• Fatto

    RITENUTO

    che:

    con sentenza n. 384/2012, la Corte d'appello di Cagliari Sez. Staccata di Sassari ha rigettato l'impugnazione proposta da P.N. contro la sentenza di primo grado con la quale era stata dichiarata inammissibile l'opposizione proposta dallo stesso P. nei confronti dell'Inps e di Equitalia Centro s.p.a. avverso alcune cartelle emesse nei suoi confronti per il mancato pagamento di contribuzione previdenziale per un importo complessivo pari ad Euro 18.128,19, fondata sul presupposto della mancata notifica delle medesime cartelle esattoriali, poste da Equitalia Centro s.p.a. a fondamento dell'intervento nella esecuzione immobiliare proposta ai danni di P.N., nonchè sull'estinzione dei medesimi debiti a seguito di precedente condono tombale e prescrizione;

    a fondamento della decisione la Corte d'appello ha sostenuto che il Tribunale aveva correttamente rilevato la regolarità della notifica delle cartelle con conseguente tardività dell'opposizione proposta D.Lgs. n. 46 del 1999, ex art. 24;

    avverso la sentenza P.N. ricorre per cassazione con due motivi, illustrati da successiva memoria, nei quali deduce: a) violazione e o falsa applicazione dell'art. 140 cod. proc. civ., art. 2697 cod. civ. e D.P.R. n. 600 del 2003, art. 60, comma 1, lett. e); b) omessa motivazione circa un fatto decisivo per il giudizio/che ravvisa nel fatto che la sentenza impugnata ha omesso di prendere in considerazione i contenuti della sentenza della Commissione tributaria regionale del 30.4.2009 che aveva dichiarato illegittimi gli accertamenti in oggetto a seguito di avvenuto condono tombale ai sensi della L. n. 289 del 2001, art. 9;

    l'Inps ed Equitalia Centro s.p.a. resistono con controricorso.

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  • Diritto

    CONSIDERATO

    che:

    Il primo motivo è infondato;

    il ricorrente - come emerge dal ricorso - ha depositato in data 20 febbraio 2009, ricorso in opposizione al fine di opporsi all'intervento di Equitalia Centro s.p.a. nella procedura esecutiva datato 27 ottobre 2008 dal quale si apprendeva dell'esistenza delle quattro cartelle e della loro avvenuta notifica, così intendendo recuperando l'azione di opposizione alle cartelle sottese all'intervento medesimo, in ordine alle quali il termine di cui al D.Lgs. n. 46 del 1999, art. 24 era decorso, e ciò facendo valere sia ragioni di natura formale che di merito;

    il P. ha giustificato le modalità di esercizio di tale azione facendo riferimento alla nullità della notificazione delle cartelle di cui avrebbe appreso l'esistenza solo a seguito del deposito dell'atto di intervento;

    sostiene il ricorrente che la nullità della notifica delle cartelle deriverebbe dalla circostanza che il notificatore aveva provveduto, dopo aver depositato l'atto presso la casa comunale, ad affiggere l'avviso all'albo del comune mentre avrebbe dovuto affiggerlo alla porta dell'abitazione del ricorrente ai sensi dell'art. 140 cod. proc. civ. con ciò violando il disposto del D.P.R. n. 600 del 2003, art. 60, comma 1, lett. e);

    invero, occorre premettere che, discutendosi ancora nel presente giudizio dell'operata notifica della cartella esattoriale, essa non può annoverarsi tra i rapporti esauriti ai quali non si applicano gli effetti della sentenza della Corte Costituzionale n. 258 del 22 novembre 2012, secondo cui nei casi di "irreperibilità cd. relativa" del destinatario, va applicato l'art. 140 c.p.c., in virtù del combinato disposto del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 26, u.c. e del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 60, comma 1, lett. e), sicchè è necessario, ai fini del suo perfezionamento, che siano effettuati tutti gli adempimenti ivi prescritti, incluso l'inoltro al...

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