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Rivista Italiana di Medicina Legale e del Diritto in campo sanitario

Rivista: Rivista Italiana di Medicina Legale (e del Diritto in campo sanitario)
Anno: 2019
Fascicolo: n. 2
Editore: Giuffrè Francis Lefebvre
ISSN: 1124-3376
Autori: Marchetti Daniela , Sgarbi Ida , Feola Alessandro , Marsella Luigi Tonino , Caricato Marco , La Monaca Giuseppe
Titolo: IL RISARCIMENTO DELLA VIOLAZIONE DEL CONSENSO INFORMATO NELLA GIURISPRUDENZA DEL TRIBUNALE CIVILE DI ROMA (ANNI 2012-2016)
Pagine: pp. 604-619
Keywords: Responsabilità professionale, risarcimento, violazione del consenso informato, consulenza tecnica

Introduzione : Gli autori esaminano le sentenze per responsabilità professionale del Tribunale Civile di Roma degli anni 2012 e 2016 con riferimento all’orientamento in tema di risarcimento per la violazione del consenso informato.

Materiali e Metodi : Le sentenze sono state selezionate dal database dell’Osservatorio sulla Responsabilità Medica (O.R.Me) e sono state esaminate predisponendo dei criteri di valutazione.

Risultati : Sono state individuate 69 sentenze nel 2012 e 57 nel 2016 concernenti il tema del consenso informato. Nei casi in cui vi era un danno biologico, eventualmente conseguente a colpa medica, i giudici hanno liquidato il danno da lesione del diritto di autodeterminazione attraverso una personalizzazione del risarcimento del danno biologico (74% delle sentenze di condanna del 2012 e 70% di quelle del 2016) oppure aggiungendo a questo un “quid” (17% delle sentenze del 2012 e 15% del 2016) anche nei termini di “maggior danno” (10% delle sentenze del 2016). Nei casi in cui non era stato riconosciuto un danno biologico, i giudici hanno risarcito la violazione del consenso in termini equitativi (9% dei casi nel 2012 e nel 5% nel 2016). Al consulente tecnico era stato chiesto di valutare il danno biologico e/o di stabilire l’ampiezza dell’informazione che si sarebbe dovuta fornire al paziente.

Discussione : Gli autori richiamano l’attenzione sul rischio di individuare “a posteriori” le informazioni “doverose” che si sarebbero dovute fornire e, soprattutto, di desumerle rigidamente da linee guida; ritengono inoltre che vi possa essere un utile spazio per le procedure a finalità conciliative in questo ambito e auspicano una maggiore consapevolezza del significato “terapeutico” del dialogo tra l’esercente una professione sanitaria ed il paziente.

IL RISARCIMENTO DELLA VIOLAZIONE DEL CONSENSO INFORMATO NELLA GIURISPRUDENZA DEL TRIBUNALE CIVILE DI ROMA (ANNI 2012-2016)


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