• PA - ANNULLABILITÀ DEL PROVVEDIMENTO - Attività  vincolata

    I vizi di legittimità del provvedimento amministrativo

    I vizi di legittimità del provvedimento amministrativo

    L'istituto della “annullabilità del provvedimento amministrativo” è disciplinato dall'art. 21‒octies della L. n. 241/1990, introdotto dall'art. 14 della legge 11 febbraio 2005, n. 15.

    La norma si compone di due commi: il primo comma, muovendosi nel solco di una secolare tradizione, individua i vizi che determinano l'annullamento del provvedimento amministrativo (violazione di legge, eccesso di potere ed incompetenza); il secondo comma, invece, detta una disciplina specifica per i cc.dd. “vizi non invalidanti”, distinguendo a seconda che si tratti di provvedimento vincolato o discrezionale:

    1.   in relazione ai provvedimenti vincolati si prevede che «Non è annullabile il provvedimento adottato in violazione di norme sul procedimento o sulla forma degli atti qualora, per la natura vincolata del provvedimento, sia palese che il suo contenuto dispositivo non avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto adottato» (comma 2, primo alinea);

    2.   con riferimento ai provvedimenti discrezionali, invece, si stabilisce che «Il provvedimento amministrativo non è comunque annullabile per mancata comunicazione dell'avvio del procedimento qualora l'amministrazione dimostri in giudizio che il contenuto del provvedimento non avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto adottato» (comma 2, secondo alinea).

    Tanto premesso, vale la pena evidenziare che, prima del descritto intervento legislativo del 2005, nel nostro ordinamento non vi era alcuna norma che offrisse una definizione del concetto di “annullabilità del provvedimento amministrativo”.

    Nei fatti, perciò, accadeva che ai soggetti privati venisse garantita tutela avverso gli atti illegittimi della P.A. facendo leva su taluni appigli normativi di matrice processuale (art. 26 T.U. Cons. Stato e art. 2 e 3 L. T.A.R.) che, invero, sul piano squisitamente processuale si limitavano ad attribuire al G.A. il potere di annullamento degli atti affetti da violazione di legge, incompetenza o eccesso di potere.

    Con l'introduzione dell'art. 21‒octies della L. n. 241/1990, invece, la disciplina dell'annullabilità (rectius, illegittimità) è stata finalmente trasposta anche sul piano sostanziale, ove è stato chiarito che il provvedimento amministrativo annullabile è quello adottato in violazione di legge o viziato da eccesso di potere o da incompetenza.

    Le novità introdotte con la novella legislativa del 2005, tuttavia, non finiscono certamente qui.

    Invero, è il secondo comma dell'art. 21‒octies che ha rappresentato la vera svolta normativa in tema di annullabilità, introducendo nel palcoscenico del diritto amministrativo il concetto di “provvedimento illegittimo non annullabile”.

    Ebbene, in chiave metodologica si ritiene opportuno affidare al presente Dossier la disamina dei caratteri generali del tradizionale istituto dell'annullabilità del provvedimento: così operando, si offrirà una succinta descrizione dell'evoluzione dei tre vizi di legittimità del provvedimento (violazione di legge, eccesso di potere, incompetenza) che, senza pretese di esaustività, intende dimostrare come, attualmente, l'ordinamento amministrativo tenda principalmente alla stigmatizzazione dei vizi “sostanziali” del provvedimento, a discapito di quelli “formali”. 

    Negli appositi approfondimenti, invece, saranno scrutinate le principali problematiche interpretative legate all'art. 21 octies, comma 2, primo alinea (Approfondimento 1) e secondo alinea (Approfondimento 2).

    I caratteri generali dell'annullabilità

    Lo studio dei caratteri generali della disciplina dell'annullabilità non può prescindere dalla seguente considerazione: il provvedimento amministrativo invalido–annullabile produce effetti sino a quando non interviene un nuovo provvedimento (giurisdizionale o anche amministrativo) idoneo ad eliminarli. È per questo motivo che gli effetti del provvedimento amministrativo invalido sono definiti “precari”.

    Nel dettaglio, nel nostro ordinamento giuridico valgono i...

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    Gli effetti dell'annullamento dell'atto illegittimo

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    Tale regola fondamentale si basa sulla tradizionale convinzione per cui, in caso di...

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    L'evoluzione del concetto di “legittimità”

    Tradizionalmente, vengono individuate tre distinte ipotesi di vizi di legittimità: la violazione di legge, l'incompetenza e l'eccesso di potere.

    Originariamente (e sino alla fine dell'Ottocento) veniva considerato illegittimo soltanto il provvedimento che si rivelava “contra legem”: in un'epoca storica in cui l'azione della pubblica amministrazione era ritenuta insindacabile nelle scelte discrezionali, l'illegittimità veniva fatta...

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