• La revoca dei provvedimenti amministrativi

    La revoca dei provvedimenti amministrativi

    Sono sostanzialmente cinque i caratteri peculiari dell'istituto adesso in commento:

    la revoca del provvedimento prescinde dall'esistenza di vizi di legittimità, potendo essere disposta per sopravvenuti motivi di pubblico interesse ovvero nel caso di mutamento della situazione di fatto o di nuova valutazione dell'interesse pubblico originario. Ciò, ovviamente, influisce sulla motivazione del provvedimento assunto dalla p.a., che deve essere proiettata verso la valorizzazione del sopravvenuto interesse pubblico ovvero della nuova valutazione dell'interesse pubblico originario;

    oltre al rispetto dell'obbligo motivazionale, l'adozione del provvedimento di revoca è soggetta al rispetto di tutte le regole sul procedimento amministrativo: fra queste, e in considerazione della forte incidenza che produce la revoca sulle posizioni giuridiche soggettive, riveste grande importanza l'ottemperanza dell'obbligo di comunicazione dell'avvio del relativo procedimento; 

    la revoca produce effetti ex nunc, salvaguardando quelli medio tempore prodotti dal provvedimento revocato;

    l'adozione di questo atto di ritiro fa sorgere un obbligo di indennizzo in capo alla p.a., che non esclude la possibilità di una richiesta risarcitoria in caso di revoca illegittima;

    sulle controversie in materia di determinazione e corresponsione dell'indennizzo da revoca, decide il giudice amministrativo in sede di giurisdizione esclusiva: questa regola sulla giurisdizione, originariamente contenuta nell'art. 21-quinquies, comma 1, ultimo alinea, della L. n. 241/1990, è adesso stata “spostata” nell'art. 133, comma 1, lett. a), num. 4, del c.p.a..

    Gli elementi di diversità che caratterizzano la disciplina della revoca  da quella dell'annullamento d'ufficio, dunque, sono sostanzialmente tre: 

    in primo luogo, il diverso motivo che induce l'amministrazione ad adottare l'atto di ritiro; 

    in secondo luogo, le conseguenze patrimoniali che derivano dall'atto di ritiro: mentre l'atto revocato, essendo originariamente legittimo, fa sorgere in capo alla P.A. l'obbligo di indennizzare il privato, viceversa l'annullamento d'ufficio di un atto illegittimo fa sorgere in capo al privato il diritto al risarcimento del danno;

    in terzo luogo, il ruolo attribuito all'“affidamento” vantato dal privato: nella disciplina dettata dall'art. 21-nonies, l'affidamento rappresenta un limite al potere di annullamento; viceversa, nella disciplina contenuta nell'art. 21-quinquies l'affidamento costituisce il parametro di valutazione dell'indennizzo da corrispondere a favore del privato.


    I criteri per la quantificazione dell'indennizzo in caso di revoca del provvedimento

    Il decreto legge n. 7/2007 (c.d. Decreto Bersani bis) ha introdotto il comma 1-bis all'interno dell'originario tessuto normativo dell'art. 21 quinquies.

    Nel dettaglio, il nuovo comma prevede espressamente che, «Ove la revoca di un atto amministrativo ad efficacia durevole o istantanea di cui al comma 1 incida su rapporti negoziali, l'indennizzo liquidato dall'amministrazione agli interessati è parametrato al solo danno emergente e tiene conto sia dell'eventuale...

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