Rivista Italiana di Medicina Legale e del Diritto in campo sanitario

Rivista: Rivista Italiana di Medicina Legale (e del Diritto in campo sanitario)
Anno: 2018
Fascicolo: n. 3
Editore: Giuffrè Editore Spa
ISSN: 1124-3376
Autori: Cembrani Fabio, Castellani Marta, Piva Giovanna, Odorizzi Flavio, Sipala Stefania, De Leo Domenico
Titolo: IL DANNO FUNZIONALE PERMANENTE (...) questo territorio sconosciuto e non più frequentato
Pagine: pp. 1224-1232

Gli Autori discutono la questione del danno funzionale permanente nell’ambito della tutela degli invalidi civili alla luce di alcune prese di posizione dell’Istituto previdenziale. Di cui sottolineano la natura (a)tecnica e la pericolosità del revirement in corso destinato, alla fine di tutto, a creare disuguali tra uguali.

IL DANNO FUNZIONALE PERMANENTE (...) questo territorio sconosciuto e non più frequentato


1) S. Gentile, La legalità del male. L’offensiva mussoliniana contro gli ebrei nella prospettiva storico-giuridica (1938-1945), Torino, 2013, p. 2.
2) Ivi, p. 130 (almeno).
3) O. De Napoli, La prova della razza. Cultura giuridica e razzismo in Italia negli anni Trenta, Milano, 2009, p. 240.
4) C. Pogliano, L’ossessione della razza. Antropologia e genetica nel XX secolo, Pisa, 2005.
5) Dino Alfieri fu Ministro della Cultura popolare dal maggio 1937 all’ottobre 1939, quando venne sostituito da Alessandro Pavolini (in carica fino al febbraio 1943 quando gli subentrò – fino al fatidico 25 luglio 1943 – Gaetano Polverelli. A capo del Ministero durante la R.S.I. fu Ferdinando Mezzasoma). In particolare, « Pavolini seppe muoversi con abilità e intelligenza » come rilevava R. De Felice, Mussolini il duce. II Lo Stato totalitario 1936-1940, Torino, 1981, p. 711. In precedenze (pp. 707-708) lo storico aveva giudicato lo stesso Pavolini « molto più intelligente e dinamico di Alfieri, contrariamente a lui tutt’altro che filotedesco ».
6) « È uscito sotto la direzione del Prof. Sergio Sergi il fascicolo 1-2, 1939-XVII, dell’Archivio di Antropologia Criminale, Psichiatria e Medicina Legale. Come V. E. certamente ricorda l’Archivio era, prima dei provvedimenti razziali del Regime, legato economicamente alla famiglia Lombroso; in seguito a detti provvedimenti, venuta meno l’influenza dei Lombroso, La Casa Editrice Bocca per non essere costretta a sospendere la pubblicazione di un organo scientifico così importante, si rivolse all’E. V., ponendo la Rivista a disposizione del Ministero. Non sfuggì l’importanza della proposta a questo Ufficio Razza che consigliò all’E. V. di utilizzare la Rivista come organo di studi razziali. La Direzione della Rivista fu affidata al Professor Sergio Sergi, e l’E.V. approvò che alla Casa Editrice Bocca fosse dato un contributo annuale di lire 20.000. Abbiamo ora il piacere di segnalare all’E. V. tre articoli contenuti nell’Archivio interessanti il problema razziale dovuti rispettivamente a Mariano D’Amelio, Sergio Sergi e Raffaele Corso. A parte questi articoli di argomento razziale, la Rivista contiene numerose memorie di argomento psichiatrico e medico legale, un ricco Bollettino e interessanti recensioni di libri. (…). Da questi brevi riassunti appare chiaro come l’Archivio di Antropologia Criminale Psichiatria e Medicina legale, risorto a nuova vita per la comprensione di V. E., sia bene avviato a portare nuovi importanti contributi alla conoscenza di diverse questioni etnografiche ed antropologiche di notevole importanza per la comprensione totale del problema della razza in Italia e nell’Impero. Ci permettiamo quindi di richiamare l’attenzione di V. E. sull’opportunità che non sia fatto ulteriormente tardare l’invio alla Casa Bocca del sussidio di lire 20.000, concesso da questo Ministero », in Archivio Centrale dello Stato (A.C.S.), Ministero della Cultura popolare (Minculpop), Gabinetto, Archivio generale, Sovvenzioni, b. 200, f. 1290 Rivista ‘Archivio di Antropologia criminale, Psichiatria e Medicina legale’ (documento del 21 agosto 1939).
7) Ibidem.
8) G. Israel, Il fascismo e la razza. La scienza italiana e le politiche razziali del regime, Bologna, 2010, p. 146.
9) C. Mantovani, Rigenerare la società. L’eugenetica in Italia dalle origini ottocentesche agli anni Trenta, Soveria Mannelli, 2004, p. 54 ove leggiamo che G. S. (1841-1936) fu « titolare della cattedra di antropologia a Roma dal 1884 al 1916, Direttore del primo laboratorio italiano di psicologia sperimentale (1889), fondatore della Società Romana di Antropologia (1893) e Direttore degli ‘Atti’ della Società, nonché condirettore della ‘Rivista Italiana di Sociologia’, oltre ad essere una delle figure più rappresentative del positivismo italiano ».
10) D. Velo Dalbrenta, La scienza inquieta. Saggio sull’Antropologia criminale di Cesare Lombroso, Padova, 2004.
11) G. Israel, cit., p. 217.
12) Sulla figura di S. S. (1878-1972) rinvio a quanto può leggersi in AA. VV., Biografie e bibliografie degli Accademici Lincei, Roma, 1976, pp. 617-624. Qualche cenno in Chi è? Dizionario degli italiano d’oggi, Roma, 1940, p. 871 ad vocem.
13) R. Maiocchi, Scienza italiana e razzismo fascista, Firenze, 1999, p. 315.
14) Ivi, p. 178.
15) Il Documento, del 26 aprile 1940, in A.C.S., Minculpop, Gabinetto, Archivio generale, Sovvenzioni, b. 200, f. 1290 Rivista ‘Archivio di Antropologia criminale, Psichiatria e Medicina legale’.
16) Così riporta un terzo documento (21 aprile 1943) redatto dall’‘Ufficio razza’ in risposta ad un sollecito giunto dall’Editore in cui si chiedeva il versamento del contributo alla pubblicazione in considerazione delle « ingenti spese » sostenute nonché della « importanza del periodico per i problemi della razza » (aggiungo che il contributo risulta effettivamente versato il 26 settembre 1939, il 16 giugno 1940, il 26 aprile 1941, il 7 maggio 1942). Documentazione nel fondo citato.
17) Su questa (illustre) figura mi limito a rinviare a P. L. Baima Bollone, Cesare Lombroso ovvero il principio dell’irresponsabilità, Torino, 1992 ed a G. Marotta, Criminologia: storia, teorie, metodi, Padova, 2017, pp. 129-137.
18) V. Pisanty, La difesa della razza. Antologia 1938-1943, Milano, 2006.
19) Su T. I. si veda M. Canali, ad vocem, in Dizionario biografico degli italiani, Roma, 2004, vol. 62, pp. 519-521 e poi G. Mughini, A via della Mercede c’era un razzista, Milano, 1990.
20) S. Gentile, La legalità del male, cit., pp. 44-61 e S. Falconieri, La legge della razza. Strategie e luoghi del discorso giuridico fascista, Bologna, 2011, pp. 105-122.
21) Ibidem.
22) « D’altra parte gli Editori e il Direttore si tengono in continuo contatto con l’Ufficio per rendere la pubblicazione sempre più rispondente agli scopi che persegue », in A.C.S., Minculpop, Gabinetto, Archivio generale, Sovvenzioni, b. 200, f. 1290 Rivista ‘Archivio di Antropologia criminale, Psichiatria e Medicina legale’.
23) Si veda, per tutti, Gerin C. (1987), La valutazione medico-legale del danno alla persona in Responsabilità civile, Milano: “Ebbene, per poter svolgere le più varie attività umane (lavorative o no conta relativamente poco, poiché tutte, siano esse interessate più direttamente alla conservazione dell’individuo oppure alla sua espansione nella vita sociale, che è tutta vita di relazione, perché l’uomo non può essere concepito che in funzione della collettività e quindi dei rapporti con i suoi simili) è necessaria l’esistenza di una validità psico-fisica i cui riflessi economico-sociali sono indiscutibili: è proprio nell’ambito di questa “validità” che è contenuta anche in quella efficienza sociale, quella capacità sociale – meglio quella validità sociale – che è comune a tutti gli uomini”.
24) La Corte costituzionale, con sentenza 27 dicembre 1991, n. 485, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dei commi 6 e 7 dell’art. 10 di cui al D.P.R. n. 1124 del 1965 che stabilivano che il risarcimento dovuto al lavoratore poteva avere ad oggetto solo il c.d. danno differenziale, vale a dire la differenza fra l’ammontare complessivo dei danni subiti dall’infortunato, calcolati secondo le comuni regole civilistiche, e quanto lo stesso aveva o avrebbe percepito dall’Inail. Nella stessa sentenza la Corte ha dichiarato anche l’illegittimità costituzionale dei commi 1 e 2 dell’art. 11 del D.P.R. n. 1124 del 1965 nella parte in cui consentiva all’Istituto di aggredire, con l’azione di regresso nei confronti del datore di lavoro, le somme dovute al lavoratore a titolo di risarcimento del danno biologico. Autorevole dottrina classifica la giurisprudenza formatasi a seguito delle sentenze della Corte in due indirizzi interpretativi: per il primo di tali orientamenti il danno biologico che il datore di lavoro deve risarcire all’infortunato e` limitato a quella parte del danno non coperta dalle prestazioni erogate dall’Inail, depurato cioè di quella parte relativa alla perdita della capacità lavorativa generica che viene ristorata dall’Istituto.
25) Si veda, al riguardo, il recente Decreto del Presidente della Repubblica 12 ottobre 2017 sull’adozione del secondo programma di azione biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità.
26) Cembrani F., La normativa sull’invalidità civile dagli anni ’60 ai giorni nostri: riflessioni critiche, in Invalidità civile e libertà dal bisogno, in Atti del Convegno-Seminario di Comano Terme (Trento) del 27 e 28 aprile 1990 (a cura di D. Rodriguez e F. Cembrani).
27) Consolazio G.,Il processo dell’invalidità civile ai sensi dell’articolo 20, legge n. 102/2009: l’esperienza del Centro Medico Legale INPS di Iglesias nel periodo 2010-2016, Rivista Italiana di Medicina Legale 2/2017, p. 593 e ss..
28) Si vedano, al riguardo, le acutissime osservazioni di M. Barni, Postille medico-legali al D.L. 509/1988 in tema di invalidità civile, in Rivista italiana di Medicina legale 1989, 3, p. 724 e ss.
29) Danno funzionale permanente cui lo stesso Coordinamento Generale Medico-legale INPS fa riferimento [Molisso V. et Al., Cardiotossicità da chemioterapia: dalla clinica alla valutazione medico-legale, Rivista Italiana di Medicina Legale 4/2017, p. 1457 e ss.], salvo poi confonderlo con la riduzione della capacità lavorativa generica [S. Simplicio S. et Al., Metodologia di valutazione della sclerosi multipla nell’invalidità civile con esemplificazione casistica, Rivista Italiana di Medicina Legale 2/2015, p. e ss.; Molisso V. et Al., Valutazione medico-legale del trapianto cardiaco in ambito previdenziale INPS e di invalidità civile, Rivista Italiana di Medicina Legale 1/2016, p. 143 e ss.] ovvero sovrapporre e confondere gli ambiti valutativi [Molisso V. et Al., Valutazione medico-legale del trapianto cardiaco in ambito previdenziale INPS e di invalidità civile, op. cit.; Molisso V. et Al., Il difetto interventricolare: dalla clinica alla valutazione medico-legale, Rivista Italiana di Medicina Legale 3/2014, p. 801 e ss.].
30) Raspanti R. et Al., L’utilizzo in medicine legale della misurazione della salute del minore secondo ICF-CY: esemplificazione casistica, Rivista Italiana di Medicina Legale 3/2015, p. 1029 e ss..
31) È da ricordare che, in Provincia di Trento, i malati di fibrosi cistica godono di un LEA aggiuntivo che riconosce loro un beneficio economico di 4 mila Euro/anno come concorso delle spese sostenute per il trattamento fisioterapico erogato in forma indiretta da professionisti privati o dai familiari della persona adeguatamente formati dal Centro regionale veneto per la fibrosi cistica.
32) Nel cui mandato si esplicitava di “[...] procedere alla definizione di una nuova metodologia valutativa fondata sull’accertamento quali-quantitativo delle condizioni di disabilità, così come definite dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità”. E che avrebbe dovuto portare, secondo le parole dell’allora Direttore Generale del Ministero, nella sua qualità di presidente della Commissione, non solo ad un mero aggiornamento delle Tabelle del 1992 “ [...] immaginando anche un lavoro di revisione e valutazione continua per migliorare gli strumenti, tramiti audit del sistema stesso, ed informatizzazione del fascicolo personalizzato”.
33) Cfr., Deliberazione della Giunta provinciale di Trento n. 859 del 15 maggio 2018 recante ‘Disposizioni in materia di fibrosi cistica’.
34) Con un ulteriore pericolosissimo revirement provocato dall’atto deliberativo approvato dalla Giunta provinciale di Trento se si considera che la legge provinciale 10 settembre 2003, n. 8 recante ‘Disposizioni per l’attuazione delle politiche a favore delle persone in situazione di handicap’ prevede, all’art. 4, che “la commissione di accertamento dell’handicap stabilisce altresì i benefici e le agevolazioni in favore della persona in situazione di handicap in relazione alla natura e alla consistenza della minorazione, della capacità complessiva individuale residua e dell’efficacia delle terapie riabilitative”.
35) Consolazio G., L’indennità di accompagnamento in caso di dissociazione tra gravità della patologia e grado di dipendenza da terzi: metodologia valutativa ed esemplificazione casistica, Rivista Italiana di Medicina Legale 3/2013, p. 1321 e ss..
36) A creare disuguali tra uguali in un sistema che trabocca di malcontento dinanzi ad eguali che, come nell’Animal’s Farm di Orwell, sono più uguali degli altri.
37) Si veda Cembrani F. et Al., A difesa ed a salvaguardia dell’identità della Medicina legale pubblica del Servizio sanitario nazionale: l’Anagrafe dell’handicap della Provincia autonoma di Trento, Rivista italiana di Medicina Legale, 2017, 3, p. 1135 e ss.
1) S. Gentile, La legalità del male. L’offensiva mussoliniana contro gli ebrei nella prospettiva storico-giuridica (1938-1945), Torino, 2013, p. 2.
2) Ivi, p. 130 (almeno).
3) O. De Napoli, La prova della razza. Cultura giuridica e razzismo in Italia negli anni Trenta, Milano, 2009, p. 240.
4) C. Pogliano, L’ossessione della razza. Antropologia e genetica nel XX secolo, Pisa, 2005.
5) Dino Alfieri fu Ministro della Cultura popolare dal maggio 1937 all’ottobre 1939, quando venne sostituito da Alessandro Pavolini (in carica fino al febbraio 1943 quando gli subentrò – fino al fatidico 25 luglio 1943 – Gaetano Polverelli. A capo del Ministero durante la R.S.I. fu Ferdinando Mezzasoma). In particolare, « Pavolini seppe muoversi con abilità e intelligenza » come rilevava R. De Felice, Mussolini il duce. II Lo Stato totalitario 1936-1940, Torino, 1981, p. 711. In precedenze (pp. 707-708) lo storico aveva giudicato lo stesso Pavolini « molto più intelligente e dinamico di Alfieri, contrariamente a lui tutt’altro che filotedesco ».
6) « È uscito sotto la direzione del Prof. Sergio Sergi il fascicolo 1-2, 1939-XVII, dell’Archivio di Antropologia Criminale, Psichiatria e Medicina Legale. Come V. E. certamente ricorda l’Archivio era, prima dei provvedimenti razziali del Regime, legato economicamente alla famiglia Lombroso; in seguito a detti provvedimenti, venuta meno l’influenza dei Lombroso, La Casa Editrice Bocca per non essere costretta a sospendere la pubblicazione di un organo scientifico così importante, si rivolse all’E. V., ponendo la Rivista a disposizione del Ministero. Non sfuggì l’importanza della proposta a questo Ufficio Razza che consigliò all’E. V. di utilizzare la Rivista come organo di studi razziali. La Direzione della Rivista fu affidata al Professor Sergio Sergi, e l’E.V. approvò che alla Casa Editrice Bocca fosse dato un contributo annuale di lire 20.000. Abbiamo ora il piacere di segnalare all’E. V. tre articoli contenuti nell’Archivio interessanti il problema razziale dovuti rispettivamente a Mariano D’Amelio, Sergio Sergi e Raffaele Corso. A parte questi articoli di argomento razziale, la Rivista contiene numerose memorie di argomento psichiatrico e medico legale, un ricco Bollettino e interessanti recensioni di libri. (…). Da questi brevi riassunti appare chiaro come l’Archivio di Antropologia Criminale Psichiatria e Medicina legale, risorto a nuova vita per la comprensione di V. E., sia bene avviato a portare nuovi importanti contributi alla conoscenza di diverse questioni etnografiche ed antropologiche di notevole importanza per la comprensione totale del problema della razza in Italia e nell’Impero. Ci permettiamo quindi di richiamare l’attenzione di V. E. sull’opportunità che non sia fatto ulteriormente tardare l’invio alla Casa Bocca del sussidio di lire 20.000, concesso da questo Ministero », in Archivio Centrale dello Stato (A.C.S.), Ministero della Cultura popolare (Minculpop), Gabinetto, Archivio generale, Sovvenzioni, b. 200, f. 1290 Rivista ‘Archivio di Antropologia criminale, Psichiatria e Medicina legale’ (documento del 21 agosto 1939).
7) Ibidem.
8) G. Israel, Il fascismo e la razza. La scienza italiana e le politiche razziali del regime, Bologna, 2010, p. 146.
9) C. Mantovani, Rigenerare la società. L’eugenetica in Italia dalle origini ottocentesche agli anni Trenta, Soveria Mannelli, 2004, p. 54 ove leggiamo che G. S. (1841-1936) fu « titolare della cattedra di antropologia a Roma dal 1884 al 1916, Direttore del primo laboratorio italiano di psicologia sperimentale (1889), fondatore della Società Romana di Antropologia (1893) e Direttore degli ‘Atti’ della Società, nonché condirettore della ‘Rivista Italiana di Sociologia’, oltre ad essere una delle figure più rappresentative del positivismo italiano ».
10) D. Velo Dalbrenta, La scienza inquieta. Saggio sull’Antropologia criminale di Cesare Lombroso, Padova, 2004.
11) G. Israel, cit., p. 217.
12) Sulla figura di S. S. (1878-1972) rinvio a quanto può leggersi in AA. VV., Biografie e bibliografie degli Accademici Lincei, Roma, 1976, pp. 617-624. Qualche cenno in Chi è? Dizionario degli italiano d’oggi, Roma, 1940, p. 871 ad vocem.
13) R. Maiocchi, Scienza italiana e razzismo fascista, Firenze, 1999, p. 315.
14) Ivi, p. 178.
15) Il Documento, del 26 aprile 1940, in A.C.S., Minculpop, Gabinetto, Archivio generale, Sovvenzioni, b. 200, f. 1290 Rivista ‘Archivio di Antropologia criminale, Psichiatria e Medicina legale’.
16) Così riporta un terzo documento (21 aprile 1943) redatto dall’‘Ufficio razza’ in risposta ad un sollecito giunto dall’Editore in cui si chiedeva il versamento del contributo alla pubblicazione in considerazione delle « ingenti spese » sostenute nonché della « importanza del periodico per i problemi della razza » (aggiungo che il contributo risulta effettivamente versato il 26 settembre 1939, il 16 giugno 1940, il 26 aprile 1941, il 7 maggio 1942). Documentazione nel fondo citato.
17) Su questa (illustre) figura mi limito a rinviare a P. L. Baima Bollone, Cesare Lombroso ovvero il principio dell’irresponsabilità, Torino, 1992 ed a G. Marotta, Criminologia: storia, teorie, metodi, Padova, 2017, pp. 129-137.
18) V. Pisanty, La difesa della razza. Antologia 1938-1943, Milano, 2006.
19) Su T. I. si veda M. Canali, ad vocem, in Dizionario biografico degli italiani, Roma, 2004, vol. 62, pp. 519-521 e poi G. Mughini, A via della Mercede c’era un razzista, Milano, 1990.
20) S. Gentile, La legalità del male, cit., pp. 44-61 e S. Falconieri, La legge della razza. Strategie e luoghi del discorso giuridico fascista, Bologna, 2011, pp. 105-122.
21) Ibidem.
22) « D’altra parte gli Editori e il Direttore si tengono in continuo contatto con l’Ufficio per rendere la pubblicazione sempre più rispondente agli scopi che persegue », in A.C.S., Minculpop, Gabinetto, Archivio generale, Sovvenzioni, b. 200, f. 1290 Rivista ‘Archivio di Antropologia criminale, Psichiatria e Medicina legale’.
23) Si veda, per tutti, Gerin C. (1987), La valutazione medico-legale del danno alla persona in Responsabilità civile, Milano: “Ebbene, per poter svolgere le più varie attività umane (lavorative o no conta relativamente poco, poiché tutte, siano esse interessate più direttamente alla conservazione dell’individuo oppure alla sua espansione nella vita sociale, che è tutta vita di relazione, perché l’uomo non può essere concepito che in funzione della collettività e quindi dei rapporti con i suoi simili) è necessaria l’esistenza di una validità psico-fisica i cui riflessi economico-sociali sono indiscutibili: è proprio nell’ambito di questa “validità” che è contenuta anche in quella efficienza sociale, quella capacità sociale – meglio quella validità sociale – che è comune a tutti gli uomini”.
24) La Corte costituzionale, con sentenza 27 dicembre 1991, n. 485, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dei commi 6 e 7 dell’art. 10 di cui al D.P.R. n. 1124 del 1965 che stabilivano che il risarcimento dovuto al lavoratore poteva avere ad oggetto solo il c.d. danno differenziale, vale a dire la differenza fra l’ammontare complessivo dei danni subiti dall’infortunato, calcolati secondo le comuni regole civilistiche, e quanto lo stesso aveva o avrebbe percepito dall’Inail. Nella stessa sentenza la Corte ha dichiarato anche l’illegittimità costituzionale dei commi 1 e 2 dell’art. 11 del D.P.R. n. 1124 del 1965 nella parte in cui consentiva all’Istituto di aggredire, con l’azione di regresso nei confronti del datore di lavoro, le somme dovute al lavoratore a titolo di risarcimento del danno biologico. Autorevole dottrina classifica la giurisprudenza formatasi a seguito delle sentenze della Corte in due indirizzi interpretativi: per il primo di tali orientamenti il danno biologico che il datore di lavoro deve risarcire all’infortunato e` limitato a quella parte del danno non coperta dalle prestazioni erogate dall’Inail, depurato cioè di quella parte relativa alla perdita della capacità lavorativa generica che viene ristorata dall’Istituto.
25) Si veda, al riguardo, il recente Decreto del Presidente della Repubblica 12 ottobre 2017 sull’adozione del secondo programma di azione biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità.
26) Cembrani F., La normativa sull’invalidità civile dagli anni ’60 ai giorni nostri: riflessioni critiche, in Invalidità civile e libertà dal bisogno, in Atti del Convegno-Seminario di Comano Terme (Trento) del 27 e 28 aprile 1990 (a cura di D. Rodriguez e F. Cembrani).
27) Consolazio G.,Il processo dell’invalidità civile ai sensi dell’articolo 20, legge n. 102/2009: l’esperienza del Centro Medico Legale INPS di Iglesias nel periodo 2010-2016, Rivista Italiana di Medicina Legale 2/2017, p. 593 e ss..
28) Si vedano, al riguardo, le acutissime osservazioni di M. Barni, Postille medico-legali al D.L. 509/1988 in tema di invalidità civile, in Rivista italiana di Medicina legale 1989, 3, p. 724 e ss.
29) Danno funzionale permanente cui lo stesso Coordinamento Generale Medico-legale INPS fa riferimento [Molisso V. et Al., Cardiotossicità da chemioterapia: dalla clinica alla valutazione medico-legale, Rivista Italiana di Medicina Legale 4/2017, p. 1457 e ss.], salvo poi confonderlo con la riduzione della capacità lavorativa generica [S. Simplicio S. et Al., Metodologia di valutazione della sclerosi multipla nell’invalidità civile con esemplificazione casistica, Rivista Italiana di Medicina Legale 2/2015, p. e ss.; Molisso V. et Al., Valutazione medico-legale del trapianto cardiaco in ambito previdenziale INPS e di invalidità civile, Rivista Italiana di Medicina Legale 1/2016, p. 143 e ss.] ovvero sovrapporre e confondere gli ambiti valutativi [Molisso V. et Al., Valutazione medico-legale del trapianto cardiaco in ambito previdenziale INPS e di invalidità civile, op. cit.; Molisso V. et Al., Il difetto interventricolare: dalla clinica alla valutazione medico-legale, Rivista Italiana di Medicina Legale 3/2014, p. 801 e ss.].
30) Raspanti R. et Al., L’utilizzo in medicine legale della misurazione della salute del minore secondo ICF-CY: esemplificazione casistica, Rivista Italiana di Medicina Legale 3/2015, p. 1029 e ss..
31) È da ricordare che, in Provincia di Trento, i malati di fibrosi cistica godono di un LEA aggiuntivo che riconosce loro un beneficio economico di 4 mila Euro/anno come concorso delle spese sostenute per il trattamento fisioterapico erogato in forma indiretta da professionisti privati o dai familiari della persona adeguatamente formati dal Centro regionale veneto per la fibrosi cistica.
32) Nel cui mandato si esplicitava di “[...] procedere alla definizione di una nuova metodologia valutativa fondata sull’accertamento quali-quantitativo delle condizioni di disabilità, così come definite dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità”. E che avrebbe dovuto portare, secondo le parole dell’allora Direttore Generale del Ministero, nella sua qualità di presidente della Commissione, non solo ad un mero aggiornamento delle Tabelle del 1992 “ [...] immaginando anche un lavoro di revisione e valutazione continua per migliorare gli strumenti, tramiti audit del sistema stesso, ed informatizzazione del fascicolo personalizzato”.
33) Cfr., Deliberazione della Giunta provinciale di Trento n. 859 del 15 maggio 2018 recante ‘Disposizioni in materia di fibrosi cistica’.
34) Con un ulteriore pericolosissimo revirement provocato dall’atto deliberativo approvato dalla Giunta provinciale di Trento se si considera che la legge provinciale 10 settembre 2003, n. 8 recante ‘Disposizioni per l’attuazione delle politiche a favore delle persone in situazione di handicap’ prevede, all’art. 4, che “la commissione di accertamento dell’handicap stabilisce altresì i benefici e le agevolazioni in favore della persona in situazione di handicap in relazione alla natura e alla consistenza della minorazione, della capacità complessiva individuale residua e dell’efficacia delle terapie riabilitative”.
35) Consolazio G., L’indennità di accompagnamento in caso di dissociazione tra gravità della patologia e grado di dipendenza da terzi: metodologia valutativa ed esemplificazione casistica, Rivista Italiana di Medicina Legale 3/2013, p. 1321 e ss..
36) A creare disuguali tra uguali in un sistema che trabocca di malcontento dinanzi ad eguali che, come nell’Animal’s Farm di Orwell, sono più uguali degli altri.
37) Si veda Cembrani F. et Al., A difesa ed a salvaguardia dell’identità della Medicina legale pubblica del Servizio sanitario nazionale: l’Anagrafe dell’handicap della Provincia autonoma di Trento, Rivista italiana di Medicina Legale, 2017, 3, p. 1135 e ss.
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