• PA - ANNULLABILITÀ DEL PROVVEDIMENTO - Eccesso di potere

    RISARCIMENTO DEL DANNO DA LESIONE DI INTERESSE

    RISARCIMENTO DEL DANNO DA LESIONE DI INTERESSE

    La Cassazione nella storica sentenza n. 500/99 esclude la possibilità che venga risarcita la lesione di interessi procedimentali, impostando il paradigma di tutela sull'accertamento di una doppia lesione all'interesse legittimo e al sotteso interesse al bene della vita. La Suprema Corte, che pure abbatte il dogma dell'irrisarcibilità del danno da lesione di interesse legittimo si muove nell'ottica di creare una rete di contenimento alle richieste risarcitorie mosse dai privato nei confronti dell'amministrazione. Questa rete viene costruita su due elementi forti da un lato il superamento della presunzione dell'individuazione dell'elemento soggettivo della colpa nella stessa illegittimità del provvedimento; dall'altro, con la doppia lesione dell'interesse legittimo sotto il profilo della violazione delle regole dell'azione dell'attività amministrativa, e sotto il diverso profilo della verifica della spettanza in capo al provato del bene della vita, sotteso all'interesse legittimo.

    Quest'impostazione negazionista viene contrastata da alcuni Autori (Protto), e dalla sentenza della Cassazione n. 157/2003, che in luogo del modello di responsabilità extracontrattuale evocano come modello di riferimento quello della responsabilità da contatto sociale. Il richiamo è alla teorica civilistica della responsabilità per inadempimento nei rapporti senza obbligo primario di prestazione. In definitiva, il rapporto tra amministrazione e cittadino genera una pluralità di situazioni giuridiche, che accompagnano l‘interesse legittimo. Nel caso di lesione provocata dall'attività illegittima della p.a. il danneggiato non dovrà provare la spettanza del bene della vita, potendosi limitare a fornire la prova della lesione all'interesse procedimentale e del danno che ne è derivato. Un argomento di carattere normativo a favore della risarcibilità degli interessi procedimentali è individuato nella previsione, mai però attuata, dell'art. 17, comma 1, lett. f) della l. 57/97, che prevede la corresponsione di un indennizzo per il caso di mancata o ritardata adozione del provvedimento (sul tema in questione si ritornerà più diffusamente trattando del danno da ritardo).

    Caducazione del provvedimento e richiesta risarcitoria

    Una prima possibile obiezione merita di essere superata. Ossia la necessaria caducazione del provvedimento, quale requisito dell'esito favorevole della richiesta risarcitoria. Sul punto è di recente intervenuto il Tar Sicilia, Palermo, sez. II, 28 settembre 2007, n. 2049. Il Tribunale siciliano chiarisce che: “Il mancato accoglimento del ricorso d'annullamento non preclude l'accesso alla tutela risarcitoria degli interessi legittimi, e non esclude dunque la responsabilità della...

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    Le sponde opposte della giurisprudenza amministrativa

    La giurisprudenza amministrativa intervenuta sul punto aderisce ad orientamenti contrapposti. Così TAR Lazio, sez. I, 17 maggio 2004, n. 4551 ritiene che l'estremo del “danno ingiusto” non può essere desunto solamente dalla circostanza che un provvedimento amministrativo sia stato annullato per motivi di natura formale o procedimentale, prescindendo così dalla necessaria valutazione dell'iter discrezionale seguito dalla P.A.A tal fine la giurisprudenza del g.a. in modo uniforme ha affermato che l'interesse ad ottenere il risarcimento...
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