Titolo

Fascicoli

2019

2018

2017

2016

2015

2014

2013

2012

2011

Annate arretrate

Rivista Italiana di Medicina Legale e del Diritto in campo sanitario

Rivista: Rivista Italiana di Medicina Legale (e del Diritto in campo sanitario)
Anno: 2020
Fascicolo: n. 2
Editore: Giuffrè Francis Lefebvre
ISSN: 1124-3376
Autori: Mugelli Caterina
Titolo: È POSSIBILE UN ‘ACCOMODAMENTO RAGIONEVOLE’ TRA SCIENZA E DIRITTO? RIFLESSIONI ALLA LUCE DEL D.L. N. 73 DEL 2017
Pagine: pp. -

Il saggio indaga sulla possibilità di avvicinare scienza, diritto e contesto sociale attraverso “accomodamenti ragionevoli” operati da organismi a composizione interdisciplinare che possano esprimere i differenti saperi coinvolti. Nel far ciò si considera in particolare il problema della resistenza del contesto sociale alla vaccinoprofilassi che rappresenta un ambito delicato particolarmente esemplificativo dei problemi generali di comunicazione tra scienza, diritto e società.

È POSSIBILE UN ‘ACCOMODAMENTO RAGIONEVOLE’ TRA SCIENZA E DIRITTO? RIFLESSIONI ALLA LUCE DEL D.L. N. 73 DEL 2017


1) Il rapporto scienza/diritto, del quale il biodiritto è certamente espressione, è oramai motivo ricorrente nel confronto giuridico, filosofico e scientifico. Recente riprova della sua crescente rilevanza anche nel contesto italiano è lo Special Issue 2/2019 di BioLaw Journal - Rivista di BioDiritto che dedica ampio spazio al ruolo che i formanti dottrinario e giurisprudenziale hanno avuto nello sviluppo di questa categoria. Uno dei principali riferimenti in materia è S. Rodotà, P. Zatti (diretto da), Trattato di biodiritto, Giuffrè, Milano, 2010 che si compone attualmente di sei volumi. Al di là dell’utilizzo del termine biodiritto e della sua elaborazione dottrinaria, come evidenzia G. Pascuzzi, La dottrina come “motore” del biodiritto, in BioLaw Journal - Rivista di BioDiritto, 2019, pp. 349 ss., p. 354, possono essere citati molti contributi che si occupano delle tematiche connesse al rapporto scienza/diritto: tra le prime pubblicazioni italiane si menzionano N. Irti, E. Severino, Dialogo su diritto e tecnica, Laterza, Roma-Bari, 2001, ed in prospettiva comparata G. Comandé, G. Ponzanelli (a cura di), Scienza e diritto nel prisma del diritto comparato, Giappichelli, Torino, 2004. Si precisa inoltre che con il termine scienza si vuole qui intendere « [L’i]nsieme delle discipline fondate essenzialmente sull’osservazione, l’esperienza, il calcolo, o che hanno per oggetto la natura e gli esseri viventi, e che si avvalgono di linguaggi formalizzati », si veda la definizione dell’Enciclopedia Treccani disponibile su http://www.treccani.it/enciclopedia/scienza/. Visionato il 26 giugno 2020.. In questo senso anche il diritto deve considerarsi una scienza. Per questo motivo nel testo non mancheranno riferimenti alla scienza giuridica, che in questo contesto rappresenta quella scienza che regola le altre scienze.
2) Comitato nazionale per la bioetica, Orientamenti per i comitati etici in Italia, parere del 13 luglio 2001, p. 3, l’affermazione di G. Berlinguer è ricordata anche da C. Flamigni, Sul consenso sociale informato, in BioLaw Journal - Rivista di BioDiritto, 2017, pp. 201 ss., p. 202.
3) Per alcune riflessioni anche in prospettiva storica si veda C. Casonato, La scienza come parametro interposto di costituzionalità, in Rivista AIC, 2016, pp. 1 ss, p. 3 ss. Per considerazioni di carattere generale ed esempi concreti si veda anche C. Casonato, Diritto e scienze della vita: complessità, tentazioni, resilienza, in Diritto pubblico comparato ed europeo, 2015, pp. 277 ss., passim e M. Tallacchini, Scienza e diritto. Prospettive di co-produzione, in Rivista di filosofia del diritto, 2012, pp. 313 ss. Per una prospettiva scientifica sul rapporto scienza/diritto si veda E. Cattaneo, OGM e libertà di ricerca, in V. Barsotti (a cura di) Biotecnologie e diritto, Quaderni del dottorato fiorentino in scienze giuridiche, Maggioli, Rimini, 2016, pp. 91 ss.
4) C. Casonato, La scienza come parametro interposto di costituzionalità, cit., p. 6; M. Tallacchini, Scienza e diritto., cit., p. 316 ss.; C. Casonato, M. Tomasi, Diritti e ricerca biomedica: una proposta verso nuove consonanze, in BioLaw Journal - Rivista di BioDiritto, 2019, pp. 343 ss.
5) R. Sacco, Legal Formants: A Dynamic Approach To Comparative Law, in The American Journal of Comparative Law, 1991, pp. 34 ss.
6) S. Rodotà, M. Tallacchini, Ambito e fonti del biodiritto, in S. Rodotà, P. Zatti (diretto da), op. cit., p. XLIII.
7) Sull’uso giurisprudenziale della comparazione si veda V. Varano, V. Barsotti, La tradizione giuridica occidentale, 6° ed., Giappichelli, Torino, 2018, p. 17 ss., circa le funzioni e i fini del diritto comparato, ivi, p. 10 ss. Per un approfondimento sul concetto di salute in prospettiva comparata I. Rivera, La comparazione giuridica nel concetto di “salute”: possibili scenari evolutivi alla luce della giurisprudenza costituzionale e sovranazionale, in questa Rivista, 2017, pp. 117 ss.; per una ricostruzione dell’utilizzo del dato scientifico da parte della giurisprudenza costituzionale italiana e la bibliografia in materia si veda S. Penasa, Il dato scientifico nella giurisprudenza della Corte costituzionale: la ragionevolezza scientifica come sintesi tra dimensione scientifica e dimensione assiologica, in Politica del diritto, 2015, pp. 271 ss e C. Di Costanzo, A. Simoncini, Il contributo della Corte costituzionale allo sviluppo del biodiritto, in BioLaw Journal - Rivista di BioDiritto, Special Issue 2019, pp. 205 ss.
8) S. Penasa, Obblighi vaccinali: un itinerario nella giurisprudenza costituzionale comparata, in Quaderni costituzionali, 2018, pp. 47 ss., p. 75.
9) Si vedano le recenti risultanze di All European Academies (ALLEA), Con un atto di fede? Come riguadagnare la fiducia nella scienza e nella competenza, disponibili su: https://cordis.europa.eu/article/id/411654-by-leap-of-faith-how-to-regain-trust-in-science-and-expertise/it (visionato il 16 dicembre 2019), per una sintesi di alcune ragioni alla base della « crisi che investe il rapporto tra scienza e società » si veda il documento della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (FNOMCeO), Documento sui vaccini, pp. 1 ss., disponibile su: https://portale.)ceo.it/documento-vaccini/ (visionato il 12 marzo 2020).
10) M. Tallacchini, Scienza e diritto, cit., p. 321.
11) Ibid.
12) È la stessa Corte Costituzionale a definire così l’evoluzione del contesto italiano in Corte cost., 18 gennaio 2018, n.5, in Giurisprudenza costituzionale, 2018, pp. 100 ss. con nota di C. Pinelli, Gli obblighi di vaccinazione fra pretese violazioni di competenze regionali e processi di formazione dell’opinione pubblica, si veda in particolare § 8.2.3 Considerato in diritto.
13) P. Bonanni, C. Azzari, L’obbligo vaccinale per l’accesso a scuola: una scelta giustificata nell’attuale contingenza epidemiologica e comunicativa, in questa Rivista, 2018, pp. 217 ss., p. 219.
14) A. Simoncini, E. Longo, Art. 32, in R. Bifulco, A. Celotto, M. Olivetti, (a cura di), Commentario alla Costituzione UTET, Torino, 2006, pp. 667 ss.
15) Corte cost., 18 gennaio 2018, n.5, cit., § 8.2.1 Considerato in diritto, che ricorda le sentenze n. 258 del 1994 e n. 307 del 1990 che sanciscono l’importanza dell’indennizzo non solo per le vaccinazioni obbligatorie, ma anche per quelle raccomandate. Si veda anche A. Purpura, Responsabilità del produttore per danno da vaccino e onere della prova, in Europa e Diritto Privato, 2018, pp. 809 ss.
16) Interessanti in proposito le riflessioni di G. Pascuzzi, La spinta gentile verso le vaccinazioni, in Mercato Concorrenza Regole, 2018, pp. 89 ss., p. 106 circa l’aumento dell’ansia dei genitori per i trattamenti sanitari dei figli collegata ad una fecondità tardiva.
17) S. Cacace, Salute e autodeterminazione: da Charlie Gard a dj Fabo, passando per i no-vax. Scienza, diritto, diritti e libertà, in questa Rivista, 2018, pp. 53 ss., p. 59. Si veda anche Tribunale Milano 9 gennaio 2018, in questa Rivista, 2018, pp. 1659 ss. con nota di S. Covino, La riaffermazione dell’obbligo vaccinale nel prisma dell’interesse del minore e dei rimedi inerenti l’esercizio della responsabilità genitoriale. Per una disamina sull’interesse superiore del minore si veda S. Sonelli, L’interesse superiore del minore. Ulteriori “tessere” per la ricostruzione di una nozione poliedrica, in Rivista Trimestrale di Diritto e Procedura Civile, 2018, pp. 1373 ss.
18) Per l’inquadramento dei principi costituzionali alla base della vaccinoprofilassi si rimanda a N. Vettori, Le decisioni in materia di salute tra precauzione e solidarietà. Il caso delle vaccinazioni, in Diritto pubblico, 2018, pp. 181 ss. Vedi anche M. Plutino, Le vaccinazioni. Lineamenti ricostruttivi di diritto costituzionale su un tema dominato dalle evidenze scientifiche, in BioLaw Journal – Rivista di BioDiritto, 2019, pp. 541 ss, p. 542 ss.
19) « Dalle interpretazioni della Commissione Europea (nella comunicazione del 2.2.2000), e dalla giurisprudenza, nazionale ed europea, si ricava che la previsione di una misura precauzionale richiede un triplice ordine di azioni. i) Una valutazione scientifica, autorevole e indipendente, dei rischi ovvero dell’entità del pericolo che si corre. In questo caso, l’entità del rischio per la salute individuale e collettiva che potrebbe derivare dalla diffusione di gravi malattie (che comportano spesso complicanze gravi e talvolta anche esiti mortali) da cui i vaccini proteggono. ii) Una valutazione di natura politico-discrezionale del rapporto costi/benefici derivanti dall’applicazione o dalla non applicazione della misura (c.d. valutazione del rischio). Nel caso di specie: il rapporto tra beneficio in termini di salute individuale (comprensivi dei rischi da cui i soggetti sono protetti vaccinandosi) e di salute collettiva (c.d. immunità di gregge) che deriva dalla vaccinazione, rapportato al rischio individuale (di danno da complicanza grave derivante dal vaccino) e alla sua incidenza statistica. iii) La decisione di agire o non agire e, nel primo caso, la definizione della misura precauzionale in modo tale che essa risulti non discriminatoria e coerente con altri interventi del medesimo tipo, proporzionata alla specifica situazione e al livello di protezione ricercato, modificabile e rivedibile in base all’evoluzione delle conoscenze scientifiche e delle circostanze di fatto (c.d. gestione del rischio)”, N. Vettori, L’evoluzione della disciplina in materia di vaccinazioni nel quadro dei principi costituzionali, in questa Rivista, 2018, pp. 237 ss, p. 243-244.
20) Sentenza Corte cost, 18 gennaio 2018, cit.
21) Comitato nazionale per la bioetica, Le vaccinazioni, parere del 22 settembre 1995, p. 25 ss.
22) Per un approfondimento si veda N. Vettori, L’evoluzione, cit., p. 237 ss.
23) P. Bonanni, C. Azzari,op. cit., p. 217 ss., si veda anche il documento della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (FNOMCeO), Documento sui vaccini, cit., p.1 ss.
24) Ci si riferisce in particolare alla l. n. 891/1939 per la vaccinazione anti-difterite, alla l. n. 292/1963 per la vaccinazione anti-tetanica, alla l. n. 51/1966 per la vaccinazione anti-poliomielitica, la l n. 165/1991 per l’anti-epatite B.
25) Fino all’entrata in vigore della l. n. 689/ 1981, Modifiche al sistema penale, si trattava di una sanzione penale.
26) Sul possibile affievolimento della responsabilità genitoriale in base alla precedente disciplina normativa si vedano F. Buzzi, Libertà di cura e interesse della collettività nelle vaccinazioni obbligatorie in età pediatrica: verso un nuovo equilibrio?, in questa Rivista, 2003, pp. 1160 ss., p. 1160-1161. Si veda anche A. De Simone, Potestà genitoriale, obblighi vaccinali ed intervento del giudice minorile ai sensi degli artt. 333 e 336 c.c., in Familia, 2003, pp. 552 ss.
27) Per qualche dettaglio relativo agli obiettivi fissati a livelli internazionale e sugli eventi avversi alle vaccinazioni si veda P. Bonanni, C. Azzari, op. cit., p. 231 ss.
28) Così Cass. civ., sez. I, 18 luglio 2003, n. 11226, in questa Rivista, 2003, pp. 1157 ss. con nota di F. Buzzi, Libertà di cura e interesse della collettività nelle vaccinazioni obbligatorie in età pediatrica: verso un nuovo equilibrio?; T.A.R. Aosta, 16 aprile 1999, n.76 in Foro Amm. 1999, 260, Consiglio di Stato, sez. II, 2 luglio 1997, n. 2021 (parere), in Famiglia e diritto, 2018, p. 178, nota 7; Tribunale minorenni Lecce (decreto), 23 maggio 2002, citato in A. Di Francia, F. Dalla Giacoma, I diritti dei minorenni, Giuffrè, Milano, 2008, p. 491.
29) Così Cass. civ., 18 luglio 2003, n. 11226, in Ragiusan, 2004, p. 237.
30) F. Buzzi, op. cit., pp. 1160-1161.
31) Il Piano nazionale prevenzione vaccini (PNPV) 2005-2007 è disponibile su http://www.salute.gov.it/portale/documentazione/p6_2_2_1.jsp?lingua=italiano&id=543. Visionato il 26 giugno 2020.
32) Si veda D. Messineo, Problemi in tema di discipline regionali sui trattamenti sanitari: il caso dei vaccini, in Le Regioni, 2009, pp. 331 ss. circa le politiche sanitarie di Piemonte e Veneto.
33) Ibid., per i precisi riferimenti normativi si veda anche G. Pascuzzi, La spinta gentile, cit., p. 94 che descrive gli approcci delle regioni Veneto, Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Provincia autonoma di Trento. Merita sottolineare che incentivare l’adesione volontaria è fondamentale, purtroppo l’effetto di queste politiche è stato quello di registrare una diminuzione dei bambini sottoposti alle vaccinazioni obbligatorie, in questo senso interessanti le riflessioni circa la razionalità limitata, ivi, p. 98 ss.
34) V. supra nota 28.
35) Per un approfondimento circa il calo delle coperture vaccinali si vedano i dati del Ministero della salute disponibili su: http://www.salute.gov.it/portale/documentazione/p6_2_8_3_1.jsp?lingua=italiano&id=20.
36) Questo il primo comma dell’art. 1 del d.l. n. 73 del 7 giugno 2017. Visionato il 26 giugno 2020.
37) Al comma 1-quater dell’art. 1 del d.l. n. 73/2017 si garantisce, inoltre, in base alle specifiche indicazioni del calendario vaccinale nazionale relativo a ciascuna coorte di nascita vengano assicurate gratuitamente altre quattro vaccinazioni (anti-meningococcica B; anti-meningococcica C, anti- pneumococcica e anti-rotavirus) non obbligatorie, ma raccomandate.
38) P. Bonanni, C. Azzari, op. cit., p. 222.
39) Corte cost., 18 gennaio 2018, n.5, cit.
40) S. Penasa, Obblighi vaccinali, cit., p. 49.
41) AA. VV. Mapping vaccine hesitancy-Country-specific characteristics of a global phenomenon, in Vaccine, 2014, pp. 6649 ss.
42) Per un approfondimento circa il calo delle coperture vaccinali si vedano i dati del Ministero della salute supra nota 35..
43) La vaccine hesitancy è definita come « [...] delay in acceptance or refusal of vaccination despite availability of vaccination services. Vaccine hesitancy is complex and context specific, varying across time, place and vaccines. It is influenced by factors such as complacency, convenience and confidence. » E. MacDonald, Vaccine Hesitancy: Definition, scope and determinants, in Vaccine, 2015, pp. 4161 ss., p. 4163.
44) Pare esservi accordo sia tra medici e giuristi e la circostanza si ritrova anche in Corte cost., 18 gennaio 2018, n.5, cit., § 8.2.3 considerato in diritto. Recentemente anche M. Plutino, op. cit., cit., p. 548
45) G. Pascuzzi, La spinta gentile, cit., p. 105.
46) A. Vallini, Vaccine hesitancy ed obbligo vaccinale - Un dilemma medico-giuridico nell’era della “post-verità”. La questione della responsabilità penale, in questa Rivista, 2018, pp. 187 ss., p. 188-189 si veda anche il documento della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (FNOMCeO), Documento sui vaccini, cit., p. 2 ss. La diffidenza nasce dal considerare l’incentivo alle vaccinazioni da parte dell’autorità pubblica quale sottoposizione agli interessi dell’industria farmaceutica, ciononostante « è stato fatto notare, nel caso concreto, che il costo da sopportare in alternativa da parte degli apparati pubblici, o addirittura privati, per la cura delle conseguenti malattie sarebbe, secondo alcune stime, notevolmente superiore » M. Plutino, op. cit., p. 548.
47) F. Comunello, Oltre le filter bubbles. Una riflessione sulla controversia vaccinale nei social media, in questa Rivista, 2018, pp. 311 ss., All European Academies (ALLEA), Con un atto di fede? Come riguadagnare la fiducia nella scienza e nella competenza, cit. Si veda M. Merchant, D.A. Asch, Protecting the value of medical science in the age of social media and fake news, in Jama, 2018, pp. 2425-2416 gli autori sottolineano l’importanza dell’informazione anche proattiva per contrastare la disinformazione. Uno degli esempi portati è quello delle notizie che correlano autismo e vaccinoprofilassi.
48) M. Plutino, op. cit., p. 549.
49) Esplicito in questo senso il c.d. principio GIGO, acronimo di “garbage in garbage out”, per alcune considerazioni ed esempi si rimanda a A. Simoncini, L’algoritmo incostituzionale: intelligenza artificiale e il futuro delle libertà, in BioLaw Journal - Rivista di BioDiritto, 2019, pp. 63 ss., p. 69.
50) A. Vallini, op. cit., p. 194 ss. Si veda anche P. Bonanni, C. Azzari, op. cit., p. 222.
51) F. Comunello, op. cit., p. 313. Si veda anche A. Vallini, op. cit., p. 198 ss.
52) M. Tomasi, Vaccini e salute pubblica: percorsi di comparazione in equilibrio fra diritti individuali e doveri di solidarietà, in Diritto pubblico comparato ed europeo, 2017, pp. 455 ss., p. 481.
53) M. Cartabia, The Many and the Few: Clash of Values of Reasonable Accommodation, in Am. U. Int’l L. Rev., 2018, pp. 667 ss.
54) Ibid.
55) Principio oggi direttamente cristallizzato nell’ordinamento italiano dalla l. n. 219/2017 recante Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento, divenuto perno di decisioni importanti quale la sentenza della Corte cost. 22 novembre 2019, n. 242 in Diritto e Giustizia, 2019, 22 novembre.
56) Per gli ambiti menzionati si vedano: D. Amram, Responsabilità genitoriali e vaccini, in questa Rivista, 2018, pp. 279 ss.; S. Covino, La riaffermazione dell’obbligo vaccinale nel prisma dell’interesse del minore e dei rimedi inerenti l’esercizio della responsabilità genitoriale, in questa Rivista, 2018, pp. 1663 ss.; L. Principato, Obbligo di vaccinazione, “potestà” genitoriale e tutela del minore, in Diritto e salute, 2018, pp. 1 ss.; M. Renna, Vaccinazioni obbligatorie: tutela del minore e responsabilità genitoriale, in Diritto e salute, 2018, pp. 36 ss. R. Breda, Danno da vaccinazione tra indennizzo e risarcimento del danno, in questa Rivista, 2018, pp. 289 ss. A. Vallini, op. cit., S. Penasa, Obblighi vaccinali, cit., L. Pedullà, Profili costituzionalistici in materia di vaccinazioni: uno sguardo comparatistico, in Federalismi.it – Osservatorio di diritto sanitario, 25 luglio 2018. Ex plurimisD. Morana, Diritto alla salute e vaccinazioni obbligatorie, in Diritto e salute, 2018, pp. 48 ss.; A. Patanè, Obbligo di vaccinazione e riparto di competenze legislative. Nota a Corte cost. n. 5 del 2018, in questa Rivista, 2018, pp. 265 ss.; C. Pinelli, Gli obblighi di vaccinazione fra pretese violazioni di competenze regionali e processi di formazione dell’opinione pubblica, in Giurisprudenza costituzionale, 2018, pp. 100 ss. Per il ruolo che l’attuale normativa ritaglia per le regioni in tema di vaccinazioni pediatriche obbligatorie, anche alla luce della sentenza della Corte cost., 18 gennaio 2018, n. 5, cit., si veda M. Plutino, op. cit., p. 556 ss.
57) Si consideri ad esempio la prima domanda posta a vari costituzionalisti per partecipare a AA.VV., Forum: Vaccini obbligatori: le questioni aperte, in BioLaw Journal - Rivista di BioDiritto, 2/2017,15, riguardante proprio l’adeguatezza dello strumento normativo impiegato.
58) Corte cost., 18 gennaio 2018, n. 5, cit., Dispositivo.
59) Corte cost., 18 gennaio 2018, n. 5, cit., § 6.4 Considerato in diritto.
60) Ex plurimisC. Casonato, Diritto e scienze della vita, cit., p. 280-281.
61) M. Tallacchini, Scienza e diritto, cit., p. 318. La critica è più labile per gli ordinamenti di common law, quali Stati Uniti d’America ed Inghilterra, che annoverano tra le fonti del diritto la giurisprudenza, che attraverso la dottrina del precedente vincolante meglio riescono a tenere il passo della scienza, affrontando le problematiche quotidiane attraverso la risoluzione del caso concreto. Per una comparazione sul tema si veda C. Casonato, Diritto e scienze della vita, cit., p. 282-285.
62) C. Casonato, Le 3A di un diritto sostenibile ed efficace in V. Barsotti (a cura di), op. cit., p. 29 ss. In questo senso, « La legge ordinaria oggi [...] è visibilmente in crisi per la sua incapacità ad ordinare giuridicamente la società civile e soprattutto a governare il mutamento socio-economico che stiamo vivendo e che ancor più vivremo domani », P. Grossi, Prima lezione di diritto, Laterza, Bologna-Roma, 2009, p. 97.
63) M. Tallacchini, Scienza e diritto, cit., p. 328.
64) A. Clavenna, T. Jefferson, M. Bonati, Epidemiologia delle malattie infettive e obbligatorietà vaccinale in Italia, in questa Rivista 2018, pp. 259 ss., p. 263-264.
65) Si veda ibid. Tale incoerenza creerebbe dunque una forzatura escludendo dall’accesso ai nidi di infanzia i bambini non vaccinati per il tetano e l’epatite B, « con un rischio assente nel primo caso o alquanto improbabile nel secondo di mettere a rischio la salute dei compagni, la mancanza di vaccini monocomponenti ha comportato l’estensione dell’obbligo della vaccinazione contro l’haemophilius influenzae di tipo B a fasce di età scarsamente interessate dalla malattia (p. es. i bambini maggiori di 5 anni di età), con la necessità di somministrare off-label la vaccinazione esavalente nella fascia 4-7 anni (stando al Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto gli studi di sicurezza ed efficacia sono stati condotti nei minori di 24 o 36 mesi, a seconda della specialità medicinale considerata) e di ricorrere al monocomponente, scarsamente disponibile, per quelli più grandi. Problemi che si sarebbero potuti ridurre limitando l’obbligatorietà per questo vaccino alle coorti maggiormente a rischio (p.es. ai nati a partire dal 2013) ».
66) Tribunale Milano 9 gennaio 2018, sez. IX, cit. Per le considerazioni mediche sopra esposte P. Bonanni, C. Azzari, op. cit., p. 223.
67) Ibid.
68) Ibid.
69) Corte cost., 26 giugno 2002, n. 282 in Giust. civ. 2003, I, 294; in Foro it., 2003, I, p. 394 con nota di Molaschi, Livelli essenziali delle prestazioni e Corte Costituzionale e di Gragnani, Principio di precauzione, libertà terapeutica e ripartizione di competenza tra Stato e Regioni); in Regioni, 2002, p. 1444, con nota di Violini, La tutela della salute e i limiti al potere di legiferare: sull’incostituzionalità di una legge regionale che vieta specifici interventi terapeutici senza adeguata istruttoria tecnico scientifica; e in questa rivista, 2002, c. 2006, con nota di Covino, In tema di violazione della competenza statale sulla definizione dei principi fondamentali nelle materie di legislazione concorrente ex art. 117, 3° comma, Cost. Si veda in particolare S. Penasa, Il dato scientifico, cit., passim.
70) Ibid.
71) Ibid., p. 314 e C. Casonato, La scienza come parametro interposto di costituzionalità, cit., p. 6 ss.
72) Così si è espressa la Consulta in Corte cost., 18 gennaio 2018, n. 5, cit., § 8.2.5. Considerando in diritto: « Analoghe variazioni nelle condizioni epidemiologiche, nei dati relativi alle reazioni avverse e alle coperture vaccinali potrebbero suggerire al legislatore di prevedere un analogo meccanismo di allentamento del grado di coazione esercitabile anche in riferimento alle sei vaccinazioni indicate al comma 1, dell’art. 1 (anti-poliomielitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, antipertosse, anti Haemophilus influenzae tipo b) ». Per alcuni dettagli circa le condizioni da verificare per la rivalutazione si veda, A. Clavenna, T. Jefferson, M. Bonati, op. cit., p. 262.
73) Art. 3 d.l. n. 73/2017.
74) T.A.R. Brescia, 11 giugno 2018, in Rassegna di diritto farmaceutico, 2018, 4, pp. 894 ss.
75) L’importanza del processo informativo, nel 2003, era stata analizzata anche da F. Buzzi, op. cit., p. 1163, che commenta la sentenza Cassazione civile, 18 luglio 2003, n. 11226.
76) S. Penasa, Obblighi vaccinali, cit., p. 59. Il contributo mira ad « individuare alcuni elementi di carattere teorico-generale utili a definire una “mappa” in grado di orientare il legislatore nella definizione di un quadro normativo ”sostenibile” dal punto di vista costituzionale, nei limiti di un sistema fondato sulla assenza di gerarchie predeterminate tra diritti e principi costituzionali e sulla naturale dinamicità dei contesti sociali, culturali e scientifici nei quali i contenuti costituzionali trovano attuazione », analizzando la giurisprudenza costituzionale italiana, francese, slovena, ceca, ungherese, colombiana, turca, macedone e croata.
77) C. Casonato, M. Tomasi, Diritti e ricerca biomedica: una proposta verso nuove consonanze, cit., p. 356.
78) G. Perlingieri, Legge, giudizio e diritto civile, in Annali SISDIC,2018, pp. 63 ss., p. 84.
79) M. Bucchi, La vittoria dei pro vax. Raddoppiati gli italiani che credono nella scienza, in La Repubblica, 21 settembre 2017. Infatti, anche « [u]na maggire chiarezza sui margini di incertezza, soprattutto a livello di mezzi di comunicazione di massa, condurrebbe ad una maggiore consapevolezza da parte del largo pubblico dei limiti intrinseci all’arte medica; consapevolezza che potrebbe avere l’effetto concreto di inoculare maggiori dosi di realismo nelle aspettative diffuse verso la medicina, con possibili effetti, ad esempio, in termini di diminuzione del contenzioso civile e penale » C. Casonato, Diritto e scienze della vita, cit., p. 284.
80) C. Caporale, Fondazione Veronesi, Cinzia Caporale: “Scienza ed etica non possono essere mai disgiunti”, in L’Huffington Post, 26 marzo 2014.
81) Comitato nazionale per la bioetica, I comitati etici, parere del 27 febbraio 1992, p. 5 ss.
82) I settori di riflessione sono in aumento e possono ormai riguardare tutte le scienze, ma non vi è dubbio che le c.d. scienze della vita siano state pioniere di queste tematiche, si veda M. Tallacchini, Scienza e diritto, cit., p. 315.
83) U. Viafora, Comitati etici per la pratica clinica: ragioni di una proposta e problemi aperti, in Bioetica Riv. Interdisciplinare, 2013, pp. 64 ss.; Comitato nazionale per la bioetica, I comitati etici, cit., passim.
84) Comitato nazionale per la bioetica, I comitati etici, cit., p. 5 ss.
85) In Italia la direttiva si è inserita in un contesto che già aveva visto l’emanazione del decreto legislativo n. 502 del 1992 sul riordino della disciplina in materia sanitaria in ragione del quale le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano dovevano disciplinare l’organizzazione e il funzionamento dei comitati etici.
86) Ai sensi dell’art. 180 TFUE, l’attuale base giuridica dei finanziamenti europei è rappresentata dell’art. 173 del TFUE attraverso il quale l’Unione contribuisce ad assicurare le condizioni necessarie alla competitività dell’industria dell’Unione, tra le quali favorire un migliore sfruttamento del potenziale industriale delle politiche d’innovazione, di ricerca e di sviluppo tecnologico attraverso politiche ed azioni da essa attuate. Il Parlamento europeo e il Consiglio, deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria e previa consultazione del Comitato economico e sociale, possono decidere misure specifiche, destinate a sostenere le azioni svolte negli Stati membri al fine di realizzare gli obiettivi stabiliti. In questa cornice il Parlamento europeo e il Consiglio adottano un programma quadro pluriennale (stabilendo l’importo globale massimo e le modalità di partecipazione) che comprende l’insieme delle azioni dell’Unione e fissa gli obiettivi scientifici e tecnologici da realizzare mediante: a) attuazione di programmi di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione, promuovendo la cooperazione con e tra le imprese, i centri di ricerca e le università; b) promozione della cooperazione in materia di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione dell’Unione con i paesi terzi e le organizzazioni internazionali; c) diffusione e valorizzazione dei risultati delle attività in materia di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione dell’Unione; d) impulso alla formazione e alla mobilità dei ricercatori dell’Unione.
87) Regolamento (UE) n. 1290/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio dell’11 dicembre 2013 che stabilisce le norme in materia di partecipazione e diffusione nell’ambito del programma quadro di ricerca e innovazione (2014-2020) - Orizzonte 2020.
88) L’idea di uno Spazio europeo della ricerca (o European Research Area) nasce con la Comunicazione della Commissione Europea COM(2006)6def del 18.01.2000; idea rafforzata nel 2012 con la Comunicazione COM(2012) 392. La volontà di rafforzar gli obbiettivi dello SER si ritrova nel considerando n. 1 del Regolamento (UE) n. 1291/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio dell’11 dicembre 2013 che istituisce l’ultimo programma quadro di ricerca e innovazione (2014-2020) - Orizzonte 2020.
89) Considerando n. 22 Reg. 1291/2013, cit.
90) La Commissione europea, nel 1991, integra infatti la dimensione etica nel processo decisionale per le politiche comunitarie di ricerca e sviluppo istituendo un Gruppo di consulenti sulle implicazioni etiche delle biotecnologie (GCEB). L’esigenza nasceva anche dall’atteggiamento policy-related del sistema europeo che si contrapponeva al principio di solide basi scientifiche statunitense che ivi permetteva agli scienziati di portare avanti le loro ricerche (quasi) senza impedimenti; l’idea europea era invece quella di far sì che la trasformazione storica della scienza avvenisse in modo integrato con la società. Nel 1997 la competenza del GCEB viene poi estesa a tutti i settori di applicazione della scienza e della tecnologia andando così a trasformare il GCEB nel Gruppo europeo sull’etica nelle scienze e nuove tecnologie (GEE) forse più noto con il nome European Group on Sciences and New Technologies, esplicitamente richiamato dal Regolamento 1291 del 2013, che istituisce l’attuale programma di finanziamento europeo (Considerando 29 del Reg 1290/2013). Dopo il Trattato di Lisbona (2009), grazie all’art. 2 del TUE che sancisce i valori fondamentali sui quali si fonda l’Unione europea e soprattutto grazie all’art. 6 che riconosce alla Carta dei diritti fondamentali lo stesso valore giuridico dei trattati e stabilisce che i diritti fondamentali costituiscono i principi generali dell’Unione, si ravvisa un rafforzamento del ruolo del GEE. Il compito del GEE è quello di fornire alla Commissione consulenze su questioni di carattere etico relative alle scienze ed alle nuove tecnologie e sulle più vaste implicazioni per la società dei progressi realizzati in questi ambiti su richiesta della Commissione o del presidente del GEE (con l’accordo dei servizi della Commissione) anche fornendo, sotto forma di analisi e raccomandazioni, orientamenti incentrati sulla promozione dell’etica nell’elaborazione delle politiche dell’UE, tenendo in debita considerazione la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Interessante l’intervista disponibile a: https://cordis.europa.eu/article/rcn/16849/it. Visionato 26 giugno 2020. Si veda anche la Decisione (UE) 2016/835 della Commissione relativa al rinnovo del mandato del gruppo europeo sull’etica nelle scienze e nuove tecnologie.
91) Articolo 19 del Regolamento (UE) n. 1291/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio dell’11 dicembre 2013 che istituisce il programma quadro di ricerca e innovazione (2014-2020) - Orizzonte 2020.
92) A. Hoecht, Whose ethics, whose accountability? A debate about university research ethics committees, in Ethics and Education, 2011, pp. 253 ss., p. 259.
93) Considerando n. 26 del Regolamento (UE) n. 1291/2013. In tal senso l’Europa preme quindi sull’incentivare la circolazione e l’utilizzo delle conoscenze promuovendo l’accesso aperto (c.d. open access) non solo delle pubblicazioni scientifiche, ma anche dei dati della ricerca scaturenti dalle attività progettuali finanziate pur nel rispetto dei vincoli concernenti il rispetto della vita privata, la sicurezza nazionale e i diritti di proprietà intellettuale. In ottemperanza con quanto previsto dal Codice di condotta europeo per l’integrità della ricerca direttamente richiamato dalle regole che governano la progettazione europea, l’accesso ai dati deve essere il più libero possibile e quindi limitato solo nella misura del necessario e, se del caso, rispettando i cd. principi FAIR in base ai quali i dati devono essere reperibili (findable), accessibili (accessible), interoperabili (interoperable) e riutilizzabili (reusable), questo per garantire il miglior utilizzo di fondi pubblici al fine di una evoluzione scientifica continuativa e scongiurando il ri-finanziamento di ricerche già finanziate, ma non adeguatamente diffuse o non più verificabili; pertanto irrispettose dei principi di integrità della ricerca. Per i principi di integrità nella ricerca si veda Il Codice di condotta europeo per l’integrità nella ricerca, - All European Academies (ALLEA), così come aggiornato nel 2017 disponibile a https://allea.org/code-of-conduct/. Visionato 26 giugno 2020. Il circolo virtuoso creato dalle regole del gioco che governano i progetti europei deve però essere fortemente condiviso e conosciuto dal partenariato per essere realmente tale, si veda quanto purtroppo accaduto in un progetto europeo dei finanziamenti c.d. IMI per il racconto su un progetto Innovative Medicines Initiative (IMI) da C. Casonato, Diritto e scienze della vita, cit., p. 290 ss.
94) P. Passaglia (a cura di), La disciplina degli obblighi di vaccinazione, Roma, Servizio Studi della Corte costituzionale, Area di diritto comparato, 2017, p. 9 che parte dai dati del progetto Vaccine European New Integrated Collaboration Effort (VENICE), dettagli disponibili a: http://venice.cineca.org/the_project.html. Visionato 26 giugno 2020.
95) Per una prospettiva comparata ed europea sui comitati etici si veda D. Townend, Research Ethics Committees, Data Protection and Medical Research in European Countries, Routledge, 2005, circa la loro rilevanza e le prime interpretazioni del Regolamento (UE) 536/2014 con riguardo al ruolo del comitato etico si veda C. Buccelli, Il ruolo dei comitati etici territoriali nella sperimentazione clinica, in questa rivista, 2017, pp. 431 ss.
96) U. Viafora, op. cit., p. 64, per una prospettiva europea si veda G. Lebeer (a cura di), Ethical function in Hospital Ethics Committees, IOS Press, Bruxelles, 2002.
97) Si veda Comitato nazionale per la bioetica, I comitati per l’etica nella clinica, parere del 31 marzo 2017 che in linea generale precisa: « Se le valutazioni sulla sperimentazione farmacologica rischiano, in taluni casi, di assumere un carattere tendenzialmente impersonale e meramente procedurale e burocratico, l’etica clinica accentua invece le connotazioni individuali ed esistenziali di ogni rapporto con i pazienti. È innegabile che molti aspetti dell’una si integrino e correlino con quelli dell’altra, ma non si può neppure ignorare che i canoni e i modelli di valutazione presentino tutta una serie di divergenze. Occorre dunque una prospettiva ampia che sia quanto più possibile aderente alla complessità dei problemi. » (p. 15); circa composizione, struttura, compiti, localizzazione, coordinamento e competenze, Ivi, p. 17 ss.
98) Merita qui ricordare che il Comitato nazionale per la bioetica già dal 1992 aveva cominciato a delineare le diverse funzioni che i comitati etici potevano essere chiamati a svolgere sul territorio nazionale evidenziando la mancanza di una disciplina nazionale in materia. Anche i successivi appelli del 1997, del 2001 e, quello più recente del 2017 continuano a manifestare la stessa esigenza resa sempre più impellente dagli sviluppi tecnologici che alimentano speranze e pongono nuovi interrogativi. Si vedano i relativi pareri disponibili a http://bioetica.governo.it/it/documenti/pareri-e-risposte/. Visionato il 26 giugno 2020.
99) U. Viafora, op. cit.,p. 72; L.P. Martina, I comitati etici per la pratica clinica: tra prospettive, questioni etiche e problemi aperti, in diritto.it, 6 aprile 2017.
100) Si veda l’art 1 comma 2 Decreto del Ministro della salute 8 febbraio 2013. Veneto, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Bolzano provincia autonoma possono ritenersi virtuose poiché hanno previsto anche funzioni (ovvero organismi distinti) relative all’etica nella pratica clinica, ciononostante, un recente studio sui comitati etici veneti per la pratica clinica evidenzia comunque profili da migliorare: E. Furlan, et al., Establishing and coordinating a regional network of healthcare ethics committee. Findings and lessons learnt from a qualitative research in the Veneto Region (Italy), in Medicina e Morale, 2019, pp. 11 ss.; per l’evoluzione anche normativa si veda C. Di Costanzo, I comitati di bioetica per la pratica clinica: un universo da esplorare (e disciplinare), in BioLaw Journal –Rivista di Biodiritto, 2017, pp. 311 ss.
101) C. Di Costanzo, op. cit., p. 308.
102) Si vedano ad esempio gli artt. 2, 7° e 9° comma; art 3, 2° comma lett. c.
103) E. Furlan, et al., op. cit., p. 11.
104) Comitato nazionale per la bioetica, I comitati per l’etica nella clinica, cit., p. 5.
105) Per il c.d. metodo dei comitati etici si veda U. Viafora, op. cit.,p. 76.
106) A. Hoecht, op. cit., pp. 253-266. Emblema di un approccio transdisciplinare volto a stimolare e suggerire modalità di ricerca eticamente sostenibili in tutti i settori della scienza è rappresentato dalla Commissione per l’Etica della Ricerca e la Bioetica nata in seno al Consiglio nazionale delle ricerche (CNR). Linee guida per l’integrità della ricerca scientifica approvate il 10 giugno 2015 e revisionate nel 2019 p. 1, disponibili su: https://www.cnr.it/sites/default/files/public/media/doc_istituzionali/linee-guida-integrita-nella-ricerca-cnr-commissione_etica.pdf?v=4. Visionato 26 giugno 2020.
107) « Delle diverse tipologie di Comitati etici, quella più in grado di intercettare questa nuova domanda di etica nella quotidianità dell’attività sanitaria è senza dubbio costituita dai Comitati etici per la pratica clinica », si veda U. Viafora, op. cit., p. 65.
108) L’accomodamento ragionevole può essere visto come la risposta concreta e pratica al bilanciamento tra diritti che spesso comporta una gerarchizzazione degli stessi al fine di comprendere quale diritto debba subire una compressione, sebbene proporzionata. L’accomodamento ragionevole, quale risposta al bilanciamento tra diritti, attraverso reciproci sacrifici, mira ad una soluzione vincente per le parti in causa, evitando il soccombere dell’una rispetto all’altra: « Reasonable accommodation is not the realm of absolutes. It is based on the language of balancing, flexibility, reasonableness, and requires “practical imagination” ». M. Cartabia, op. cit., p. 677.
109) D. Ferri, L’accomodamento ragionevole per le persone con disabilità in Europa: da Transatlantic Borrowing alla Cross-Fertilization, in Diritto pubblico comparato ed europeo, 2017, pp. 381 ss., p. 382.
110) Multani v. Commission scolaire Marguerite-Bourgeoys, [2006] 1 R.C.S. 256.
111) Ibid.
112) Ibid.
113) M. Cartabia, op. cit., pp. 676-677.
114) L’art. 2, comma 5 del D.M. 8 febbraio 2013 stabilisce che al fine di garantire le qualifiche e l’esperienza necessarie a valutare gli aspetti etici, scientifici e metodologici degli studi proposti la composizione dei comitati etici debba contemplare almeno tre clinici; un medico di medicina generale territoriale; un pediatra; un biostatistico; un farmacologo; un farmacista del servizio sanitario regionale; il direttore sanitario (o un suo sostituto permanente) e, nel caso degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, il direttore scientifico dell’istituzione; un esperto in materia giuridica e assicurativa o un medico legale; un esperto di bioetica; un rappresentante dell’area delle professioni sanitarie interessata alla sperimentazione; un rappresentante del volontariato o dell’associazionismo di tutela dei pazienti; un esperto in dispositivi medici; un ingegnere clinico o altra figura professionale qualificata; un esperto in nutrizione; un esperto di nuove procedure tecniche, diagnostiche e terapeutiche invasive e semi invasive; un esperto in genetica. Il 6° comma precisa che, laddove necessario per specifiche consulenze, il comitato etico convochi esperti esterni al comitato stesso. Come evidenziato, il D.M. 8 febbraio 2013 è orientato a disciplinare maggiormente i comitati etici per la sperimentazione farmacologica, mentre i comitati per la pratica sanitaria (o clinica) dovrebbero coinvolgere anche « figure maggiormente orientate al ”sociale” » come precisa il CNB, I comitati per l’etica nella clinica, cit., p. 5. L’attuale composizione transettoriale della Commissione per l’Etica e l’Integrità nella Ricerca del CNR è disponibile a https://www.cnr.it/it/ethics. Visionato 26 giugno 2020.
115) Si veda ad esempio l’art. 1 comma 2 d.l. n. 158 del 13 settembre 2012.
116) M. Cartabia, op. cit., p. 673.
117) M.R. Ferrarese, Soft law: funzioni e definizioni, in A Somma (a cura di), Soft law e hard law nelle società postmoderne, Giappichelli Editore, Torino, 2009, pp. 71 ss., pp. 76-77.
118) S. Penasa, Obblighi vaccinali, cit., p. 49.
119) G. Perlingieri, op. cit., p. 64-65.
120) M. Toraldo di Francia, Etica e “dignità umana” nel dibattito sulle biotecnologie, in V. Barsotti (a cura di), op. cit., , pp. 13 ss, p. 17.
121) P. Grossi, L’Europa del diritto, Editori Laterza, Roma-Bari, 2007, p. 46.
122) Ibid., p. 53, si veda anche p. 57.
123) M. Tallacchini, Scienza e diritto, cit., p. 315
124) Su quest’ultimo tema si veda M.R. Ferrarese, Prima lezione di diritto globale, Editori Laterza, Roma-Bari, 2012, p. 54 ss.
125) Παναγιώτα Κούτμα, Religious objections to compulsory vaccination: the ECtHR approach, in Expressis Verbis Law Journal, 2018, pp. 149 ss. Per una prospettiva statunitense si veda M. Tomasi, Vaccini e salute pubblica, cit., p. 463 ss., si veda anche S. Penasa, Obblighi vaccinali, cit., p. 68 ss.
126) S. Penasa, Obblighi vaccinali, cit., p. 69 ss., l’autore evidenzia come una posizione analoga venga ritrovata anche nella giurisprudenza costituzionale croata.
127) « Overtime, historical experience showed that neutrality was defective and deceptive. It was neither able to fix the conflicts of pluralistic and fragmented societies, nor to provide solutions respectful of the rights of believers and non-believers alike. This was for two reasons. First, because neutral legislation can have a disparate impact on different groups and, therefore, produce a discriminatory effect ». M. Cartabia, op. cit., p. 670.
128) Ivi, p. 672.
129) Dichiarazione della commissione per l’etica nella ricerca e la bioetica del Comitato Nazionale delle Ricerche sulle differenze di genere nella ricerca farmacologica del 2018, disponibile su https://www.cnr.it/sites/default/files/public/media/doc_istituzionali/ethics/CNR-Ethics-Differenze-di-genere-e-ricerca-farmacologica-giugno-2018.pdf. Visionato 26 giugno 2020.
130) S. Penasa, Il dato scientifico, cit., p. 306.
131) Ivi, p. 276..
132) Corte cost., 18 gennaio 2018, n.5, cit., § 8.2.1. Considerato in diritto.
133) Fondamentale risulterebbe quindi la proposta della FNOMCeO di « chiamare, al raggiungimento della maggiore età, i soggetti non vaccinati per illustrare la loro situazione immunitaria e raccogliere il loro orientamento decisionale » contenuta in Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (FNOMCeO), Documento sui vaccini, 3.
134) C. Tripodina, Il « diritto » a procreare artificialmente in Italia: una storia emblematica, tra legislatore, giudici e Corti, in BioLaw Journal - Rivista di Biodiritto, 2014, pp. 67 ss., p. 87.
135) Multani v. Commission scolaire Marguerite-Bourgeoys, cit; dove la Corte suprema canadese ha appurato tramite un esperto la sincerità del credo, circostanza indispensabile al fine dell’accomodamento; l’inclusione che si vuole raggiungere tramite l’accomodamento non dovrebbe permettere abusi.
136) La legge n. 219 del 2017 recante Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento all’art. 1, comma 5, prevede che « Ogni persona capace di agire ha il diritto di rifiutare, in tutto o in parte, [...] qualsiasi accertamento diagnostico o trattamento sanitario indicato dal medico per la sua patologia o singoli atti del trattamento stesso. Ha, inoltre, il diritto di revocare in qualsiasi momento, [...] il consenso prestato, anche quando la revoca comporti l’interruzione del trattamento. Ai fini della presente legge, sono considerati trattamenti sanitari la nutrizione artificiale e l’idratazione artificiale, in quanto somministrazione, su prescrizione medica, di nutrienti mediante dispositivi medici. Qualora il paziente esprima la rinuncia o il rifiuto di trattamenti sanitari necessari alla propria sopravvivenza, il medico prospetta al paziente e, se questi acconsente, ai suoi familiari, le conseguenze di tale decisione e le possibili alternative e promuove ogni azione di sostegno al paziente medesimo, anche avvalendosi dei servizi di assistenza psicologica. Ferma restando la possibilità per il paziente di modificare la propria volontà, l’accettazione, la revoca e il rifiuto sono annotati nella cartella clinica e nel fascicolo sanitario elettronico ».
137) Corte cost., sentenza n. 242 del 2019, cit., § 5 Considerato in diritto.
138) C. Flamigni, op. cit., p. 203.
139) G. Perlingieri, op. cit., p. 84 ss.
140) U. Viafora, op. cit.,p. 65.
141) S. Rodotà, M. Tallacchini (a cura di),op. cit., pp. XLIII-XLIV. Si vedano anche le pagine di R. Sala, Etica pubblica e biodiritto, in part. pp. 141-146 che approfondiscono l’opportunità di un diritto « leggero » o « debole » o « mite » per il biodiritto. Si veda anche G. Zagrebelsky, Il diritto mite, Einaudi, Torino, 1992. C. Casonato, Diritto e scienze della vita, cit., p. 288: « E a fronte delle difficoltà generate da un inopportuno e in definitiva controproducente fenomeno segnato da incapacità, da ingerenze o latitanze normative e giudiziarie, c’è chi propone che le scienze della vita trovino una regolamentazione basata prevalentemente o esclusivamente su fonti di disciplina autonome e interne alle categorie dei ricercatori e dei professionisti coinvolti ».
142) C. Pinelli, op. cit., p. 100 ss.
143) Sull’ausilio di organi tecnici da parte del legislatore in Francia e Stati Uniti C. Casonato, Diritto e scienze della vita, cit., p. 297 ss.
144) Articolo 1 del Decreto istitutivo del Presidente del Consiglio dei Ministri del 28 marzo 1990 disponibile su: http://bioetica.governo.it/media/3615/decreto_istitutivo-28-marzo-1990.pdf. Visionato 26 giugno 2020.
145) Ivi.
146) I quaranta comitati etici verranno coordinati dal Centro di coordinamento nazionale dei comitati etici territoriali per le sperimentazioni cliniche sui medicinali per uso umano e sui dispositivi medici presso l’Agenzia italiana del farmaco (AIFA), si veda l’art. 2 della l.e n. 3/2018. Il numero massimo di quaranta è stabilito dall’art. 2, comma 7 della l. n. 8/2018. Si sottolinea che Il D.M. 8 febbraio 2013 aveva già comportato una notevole riduzione dei comitati etici da 243 a 91, Comitato Nazionale per la Bioetica, I comitati per l’etica nella clinica, cit., p. 8.
147) Sul sito cordis.europa.eu della Commissione europea che raccoglie tutti i progetti finanziati dalla stessa in costanza dei programmi quadro si rinvengono più di 5000 progetti con la sola ricerca del termine vaccine, tra questi ve ne sono alcuni che tra i loro obiettivi avevano quello di comprendere, a livello europeo, le ragioni dei crescenti movimenti contrari alle vaccinazioni. Si menziona, a mero titolo di esempio, il progetto europeo Innovation Partnership for a Roadmap on Vaccines in Europe (IPROVE) conclusosi prima dell’adozione del d.l. n. 73 del 2017, realizzato tra il 2013 ed il 2016, che tra i suoi risultati ha prodotto il documento Communication on Immunisation and the Hesitancy Challenge disponibile su: http://iprove-roadmap.eu/communication-immunisation-hesitancy-challenge/. Visionato il 26 giugno 2020.
148) Comitato nazionale per la bioetica, Le vaccinazioni, cit..
149) Comitato nazionale per la bioetica, L’importanza delle vaccinazioni, mozione del 24 aprile 2015.
150) Comitato Nazionale per la Bioetica, Le vaccinazioni, cit., p. 8.
151) Multani v. Commission scolaire Marguerite-Bourgeoys, cit.
152) R. v. M. (M.R.), [1998] 3 S.C.R. 393. In questo senso, sebbene con riferimento alla c.d. cibernetica, vi è chi parla di una tutela by education. « L’unica strada possibile, dunque, è far sì che il valore (dunque il senso) della tutela della dignità della persona e della sua libertà, divengano parte integrante della formazione di coloro che poi elaboreranno quelle tecnologie. Di qui il ruolo decisivo delle agenzie formative, ovvero delle associazioni professionali o accademiche, così come il ruolo della soft law ». A. Simoncini, L’algoritmo incostituzionale, cit., p. 88, quanto alle università giuridiche viene affermato che « [...] gli studenti universitari del primo anno dovrebbero acquisire la consapevolezza che è astratta e fuorviante ogni distinzione che spesso si fa tra “diritto” e “morale” dal momento che il diritto ha una intrinseca moralità e non è intellegibile fuori dalla dimensione culturale della società » si veda G. Perlingieri, op. cit., p. 65.
153) Multani v. Commission scolaire Marguerite-Bourgeoys, cit. Questo, come si sottolinea nella decisione, anche per evitare erronei parallelismi quale il diritto di indossare il cappello in classe se una compagna di classe porta il chador, circostanza indicativa di una visione decisamente semplicistica del diritto alla libertà di religione, per quanto, in apparenza, aderente ad un principio di neutralità.
154) C. Casonato, Diritto e scienze della vita, cit., p. 285.
155) G. Pascuzzi, La spinta gentile, cit., p. 100.
1) Il rapporto scienza/diritto, del quale il biodiritto è certamente espressione, è oramai motivo ricorrente nel confronto giuridico, filosofico e scientifico. Recente riprova della sua crescente rilevanza anche nel contesto italiano è lo Special Issue 2/2019 di BioLaw Journal - Rivista di BioDiritto che dedica ampio spazio al ruolo che i formanti dottrinario e giurisprudenziale hanno avuto nello sviluppo di questa categoria. Uno dei principali riferimenti in materia è S. Rodotà, P. Zatti (diretto da), Trattato di biodiritto, Giuffrè, Milano, 2010 che si compone attualmente di sei volumi. Al di là dell’utilizzo del termine biodiritto e della sua elaborazione dottrinaria, come evidenzia G. Pascuzzi, La dottrina come “motore” del biodiritto, in BioLaw Journal - Rivista di BioDiritto, 2019, pp. 349 ss., p. 354, possono essere citati molti contributi che si occupano delle tematiche connesse al rapporto scienza/diritto: tra le prime pubblicazioni italiane si menzionano N. Irti, E. Severino, Dialogo su diritto e tecnica, Laterza, Roma-Bari, 2001, ed in prospettiva comparata G. Comandé, G. Ponzanelli (a cura di), Scienza e diritto nel prisma del diritto comparato, Giappichelli, Torino, 2004. Si precisa inoltre che con il termine scienza si vuole qui intendere « [L’i]nsieme delle discipline fondate essenzialmente sull’osservazione, l’esperienza, il calcolo, o che hanno per oggetto la natura e gli esseri viventi, e che si avvalgono di linguaggi formalizzati », si veda la definizione dell’Enciclopedia Treccani disponibile su http://www.treccani.it/enciclopedia/scienza/. Visionato il 26 giugno 2020.. In questo senso anche il diritto deve considerarsi una scienza. Per questo motivo nel testo non mancheranno riferimenti alla scienza giuridica, che in questo contesto rappresenta quella scienza che regola le altre scienze.
2) Comitato nazionale per la bioetica, Orientamenti per i comitati etici in Italia, parere del 13 luglio 2001, p. 3, l’affermazione di G. Berlinguer è ricordata anche da C. Flamigni, Sul consenso sociale informato, in BioLaw Journal - Rivista di BioDiritto, 2017, pp. 201 ss., p. 202.
3) Per alcune riflessioni anche in prospettiva storica si veda C. Casonato, La scienza come parametro interposto di costituzionalità, in Rivista AIC, 2016, pp. 1 ss, p. 3 ss. Per considerazioni di carattere generale ed esempi concreti si veda anche C. Casonato, Diritto e scienze della vita: complessità, tentazioni, resilienza, in Diritto pubblico comparato ed europeo, 2015, pp. 277 ss., passim e M. Tallacchini, Scienza e diritto. Prospettive di co-produzione, in Rivista di filosofia del diritto, 2012, pp. 313 ss. Per una prospettiva scientifica sul rapporto scienza/diritto si veda E. Cattaneo, OGM e libertà di ricerca, in V. Barsotti (a cura di) Biotecnologie e diritto, Quaderni del dottorato fiorentino in scienze giuridiche, Maggioli, Rimini, 2016, pp. 91 ss.
4) C. Casonato, La scienza come parametro interposto di costituzionalità, cit., p. 6; M. Tallacchini, Scienza e diritto., cit., p. 316 ss.; C. Casonato, M. Tomasi, Diritti e ricerca biomedica: una proposta verso nuove consonanze, in BioLaw Journal - Rivista di BioDiritto, 2019, pp. 343 ss.
5) R. Sacco, Legal Formants: A Dynamic Approach To Comparative Law, in The American Journal of Comparative Law, 1991, pp. 34 ss.
6) S. Rodotà, M. Tallacchini, Ambito e fonti del biodiritto, in S. Rodotà, P. Zatti (diretto da), op. cit., p. XLIII.
7) Sull’uso giurisprudenziale della comparazione si veda V. Varano, V. Barsotti, La tradizione giuridica occidentale, 6° ed., Giappichelli, Torino, 2018, p. 17 ss., circa le funzioni e i fini del diritto comparato, ivi, p. 10 ss. Per un approfondimento sul concetto di salute in prospettiva comparata I. Rivera, La comparazione giuridica nel concetto di “salute”: possibili scenari evolutivi alla luce della giurisprudenza costituzionale e sovranazionale, in questa Rivista, 2017, pp. 117 ss.; per una ricostruzione dell’utilizzo del dato scientifico da parte della giurisprudenza costituzionale italiana e la bibliografia in materia si veda S. Penasa, Il dato scientifico nella giurisprudenza della Corte costituzionale: la ragionevolezza scientifica come sintesi tra dimensione scientifica e dimensione assiologica, in Politica del diritto, 2015, pp. 271 ss e C. Di Costanzo, A. Simoncini, Il contributo della Corte costituzionale allo sviluppo del biodiritto, in BioLaw Journal - Rivista di BioDiritto, Special Issue 2019, pp. 205 ss.
8) S. Penasa, Obblighi vaccinali: un itinerario nella giurisprudenza costituzionale comparata, in Quaderni costituzionali, 2018, pp. 47 ss., p. 75.
9) Si vedano le recenti risultanze di All European Academies (ALLEA), Con un atto di fede? Come riguadagnare la fiducia nella scienza e nella competenza, disponibili su: https://cordis.europa.eu/article/id/411654-by-leap-of-faith-how-to-regain-trust-in-science-and-expertise/it (visionato il 16 dicembre 2019), per una sintesi di alcune ragioni alla base della « crisi che investe il rapporto tra scienza e società » si veda il documento della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (FNOMCeO), Documento sui vaccini, pp. 1 ss., disponibile su: https://portale.)ceo.it/documento-vaccini/ (visionato il 12 marzo 2020).
10) M. Tallacchini, Scienza e diritto, cit., p. 321.
11) Ibid.
12) È la stessa Corte Costituzionale a definire così l’evoluzione del contesto italiano in Corte cost., 18 gennaio 2018, n.5, in Giurisprudenza costituzionale, 2018, pp. 100 ss. con nota di C. Pinelli, Gli obblighi di vaccinazione fra pretese violazioni di competenze regionali e processi di formazione dell’opinione pubblica, si veda in particolare § 8.2.3 Considerato in diritto.
13) P. Bonanni, C. Azzari, L’obbligo vaccinale per l’accesso a scuola: una scelta giustificata nell’attuale contingenza epidemiologica e comunicativa, in questa Rivista, 2018, pp. 217 ss., p. 219.
14) A. Simoncini, E. Longo, Art. 32, in R. Bifulco, A. Celotto, M. Olivetti, (a cura di), Commentario alla Costituzione UTET, Torino, 2006, pp. 667 ss.
15) Corte cost., 18 gennaio 2018, n.5, cit., § 8.2.1 Considerato in diritto, che ricorda le sentenze n. 258 del 1994 e n. 307 del 1990 che sanciscono l’importanza dell’indennizzo non solo per le vaccinazioni obbligatorie, ma anche per quelle raccomandate. Si veda anche A. Purpura, Responsabilità del produttore per danno da vaccino e onere della prova, in Europa e Diritto Privato, 2018, pp. 809 ss.
16) Interessanti in proposito le riflessioni di G. Pascuzzi, La spinta gentile verso le vaccinazioni, in Mercato Concorrenza Regole, 2018, pp. 89 ss., p. 106 circa l’aumento dell’ansia dei genitori per i trattamenti sanitari dei figli collegata ad una fecondità tardiva.
17) S. Cacace, Salute e autodeterminazione: da Charlie Gard a dj Fabo, passando per i no-vax. Scienza, diritto, diritti e libertà, in questa Rivista, 2018, pp. 53 ss., p. 59. Si veda anche Tribunale Milano 9 gennaio 2018, in questa Rivista, 2018, pp. 1659 ss. con nota di S. Covino, La riaffermazione dell’obbligo vaccinale nel prisma dell’interesse del minore e dei rimedi inerenti l’esercizio della responsabilità genitoriale. Per una disamina sull’interesse superiore del minore si veda S. Sonelli, L’interesse superiore del minore. Ulteriori “tessere” per la ricostruzione di una nozione poliedrica, in Rivista Trimestrale di Diritto e Procedura Civile, 2018, pp. 1373 ss.
18) Per l’inquadramento dei principi costituzionali alla base della vaccinoprofilassi si rimanda a N. Vettori, Le decisioni in materia di salute tra precauzione e solidarietà. Il caso delle vaccinazioni, in Diritto pubblico, 2018, pp. 181 ss. Vedi anche M. Plutino, Le vaccinazioni. Lineamenti ricostruttivi di diritto costituzionale su un tema dominato dalle evidenze scientifiche, in BioLaw Journal – Rivista di BioDiritto, 2019, pp. 541 ss, p. 542 ss.
19) « Dalle interpretazioni della Commissione Europea (nella comunicazione del 2.2.2000), e dalla giurisprudenza, nazionale ed europea, si ricava che la previsione di una misura precauzionale richiede un triplice ordine di azioni. i) Una valutazione scientifica, autorevole e indipendente, dei rischi ovvero dell’entità del pericolo che si corre. In questo caso, l’entità del rischio per la salute individuale e collettiva che potrebbe derivare dalla diffusione di gravi malattie (che comportano spesso complicanze gravi e talvolta anche esiti mortali) da cui i vaccini proteggono. ii) Una valutazione di natura politico-discrezionale del rapporto costi/benefici derivanti dall’applicazione o dalla non applicazione della misura (c.d. valutazione del rischio). Nel caso di specie: il rapporto tra beneficio in termini di salute individuale (comprensivi dei rischi da cui i soggetti sono protetti vaccinandosi) e di salute collettiva (c.d. immunità di gregge) che deriva dalla vaccinazione, rapportato al rischio individuale (di danno da complicanza grave derivante dal vaccino) e alla sua incidenza statistica. iii) La decisione di agire o non agire e, nel primo caso, la definizione della misura precauzionale in modo tale che essa risulti non discriminatoria e coerente con altri interventi del medesimo tipo, proporzionata alla specifica situazione e al livello di protezione ricercato, modificabile e rivedibile in base all’evoluzione delle conoscenze scientifiche e delle circostanze di fatto (c.d. gestione del rischio)”, N. Vettori, L’evoluzione della disciplina in materia di vaccinazioni nel quadro dei principi costituzionali, in questa Rivista, 2018, pp. 237 ss, p. 243-244.
20) Sentenza Corte cost, 18 gennaio 2018, cit.
21) Comitato nazionale per la bioetica, Le vaccinazioni, parere del 22 settembre 1995, p. 25 ss.
22) Per un approfondimento si veda N. Vettori, L’evoluzione, cit., p. 237 ss.
23) P. Bonanni, C. Azzari,op. cit., p. 217 ss., si veda anche il documento della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (FNOMCeO), Documento sui vaccini, cit., p.1 ss.
24) Ci si riferisce in particolare alla l. n. 891/1939 per la vaccinazione anti-difterite, alla l. n. 292/1963 per la vaccinazione anti-tetanica, alla l. n. 51/1966 per la vaccinazione anti-poliomielitica, la l n. 165/1991 per l’anti-epatite B.
25) Fino all’entrata in vigore della l. n. 689/ 1981, Modifiche al sistema penale, si trattava di una sanzione penale.
26) Sul possibile affievolimento della responsabilità genitoriale in base alla precedente disciplina normativa si vedano F. Buzzi, Libertà di cura e interesse della collettività nelle vaccinazioni obbligatorie in età pediatrica: verso un nuovo equilibrio?, in questa Rivista, 2003, pp. 1160 ss., p. 1160-1161. Si veda anche A. De Simone, Potestà genitoriale, obblighi vaccinali ed intervento del giudice minorile ai sensi degli artt. 333 e 336 c.c., in Familia, 2003, pp. 552 ss.
27) Per qualche dettaglio relativo agli obiettivi fissati a livelli internazionale e sugli eventi avversi alle vaccinazioni si veda P. Bonanni, C. Azzari, op. cit., p. 231 ss.
28) Così Cass. civ., sez. I, 18 luglio 2003, n. 11226, in questa Rivista, 2003, pp. 1157 ss. con nota di F. Buzzi, Libertà di cura e interesse della collettività nelle vaccinazioni obbligatorie in età pediatrica: verso un nuovo equilibrio?; T.A.R. Aosta, 16 aprile 1999, n.76 in Foro Amm. 1999, 260, Consiglio di Stato, sez. II, 2 luglio 1997, n. 2021 (parere), in Famiglia e diritto, 2018, p. 178, nota 7; Tribunale minorenni Lecce (decreto), 23 maggio 2002, citato in A. Di Francia, F. Dalla Giacoma, I diritti dei minorenni, Giuffrè, Milano, 2008, p. 491.
29) Così Cass. civ., 18 luglio 2003, n. 11226, in Ragiusan, 2004, p. 237.
30) F. Buzzi, op. cit., pp. 1160-1161.
31) Il Piano nazionale prevenzione vaccini (PNPV) 2005-2007 è disponibile su http://www.salute.gov.it/portale/documentazione/p6_2_2_1.jsp?lingua=italiano&id=543. Visionato il 26 giugno 2020.
32) Si veda D. Messineo, Problemi in tema di discipline regionali sui trattamenti sanitari: il caso dei vaccini, in Le Regioni, 2009, pp. 331 ss. circa le politiche sanitarie di Piemonte e Veneto.
33) Ibid., per i precisi riferimenti normativi si veda anche G. Pascuzzi, La spinta gentile, cit., p. 94 che descrive gli approcci delle regioni Veneto, Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Provincia autonoma di Trento. Merita sottolineare che incentivare l’adesione volontaria è fondamentale, purtroppo l’effetto di queste politiche è stato quello di registrare una diminuzione dei bambini sottoposti alle vaccinazioni obbligatorie, in questo senso interessanti le riflessioni circa la razionalità limitata, ivi, p. 98 ss.
34) V. supra nota 28.
35) Per un approfondimento circa il calo delle coperture vaccinali si vedano i dati del Ministero della salute disponibili su: http://www.salute.gov.it/portale/documentazione/p6_2_8_3_1.jsp?lingua=italiano&id=20.
36) Questo il primo comma dell’art. 1 del d.l. n. 73 del 7 giugno 2017. Visionato il 26 giugno 2020.
37) Al comma 1-quater dell’art. 1 del d.l. n. 73/2017 si garantisce, inoltre, in base alle specifiche indicazioni del calendario vaccinale nazionale relativo a ciascuna coorte di nascita vengano assicurate gratuitamente altre quattro vaccinazioni (anti-meningococcica B; anti-meningococcica C, anti- pneumococcica e anti-rotavirus) non obbligatorie, ma raccomandate.
38) P. Bonanni, C. Azzari, op. cit., p. 222.
39) Corte cost., 18 gennaio 2018, n.5, cit.
40) S. Penasa, Obblighi vaccinali, cit., p. 49.
41) AA. VV. Mapping vaccine hesitancy-Country-specific characteristics of a global phenomenon, in Vaccine, 2014, pp. 6649 ss.
42) Per un approfondimento circa il calo delle coperture vaccinali si vedano i dati del Ministero della salute supra nota 35..
43) La vaccine hesitancy è definita come « [...] delay in acceptance or refusal of vaccination despite availability of vaccination services. Vaccine hesitancy is complex and context specific, varying across time, place and vaccines. It is influenced by factors such as complacency, convenience and confidence. » E. MacDonald, Vaccine Hesitancy: Definition, scope and determinants, in Vaccine, 2015, pp. 4161 ss., p. 4163.
44) Pare esservi accordo sia tra medici e giuristi e la circostanza si ritrova anche in Corte cost., 18 gennaio 2018, n.5, cit., § 8.2.3 considerato in diritto. Recentemente anche M. Plutino, op. cit., cit., p. 548
45) G. Pascuzzi, La spinta gentile, cit., p. 105.
46) A. Vallini, Vaccine hesitancy ed obbligo vaccinale - Un dilemma medico-giuridico nell’era della “post-verità”. La questione della responsabilità penale, in questa Rivista, 2018, pp. 187 ss., p. 188-189 si veda anche il documento della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (FNOMCeO), Documento sui vaccini, cit., p. 2 ss. La diffidenza nasce dal considerare l’incentivo alle vaccinazioni da parte dell’autorità pubblica quale sottoposizione agli interessi dell’industria farmaceutica, ciononostante « è stato fatto notare, nel caso concreto, che il costo da sopportare in alternativa da parte degli apparati pubblici, o addirittura privati, per la cura delle conseguenti malattie sarebbe, secondo alcune stime, notevolmente superiore » M. Plutino, op. cit., p. 548.
47) F. Comunello, Oltre le filter bubbles. Una riflessione sulla controversia vaccinale nei social media, in questa Rivista, 2018, pp. 311 ss., All European Academies (ALLEA), Con un atto di fede? Come riguadagnare la fiducia nella scienza e nella competenza, cit. Si veda M. Merchant, D.A. Asch, Protecting the value of medical science in the age of social media and fake news, in Jama, 2018, pp. 2425-2416 gli autori sottolineano l’importanza dell’informazione anche proattiva per contrastare la disinformazione. Uno degli esempi portati è quello delle notizie che correlano autismo e vaccinoprofilassi.
48) M. Plutino, op. cit., p. 549.
49) Esplicito in questo senso il c.d. principio GIGO, acronimo di “garbage in garbage out”, per alcune considerazioni ed esempi si rimanda a A. Simoncini, L’algoritmo incostituzionale: intelligenza artificiale e il futuro delle libertà, in BioLaw Journal - Rivista di BioDiritto, 2019, pp. 63 ss., p. 69.
50) A. Vallini, op. cit., p. 194 ss. Si veda anche P. Bonanni, C. Azzari, op. cit., p. 222.
51) F. Comunello, op. cit., p. 313. Si veda anche A. Vallini, op. cit., p. 198 ss.
52) M. Tomasi, Vaccini e salute pubblica: percorsi di comparazione in equilibrio fra diritti individuali e doveri di solidarietà, in Diritto pubblico comparato ed europeo, 2017, pp. 455 ss., p. 481.
53) M. Cartabia, The Many and the Few: Clash of Values of Reasonable Accommodation, in Am. U. Int’l L. Rev., 2018, pp. 667 ss.
54) Ibid.
55) Principio oggi direttamente cristallizzato nell’ordinamento italiano dalla l. n. 219/2017 recante Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento, divenuto perno di decisioni importanti quale la sentenza della Corte cost. 22 novembre 2019, n. 242 in Diritto e Giustizia, 2019, 22 novembre.
56) Per gli ambiti menzionati si vedano: D. Amram, Responsabilità genitoriali e vaccini, in questa Rivista, 2018, pp. 279 ss.; S. Covino, La riaffermazione dell’obbligo vaccinale nel prisma dell’interesse del minore e dei rimedi inerenti l’esercizio della responsabilità genitoriale, in questa Rivista, 2018, pp. 1663 ss.; L. Principato, Obbligo di vaccinazione, “potestà” genitoriale e tutela del minore, in Diritto e salute, 2018, pp. 1 ss.; M. Renna, Vaccinazioni obbligatorie: tutela del minore e responsabilità genitoriale, in Diritto e salute, 2018, pp. 36 ss. R. Breda, Danno da vaccinazione tra indennizzo e risarcimento del danno, in questa Rivista, 2018, pp. 289 ss. A. Vallini, op. cit., S. Penasa, Obblighi vaccinali, cit., L. Pedullà, Profili costituzionalistici in materia di vaccinazioni: uno sguardo comparatistico, in Federalismi.it – Osservatorio di diritto sanitario, 25 luglio 2018. Ex plurimisD. Morana, Diritto alla salute e vaccinazioni obbligatorie, in Diritto e salute, 2018, pp. 48 ss.; A. Patanè, Obbligo di vaccinazione e riparto di competenze legislative. Nota a Corte cost. n. 5 del 2018, in questa Rivista, 2018, pp. 265 ss.; C. Pinelli, Gli obblighi di vaccinazione fra pretese violazioni di competenze regionali e processi di formazione dell’opinione pubblica, in Giurisprudenza costituzionale, 2018, pp. 100 ss. Per il ruolo che l’attuale normativa ritaglia per le regioni in tema di vaccinazioni pediatriche obbligatorie, anche alla luce della sentenza della Corte cost., 18 gennaio 2018, n. 5, cit., si veda M. Plutino, op. cit., p. 556 ss.
57) Si consideri ad esempio la prima domanda posta a vari costituzionalisti per partecipare a AA.VV., Forum: Vaccini obbligatori: le questioni aperte, in BioLaw Journal - Rivista di BioDiritto, 2/2017,15, riguardante proprio l’adeguatezza dello strumento normativo impiegato.
58) Corte cost., 18 gennaio 2018, n. 5, cit., Dispositivo.
59) Corte cost., 18 gennaio 2018, n. 5, cit., § 6.4 Considerato in diritto.
60) Ex plurimisC. Casonato, Diritto e scienze della vita, cit., p. 280-281.
61) M. Tallacchini, Scienza e diritto, cit., p. 318. La critica è più labile per gli ordinamenti di common law, quali Stati Uniti d’America ed Inghilterra, che annoverano tra le fonti del diritto la giurisprudenza, che attraverso la dottrina del precedente vincolante meglio riescono a tenere il passo della scienza, affrontando le problematiche quotidiane attraverso la risoluzione del caso concreto. Per una comparazione sul tema si veda C. Casonato, Diritto e scienze della vita, cit., p. 282-285.
62) C. Casonato, Le 3A di un diritto sostenibile ed efficace in V. Barsotti (a cura di), op. cit., p. 29 ss. In questo senso, « La legge ordinaria oggi [...] è visibilmente in crisi per la sua incapacità ad ordinare giuridicamente la società civile e soprattutto a governare il mutamento socio-economico che stiamo vivendo e che ancor più vivremo domani », P. Grossi, Prima lezione di diritto, Laterza, Bologna-Roma, 2009, p. 97.
63) M. Tallacchini, Scienza e diritto, cit., p. 328.
64) A. Clavenna, T. Jefferson, M. Bonati, Epidemiologia delle malattie infettive e obbligatorietà vaccinale in Italia, in questa Rivista 2018, pp. 259 ss., p. 263-264.
65) Si veda ibid. Tale incoerenza creerebbe dunque una forzatura escludendo dall’accesso ai nidi di infanzia i bambini non vaccinati per il tetano e l’epatite B, « con un rischio assente nel primo caso o alquanto improbabile nel secondo di mettere a rischio la salute dei compagni, la mancanza di vaccini monocomponenti ha comportato l’estensione dell’obbligo della vaccinazione contro l’haemophilius influenzae di tipo B a fasce di età scarsamente interessate dalla malattia (p. es. i bambini maggiori di 5 anni di età), con la necessità di somministrare off-label la vaccinazione esavalente nella fascia 4-7 anni (stando al Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto gli studi di sicurezza ed efficacia sono stati condotti nei minori di 24 o 36 mesi, a seconda della specialità medicinale considerata) e di ricorrere al monocomponente, scarsamente disponibile, per quelli più grandi. Problemi che si sarebbero potuti ridurre limitando l’obbligatorietà per questo vaccino alle coorti maggiormente a rischio (p.es. ai nati a partire dal 2013) ».
66) Tribunale Milano 9 gennaio 2018, sez. IX, cit. Per le considerazioni mediche sopra esposte P. Bonanni, C. Azzari, op. cit., p. 223.
67) Ibid.
68) Ibid.
69) Corte cost., 26 giugno 2002, n. 282 in Giust. civ. 2003, I, 294; in Foro it., 2003, I, p. 394 con nota di Molaschi, Livelli essenziali delle prestazioni e Corte Costituzionale e di Gragnani, Principio di precauzione, libertà terapeutica e ripartizione di competenza tra Stato e Regioni); in Regioni, 2002, p. 1444, con nota di Violini, La tutela della salute e i limiti al potere di legiferare: sull’incostituzionalità di una legge regionale che vieta specifici interventi terapeutici senza adeguata istruttoria tecnico scientifica; e in questa rivista, 2002, c. 2006, con nota di Covino, In tema di violazione della competenza statale sulla definizione dei principi fondamentali nelle materie di legislazione concorrente ex art. 117, 3° comma, Cost. Si veda in particolare S. Penasa, Il dato scientifico, cit., passim.
70) Ibid.
71) Ibid., p. 314 e C. Casonato, La scienza come parametro interposto di costituzionalità, cit., p. 6 ss.
72) Così si è espressa la Consulta in Corte cost., 18 gennaio 2018, n. 5, cit., § 8.2.5. Considerando in diritto: « Analoghe variazioni nelle condizioni epidemiologiche, nei dati relativi alle reazioni avverse e alle coperture vaccinali potrebbero suggerire al legislatore di prevedere un analogo meccanismo di allentamento del grado di coazione esercitabile anche in riferimento alle sei vaccinazioni indicate al comma 1, dell’art. 1 (anti-poliomielitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, antipertosse, anti Haemophilus influenzae tipo b) ». Per alcuni dettagli circa le condizioni da verificare per la rivalutazione si veda, A. Clavenna, T. Jefferson, M. Bonati, op. cit., p. 262.
73) Art. 3 d.l. n. 73/2017.
74) T.A.R. Brescia, 11 giugno 2018, in Rassegna di diritto farmaceutico, 2018, 4, pp. 894 ss.
75) L’importanza del processo informativo, nel 2003, era stata analizzata anche da F. Buzzi, op. cit., p. 1163, che commenta la sentenza Cassazione civile, 18 luglio 2003, n. 11226.
76) S. Penasa, Obblighi vaccinali, cit., p. 59. Il contributo mira ad « individuare alcuni elementi di carattere teorico-generale utili a definire una “mappa” in grado di orientare il legislatore nella definizione di un quadro normativo ”sostenibile” dal punto di vista costituzionale, nei limiti di un sistema fondato sulla assenza di gerarchie predeterminate tra diritti e principi costituzionali e sulla naturale dinamicità dei contesti sociali, culturali e scientifici nei quali i contenuti costituzionali trovano attuazione », analizzando la giurisprudenza costituzionale italiana, francese, slovena, ceca, ungherese, colombiana, turca, macedone e croata.
77) C. Casonato, M. Tomasi, Diritti e ricerca biomedica: una proposta verso nuove consonanze, cit., p. 356.
78) G. Perlingieri, Legge, giudizio e diritto civile, in Annali SISDIC,2018, pp. 63 ss., p. 84.
79) M. Bucchi, La vittoria dei pro vax. Raddoppiati gli italiani che credono nella scienza, in La Repubblica, 21 settembre 2017. Infatti, anche « [u]na maggire chiarezza sui margini di incertezza, soprattutto a livello di mezzi di comunicazione di massa, condurrebbe ad una maggiore consapevolezza da parte del largo pubblico dei limiti intrinseci all’arte medica; consapevolezza che potrebbe avere l’effetto concreto di inoculare maggiori dosi di realismo nelle aspettative diffuse verso la medicina, con possibili effetti, ad esempio, in termini di diminuzione del contenzioso civile e penale » C. Casonato, Diritto e scienze della vita, cit., p. 284.
80) C. Caporale, Fondazione Veronesi, Cinzia Caporale: “Scienza ed etica non possono essere mai disgiunti”, in L’Huffington Post, 26 marzo 2014.
81) Comitato nazionale per la bioetica, I comitati etici, parere del 27 febbraio 1992, p. 5 ss.
82) I settori di riflessione sono in aumento e possono ormai riguardare tutte le scienze, ma non vi è dubbio che le c.d. scienze della vita siano state pioniere di queste tematiche, si veda M. Tallacchini, Scienza e diritto, cit., p. 315.
83) U. Viafora, Comitati etici per la pratica clinica: ragioni di una proposta e problemi aperti, in Bioetica Riv. Interdisciplinare, 2013, pp. 64 ss.; Comitato nazionale per la bioetica, I comitati etici, cit., passim.
84) Comitato nazionale per la bioetica, I comitati etici, cit., p. 5 ss.
85) In Italia la direttiva si è inserita in un contesto che già aveva visto l’emanazione del decreto legislativo n. 502 del 1992 sul riordino della disciplina in materia sanitaria in ragione del quale le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano dovevano disciplinare l’organizzazione e il funzionamento dei comitati etici.
86) Ai sensi dell’art. 180 TFUE, l’attuale base giuridica dei finanziamenti europei è rappresentata dell’art. 173 del TFUE attraverso il quale l’Unione contribuisce ad assicurare le condizioni necessarie alla competitività dell’industria dell’Unione, tra le quali favorire un migliore sfruttamento del potenziale industriale delle politiche d’innovazione, di ricerca e di sviluppo tecnologico attraverso politiche ed azioni da essa attuate. Il Parlamento europeo e il Consiglio, deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria e previa consultazione del Comitato economico e sociale, possono decidere misure specifiche, destinate a sostenere le azioni svolte negli Stati membri al fine di realizzare gli obiettivi stabiliti. In questa cornice il Parlamento europeo e il Consiglio adottano un programma quadro pluriennale (stabilendo l’importo globale massimo e le modalità di partecipazione) che comprende l’insieme delle azioni dell’Unione e fissa gli obiettivi scientifici e tecnologici da realizzare mediante: a) attuazione di programmi di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione, promuovendo la cooperazione con e tra le imprese, i centri di ricerca e le università; b) promozione della cooperazione in materia di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione dell’Unione con i paesi terzi e le organizzazioni internazionali; c) diffusione e valorizzazione dei risultati delle attività in materia di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione dell’Unione; d) impulso alla formazione e alla mobilità dei ricercatori dell’Unione.
87) Regolamento (UE) n. 1290/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio dell’11 dicembre 2013 che stabilisce le norme in materia di partecipazione e diffusione nell’ambito del programma quadro di ricerca e innovazione (2014-2020) - Orizzonte 2020.
88) L’idea di uno Spazio europeo della ricerca (o European Research Area) nasce con la Comunicazione della Commissione Europea COM(2006)6def del 18.01.2000; idea rafforzata nel 2012 con la Comunicazione COM(2012) 392. La volontà di rafforzar gli obbiettivi dello SER si ritrova nel considerando n. 1 del Regolamento (UE) n. 1291/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio dell’11 dicembre 2013 che istituisce l’ultimo programma quadro di ricerca e innovazione (2014-2020) - Orizzonte 2020.
89) Considerando n. 22 Reg. 1291/2013, cit.
90) La Commissione europea, nel 1991, integra infatti la dimensione etica nel processo decisionale per le politiche comunitarie di ricerca e sviluppo istituendo un Gruppo di consulenti sulle implicazioni etiche delle biotecnologie (GCEB). L’esigenza nasceva anche dall’atteggiamento policy-related del sistema europeo che si contrapponeva al principio di solide basi scientifiche statunitense che ivi permetteva agli scienziati di portare avanti le loro ricerche (quasi) senza impedimenti; l’idea europea era invece quella di far sì che la trasformazione storica della scienza avvenisse in modo integrato con la società. Nel 1997 la competenza del GCEB viene poi estesa a tutti i settori di applicazione della scienza e della tecnologia andando così a trasformare il GCEB nel Gruppo europeo sull’etica nelle scienze e nuove tecnologie (GEE) forse più noto con il nome European Group on Sciences and New Technologies, esplicitamente richiamato dal Regolamento 1291 del 2013, che istituisce l’attuale programma di finanziamento europeo (Considerando 29 del Reg 1290/2013). Dopo il Trattato di Lisbona (2009), grazie all’art. 2 del TUE che sancisce i valori fondamentali sui quali si fonda l’Unione europea e soprattutto grazie all’art. 6 che riconosce alla Carta dei diritti fondamentali lo stesso valore giuridico dei trattati e stabilisce che i diritti fondamentali costituiscono i principi generali dell’Unione, si ravvisa un rafforzamento del ruolo del GEE. Il compito del GEE è quello di fornire alla Commissione consulenze su questioni di carattere etico relative alle scienze ed alle nuove tecnologie e sulle più vaste implicazioni per la società dei progressi realizzati in questi ambiti su richiesta della Commissione o del presidente del GEE (con l’accordo dei servizi della Commissione) anche fornendo, sotto forma di analisi e raccomandazioni, orientamenti incentrati sulla promozione dell’etica nell’elaborazione delle politiche dell’UE, tenendo in debita considerazione la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Interessante l’intervista disponibile a: https://cordis.europa.eu/article/rcn/16849/it. Visionato 26 giugno 2020. Si veda anche la Decisione (UE) 2016/835 della Commissione relativa al rinnovo del mandato del gruppo europeo sull’etica nelle scienze e nuove tecnologie.
91) Articolo 19 del Regolamento (UE) n. 1291/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio dell’11 dicembre 2013 che istituisce il programma quadro di ricerca e innovazione (2014-2020) - Orizzonte 2020.
92) A. Hoecht, Whose ethics, whose accountability? A debate about university research ethics committees, in Ethics and Education, 2011, pp. 253 ss., p. 259.
93) Considerando n. 26 del Regolamento (UE) n. 1291/2013. In tal senso l’Europa preme quindi sull’incentivare la circolazione e l’utilizzo delle conoscenze promuovendo l’accesso aperto (c.d. open access) non solo delle pubblicazioni scientifiche, ma anche dei dati della ricerca scaturenti dalle attività progettuali finanziate pur nel rispetto dei vincoli concernenti il rispetto della vita privata, la sicurezza nazionale e i diritti di proprietà intellettuale. In ottemperanza con quanto previsto dal Codice di condotta europeo per l’integrità della ricerca direttamente richiamato dalle regole che governano la progettazione europea, l’accesso ai dati deve essere il più libero possibile e quindi limitato solo nella misura del necessario e, se del caso, rispettando i cd. principi FAIR in base ai quali i dati devono essere reperibili (findable), accessibili (accessible), interoperabili (interoperable) e riutilizzabili (reusable), questo per garantire il miglior utilizzo di fondi pubblici al fine di una evoluzione scientifica continuativa e scongiurando il ri-finanziamento di ricerche già finanziate, ma non adeguatamente diffuse o non più verificabili; pertanto irrispettose dei principi di integrità della ricerca. Per i principi di integrità nella ricerca si veda Il Codice di condotta europeo per l’integrità nella ricerca, - All European Academies (ALLEA), così come aggiornato nel 2017 disponibile a https://allea.org/code-of-conduct/. Visionato 26 giugno 2020. Il circolo virtuoso creato dalle regole del gioco che governano i progetti europei deve però essere fortemente condiviso e conosciuto dal partenariato per essere realmente tale, si veda quanto purtroppo accaduto in un progetto europeo dei finanziamenti c.d. IMI per il racconto su un progetto Innovative Medicines Initiative (IMI) da C. Casonato, Diritto e scienze della vita, cit., p. 290 ss.
94) P. Passaglia (a cura di), La disciplina degli obblighi di vaccinazione, Roma, Servizio Studi della Corte costituzionale, Area di diritto comparato, 2017, p. 9 che parte dai dati del progetto Vaccine European New Integrated Collaboration Effort (VENICE), dettagli disponibili a: http://venice.cineca.org/the_project.html. Visionato 26 giugno 2020.
95) Per una prospettiva comparata ed europea sui comitati etici si veda D. Townend, Research Ethics Committees, Data Protection and Medical Research in European Countries, Routledge, 2005, circa la loro rilevanza e le prime interpretazioni del Regolamento (UE) 536/2014 con riguardo al ruolo del comitato etico si veda C. Buccelli, Il ruolo dei comitati etici territoriali nella sperimentazione clinica, in questa rivista, 2017, pp. 431 ss.
96) U. Viafora, op. cit., p. 64, per una prospettiva europea si veda G. Lebeer (a cura di), Ethical function in Hospital Ethics Committees, IOS Press, Bruxelles, 2002.
97) Si veda Comitato nazionale per la bioetica, I comitati per l’etica nella clinica, parere del 31 marzo 2017 che in linea generale precisa: « Se le valutazioni sulla sperimentazione farmacologica rischiano, in taluni casi, di assumere un carattere tendenzialmente impersonale e meramente procedurale e burocratico, l’etica clinica accentua invece le connotazioni individuali ed esistenziali di ogni rapporto con i pazienti. È innegabile che molti aspetti dell’una si integrino e correlino con quelli dell’altra, ma non si può neppure ignorare che i canoni e i modelli di valutazione presentino tutta una serie di divergenze. Occorre dunque una prospettiva ampia che sia quanto più possibile aderente alla complessità dei problemi. » (p. 15); circa composizione, struttura, compiti, localizzazione, coordinamento e competenze, Ivi, p. 17 ss.
98) Merita qui ricordare che il Comitato nazionale per la bioetica già dal 1992 aveva cominciato a delineare le diverse funzioni che i comitati etici potevano essere chiamati a svolgere sul territorio nazionale evidenziando la mancanza di una disciplina nazionale in materia. Anche i successivi appelli del 1997, del 2001 e, quello più recente del 2017 continuano a manifestare la stessa esigenza resa sempre più impellente dagli sviluppi tecnologici che alimentano speranze e pongono nuovi interrogativi. Si vedano i relativi pareri disponibili a http://bioetica.governo.it/it/documenti/pareri-e-risposte/. Visionato il 26 giugno 2020.
99) U. Viafora, op. cit.,p. 72; L.P. Martina, I comitati etici per la pratica clinica: tra prospettive, questioni etiche e problemi aperti, in diritto.it, 6 aprile 2017.
100) Si veda l’art 1 comma 2 Decreto del Ministro della salute 8 febbraio 2013. Veneto, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Bolzano provincia autonoma possono ritenersi virtuose poiché hanno previsto anche funzioni (ovvero organismi distinti) relative all’etica nella pratica clinica, ciononostante, un recente studio sui comitati etici veneti per la pratica clinica evidenzia comunque profili da migliorare: E. Furlan, et al., Establishing and coordinating a regional network of healthcare ethics committee. Findings and lessons learnt from a qualitative research in the Veneto Region (Italy), in Medicina e Morale, 2019, pp. 11 ss.; per l’evoluzione anche normativa si veda C. Di Costanzo, I comitati di bioetica per la pratica clinica: un universo da esplorare (e disciplinare), in BioLaw Journal –Rivista di Biodiritto, 2017, pp. 311 ss.
101) C. Di Costanzo, op. cit., p. 308.
102) Si vedano ad esempio gli artt. 2, 7° e 9° comma; art 3, 2° comma lett. c.
103) E. Furlan, et al., op. cit., p. 11.
104) Comitato nazionale per la bioetica, I comitati per l’etica nella clinica, cit., p. 5.
105) Per il c.d. metodo dei comitati etici si veda U. Viafora, op. cit.,p. 76.
106) A. Hoecht, op. cit., pp. 253-266. Emblema di un approccio transdisciplinare volto a stimolare e suggerire modalità di ricerca eticamente sostenibili in tutti i settori della scienza è rappresentato dalla Commissione per l’Etica della Ricerca e la Bioetica nata in seno al Consiglio nazionale delle ricerche (CNR). Linee guida per l’integrità della ricerca scientifica approvate il 10 giugno 2015 e revisionate nel 2019 p. 1, disponibili su: https://www.cnr.it/sites/default/files/public/media/doc_istituzionali/linee-guida-integrita-nella-ricerca-cnr-commissione_etica.pdf?v=4. Visionato 26 giugno 2020.
107) « Delle diverse tipologie di Comitati etici, quella più in grado di intercettare questa nuova domanda di etica nella quotidianità dell’attività sanitaria è senza dubbio costituita dai Comitati etici per la pratica clinica », si veda U. Viafora, op. cit., p. 65.
108) L’accomodamento ragionevole può essere visto come la risposta concreta e pratica al bilanciamento tra diritti che spesso comporta una gerarchizzazione degli stessi al fine di comprendere quale diritto debba subire una compressione, sebbene proporzionata. L’accomodamento ragionevole, quale risposta al bilanciamento tra diritti, attraverso reciproci sacrifici, mira ad una soluzione vincente per le parti in causa, evitando il soccombere dell’una rispetto all’altra: « Reasonable accommodation is not the realm of absolutes. It is based on the language of balancing, flexibility, reasonableness, and requires “practical imagination” ». M. Cartabia, op. cit., p. 677.
109) D. Ferri, L’accomodamento ragionevole per le persone con disabilità in Europa: da Transatlantic Borrowing alla Cross-Fertilization, in Diritto pubblico comparato ed europeo, 2017, pp. 381 ss., p. 382.
110) Multani v. Commission scolaire Marguerite-Bourgeoys, [2006] 1 R.C.S. 256.
111) Ibid.
112) Ibid.
113) M. Cartabia, op. cit., pp. 676-677.
114) L’art. 2, comma 5 del D.M. 8 febbraio 2013 stabilisce che al fine di garantire le qualifiche e l’esperienza necessarie a valutare gli aspetti etici, scientifici e metodologici degli studi proposti la composizione dei comitati etici debba contemplare almeno tre clinici; un medico di medicina generale territoriale; un pediatra; un biostatistico; un farmacologo; un farmacista del servizio sanitario regionale; il direttore sanitario (o un suo sostituto permanente) e, nel caso degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, il direttore scientifico dell’istituzione; un esperto in materia giuridica e assicurativa o un medico legale; un esperto di bioetica; un rappresentante dell’area delle professioni sanitarie interessata alla sperimentazione; un rappresentante del volontariato o dell’associazionismo di tutela dei pazienti; un esperto in dispositivi medici; un ingegnere clinico o altra figura professionale qualificata; un esperto in nutrizione; un esperto di nuove procedure tecniche, diagnostiche e terapeutiche invasive e semi invasive; un esperto in genetica. Il 6° comma precisa che, laddove necessario per specifiche consulenze, il comitato etico convochi esperti esterni al comitato stesso. Come evidenziato, il D.M. 8 febbraio 2013 è orientato a disciplinare maggiormente i comitati etici per la sperimentazione farmacologica, mentre i comitati per la pratica sanitaria (o clinica) dovrebbero coinvolgere anche « figure maggiormente orientate al ”sociale” » come precisa il CNB, I comitati per l’etica nella clinica, cit., p. 5. L’attuale composizione transettoriale della Commissione per l’Etica e l’Integrità nella Ricerca del CNR è disponibile a https://www.cnr.it/it/ethics. Visionato 26 giugno 2020.
115) Si veda ad esempio l’art. 1 comma 2 d.l. n. 158 del 13 settembre 2012.
116) M. Cartabia, op. cit., p. 673.
117) M.R. Ferrarese, Soft law: funzioni e definizioni, in A Somma (a cura di), Soft law e hard law nelle società postmoderne, Giappichelli Editore, Torino, 2009, pp. 71 ss., pp. 76-77.
118) S. Penasa, Obblighi vaccinali, cit., p. 49.
119) G. Perlingieri, op. cit., p. 64-65.
120) M. Toraldo di Francia, Etica e “dignità umana” nel dibattito sulle biotecnologie, in V. Barsotti (a cura di), op. cit., , pp. 13 ss, p. 17.
121) P. Grossi, L’Europa del diritto, Editori Laterza, Roma-Bari, 2007, p. 46.
122) Ibid., p. 53, si veda anche p. 57.
123) M. Tallacchini, Scienza e diritto, cit., p. 315
124) Su quest’ultimo tema si veda M.R. Ferrarese, Prima lezione di diritto globale, Editori Laterza, Roma-Bari, 2012, p. 54 ss.
125) Παναγιώτα Κούτμα, Religious objections to compulsory vaccination: the ECtHR approach, in Expressis Verbis Law Journal, 2018, pp. 149 ss. Per una prospettiva statunitense si veda M. Tomasi, Vaccini e salute pubblica, cit., p. 463 ss., si veda anche S. Penasa, Obblighi vaccinali, cit., p. 68 ss.
126) S. Penasa, Obblighi vaccinali, cit., p. 69 ss., l’autore evidenzia come una posizione analoga venga ritrovata anche nella giurisprudenza costituzionale croata.
127) « Overtime, historical experience showed that neutrality was defective and deceptive. It was neither able to fix the conflicts of pluralistic and fragmented societies, nor to provide solutions respectful of the rights of believers and non-believers alike. This was for two reasons. First, because neutral legislation can have a disparate impact on different groups and, therefore, produce a discriminatory effect ». M. Cartabia, op. cit., p. 670.
128) Ivi, p. 672.
129) Dichiarazione della commissione per l’etica nella ricerca e la bioetica del Comitato Nazionale delle Ricerche sulle differenze di genere nella ricerca farmacologica del 2018, disponibile su https://www.cnr.it/sites/default/files/public/media/doc_istituzionali/ethics/CNR-Ethics-Differenze-di-genere-e-ricerca-farmacologica-giugno-2018.pdf. Visionato 26 giugno 2020.
130) S. Penasa, Il dato scientifico, cit., p. 306.
131) Ivi, p. 276..
132) Corte cost., 18 gennaio 2018, n.5, cit., § 8.2.1. Considerato in diritto.
133) Fondamentale risulterebbe quindi la proposta della FNOMCeO di « chiamare, al raggiungimento della maggiore età, i soggetti non vaccinati per illustrare la loro situazione immunitaria e raccogliere il loro orientamento decisionale » contenuta in Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (FNOMCeO), Documento sui vaccini, 3.
134) C. Tripodina, Il « diritto » a procreare artificialmente in Italia: una storia emblematica, tra legislatore, giudici e Corti, in BioLaw Journal - Rivista di Biodiritto, 2014, pp. 67 ss., p. 87.
135) Multani v. Commission scolaire Marguerite-Bourgeoys, cit; dove la Corte suprema canadese ha appurato tramite un esperto la sincerità del credo, circostanza indispensabile al fine dell’accomodamento; l’inclusione che si vuole raggiungere tramite l’accomodamento non dovrebbe permettere abusi.
136) La legge n. 219 del 2017 recante Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento all’art. 1, comma 5, prevede che « Ogni persona capace di agire ha il diritto di rifiutare, in tutto o in parte, [...] qualsiasi accertamento diagnostico o trattamento sanitario indicato dal medico per la sua patologia o singoli atti del trattamento stesso. Ha, inoltre, il diritto di revocare in qualsiasi momento, [...] il consenso prestato, anche quando la revoca comporti l’interruzione del trattamento. Ai fini della presente legge, sono considerati trattamenti sanitari la nutrizione artificiale e l’idratazione artificiale, in quanto somministrazione, su prescrizione medica, di nutrienti mediante dispositivi medici. Qualora il paziente esprima la rinuncia o il rifiuto di trattamenti sanitari necessari alla propria sopravvivenza, il medico prospetta al paziente e, se questi acconsente, ai suoi familiari, le conseguenze di tale decisione e le possibili alternative e promuove ogni azione di sostegno al paziente medesimo, anche avvalendosi dei servizi di assistenza psicologica. Ferma restando la possibilità per il paziente di modificare la propria volontà, l’accettazione, la revoca e il rifiuto sono annotati nella cartella clinica e nel fascicolo sanitario elettronico ».
137) Corte cost., sentenza n. 242 del 2019, cit., § 5 Considerato in diritto.
138) C. Flamigni, op. cit., p. 203.
139) G. Perlingieri, op. cit., p. 84 ss.
140) U. Viafora, op. cit.,p. 65.
141) S. Rodotà, M. Tallacchini (a cura di),op. cit., pp. XLIII-XLIV. Si vedano anche le pagine di R. Sala, Etica pubblica e biodiritto, in part. pp. 141-146 che approfondiscono l’opportunità di un diritto « leggero » o « debole » o « mite » per il biodiritto. Si veda anche G. Zagrebelsky, Il diritto mite, Einaudi, Torino, 1992. C. Casonato, Diritto e scienze della vita, cit., p. 288: « E a fronte delle difficoltà generate da un inopportuno e in definitiva controproducente fenomeno segnato da incapacità, da ingerenze o latitanze normative e giudiziarie, c’è chi propone che le scienze della vita trovino una regolamentazione basata prevalentemente o esclusivamente su fonti di disciplina autonome e interne alle categorie dei ricercatori e dei professionisti coinvolti ».
142) C. Pinelli, op. cit., p. 100 ss.
143) Sull’ausilio di organi tecnici da parte del legislatore in Francia e Stati Uniti C. Casonato, Diritto e scienze della vita, cit., p. 297 ss.
144) Articolo 1 del Decreto istitutivo del Presidente del Consiglio dei Ministri del 28 marzo 1990 disponibile su: http://bioetica.governo.it/media/3615/decreto_istitutivo-28-marzo-1990.pdf. Visionato 26 giugno 2020.
145) Ivi.
146) I quaranta comitati etici verranno coordinati dal Centro di coordinamento nazionale dei comitati etici territoriali per le sperimentazioni cliniche sui medicinali per uso umano e sui dispositivi medici presso l’Agenzia italiana del farmaco (AIFA), si veda l’art. 2 della l.e n. 3/2018. Il numero massimo di quaranta è stabilito dall’art. 2, comma 7 della l. n. 8/2018. Si sottolinea che Il D.M. 8 febbraio 2013 aveva già comportato una notevole riduzione dei comitati etici da 243 a 91, Comitato Nazionale per la Bioetica, I comitati per l’etica nella clinica, cit., p. 8.
147) Sul sito cordis.europa.eu della Commissione europea che raccoglie tutti i progetti finanziati dalla stessa in costanza dei programmi quadro si rinvengono più di 5000 progetti con la sola ricerca del termine vaccine, tra questi ve ne sono alcuni che tra i loro obiettivi avevano quello di comprendere, a livello europeo, le ragioni dei crescenti movimenti contrari alle vaccinazioni. Si menziona, a mero titolo di esempio, il progetto europeo Innovation Partnership for a Roadmap on Vaccines in Europe (IPROVE) conclusosi prima dell’adozione del d.l. n. 73 del 2017, realizzato tra il 2013 ed il 2016, che tra i suoi risultati ha prodotto il documento Communication on Immunisation and the Hesitancy Challenge disponibile su: http://iprove-roadmap.eu/communication-immunisation-hesitancy-challenge/. Visionato il 26 giugno 2020.
148) Comitato nazionale per la bioetica, Le vaccinazioni, cit..
149) Comitato nazionale per la bioetica, L’importanza delle vaccinazioni, mozione del 24 aprile 2015.
150) Comitato Nazionale per la Bioetica, Le vaccinazioni, cit., p. 8.
151) Multani v. Commission scolaire Marguerite-Bourgeoys, cit.
152) R. v. M. (M.R.), [1998] 3 S.C.R. 393. In questo senso, sebbene con riferimento alla c.d. cibernetica, vi è chi parla di una tutela by education. « L’unica strada possibile, dunque, è far sì che il valore (dunque il senso) della tutela della dignità della persona e della sua libertà, divengano parte integrante della formazione di coloro che poi elaboreranno quelle tecnologie. Di qui il ruolo decisivo delle agenzie formative, ovvero delle associazioni professionali o accademiche, così come il ruolo della soft law ». A. Simoncini, L’algoritmo incostituzionale, cit., p. 88, quanto alle università giuridiche viene affermato che « [...] gli studenti universitari del primo anno dovrebbero acquisire la consapevolezza che è astratta e fuorviante ogni distinzione che spesso si fa tra “diritto” e “morale” dal momento che il diritto ha una intrinseca moralità e non è intellegibile fuori dalla dimensione culturale della società » si veda G. Perlingieri, op. cit., p. 65.
153) Multani v. Commission scolaire Marguerite-Bourgeoys, cit. Questo, come si sottolinea nella decisione, anche per evitare erronei parallelismi quale il diritto di indossare il cappello in classe se una compagna di classe porta il chador, circostanza indicativa di una visione decisamente semplicistica del diritto alla libertà di religione, per quanto, in apparenza, aderente ad un principio di neutralità.
154) C. Casonato, Diritto e scienze della vita, cit., p. 285.
155) G. Pascuzzi, La spinta gentile, cit., p. 100.
please wait

Caricamento in corso...