del 1967 modificato dal d.P.R. n. 355 del 1999 prevede infatti che « la mancata certificazione non comporta[va] il rifiuto di ammissione dell’alunno alla scuola dell’obbligo o agli esami  ».
35) La segnalazione poteva comportare l’eventuale attivazione dei poteri d’urgenza riconosciuti al Sindaco, allo Stato e alle Regioni dall’art. 117 D. lgs. n. 112 del 1998 i quali presuppongono però la sussistenza di «emergenze sanitarie o di igiene pubblica».
36) Nel Piano Nazionale della Prevenzione vaccinale 2012-2014, p. 11 si prevedeva la possibilità di «politiche sperimentali di superamento degli obblighi vaccinali in quelle Regioni, eventualmente interessate, in grado di garantire un’adeguata copertura in forza di politiche informative ed efficaci idonee a persuadere la popolazione a sottoporsi volontariamente al trattamento e, comunque, di adeguati sistemi di monitoraggio degli eventi avversi al vaccino in grado di assicurare anche il follow up dei casi».
37) Per un inquadramento generale v. D. Messineo, Problemi in tema di discipline regionali sui trattamenti sanitari: il caso dei vaccini, in Le Regioni, 2, 2009, pp. 331 ss.
38) A partire dalla L. reg. Veneto 23 marzo 2007, n. 7. Sul contesto che ha giustificato la politica sperimentale avviata in Veneto v. A. Ferro, La legge del Veneto sulla sospensione dell’obbligo vaccinale: il razionale della decisione e lo stato dell’arte, pubblicato il 19 ottobre 2016, in www.vaccinarsi.org, portale di informazione medica e scientifica sulle vaccinazioni a cura della Società Italiana di Igiene (SITI), visionato il 12 febbraio 2018.
39) V. d.G.R. n. 63-2598 del 10 aprile 2006 di approvazione del Piano Piemontese di promozione delle vaccinazioni su cui v. V. Molaschi, Verso il superamento degli obblighi vaccinali: considerazioni alla luce del Piano piemontese di promozione delle vaccinazioni, in Sanità pubblica e privata, 2006, 6, pp. 25 ss..
40) Cfr. gli indirizzi alle ASL per il miglioramento delle pratiche vaccinali, approvate con delibera della Giunta Regionale della Sardegna n. 71/12 del 16.12.2008.
41) Sulla dubbia legittimità, per violazione della riserva di legge di cui all’art. 32, co. 2, Cost. di tali interventi regionali v. anche V. Molaschi, Verso il superamento degli obblighi vaccinali, cit., pp. 29-31. Per un’interpretazione possibilista sulla competenza della legge regionale in materia di trattamenti obbligatori v. D. Messineo, Problemi in tema di discipline regionali sui trattamenti sanitari: il caso dei vaccini, cit., pp. 336-337.
42) V. G. Renga, G. Zollesi, C. M. Zotti, Per una cultura diffusa in tema di vaccinazioni, in Tendenze Nuove, 4-5, 2002, pp. 465-476; A. Faggioli, Vaccinazioni obbligatorie e raccomandate. Mutamenti di concezioni, aspettative della comunità, comunicazione per la promozione della salute, in Sanità pubblica e privata, 2, 2006, pp. 75-84.
43) V. C. Cost. 26 febbraio 1998, n. 27 in Giur. cost. 1998, p. 148; 16 ottobre 2000, n. 423 in Foro it. 2001, I, 4, 26 aprile 2012, n. 107 in Giur. cost. 2012, 2, 1452 e da ultimo nella sentenza 14 dicembre 2017, n. 268.
44) V. Corte cost., sent. n. 132 del 1992, cit. supra § 2.2.
45) V. L. Chieffi, Trattamenti immunitari e rispetto della persona, in Pol. dir., 1997, pp. 604-606; B. Magliona-F.Buzzi, L’obbligatorietà delle vaccinazioni in età pediatrica: aggiornamento giuridico, deontologico e medico legale, in Rivista Italiana di Pediatria, 1997, 23(4), pp. 639-47 e giurisprudenza ivi citata.
46) Cass. civ., sez. II, 10 giugno 2010, n. 13346, in Nuova giur. civ. comm., 2011, I, p. 64; Cass. civ., sez. II, 26 giugno 2006, n. 14747, in Fam. Pers. Succ., 2006, p. 1035; Cass. civ., sez. I, 8 luglio 2005, n. 14384, in Mass. Giur. It., 2005; Cass. civ., sez. I, 24 marzo 2004, n. 5877, in Fam. dir., 2005, p. 192; Cass. civ., sez. I, 18 luglio 2003, n. 11226, in Giust. it, 2004, p. 195. L’ammissibilità dell’opposizione motivata da ragioni sanitarie è stata confermata anche da C. Cost., ord. 8-22 luglio 2004, n. 262, cit.. In dottrina, v. F. Buzzi-B. Magliona, Libertà di cura e interesse della collettività nelle vaccinazioni obbligatorie in età pediatrica: verso un nuovo equilibrio?, in questa Rivista, 6, 2003, pp. 1160 ss.; D. Amram, Responsabilità genitoriale e vaccini, in questo Focus.
47) Trib. Minorenni Bologna, decreto 19 settembre 2013, in Fam. dir., 2014, p. 371, con nota di C. Amato, L’obbligo di vaccinazione tra libertà di scelta dei genitori e interesse del figlio.
48) Vedi il Protocollo tra la Regione Lombardia e gli uffici giudiziari minorili di Milano e Brescia in materia di inadempimento delle vaccinazioni obbligatorie.
49) Cfr. le iniziative della Regione Toscana su cui v. L. Nocco, A proposito di una recente sentenza su vaccinazioni e autismo e dell’ambiguità di fondo del sistema, in questa Rivista, 4, 2014, pp. 1123 ss.
50) Sul punto v. G. Altieri, I rimedi giurisdizionali contro la «esitazione vaccinale», in Questione giustizia, 2015, pp. 6-7.
51) L’esenzione dall’obbligo non era ammessa per specifiche ragioni etiche o religiose quali manifestazioni della libertà di coscienza. Sull’erroneità di qualificare come ipotesi di obiezione di coscienza il rifiuto alla vaccinazioni che non si basa su ragioni «etiche o religiose», ma di altra natura «scientifiche, utilitaristiche etc». V. il parere del Comitato nazionale per la Bioetica, Le vaccinazioni, del 22 settembre 1995, p. 6, e il parere Obiezione di coscienza e bioetica, del 12 luglio 2012. In dottrina v. C. Piciocchi, Diritto e coscienza: circoscrivere per garantire, in nome del pluralismo, in Rivista di BioDiritto, 1, 2016, p. 120.
52) Si vedano le tabelle relative alle coperture vaccinali riportate nel Portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell’Istituto superiore di sanità, consultabili all’indirizzo www.epicentro.iss.it.
53) V. la delibera del Consiglio comunale di Trieste n. 72 del 28 novembre 2016, recante modifiche al Regolamento comunale per i servizi educativi e della prima infanzia, che stabiliva che la sottoposizione dei bambini alle vaccinazioni obbligatorie per legge (anti-tetano, anti-poliomelite, anti-difterite e anti-Epatite B) è condizione essenziale per l’accesso ai servizi educativi comunali previsti per l’età da 0 a 6 anni.
54) V. l’art. 6, co. 2, della l. r. Emilia Romagna n. 19 del 25 novembre 2016, recante la disciplina dei servizi educativi della prima infanzia.
55) Cfr. l’art. 6, co. 2, l. r Calabria 22 febbraio 2017, n. 6, recante « Requisito di accesso ai servizi educativi per la prima infanzia. Modifiche alla l.r. 29 marzo 2013, n. 15 (Norme sui servizi educativi per la prima infanzia) ».
56) V. TAR Friuli Venezia Giulia, 16 gennaio 2017, n. 20 in Foro it. 2017, 7-8, III, c. 406 su cui v. il commento di G. Manfredi, Vaccinazioni obbligatirie e precauzione, in Giur. it, 2017, pp. 1418 ss. La sentenza è stata confermata in sede cautelare da Cons. St., ord. 20 aprile 2017, n. 1662 in Foro it. 2017, 7-8, III, c. 405.
57) V. i contributi pubblicati nel Forum. Vaccini obbligatori: questioni aperte, in Rivista di BioDiritto, 2, 2017, pp. 15-50; S. Agosta, Il legislatore e il nodo di gordio della prevenzione vaccinale, in Consultaonline.it, II, 2017, pp. 379-393; A. Mazzitelli, Il ragionevole dubbio in tema di vaccinazioni obbligatorie, in federalismi.it, Osservatorio di diritto sanitario, 15 novembre 2017 (visionato il 20 novembre 2017).
58) Cfr. C. Cost. 19 gennaio 2018, n. 5 la Corte costituzionale ha dichiarato in parte inammissibili e in parte infondate le questioni di legittimità costituzionale del d.l. 7 giugno 2017, n. 73 presentate dalla Regione Veneto. Le motivazioni della sentenza saranno considerate di seguito con riferimento ai vari profili trattati.
59) Cfr. l’art. 1 del d.l. 8 giugno 2017, n. 73, conv in l. 31 luglio 2017, n. 119, prevede come obbligatorie le vaccinazioni: anti-poliomelitica; anti-difterica; anti-tetanica; anti-epatite B, anti-pertosse; anti-Haemophilus influenzae tipo b; anti-morbillo; anti-rosolia; anti-parotite; anti-varicella.
60) L’art. 1-quarter menziona le vaccinazioni: anti-meningococcica C e B, anti-pneumococcica; anti-rotavirus.
61) In particolare: anti-morbillo, anti-rosolia, anti-varicella, anti-parotite.
62) Cf. l’art. 1, co. 4.
63) Cfr. l’artt. 3 e l’art. 3-bis per come modificato dal d.l. 16 ottobre 2017, n. 148 convertito in l. 4 dicembre 2017, n. 172.
64) Cfr. l’art. 3, co. 3 e co. 5.
65) Cfr. art. 1 co. 4.
66) Così F. G. Pizzetti, Risposte a tre quesiti, nel Forum. Vaccini obbligatori: le questioni aperte, cit., p. 23. Negli stessi termini v. Cons. St., Adunanza della Commissione speciale, parere n. 2065 del 20 settembre 2017 (p. 21) reso su richiesta del Presidente della Regione Veneto.
67) Al riguardo la Corte costituzionale, nella sentenza 5 del 2018, ha richiamato la sua precedente giurisprudenza in materia (v. supra § 2.1.) affermando che «l’art. 32 postula il necessario contemperamento del diritto alla salute del singolo (anche nel suo contenuto di libertà di cura) con il coesistente e reciproco diritto degli altri e con l’interesse della collettività (da ultimo sent. n. 268 del 2017) nonché, nel caso di vaccinazioni obbligatorie, con l’interesse del bambino che esige tutela nei confronti dei genitori che non adempiono ai loro obblighi diu cura (ex multis, sent. n. 258 del 1994)». Inoltre dopo aver rilevato che il contemperamento di questi molteplici principi « lascia spazio alla discrezionalità del legislatore nella scelta delle modalità attraverso le quali assicurare una prevenzione efficace dalle malattie infettive» ha ritenuto che l’intervento del legislatore, alla luce del contesto epidemiologico descritto, non possa essere censurato sul piano della ragionevolezza, anche considerato che legge non ha repentinamente introdotto l’imposizione di un ampio numero di vaccinazioni, ma ha innovato il titolo giuridico in nome del quale alcune vaccinazioni sono somministrate, rendendo obbligatorio un certo numero di vaccinazioni, già raccomandate, e in sede di conversione ha preservato un adeguato spazio per un rapporto con i cittadini basato sull’informazione, sul confronto e sulla persuasione (punto 8 del Considerando in diritto).
68) Sul punto C. Cost., 19 gennaio 2018, n. 5 (punto 8 del Considerando in diritto) ha richiamato la sua precedente giurisprudenza (v. § 2.2.).
69) Cfr., in questo senso, App. Napoli, 30 agosto 2017 su cui v. L. Dell’Osta, Responsabilità genitoriale: pregiudizievole la condotta del genitore che non vuole vaccinare il figlio, in Il familiarista.it, fasc. 16, 16 novembre 2017.
70) Cfr. in particolare C. Cost., 26 giugno 2002, n. 282 in Giur cost., 2002, 2020 ss.; 14 novembre 2003, n. 338 in Foro it., 2003, 392 ss.; 8 maggio 2009, n. 151 in Giur. cost. 2009, 3, p. 1656; 5 dicembre 2014, n. 274 in Foro it. 2015, 3, I, c. 748; 12 luglio 2017, n. 169 in Rass. dir. farmaceutico 2017, 4, p. 715. Sui rapporti tra determinazioni scientifiche e discrezionalità legislativa, nell’ambito di una letteratura ormai molto ampia, v. A. D’Aloia (a cura di), Biotecologie e valori costituzionali. Il contributo della giustizia costituzionale, Torino, Giappichelli, 2005; S. Penasa, La «ragionevolezza scientifica» delle leggi nella giurisprudenza costituzionale, ivi, pp. 817 ss.; A. Mangia, Discrezionalità legislativa e valutazioni tecniche, in L. Violini (a cura di), Verso il decentramento delle politiche di welfare. Incontro di studio “Gianfranco Mor” sul diritto regionale, Milano, Giuffrè, 2011, p. 63; C. Casonato, La scienza come parametro interposto di costituzionalità, in Rivista AIC, 2, 2016, pp. 1-11; A. Iannuzzi, Istruttoria e valutazioni scientifiche, in Rivista del Gruppo di Pisa, 1, 2017, pp. 14-16 consulatbile all’indirizzo www.gruppodipisa.it (visionato il 9 febbraio 2018).
71) In questi termini si è espressa parte della dottrina (v. i contributi di A. Ruggeri, S. Curreri, C. Salazar, L. D’Andrea in Forum. Vaccini obbligatori: le questioni aperte, cit., pp. 15 ss. ContraG. Sorrenti, ivi, p. 33). L’argomentazione è stata utilizzata dalla Corte costituzionale nella sentenza 19 gennaio 2018, n. 5 (cfr. punto 6.4. del Considerando in diritto) alle censure mosse al decreto-legge dalla Regione Veneto.
72) Al riguardo si segnala l’ordinanza del TAR Lazio, Latina, sez. I, 19 ottobre 2017, n. 642 (consultabile all’indirizzo biodiritto.org) che ha respinto il ricorso presentato da un genitore, volto ad accertare il diritto del proprio figlio di proseguire il percorso scolastico presso la scuola dell’infanzia, nonostante la mancanza dell’attestazione relativa alle avvenute vaccinazioni rese obbligatorie dal d.l. 7 giugno 2017, n. 73. Secondo i giudici, il danno grave e irreparabile lamentato dalla ricorrente, consistente nell’impossibilità di accedere ai servizi educativi dell’infanzia, sarebbe eliminabile dalla ricorrente stessa adempiendo agli obblighi vaccinali previsti dalla legge che sono «espressione di doveri solidaristici, posti a presidio degli interessi di tutti coloro che sono inseriti nella comunità scolastica».
73) Cfr. l’art. 4 d.l. n. 73/2017.
74) Il riferimento è a C. Cost. 2 giugno, 1994, n. 218, cit., che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 5, co. 3 e 5, della l. 5 giugno 1990, n. 135 (Programma di interventi urgenti per la prevenzione e la lotta contro l’AIDS) nella parte in cui non prevedeva accertamenti sanitari dell’assenza di sieropositività all’infezione da HIV come condizione dell’espletamento di attività che comportavano rischi per la salute di terzi. Dalla pronuncia si ricava che l’esigenza di tutelare la salute dei membri della comunità, in determinati casi, può giustificare anche la limitazione del diritto al lavoro.
75) Per l’approfondimento dei profili relativi al riparto di competenze tra lo Stato e le Regioni e dei principi al riguardo affermati da C. Cost. n. 5 del 2018 si veda il contributo di A. Patanè, Obbligo di vaccinazione e riparto di competenze legislative. Nota a Corte cost. n. 5 del 2018, in questa Focus.
76) A. Faggioli, Vaccinazioni obbligatorie e raccomandate. Mutamenti di concezioni, aspettative della comunità, comunicazione per la promozione della salute, cit., p. 76 che riporta i dati di un’indagine statistica su base nazionale.
77) L’istruttoria si è sostanzialemnte ridotta a tre sedeute della 12a Commissione permamente del Senato (igiene e snaità) e in due giornate di discussione alla Camera dei deputati ’interrotte’ dall’apposizione della questione di fiducia da parte del Governo.
78) V. nei medesimi termini S. Agosta, Il legislatore e il nodo di gordio della prevenzione vaccinale, cit., p. 384.
79) Sul vincoli, procedurali e sostanziali, che assicurano la ragionevolezza scientifica degli interventi giuridici in ambito medico-scientifico si veda la consolidata giurisprudenza costituzionale e la dottrina citate alla nota n. 72 oltre a S. Penasa, La legge della scienza. Nuovi parradigmi di disciplina dell’attività medico-scientifica. Uno studio comparato in materia di procreazione medicalemnte assistita, Trento, 2015.
80) Il riferimento è alla nota espressione di R. Burioni, La congiura dei somari. Perché la scienza non può essere democratica, Rizzoli, Milano, 2017.
81) V., tra gli altri, A. Faggioli, Vaccinazioni obbligatorie e raccomandate, cit., p. 75.
82) Il riferimento è ad alcune sentenze di merito che avevano condannato il ministero della Salute a corrispondere l’indennizzo sul presupposto dell’accertamento del nesso causale tra alcuni tipi di vaccini e la sindrome dello spettro autistico. Su tali pronunce si rinvia a D’Errico, Autismo e vaccinazioni, un pericoloso passo indietro della giurisprudenza di merito e un monito per il consulente tecnico dell’Ufficio. La criteriologia: rigore metodologico o orpello di insufficienza?, in questa Rivista, 2010, pp. 521 ss.; D’Errico-Pomara-Turillazzi, Ancora in tema di «vaporizzazione giurisprudenziale» del nesso di causa: se e quando il sapere scientifico si sottomette all’umana solidarietà, in Resp. civ. prev., 2014, pp. 334 ss.; L. Nocco, A proposito di una recente sentenza su vaccinazioni e autismo, cit., pp. 1123 ss. Sulla più recente giurisprudenza della Corte di Cassazione sul tema (da ultimo Cass. civ., 23 ottobre 2017, n. 24959) si rinvia a A. Parziale, Danno da vaccinazione e incertezza del nesso causale: il ruolo della prova per presunzioni, in questa Rivista, 3, 2017, pp. 1067 ss.
83) Sul punto v. F. Comunello, Oltre le filter bubbles. Una riflessione sulla controversia vaccinale sui social media, in questo Focus.
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