Estremi:
Cassazione civile, 2019,
  • Fatto

    PREMESSO

    che:

    A.D. ricorreva avverso il verbale della Polizia municipale del Comune di Collegno, con il quale gli era stata contestata la violazione dell'art. 142 C.d.S., comma 8; il Comune si costituiva, dando preliminarmente atto che D. aveva già proposto ricorso al prefetto, che lo aveva rigettato, ingiungendo il pagamento; parte ricorrente depositava allora memoria, in cui riconosceva di avere in effetti presentato ricorso al prefetto, ma tardivamente e di avere poi presentato opposizione contro l'ordinanza-ingiunzione con cui il prefetto aveva respinto il ricorso nel merito. Il Giudice di pace di Torino accoglieva il ricorso e annullava la sanzione amministrativa di Euro 181,60.

    Il Comune di Collegno appellava la pronuncia davanti al Tribunale di Torino che, dopo aver dichiarato la nullità della sentenza impugnata, motivata solo per relationem, ha - con sentenza 4 dicembre 2015, n. 7047 - deciso nel merito l'appello e ha accolto l'eccezione di improponibilità dell'azione fatta valere davanti al giudice di pace.

    Contro la sentenza del Tribunale D. ricorre per cassazione. Resiste con controricorso il Comune di Collegno.

    Il controricorrente ha depositato memoria in prossimità dell'adunanza in Camera di consiglio.

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  • Diritto

    CONSIDERATO

    che:

    I. Il ricorso principale è articolato in sette motivi.

    1. Il primo motivo lamenta, in relazione dell'art. 360 c.p.c., n. 3, violazione e/o falsa applicazione degli artt. 203 e 204-bis C.d.S., artt. 24 e 113 Cost.: il Tribunale ha errato nel ritenere irrilevante, al fine di escludere la proponibilità del ricorso al giudice di pace, la tardiva proposizione del ricorso al Prefetto perchè l'esclusiva cognizione di quest'ultimo presuppone che il ricorso ex art. 203 C.d.S., sia valido, così che tale ricorso andava considerato tamquam non esset.

    Il motivo è infondato. Il Tribunale ha correttamente osservato che l'art. 204-bis del codice della strada prevede il ricorso al giudice di pace quale strumento alternativo di tutela rispetto al ricorso al prefetto di cui all'art. 203 del codice (ai sensi del comma 1 dell'articolo, "alternativamente alla proposizione del ricorso di cui

    all'art. 203, il trasgressore o gli altri soggetti indicati nell'art. 196, qualora non sia stato effettuato il pagamento in misura ridotta nei casi in cui è consentito, possono proporre opposizione davanti all'autorità giudiziaria ordinaria"). Trattandosi di due azioni alternative e non cumulabili, la scelta dell'una preclude, per il principio electa una via non datur recursus ad alteram, l'accesso all'altra. Effettuata la scelta in favore del ricorso al prefetto, il ricorrente non poteva adire il Giudice di pace, ma soltanto eventualmente impugnare l'ordinanza-ingiunzione di pagamento della sanzione, come in effetti ha fatto. E' infatti pacifico che il Prefetto ha esaminato il ricorso, evidentemente ritenendolo tempestivo, l'ha rigettato nel merito e ha emesso l'ordinanza-ingiunzione, impugnata da A. innanzi al Giudice di pace. Giudizio di opposizione che come osserva il Tribunale - non rappresenta un giudizio sulla legittimità o meno dell'ordinanza-ingiunzione (e sui suoi possibili vizi), ma sul rapporto,...

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