Rivista Italiana di Medicina Legale e del Diritto in campo sanitario

Rivista: Rivista Italiana di Medicina Legale (e del Diritto in campo sanitario)
Anno: 2014
Fascicolo: n. 3
Editore: Giuffrè Francis Lefebvre
ISSN: 1124-3376
Autori: Molisso Valentina, Molisso Ciro, Cullia Domenico, Piccioni Massimo
Titolo: IL DIFETTO INTERVENTRICOLARE: DALLA CLINICA ALLA VALUTAZIONE MEDICO-LEGALE
Pagine: pp. 804-802
Keywords: difetto interventricolare, danno biologico, invalidità previdenziale, invalidità civile.

Il difetto del setto interventricolare è una comune cardiopatia congenita, il più delle volte suscettibile di correzione chirurgica o, di compenso terapeutico.

Questa affezione rappresenta un quadro patologico di notevole interesse non solo cardiologico ma anche medico-legale, in quanto, parallelamente alla grande varietà di presentazioni cliniche l’inquadramento medico-legale in ambito di valutazione del danno può risultare di non agevole interpretazione.

Lo scopo del presente lavoro è quello di fornire un personale contributo, sulla base di ponderate indicazioni cliniche-prognostiche, ad un approccio valutativo medico-legale il più possibile orientato e motivato.

Il lavoro consiste in un’ampia disamina circa gli aspetti fisiopatologici, la storia naturale, la prognosi e la terapia della patologia, tutti aspetti di fondamentale importanza per una corretta valutazione medico-legale.

Questa non può infatti essere effettuata esclusivamente sulla base dell’entità del difetto interventricolare, ma deve tener conto anche della sintomatologia e della gravità del quadro emodinamico come obiettivamente accertabile tramite indagini cliniche e strumentali, essendo questo presupposto indefettibile per una più corretta quantificazione del danno.

A tal fine gli autori propongono quattro specifiche classi disfunzionali con le correlate indicazioni valutative medico-legali circa il danno, l’invalidità previdenziale e l’invalidità civile, basate sui seguenti parametri clinico-strumentali di riferimento: entità del difetto, dimensioni delle cavità cardiache, funzione dei ventricoli, rapporto pressorio sistolico polmonare/aortico, rapporto portata polmonare/sistemica pressione arteriosa polmonare sistolica, resistenze vascolari polmonari, sintomi e segni di scompenso cardiaco, classe NYHA, tolleranza allo sforzo, presenza/assenza di aritmie ripetitive, necessità di terapia chirurgica, prognosi.

IL DIFETTO INTERVENTRICOLARE: DALLA CLINICA ALLA VALUTAZIONE MEDICO-LEGALE


1) Neumayer U, Stone S, Somerville J.Small ventricular septal defects in adults. Eur Heart J. 1998; 19:1573-82.
2) Webb GD, Smallhorn JF, Therrien J, Redington AN (2007). Cardiopatie congenite. In Zipes DP, Libby P, Bonow RO, Braunwald E (a cura di). Malattie del cuore. VII Ed Ital. Elsevier Masson, Milano, pp 1510-1511.
3) Bloomfield DK.The natural history of ventricular septal defect in patient surviving infancy. Circulation. 1964; 29:914-955.
4) Gabriel HM, Heger M, Innerhofer P, et al. Long-term outcome of patients with ventricular septal defect considered not require surgical closure during childhood. J Am Coll Cardiol. 2002; 39:1066-1071.
5) Warnes CA, Williams RG, Bashore TM, et al. ACC/AHA 2008 Guidelines for the management of adults with congenital heart disease. Circulation. 2008; 118:e714-e833.
6) Kidd L, Driscoll DJ, Gersony WM, et al. Second natural history study of congenital heart defects: results of treatment of patients with ventricular septal defects. Circulation. 1993;87(suppl 2):I38–51.
7) Warnes CAop. cit. sub 5.
8) Kidd Lop. cit. sub 6.
9) Ammash NM, Warnes CA.Ventricular septal defects in adults. Ann Intern Med. 2001;135:812-24.
10) Gersony WM, Hayes CJ, Driscoll DJ, et al. Second natural history of congenital heart defects. Quality of life of patients with aortic stenosis, pulmonary stenosis, or ventricular septal defect. Circulation. 1993;87(suppl 2):I52-65.
11) Corone P, Doyon F, Gaudeau S, et al. Natural history of ventricular septal defect. A study involving 790 cases. Circulation. 1977;55:908-15.
1) Neumayer U, Stone S, Somerville J.Small ventricular septal defects in adults. Eur Heart J. 1998; 19:1573-82.
2) Webb GD, Smallhorn JF, Therrien J, Redington AN (2007). Cardiopatie congenite. In Zipes DP, Libby P, Bonow RO, Braunwald E (a cura di). Malattie del cuore. VII Ed Ital. Elsevier Masson, Milano, pp 1510-1511.
3) Bloomfield DK.The natural history of ventricular septal defect in patient surviving infancy. Circulation. 1964; 29:914-955.
4) Gabriel HM, Heger M, Innerhofer P, et al. Long-term outcome of patients with ventricular septal defect considered not require surgical closure during childhood. J Am Coll Cardiol. 2002; 39:1066-1071.
5) Warnes CA, Williams RG, Bashore TM, et al. ACC/AHA 2008 Guidelines for the management of adults with congenital heart disease. Circulation. 2008; 118:e714-e833.
6) Kidd L, Driscoll DJ, Gersony WM, et al. Second natural history study of congenital heart defects: results of treatment of patients with ventricular septal defects. Circulation. 1993;87(suppl 2):I38–51.
7) Warnes CAop. cit. sub 5.
8) Kidd Lop. cit. sub 6.
9) Ammash NM, Warnes CA.Ventricular septal defects in adults. Ann Intern Med. 2001;135:812-24.
10) Gersony WM, Hayes CJ, Driscoll DJ, et al. Second natural history of congenital heart defects. Quality of life of patients with aortic stenosis, pulmonary stenosis, or ventricular septal defect. Circulation. 1993;87(suppl 2):I52-65.
11) Corone P, Doyon F, Gaudeau S, et al. Natural history of ventricular septal defect. A study involving 790 cases. Circulation. 1977;55:908-15.
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