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Rivista Italiana di Medicina Legale e del Diritto in campo sanitario

Rivista: Rivista Italiana di Medicina Legale (e del Diritto in campo sanitario)
Anno: 2020
Fascicolo: n. 2
Editore: Giuffrè Francis Lefebvre
ISSN: 1124-3376
Autori: Polimeni Valeria
Titolo: IL DIRITTO ALLA SALUTE DEI DETENUTI AI TEMPI DEL COVID-19: STRUMENTI DI TUTELA E POSSIBILI PROFILI DI VIOLAZIONE DELL’ART. 3 CEDU
Pagine: pp. 852-850
Keywords: coronavirus, carcere, diritto alla salute, divieto di tortura e trattamenti inumani e degradanti

Il propagarsi della pandemia da coronavirus negli istituti penitenziari ha evidenziato le fragilità del nostro sistema penitenziario e offerto l’occasione per riflettere sull’efficacia degli strumenti posti a tutela del diritto alla salute in carcere. Da più parti si è infatti segnalato un concreto rischio di violazioni dell’art. 3 CEDU – che pone il divieto assoluto di tortura, pene o trattamenti inumani o degradanti – e sono state avanzate strategie di prevenzione e contrasto del virus in carcere. In particolare, diverse Istituzioni europee e internazionali hanno suggerito il potenziamento delle misure alternative alla detenzione, a dimostrazione del ruolo preminente da attribuire alla salute e, così, alla funzione rieducativa della pena. Di tali esigenze, molto più del Governo – come dimostrato dai vari provvedimenti finalizzati a bloccare i contatti con il mondo esterno per evitare possibili contaminazioni e, da ultimo, dai decreti legge n. 28/2020 e n. 29/2020 –, sembra esserne consapevole la Magistratura di Sorveglianza, che – con le accese polemiche e critiche che ne sono scaturite –, in un’ottica preventiva, ha proceduto alla scarcerazione di oltre ottomila detenuti, poiché in condizioni di salute incompatibili con il regime detentivo e a concreto rischio di contagio da covid-19. Nell’acceso dibattito caratterizzato dall’alternativa tra chiusura o apertura del carcere quale migliore strategia di gestione dell’attuale emergenza sanitaria una risposta può ricavarsi dai valori fondamentali della nostra Costituzione e della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, secondo i quali è necessario garantire alla salute una tutela effettiva anche in carcere e alla pena il suo senso di umanità. Ciò è possibile solo abbandonando, nel giudizio di compatibilità tra condizioni di salute ed esigenze di sicurezza pubblica, automatismi legati al titolo di reato ed effettuando valutazioni alla luce delle circostanze concrete e del percorso rieducativo di ogni detenuto.

IL DIRITTO ALLA SALUTE DEI DETENUTI AI TEMPI DEL COVID-19: STRUMENTI DI TUTELA E POSSIBILI PROFILI DI VIOLAZIONE DELL’ART. 3 CEDU


1) Trattasi di sommosse che hanno visto coinvolti circa seimila detenuti e che sono scaturite dalle prime limitazioni adottate dall’Amministrazione penitenziaria e dalla Magistratura di Sorveglianza per prevenire il diffondersi del virus in carcere. Cfr. l’intervento ufficiale del Ministro della Giustizia Bonafede nella seduta n. 317 del Parlamento in data 11 marzo 2020: https://www.camera.it/.
2) Cfr. Trenta agenti e dieci detenuti positivi al Covid-19, Rainews24, 22 marzo 2020, http://www.ristretti.org/ e Nel carcere di Bologna c’è il primo detenuto morto per coronavirus, Lastampa, 2 aprile 2020, https://www.lastampa.it/.
3) Cfr. i bollettini del 28 aprile 2020, 1 maggio 2020, 22 maggio 2020 e 5 giugno 2020 pubblicati sul sito del Garante nazionale dei diritti dei detenuti o delle persone private della libertà personale, http://www.garantenazionaleprivatiliberta.it/. Al riguardo è però necessario specificare l’assenza di comunicazioni ufficiali da parte delle Istituzioni circa il numero effettivo di tamponi effettuati in carcere e il preciso ammontare dei contagi tra i detenuti e gli operatori penitenziari. A tale lacuna sopperisce il Garante nazionale dei detenuti o delle persone private della libertà personale, che, nel tentativo di rendere più trasparenti le informazioni sul carcere e ridurre così eventuali falsi allarmismi, rende noti i dati fornitigli dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria tramite bollettini a cadenza settimanale. Per alcune critiche nel senso di una mancanza di trasparenza nella gestione dell’emergenza COVID-19 in carcere cfr. L’Osservatorio Carcere e il diritto ad avere notizie. Un documento di analisi sullo stato della comunicazione delle notizie dal carcere e sul carcere, in Unione delle Camere Penali Italiane, 20 aprile 2020 su https://www.camerepenali.it/ e Forti G, Centonze F. Trasparenza, sovraffollamento, misure sanitarie urgenti: le priorità per combattere il Covid 19 nelle carceri. La Stampa. 31 marzo 2020 su https://www.lastampa.it/.
4) Cfr. i bollettini del 15 aprile 2020 e del 1 maggio 2020 del Garante nazionale dei detenuti o delle persone private della libertà personale in https://www.garantenazionaleprivatiliberta.it/; cfr. anche quanto riportato dal segretario del sindacato di Polizia Penitenziaria in Allarme del sindacato di polizia penitenziaria: « 50 contagiati tra poliziotti e detenuti », in Il Gazzettino, 10 aprile 2020, https://www.ilgazzettino.it/; Morto per coronavirus il boss Antonio Ribecco, di San Leonardo di Cutro era in carcere a Voghera, in Gazzetta del Sud Catanzaro, 12 aprile 2020, https://catanzaro.gazzettadelsud.it/; Bologna, carcere della Dozza: c’è un altro morto contagiato dal Covid, 8 maggio 2020, in Corriere di Bologna, https://corrieredibologna.corriere.it/bologna/.
5) Cfr. Dolcini E, Gatta GL. Carcere, coronavirus, decreto “cura Italia”: a mali estremi, timidi rimedi, 20 marzo 2020. Sistema Penale. https://sistemapenale.it/; Giostra G. Disinnescare in modo sano la bomba-virus nelle carceri. Gli effetti della pandemia di Covid-19 sulla realtà dei penitenziari e le soluzioni possibili. 22 marzo 2020. Sistema Penale. https://sistemapenale.it/; il documento dell’Associazione Italiana dei Professori di Diritto Penale (AIPDP): Osservazioni e proposte del Consiglio direttivo dell’AIPDP sull’emergenza carceraria da coronavirus, 23 marzo 2020 su https://www.aipdp.it/.
6) Con riferimento all’esecuzione penale cfr. d.l. 26 febbraio 2020, n. 6; d.l. 2 marzo 2020, n. 9; d.l. 8 marzo 2020, n. 11; d.p.c.m. 8 marzo 2020; d.l. 17 marzo 2020, n. 18 (d.l. « cura Italia »); d.p.c.m. 26 aprile 2020, pubblicati in https://www.gazzettaufficiale.it/.
7) Ci si riferisce ai permessi premio ex art. 30 ter o.p. (l. n. 354/1975), al regime di semilibertà ex artt. 48 e ss. o.p. e ai colloqui disciplinati dagli artt. 18 e ss. o.p. e 37 ss. d.P.R. n. 230/2000.
8) Cfr. art. 123 (Disposizioni in materia di detenzione domiciliare) e art. 124 (Licenze premio straordinarie per i detenuti in regime di semilibertà) d.l. n. 18/2020, in https://www.gazzettaufficiale.it/.
9) Infatti, con riferimento all’art. 123 del decreto, una prima modifica al comma 5 ha riguardato la non attivazione del braccialetto elettronico nel caso in cui la pena residua non superi di trenta giorni la pena per la quale è imposto il dispositivo di controllo. Inoltre, è stato aggiunto il comma 8 bis, che stabilisce l’applicazione della misura ai detenuti che maturano i presupposti per l’ammissione entro il 30 giugno 2020. L’art. 124 del medesimo decreto è stato poi modificato, prevedendo la concessione delle licenze con durata temporale fino al 30 giugno 2020, a meno che il Magistrato di Sorveglianza non ritenga che sussistano gravi motivi ostativi alla concessione della misura. Cfr. il testo definitivo della legge n. 27/2020, entrata in vigore il 30 aprile 2020: https://www.gazzettaufficiale.it/.
10) Cfr. Trib. Sorv. Milano, 31 marzo 2020, ordinanza n. 2206/2020, in Tribunale di Sorveglianza: rischio di contagio da Covid - 19 più elevato in carcere, 5 aprile 2020 su https://www.giurisprudenzapenale.com.
11) Cfr. Trib. Sorv. Milano, 19 marzo 2020, ordinanza n. 2114/2020, commentata in Manca V. Ostatività, emergenza sanitaria e Covid-19: le prime applicazioni pratiche. 14 aprile 2020. Giurisprudenza Penale Web. 2020, n. 4, https://www.giurisprudenzapenale.com. Nello stesso senso v. anche Trib. Sorv. Bologna, 26 marzo 2020, ordinanza n. 1387/2020, in Manca V. Esecuzione della pena ed emergenza Covid-19: le prime ordinanze dei Tribunali di sorveglianza. Il Quotidiano Giuridico. 9 aprile 2020, https://www.quotidianogiuridico.it/. Per ulteriori provvedimenti, anche in via provvisoria da parte del Magistrato di Sorveglianza ai sensi dell’art. 47 ter co. 1 ter e 1 quater o.p., cfr. Uff. Sorv. Siena, 27 marzo 2020, decreto n. 430/2020; Uff. Sorv. Siena, 27 marzo 2020, decreto n. 431/2020; Uff. Sorv. Verona, 27 marzo 2020, decreto n. 1294/2020, commentati in Manca V.Ostatività, emergenza sanitaria e Covid-19: le prime applicazioni pratiche. cit.
12) Secondo cui, nel giudizio di bilanciamento tra salute della popolazione reclusa e incolumità pubblica, ai fini della concessione della suddetta misura, non è richiesta un’incompatibilità assoluta tra lo stato di detenzione e la patologia, ma è sufficiente che quest’ultima sia di gravità tale da comportare un serio pericolo per la vita del detenuto o da infliggere « sofferenze aggiuntive ed eccessive, in spregio al diritto alla salute e del senso di umanità al quale deve essere improntato il trattamento penitenziario » Cfr. Cass. pen., sez. I, 17 maggio 2019, n. 27352. Dejure.
13) Cfr. Trib. Sorv. Sassari, ordinanza 23 aprile 2020, commentata in Stampanoni Bassi G. Il differimento dell’esecuzione della pena nei confronti di Pasquale Zagaria: spunti in tema di bilanciamento tra diritto alla salute del detenuto (anche se dotato di “caratura criminale”) e interesse pubblico alla sicurezza sociale. Giurisprudenza Penale Web. 2020, n. 4, https://www.giurisprudenzapenale.com/; d.lgs. n. 230/1999 (« Riordino della medicina penitenziaria a norma dell’articolo 5 l. 30 novembre 1998, n. 419 »).
14) Cfr. Uff. Sorv. Pavia, 20 marzo 2020, decreto n. 949/2020, in Covid19: gravi pluripatologie che mettono a rischio la vita non bastano per la detenzione domiciliare, 22 marzo 2020 su Giurisprudenza Penale Web. https://www.giurisprudenzapenale.com/.
15) Cfr. il testo del d.l. n. 28/2020, pubblicato su https://www.gazzettaufficiale.it/.
16) Quanto agli imputati ammessi agli arresti domiciliari in sostituzione della custodia cautelare in carcere per motivi connessi all’emergenza sanitaria da COVID-19, il Pubblico Ministero è tenuto a chiedere al giudice il ripristino della custodia cautelare in carcere « quando acquisisce elementi in ordine al sopravvenuto mutamento delle condizioni che hanno giustificato la sostituzione della misura cautelare o alla disponibilità di strutture penitenziarie o reparti di medicina protetta adeguate alle condizioni di salute dell’imputato »: cfr. artt. 2 e 3 d.l. n. 29/2020 su https://www.gazzettaufficiale.it/. Per le prime applicazioni pratiche del d.l. n. 29/2020 che hanno determinato il reingresso in carcere di taluni soggetti precedentemente scarcerati per motivi legati alla pandemia cfr.: Uff. Sorv. Siena, 12 maggio 2020, decreto n. 674/2020, commentato in Minnella C.Rientro in carcere per il detenuto malato in 41-bis. 13 maggio 2020. Diritto e Giustizia. http://www.dirittoegiustizia.it/; Mafia, torna in carcere Franco Cataldo: condannato all’ergastolo perché fu tra i sequestratori del piccolo Giuseppe Di Matteo. 20 maggio 2020; Coronavirus, revocati i domiciliari al boss Francesco Bonura: dopo la scarcerazione il colonnello di Provenzano torna al 41 bis. 19 maggio 2020 e Coronavirus, torna in carcere Vincenzo Guida: è l’uomo della “banca della camorra” di Milano. 27 maggio 2020, tutti pubblicati in Il Fatto Quotidiano. https://www.ilfattoquotidiano.it/.
17) All’interno dello stesso provvedimento, entrato in vigore il 30 giugno 2020, sono stati infatti accorpati e convertiti in legge i due decreti emanati dal Governo in materia di giustizia. In particolare, negli artt. 2 bis e ss. della legge n. 70/2020 è stato assorbito il d.l. n. 29/2020, contestualmente abrogato, con alcune modifiche, come si esporrà di seguito, rispetto alla precedente disciplina, che solo in minima parte sembrano aver recepito le critiche avanzate da dottrina e giurisprudenza. Cfr. il testo della legge su https://www.gazzettaufficiale.it/.
18) Cfr. Eusebi L.Riforma penitenziaria o riforma penale? Considerazioni in margine al disegno di legge delega sulla riforma dell’ordinamento penitenziario. Diritto Penale e Processo. 2015, vol. XXI (11), pp. 1333 ss.; Pestelli G.D.L. 29/2020: obbligatorio rivalutare periodicamente le scarcerazioni connesse all’emergenza Covid-19. Il Quotidiano Giuridico. 13 maggio 2020, https://www.quotidianogiuridico.it/; il parere del Consiglio Superiore della Magistratura sui d.l. n. 28/2020 e n. 29/2020, 17 giugno 2020 https://www.csm.it/.
19) Cfr. Uff. Sorv. Spoleto, 26 maggio 2020, ordinanza n. 1380/2020, in cui si afferma che la disciplina di cui all’art. 2 d.l. n. 29/2020 giunge ad «[...] assegnare ad alcuni autori di reato soltanto [...] un procedimento meno garantito e fortemente orientato verso il ripristino della detenzione, attribuendo alla presunzione di speciale pericolosità derivante dalla commissione di un certo reato (in un ambito che peraltro non concerne il trattamento, ma la tutela del diritto fondamentale alla salute ex art. 32 Cost. e alla umanità della pena ex art. 27 comma 3 Cost.) una portata che finisce per travalicare il giudizio in concreto già compiuto sul punto, in modo individualizzato, nel provvedimento provvisorio emesso dal magistrato di sorveglianza». Uff. Sorv. Avellino, ordinanza del 3 giugno 2020, in cui il Magistrato ha ritenuto che la revoca del provvedimento costituisca «[...] un momento particolarmente delicato in cui per converso il contraddittorio immediato sarebbe stato importante, se non altro almeno sotto il profilo della scelta del reparto di medicina protetta di assegnazione e della sua idoneità a curarlo. L’incidenza della revoca sul bene primario della salute avrebbe dovuto imporre una maggiore cautela con la previsione di più adeguate garanzie, specie considerando che l’attuale emergenza sanitaria, lungi dall’essere stata completamente debellata, è ancora in atto, sia pure con differente livello di impatto nelle diverse regioni del Paese». Cfr. Prime Osservazioni sulle questioni di legittimità costituzionale del decreto 29/20, 12 giugno 2020. Unione della Camere Penali Italiane. https://camerepenali.it/; Gialuz M. Il d.l. antiscarcerazioni alla Consulta: c’è spazio per rimediare ai profili di illegittimità costituzionale in sede di conversione, 5 giugno 2020. Sistema Penale. https://sistemapenale.it/; il testo della legge n. 70/2020 pubblicato su https://www.gazzettaufficiale.it/.
20) Cfr. Trib. Sorv. Sassari, 9 giugno 2020, ordinanza n. 645/2020, commentata in Pulitanò D.Questioni sollevate sul d.l. n. 29/2020: un binario processuale pericoloso per la salute. Diritto di difesa. Rivista dell’Unione delle Camere Penali Italiane. 29 giugno 2020 su http://dirittodidifesa.eu/. Si noti, peraltro, che l’ordinanza n. 645/20 si riferisce alla rivalutazione dei presupposti della tanto criticata detenzione domiciliare concessa dal medesimo Tribunale in data 23 aprile 2020 a Pasquale Zagaria, detenuto appartenente al regime di cui all’art. 41 bis o.p.: cfr. infra nota n. 13.
21) Cfr. Ferrarella L.Quelle scarcerazioni e la demagogia dei pm per attaccare i giudici. Il Corriere della Sera. 7 maggio 2020, https://www.corriere.it/opinioni/20_maggio_07/; Gianfilippi F.La rivalutazione delle detenzioni domiciliari per gli appartenenti alla criminalità organizzata, la magistratura di sorveglianza e il corpo dei condannati nel d.l. 10 maggio 2020 n. 29. Giustizia insieme. 12 maggio 2020, https://www.giustiziainsieme.it/.
22) Cfr. Della Bella A.Emergenza COVID e 41 bis: tra tutela dei diritti fondamentali, esigenze di prevenzione e responsabilità politiche. Sistema Penale. 1 maggio 2020, https://www.sistemapenale.it/: « [...] è questa l’assenza e la vera forza di uno Stato di diritto, la cui caratteristica essenziale è quella di agire sempre, anche nei confronti dei peggiori criminali, nei binari della legalità e dunque nel rispetto dei principi inderogabili dell’ordinamento ». 
23) Cfr. Cass. pen., sez. I, 7 maggio 2019, n. 29488. CED, in cui la Corte di Cassazione, alla luce della sentenza C. Cost. n. 99/2019, ha affermato che anche una grave patologia psichica, oltre a quella fisica, può dar luogo all’applicazione della detenzione domiciliare umanitaria anche in deroga all’entità del residuo di pena, al titolo di reato e all’eventuale sottoposizione del ricorrente al regime differenziato di cui all’art. 41 bis O.P.
24) Cfr. Onida V.La doppia crisi delle celle affollate. Il Corriere della Sera. 20 aprile 2020, https://www-corriere-it; Centonze F.« Break the isolation ». Il buon uso della crisi per un nuovo modello di detenzione,.in Forti G. (a cura di) Le regole e la vita. Del buon uso di una crisi, tra letteratura e diritto. Vita e Pensiero. Milano, 2020, pp. 86 ss. A fine febbraio 2020, su una capienza regolamentare di 50.931 posti (di cui però quasi novemila inagibili), erano presenti 61.230 detenuti. Dal mese di marzo, a seguito delle misure adottate per far fronte all’emergenza coronavirus, la popolazione penitenziaria si è ridotta di oltre ottomila unità, con un numero attuale di 52.520 reclusi (ancora superiore rispetto alla capienza regolamentare). Cfr. i dati ufficiali riportati dal Garante nazionale dei diritti dei detenuti o delle persone private della libertà personale nel bollettino del 5 giugno 2020, su http://www.garantenazionaleprivatiliberta.it/.
25) Cfr. Statement of principles relating to the treatment of persons deprived of their liberty in the context of the coronavirus disease (COVID - 19) pandemic, 20 marzo 2020 su https://www.coe.int/; Gatta G. Coronavirus e persone private della libertà: l’Europa ci guarda. Le raccomandazioni del CPT del Consiglio d’Europa. Sistema Penale. 21 marzo 2020 su https://sistemapenale.it/.
26) Cfr. Preventing COVID - 19 outbreak in prisons: a challenging but essential task for authorities, pubblicato il 23 marzo 2020 su http://www.euro.who.int/ e la guida completa Preparedness, prevention and control of COVID - 19 in prisons and other places of detention. Interim guidance, 15 marzo 2020, pubblicata su http://www.euro.who.int/.
27) Cfr. United Nations Standard Minimum Rules for the Treatment of Prisoners (the Mandela Rules), 21 maggio 2015, pubblicate su https://www.unodc.org/.
28) Si tratta di una procedura straordinaria che consente il ricorso alla Corte EDU al fine di ottenere misure provvisorie e urgenti nel caso di possibili violazioni dei diritti fondamentali dell’istante. Cfr. art. 39 (rubricato « misure provvisorie ») del Regolamento della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, 14 novembre 2016, pubblicato sul sito ufficiale della Corte di Strasburgo: https://echr.coe.int/.
29) In particolare, nel presente ricorso è stata denunciata la violazione dell’art. 3 CEDU e avanzata la richiesta di ammettere il detenuto alla misura anche senza il braccialetto elettronico previsto dalla normativa (vista la carenza di tali dispositivi di controllo) o, quantomeno, di collocare il soggetto, con precarie condizioni di salute, in una cella singola idonea a garantirne il diritto alla salute. Cfr. Coronavirus in carcere, ora interviene la Cedu, pubblicato su Il Dubbio, 10 aprile 2020, https://www.ildubbio.news/; Schiaffo al governo della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo: l’Italia viola i diritti essenziali, 14 aprile 2020, Il Riformista, https://www.ilriformista.it/.
30) Ci si riferisce, in particolare, ai Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR), disciplinati dal d.lgs. n. 286 del 1998 (Testo Unico immigrazione) e dalla Direttiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 dicembre 2008. Cfr. Gualtieri P.Il trattenimento dello straniero nel prisma sanzionatorio italiano. in Massaro A. (a cura di) La tutela della salute nei luoghi di detenzione. Un’indagine di diritto penale intorno a carcere, REMS, e CPR. Roma TrE-Press, Roma, 2017, pp. 361 ss.
31) Cfr. La detenzione dei migranti non si ferma di fronte alla pandemia, in Open Migration, 27 aprile 2020, https://openmigration.org/.
32) Le uniche notizie affidabili circa il numero dei contagi sono reperibili sul sito del Garante nazionale dei diritti dei detenuti o delle persone private della libertà personale. Quest’ultimo ha infatti riportato la notizia di un primo caso di positività nel CPR di Gradisca d’Isonzo (Gorizia) a cui ne sono susseguiti altri cinque tra i migranti ivi detenuti, a seguito della somministrazione del tampone a tutti gli ospiti del Centro. Cfr. il bollettino del 24 aprile 2020, pubblicato sul sito ufficiale del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale: http://www.garantenazionaleprivatiliberta.it/ e quanto riportato in una comunicazione pubblicata il 25 marzo 2020 sul sito del Comune di Gradisca d’Isonzo, http://www.comune.gradisca-d-isonzo.go.it/.
33) Cfr. la circolare del Ministero dell’Interno del 26 marzo 2020 avente a oggetto « Interventi di prevenzione della diffusione del virus COVID-19 nell’ambito dei centri di permanenza per il rimpatrio » e la circolare del 1 aprile 2020 relativa a « Interventi di prevenzione della diffusione del virus COVID-19 nell’ambito del sistema di accoglienza. Ulteriori indicazioni », pubblicate su https://www.interno.gov.it/it.
34) Cfr. sul punto l’interpellanza parlamentare del 30 marzo 2020 presentata dall’On. Riccardo Magi, pubblicata su https://aic.camera.it/aic/. Cfr. anche ASGI chiede alle ASL di verificare il rispetto del diritto alla salute dei migranti nei CPR, in Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI), 2 aprile 2020, https://www.asgi.it/; Coronavirus, avvocati e associazioni al Ministero dell’Interno: sospendere gli ingressi e chiudere i CPR, in Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI), 14 marzo 2020, https://www.asgi.it/notizie/coronavirus-cpr/; i bollettini del 1 maggio 2020, 8 maggio 2020, 22 maggio e 29 maggio 2020 del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, in cui si riferisce di una sensibile diminuzione delle presenze nei Centri di permanenza (178 persone rispetto alle 210 di inizio maggio) e si riporta altresì la situazione dell’hotspot di Lampedusa (111 persone – su una capienza di 96 posti – rispetto alle precedenti 116 presenze) e di Pozzallo (ospitante 100 persone, che, terminato il periodo di quarantena, sono state tutte trasferite in strutture di altro tipo): http://www.garantenazionaleprivatiliberta.it/.
35) Cfr. Commissioner calls for release of immigration detainees while Covid-19 crisis continues, 26 marzo 2020, https://www.coe.int/. Sul tema, peraltro, si è pronunciato anche il CPT nella raccomandazione n. 5 del già citato documento ufficiale Statement of principles relating to the treatment of persons deprived of their liberty in the context of the coronavirus disease (COVID - 19) pandemic, cit.
36) Invero, numerose e differenti proposte continuano a essere avanzate da più fronti per garantire l’effettiva tutela del diritto alla salute in carcere durante il coronavirus e impedire la trasformazione del regime detentivo in un trattamento contrario al senso di umanità ai sensi dell’art 3 CEDU. Cfr. Emergenza COVID-19 e custodia in carcere: perplessità e proposte, anche in vista della conversione del d.l. n. 18/2020, pubblicato in Coronavirus e carcere: il documento del Direttivo dell’Associazione tra gli Studiosi del Processo Penale “G. D. Pisapia”, in Giurisprudenza Penale Web, 3 aprile 2020, https://www.giurisprudenzapenale.com/; Osservazioni e proposte del Consiglio direttivo dell’AIPDP sull’emergenza carceraria da coronavirus, cit.; Decreto “cura Italia” (Decreto-Legge 17 marzo 2020, n. 18): il parere del CSM, 27 marzo 2020, in Giurisprudenza Penale Web, https://www.giurisprudenzapenale.com/.
37) Cfr. Fiandaca G.La trovata di Bonafede, giudici sottoposti all’accusa. Il Riformista. 28 aprile 2020, https://www.ilriformista.it/; Id.Estremismo dell’antimafia e funzione di magistrato. Diritto di difesa. Rivista dell’Unione delle Camere Penali Italiane. 6 maggio 2020, http://dirittodidifesa.eu/.
38) Sull’importanza di strategie preventive razionali ed efficaci che, tenendo conto dei fattori che possono favorire la commissione dei reati, intervengano sugli interessi materiali « che fanno da sfondo alla gran parte delle scelte criminose », cfr. Eusebi L. Quale oggetto dell’abolizionismo penale? Appunti nel solco di una visione alternativa della giustizia. Studi sulla questione criminale. VI, 2011, fasc. 2, pp. 81 ss.
39) Dal Garante nazionale dei detenuti o delle persone private della libertà personale si apprende che il numero di persone attualmente in detenzione domiciliare si aggira intorno ai 3555, di cui 1005 con braccialetto elettronico: cfr. il bollettino del 29 maggio 2020, pubblicato sul sito del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, http://www.garantenazionaleprivatiliberta.it/. Ma la Magistratura di Sorveglianza ha altresì potenziato – laddove vi fossero i requisiti di legge – il ricorso a tutte le altre misure alternative alla detenzione, considerando la pandemia per coronavirus « un grave pregiudizio derivante della protrazione dello stato di detenzione », richiesto ai sensi dell’art. 47 co. 4 o.p. per la concessione delle misure in via provvisoria. Cfr. Uff. Sorv. Padova, 30 marzo 2020, decreto n. 1541/2020; Uff. Sorv. Milano, 20 marzo 2020, decreto n. 5121/2020; Uff. Sorv. Siena, 6 aprile 2020, decreto n. 481/2020; Uff. Sorv. Siena, 27 marzo 2020, decreto n. 433/2020, in Manca V.Esecuzione della pena ed emergenza Covid-19: le prime ordinanze dei Tribunali di sorveglianza. cit. e Della Bella A. La magistratura di sorveglianza di fronte al COVID: una rassegna dei provvedimenti adottati per la gestione dell’emergenza sanitaria. Sistema Penale, 29 aprile 2020 su https://sistemapenale.it/.
40) Cfr. L’Osservatorio Carcere e il diritto ad avere notizie. Un documento di analisi sullo stato della comunicazione delle notizie dal carcere e sul carcere, cit.: « [...] Nemmeno il virus ha consentito la doverosa presa d’atto che non esiste un altro pianeta, ma è Terra anche quella »; De Vito R. La cultura della pena alla prova del contagio. Riflessioni su carcere e virus. Diritto di difesa. Rivista dell’Unione delle Camere Penali Italiane. 31 marzo 2020 su http://dirittodidifesa.eu/: « [...] È necessario confrontarsi apertamente con l’idea che la popolazione detenuta è parte integrante della collettività di questo Paese e mai come in questo momento ne condivide il destino ».
1) Trattasi di sommosse che hanno visto coinvolti circa seimila detenuti e che sono scaturite dalle prime limitazioni adottate dall’Amministrazione penitenziaria e dalla Magistratura di Sorveglianza per prevenire il diffondersi del virus in carcere. Cfr. l’intervento ufficiale del Ministro della Giustizia Bonafede nella seduta n. 317 del Parlamento in data 11 marzo 2020: https://www.camera.it/.
2) Cfr. Trenta agenti e dieci detenuti positivi al Covid-19, Rainews24, 22 marzo 2020, http://www.ristretti.org/ e Nel carcere di Bologna c’è il primo detenuto morto per coronavirus, Lastampa, 2 aprile 2020, https://www.lastampa.it/.
3) Cfr. i bollettini del 28 aprile 2020, 1 maggio 2020, 22 maggio 2020 e 5 giugno 2020 pubblicati sul sito del Garante nazionale dei diritti dei detenuti o delle persone private della libertà personale, http://www.garantenazionaleprivatiliberta.it/. Al riguardo è però necessario specificare l’assenza di comunicazioni ufficiali da parte delle Istituzioni circa il numero effettivo di tamponi effettuati in carcere e il preciso ammontare dei contagi tra i detenuti e gli operatori penitenziari. A tale lacuna sopperisce il Garante nazionale dei detenuti o delle persone private della libertà personale, che, nel tentativo di rendere più trasparenti le informazioni sul carcere e ridurre così eventuali falsi allarmismi, rende noti i dati fornitigli dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria tramite bollettini a cadenza settimanale. Per alcune critiche nel senso di una mancanza di trasparenza nella gestione dell’emergenza COVID-19 in carcere cfr. L’Osservatorio Carcere e il diritto ad avere notizie. Un documento di analisi sullo stato della comunicazione delle notizie dal carcere e sul carcere, in Unione delle Camere Penali Italiane, 20 aprile 2020 su https://www.camerepenali.it/ e Forti G, Centonze F. Trasparenza, sovraffollamento, misure sanitarie urgenti: le priorità per combattere il Covid 19 nelle carceri. La Stampa. 31 marzo 2020 su https://www.lastampa.it/.
4) Cfr. i bollettini del 15 aprile 2020 e del 1 maggio 2020 del Garante nazionale dei detenuti o delle persone private della libertà personale in https://www.garantenazionaleprivatiliberta.it/; cfr. anche quanto riportato dal segretario del sindacato di Polizia Penitenziaria in Allarme del sindacato di polizia penitenziaria: « 50 contagiati tra poliziotti e detenuti », in Il Gazzettino, 10 aprile 2020, https://www.ilgazzettino.it/; Morto per coronavirus il boss Antonio Ribecco, di San Leonardo di Cutro era in carcere a Voghera, in Gazzetta del Sud Catanzaro, 12 aprile 2020, https://catanzaro.gazzettadelsud.it/; Bologna, carcere della Dozza: c’è un altro morto contagiato dal Covid, 8 maggio 2020, in Corriere di Bologna, https://corrieredibologna.corriere.it/bologna/.
5) Cfr. Dolcini E, Gatta GL. Carcere, coronavirus, decreto “cura Italia”: a mali estremi, timidi rimedi, 20 marzo 2020. Sistema Penale. https://sistemapenale.it/; Giostra G. Disinnescare in modo sano la bomba-virus nelle carceri. Gli effetti della pandemia di Covid-19 sulla realtà dei penitenziari e le soluzioni possibili. 22 marzo 2020. Sistema Penale. https://sistemapenale.it/; il documento dell’Associazione Italiana dei Professori di Diritto Penale (AIPDP): Osservazioni e proposte del Consiglio direttivo dell’AIPDP sull’emergenza carceraria da coronavirus, 23 marzo 2020 su https://www.aipdp.it/.
6) Con riferimento all’esecuzione penale cfr. d.l. 26 febbraio 2020, n. 6; d.l. 2 marzo 2020, n. 9; d.l. 8 marzo 2020, n. 11; d.p.c.m. 8 marzo 2020; d.l. 17 marzo 2020, n. 18 (d.l. « cura Italia »); d.p.c.m. 26 aprile 2020, pubblicati in https://www.gazzettaufficiale.it/.
7) Ci si riferisce ai permessi premio ex art. 30 ter o.p. (l. n. 354/1975), al regime di semilibertà ex artt. 48 e ss. o.p. e ai colloqui disciplinati dagli artt. 18 e ss. o.p. e 37 ss. d.P.R. n. 230/2000.
8) Cfr. art. 123 (Disposizioni in materia di detenzione domiciliare) e art. 124 (Licenze premio straordinarie per i detenuti in regime di semilibertà) d.l. n. 18/2020, in https://www.gazzettaufficiale.it/.
9) Infatti, con riferimento all’art. 123 del decreto, una prima modifica al comma 5 ha riguardato la non attivazione del braccialetto elettronico nel caso in cui la pena residua non superi di trenta giorni la pena per la quale è imposto il dispositivo di controllo. Inoltre, è stato aggiunto il comma 8 bis, che stabilisce l’applicazione della misura ai detenuti che maturano i presupposti per l’ammissione entro il 30 giugno 2020. L’art. 124 del medesimo decreto è stato poi modificato, prevedendo la concessione delle licenze con durata temporale fino al 30 giugno 2020, a meno che il Magistrato di Sorveglianza non ritenga che sussistano gravi motivi ostativi alla concessione della misura. Cfr. il testo definitivo della legge n. 27/2020, entrata in vigore il 30 aprile 2020: https://www.gazzettaufficiale.it/.
10) Cfr. Trib. Sorv. Milano, 31 marzo 2020, ordinanza n. 2206/2020, in Tribunale di Sorveglianza: rischio di contagio da Covid - 19 più elevato in carcere, 5 aprile 2020 su https://www.giurisprudenzapenale.com.
11) Cfr. Trib. Sorv. Milano, 19 marzo 2020, ordinanza n. 2114/2020, commentata in Manca V. Ostatività, emergenza sanitaria e Covid-19: le prime applicazioni pratiche. 14 aprile 2020. Giurisprudenza Penale Web. 2020, n. 4, https://www.giurisprudenzapenale.com. Nello stesso senso v. anche Trib. Sorv. Bologna, 26 marzo 2020, ordinanza n. 1387/2020, in Manca V. Esecuzione della pena ed emergenza Covid-19: le prime ordinanze dei Tribunali di sorveglianza. Il Quotidiano Giuridico. 9 aprile 2020, https://www.quotidianogiuridico.it/. Per ulteriori provvedimenti, anche in via provvisoria da parte del Magistrato di Sorveglianza ai sensi dell’art. 47 ter co. 1 ter e 1 quater o.p., cfr. Uff. Sorv. Siena, 27 marzo 2020, decreto n. 430/2020; Uff. Sorv. Siena, 27 marzo 2020, decreto n. 431/2020; Uff. Sorv. Verona, 27 marzo 2020, decreto n. 1294/2020, commentati in Manca V.Ostatività, emergenza sanitaria e Covid-19: le prime applicazioni pratiche. cit.
12) Secondo cui, nel giudizio di bilanciamento tra salute della popolazione reclusa e incolumità pubblica, ai fini della concessione della suddetta misura, non è richiesta un’incompatibilità assoluta tra lo stato di detenzione e la patologia, ma è sufficiente che quest’ultima sia di gravità tale da comportare un serio pericolo per la vita del detenuto o da infliggere « sofferenze aggiuntive ed eccessive, in spregio al diritto alla salute e del senso di umanità al quale deve essere improntato il trattamento penitenziario » Cfr. Cass. pen., sez. I, 17 maggio 2019, n. 27352. Dejure.
13) Cfr. Trib. Sorv. Sassari, ordinanza 23 aprile 2020, commentata in Stampanoni Bassi G. Il differimento dell’esecuzione della pena nei confronti di Pasquale Zagaria: spunti in tema di bilanciamento tra diritto alla salute del detenuto (anche se dotato di “caratura criminale”) e interesse pubblico alla sicurezza sociale. Giurisprudenza Penale Web. 2020, n. 4, https://www.giurisprudenzapenale.com/; d.lgs. n. 230/1999 (« Riordino della medicina penitenziaria a norma dell’articolo 5 l. 30 novembre 1998, n. 419 »).
14) Cfr. Uff. Sorv. Pavia, 20 marzo 2020, decreto n. 949/2020, in Covid19: gravi pluripatologie che mettono a rischio la vita non bastano per la detenzione domiciliare, 22 marzo 2020 su Giurisprudenza Penale Web. https://www.giurisprudenzapenale.com/.
15) Cfr. il testo del d.l. n. 28/2020, pubblicato su https://www.gazzettaufficiale.it/.
16) Quanto agli imputati ammessi agli arresti domiciliari in sostituzione della custodia cautelare in carcere per motivi connessi all’emergenza sanitaria da COVID-19, il Pubblico Ministero è tenuto a chiedere al giudice il ripristino della custodia cautelare in carcere « quando acquisisce elementi in ordine al sopravvenuto mutamento delle condizioni che hanno giustificato la sostituzione della misura cautelare o alla disponibilità di strutture penitenziarie o reparti di medicina protetta adeguate alle condizioni di salute dell’imputato »: cfr. artt. 2 e 3 d.l. n. 29/2020 su https://www.gazzettaufficiale.it/. Per le prime applicazioni pratiche del d.l. n. 29/2020 che hanno determinato il reingresso in carcere di taluni soggetti precedentemente scarcerati per motivi legati alla pandemia cfr.: Uff. Sorv. Siena, 12 maggio 2020, decreto n. 674/2020, commentato in Minnella C.Rientro in carcere per il detenuto malato in 41-bis. 13 maggio 2020. Diritto e Giustizia. http://www.dirittoegiustizia.it/; Mafia, torna in carcere Franco Cataldo: condannato all’ergastolo perché fu tra i sequestratori del piccolo Giuseppe Di Matteo. 20 maggio 2020; Coronavirus, revocati i domiciliari al boss Francesco Bonura: dopo la scarcerazione il colonnello di Provenzano torna al 41 bis. 19 maggio 2020 e Coronavirus, torna in carcere Vincenzo Guida: è l’uomo della “banca della camorra” di Milano. 27 maggio 2020, tutti pubblicati in Il Fatto Quotidiano. https://www.ilfattoquotidiano.it/.
17) All’interno dello stesso provvedimento, entrato in vigore il 30 giugno 2020, sono stati infatti accorpati e convertiti in legge i due decreti emanati dal Governo in materia di giustizia. In particolare, negli artt. 2 bis e ss. della legge n. 70/2020 è stato assorbito il d.l. n. 29/2020, contestualmente abrogato, con alcune modifiche, come si esporrà di seguito, rispetto alla precedente disciplina, che solo in minima parte sembrano aver recepito le critiche avanzate da dottrina e giurisprudenza. Cfr. il testo della legge su https://www.gazzettaufficiale.it/.
18) Cfr. Eusebi L.Riforma penitenziaria o riforma penale? Considerazioni in margine al disegno di legge delega sulla riforma dell’ordinamento penitenziario. Diritto Penale e Processo. 2015, vol. XXI (11), pp. 1333 ss.; Pestelli G.D.L. 29/2020: obbligatorio rivalutare periodicamente le scarcerazioni connesse all’emergenza Covid-19. Il Quotidiano Giuridico. 13 maggio 2020, https://www.quotidianogiuridico.it/; il parere del Consiglio Superiore della Magistratura sui d.l. n. 28/2020 e n. 29/2020, 17 giugno 2020 https://www.csm.it/.
19) Cfr. Uff. Sorv. Spoleto, 26 maggio 2020, ordinanza n. 1380/2020, in cui si afferma che la disciplina di cui all’art. 2 d.l. n. 29/2020 giunge ad «[...] assegnare ad alcuni autori di reato soltanto [...] un procedimento meno garantito e fortemente orientato verso il ripristino della detenzione, attribuendo alla presunzione di speciale pericolosità derivante dalla commissione di un certo reato (in un ambito che peraltro non concerne il trattamento, ma la tutela del diritto fondamentale alla salute ex art. 32 Cost. e alla umanità della pena ex art. 27 comma 3 Cost.) una portata che finisce per travalicare il giudizio in concreto già compiuto sul punto, in modo individualizzato, nel provvedimento provvisorio emesso dal magistrato di sorveglianza». Uff. Sorv. Avellino, ordinanza del 3 giugno 2020, in cui il Magistrato ha ritenuto che la revoca del provvedimento costituisca «[...] un momento particolarmente delicato in cui per converso il contraddittorio immediato sarebbe stato importante, se non altro almeno sotto il profilo della scelta del reparto di medicina protetta di assegnazione e della sua idoneità a curarlo. L’incidenza della revoca sul bene primario della salute avrebbe dovuto imporre una maggiore cautela con la previsione di più adeguate garanzie, specie considerando che l’attuale emergenza sanitaria, lungi dall’essere stata completamente debellata, è ancora in atto, sia pure con differente livello di impatto nelle diverse regioni del Paese». Cfr. Prime Osservazioni sulle questioni di legittimità costituzionale del decreto 29/20, 12 giugno 2020. Unione della Camere Penali Italiane. https://camerepenali.it/; Gialuz M. Il d.l. antiscarcerazioni alla Consulta: c’è spazio per rimediare ai profili di illegittimità costituzionale in sede di conversione, 5 giugno 2020. Sistema Penale. https://sistemapenale.it/; il testo della legge n. 70/2020 pubblicato su https://www.gazzettaufficiale.it/.
20) Cfr. Trib. Sorv. Sassari, 9 giugno 2020, ordinanza n. 645/2020, commentata in Pulitanò D.Questioni sollevate sul d.l. n. 29/2020: un binario processuale pericoloso per la salute. Diritto di difesa. Rivista dell’Unione delle Camere Penali Italiane. 29 giugno 2020 su http://dirittodidifesa.eu/. Si noti, peraltro, che l’ordinanza n. 645/20 si riferisce alla rivalutazione dei presupposti della tanto criticata detenzione domiciliare concessa dal medesimo Tribunale in data 23 aprile 2020 a Pasquale Zagaria, detenuto appartenente al regime di cui all’art. 41 bis o.p.: cfr. infra nota n. 13.
21) Cfr. Ferrarella L.Quelle scarcerazioni e la demagogia dei pm per attaccare i giudici. Il Corriere della Sera. 7 maggio 2020, https://www.corriere.it/opinioni/20_maggio_07/; Gianfilippi F.La rivalutazione delle detenzioni domiciliari per gli appartenenti alla criminalità organizzata, la magistratura di sorveglianza e il corpo dei condannati nel d.l. 10 maggio 2020 n. 29. Giustizia insieme. 12 maggio 2020, https://www.giustiziainsieme.it/.
22) Cfr. Della Bella A.Emergenza COVID e 41 bis: tra tutela dei diritti fondamentali, esigenze di prevenzione e responsabilità politiche. Sistema Penale. 1 maggio 2020, https://www.sistemapenale.it/: « [...] è questa l’assenza e la vera forza di uno Stato di diritto, la cui caratteristica essenziale è quella di agire sempre, anche nei confronti dei peggiori criminali, nei binari della legalità e dunque nel rispetto dei principi inderogabili dell’ordinamento ». 
23) Cfr. Cass. pen., sez. I, 7 maggio 2019, n. 29488. CED, in cui la Corte di Cassazione, alla luce della sentenza C. Cost. n. 99/2019, ha affermato che anche una grave patologia psichica, oltre a quella fisica, può dar luogo all’applicazione della detenzione domiciliare umanitaria anche in deroga all’entità del residuo di pena, al titolo di reato e all’eventuale sottoposizione del ricorrente al regime differenziato di cui all’art. 41 bis O.P.
24) Cfr. Onida V.La doppia crisi delle celle affollate. Il Corriere della Sera. 20 aprile 2020, https://www-corriere-it; Centonze F.« Break the isolation ». Il buon uso della crisi per un nuovo modello di detenzione,.in Forti G. (a cura di) Le regole e la vita. Del buon uso di una crisi, tra letteratura e diritto. Vita e Pensiero. Milano, 2020, pp. 86 ss. A fine febbraio 2020, su una capienza regolamentare di 50.931 posti (di cui però quasi novemila inagibili), erano presenti 61.230 detenuti. Dal mese di marzo, a seguito delle misure adottate per far fronte all’emergenza coronavirus, la popolazione penitenziaria si è ridotta di oltre ottomila unità, con un numero attuale di 52.520 reclusi (ancora superiore rispetto alla capienza regolamentare). Cfr. i dati ufficiali riportati dal Garante nazionale dei diritti dei detenuti o delle persone private della libertà personale nel bollettino del 5 giugno 2020, su http://www.garantenazionaleprivatiliberta.it/.
25) Cfr. Statement of principles relating to the treatment of persons deprived of their liberty in the context of the coronavirus disease (COVID - 19) pandemic, 20 marzo 2020 su https://www.coe.int/; Gatta G. Coronavirus e persone private della libertà: l’Europa ci guarda. Le raccomandazioni del CPT del Consiglio d’Europa. Sistema Penale. 21 marzo 2020 su https://sistemapenale.it/.
26) Cfr. Preventing COVID - 19 outbreak in prisons: a challenging but essential task for authorities, pubblicato il 23 marzo 2020 su http://www.euro.who.int/ e la guida completa Preparedness, prevention and control of COVID - 19 in prisons and other places of detention. Interim guidance, 15 marzo 2020, pubblicata su http://www.euro.who.int/.
27) Cfr. United Nations Standard Minimum Rules for the Treatment of Prisoners (the Mandela Rules), 21 maggio 2015, pubblicate su https://www.unodc.org/.
28) Si tratta di una procedura straordinaria che consente il ricorso alla Corte EDU al fine di ottenere misure provvisorie e urgenti nel caso di possibili violazioni dei diritti fondamentali dell’istante. Cfr. art. 39 (rubricato « misure provvisorie ») del Regolamento della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, 14 novembre 2016, pubblicato sul sito ufficiale della Corte di Strasburgo: https://echr.coe.int/.
29) In particolare, nel presente ricorso è stata denunciata la violazione dell’art. 3 CEDU e avanzata la richiesta di ammettere il detenuto alla misura anche senza il braccialetto elettronico previsto dalla normativa (vista la carenza di tali dispositivi di controllo) o, quantomeno, di collocare il soggetto, con precarie condizioni di salute, in una cella singola idonea a garantirne il diritto alla salute. Cfr. Coronavirus in carcere, ora interviene la Cedu, pubblicato su Il Dubbio, 10 aprile 2020, https://www.ildubbio.news/; Schiaffo al governo della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo: l’Italia viola i diritti essenziali, 14 aprile 2020, Il Riformista, https://www.ilriformista.it/.
30) Ci si riferisce, in particolare, ai Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR), disciplinati dal d.lgs. n. 286 del 1998 (Testo Unico immigrazione) e dalla Direttiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 dicembre 2008. Cfr. Gualtieri P.Il trattenimento dello straniero nel prisma sanzionatorio italiano. in Massaro A. (a cura di) La tutela della salute nei luoghi di detenzione. Un’indagine di diritto penale intorno a carcere, REMS, e CPR. Roma TrE-Press, Roma, 2017, pp. 361 ss.
31) Cfr. La detenzione dei migranti non si ferma di fronte alla pandemia, in Open Migration, 27 aprile 2020, https://openmigration.org/.
32) Le uniche notizie affidabili circa il numero dei contagi sono reperibili sul sito del Garante nazionale dei diritti dei detenuti o delle persone private della libertà personale. Quest’ultimo ha infatti riportato la notizia di un primo caso di positività nel CPR di Gradisca d’Isonzo (Gorizia) a cui ne sono susseguiti altri cinque tra i migranti ivi detenuti, a seguito della somministrazione del tampone a tutti gli ospiti del Centro. Cfr. il bollettino del 24 aprile 2020, pubblicato sul sito ufficiale del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale: http://www.garantenazionaleprivatiliberta.it/ e quanto riportato in una comunicazione pubblicata il 25 marzo 2020 sul sito del Comune di Gradisca d’Isonzo, http://www.comune.gradisca-d-isonzo.go.it/.
33) Cfr. la circolare del Ministero dell’Interno del 26 marzo 2020 avente a oggetto « Interventi di prevenzione della diffusione del virus COVID-19 nell’ambito dei centri di permanenza per il rimpatrio » e la circolare del 1 aprile 2020 relativa a « Interventi di prevenzione della diffusione del virus COVID-19 nell’ambito del sistema di accoglienza. Ulteriori indicazioni », pubblicate su https://www.interno.gov.it/it.
34) Cfr. sul punto l’interpellanza parlamentare del 30 marzo 2020 presentata dall’On. Riccardo Magi, pubblicata su https://aic.camera.it/aic/. Cfr. anche ASGI chiede alle ASL di verificare il rispetto del diritto alla salute dei migranti nei CPR, in Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI), 2 aprile 2020, https://www.asgi.it/; Coronavirus, avvocati e associazioni al Ministero dell’Interno: sospendere gli ingressi e chiudere i CPR, in Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI), 14 marzo 2020, https://www.asgi.it/notizie/coronavirus-cpr/; i bollettini del 1 maggio 2020, 8 maggio 2020, 22 maggio e 29 maggio 2020 del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, in cui si riferisce di una sensibile diminuzione delle presenze nei Centri di permanenza (178 persone rispetto alle 210 di inizio maggio) e si riporta altresì la situazione dell’hotspot di Lampedusa (111 persone – su una capienza di 96 posti – rispetto alle precedenti 116 presenze) e di Pozzallo (ospitante 100 persone, che, terminato il periodo di quarantena, sono state tutte trasferite in strutture di altro tipo): http://www.garantenazionaleprivatiliberta.it/.
35) Cfr. Commissioner calls for release of immigration detainees while Covid-19 crisis continues, 26 marzo 2020, https://www.coe.int/. Sul tema, peraltro, si è pronunciato anche il CPT nella raccomandazione n. 5 del già citato documento ufficiale Statement of principles relating to the treatment of persons deprived of their liberty in the context of the coronavirus disease (COVID - 19) pandemic, cit.
36) Invero, numerose e differenti proposte continuano a essere avanzate da più fronti per garantire l’effettiva tutela del diritto alla salute in carcere durante il coronavirus e impedire la trasformazione del regime detentivo in un trattamento contrario al senso di umanità ai sensi dell’art 3 CEDU. Cfr. Emergenza COVID-19 e custodia in carcere: perplessità e proposte, anche in vista della conversione del d.l. n. 18/2020, pubblicato in Coronavirus e carcere: il documento del Direttivo dell’Associazione tra gli Studiosi del Processo Penale “G. D. Pisapia”, in Giurisprudenza Penale Web, 3 aprile 2020, https://www.giurisprudenzapenale.com/; Osservazioni e proposte del Consiglio direttivo dell’AIPDP sull’emergenza carceraria da coronavirus, cit.; Decreto “cura Italia” (Decreto-Legge 17 marzo 2020, n. 18): il parere del CSM, 27 marzo 2020, in Giurisprudenza Penale Web, https://www.giurisprudenzapenale.com/.
37) Cfr. Fiandaca G.La trovata di Bonafede, giudici sottoposti all’accusa. Il Riformista. 28 aprile 2020, https://www.ilriformista.it/; Id.Estremismo dell’antimafia e funzione di magistrato. Diritto di difesa. Rivista dell’Unione delle Camere Penali Italiane. 6 maggio 2020, http://dirittodidifesa.eu/.
38) Sull’importanza di strategie preventive razionali ed efficaci che, tenendo conto dei fattori che possono favorire la commissione dei reati, intervengano sugli interessi materiali « che fanno da sfondo alla gran parte delle scelte criminose », cfr. Eusebi L. Quale oggetto dell’abolizionismo penale? Appunti nel solco di una visione alternativa della giustizia. Studi sulla questione criminale. VI, 2011, fasc. 2, pp. 81 ss.
39) Dal Garante nazionale dei detenuti o delle persone private della libertà personale si apprende che il numero di persone attualmente in detenzione domiciliare si aggira intorno ai 3555, di cui 1005 con braccialetto elettronico: cfr. il bollettino del 29 maggio 2020, pubblicato sul sito del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, http://www.garantenazionaleprivatiliberta.it/. Ma la Magistratura di Sorveglianza ha altresì potenziato – laddove vi fossero i requisiti di legge – il ricorso a tutte le altre misure alternative alla detenzione, considerando la pandemia per coronavirus « un grave pregiudizio derivante della protrazione dello stato di detenzione », richiesto ai sensi dell’art. 47 co. 4 o.p. per la concessione delle misure in via provvisoria. Cfr. Uff. Sorv. Padova, 30 marzo 2020, decreto n. 1541/2020; Uff. Sorv. Milano, 20 marzo 2020, decreto n. 5121/2020; Uff. Sorv. Siena, 6 aprile 2020, decreto n. 481/2020; Uff. Sorv. Siena, 27 marzo 2020, decreto n. 433/2020, in Manca V.Esecuzione della pena ed emergenza Covid-19: le prime ordinanze dei Tribunali di sorveglianza. cit. e Della Bella A. La magistratura di sorveglianza di fronte al COVID: una rassegna dei provvedimenti adottati per la gestione dell’emergenza sanitaria. Sistema Penale, 29 aprile 2020 su https://sistemapenale.it/.
40) Cfr. L’Osservatorio Carcere e il diritto ad avere notizie. Un documento di analisi sullo stato della comunicazione delle notizie dal carcere e sul carcere, cit.: « [...] Nemmeno il virus ha consentito la doverosa presa d’atto che non esiste un altro pianeta, ma è Terra anche quella »; De Vito R. La cultura della pena alla prova del contagio. Riflessioni su carcere e virus. Diritto di difesa. Rivista dell’Unione delle Camere Penali Italiane. 31 marzo 2020 su http://dirittodidifesa.eu/: « [...] È necessario confrontarsi apertamente con l’idea che la popolazione detenuta è parte integrante della collettività di questo Paese e mai come in questo momento ne condivide il destino ».
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