Estremi:
Cassazione civile, 2015,
  • Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    1. S.M.I., N.P., M.V.A. C., C.G., B.v., D.A.G. e Cu.Gi., convennero in giudizio dinanzi al Tribunale di Salerno il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Scientifica, il Ministero della Salute, il Ministero dell'Economia e delle Finanze e la Presidenza del Consiglio dei Ministri, chiedendone la condanna in solido, o pro quota, al pagamento in favore di ciascuno di essi, dell'importo di L. 21.500.000, a titolo di emolumento per ciascun anno di specializzazione compiuto, nonchè della somma di L. 50.000.000, a titolo di risarcimento danni da "perdita di chance", per mancata equiparazione dei loro titoli di studio, rispetto alle specializzazioni conseguite successivamente all'applicazione del D.Lgs. n. 257 del 1991.

    Le amministrazioni statali convenute si costituirono eccependo l'incompetenza territoriale del giudice adito, la prescrizione del diritto azionato e, nel merito, chiesero il rigetto della domanda attrice.

    Il Tribunale, ritenendo fondata l'eccezione di prescrizione sollevata dai Ministeri e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, rigettò le domande attrici.

    2. Avverso detta sentenza proposero appello con separati atti di citazione S.M.I., N.P., B.V., D. A.G..

    La Corte d'appello, in riforma della sentenza impugnata, ha condannato il Ministero della Pubblica Istruzione, il Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica, il Ministero della Salute e il Ministero dell'Economia e delle Finanze, in persona dei rispettivi Ministri pro tempore, nonchè la Presidenza del Consiglio dei Ministri, tutti fra loro in solido, al pagamento in favore di ...

  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    1. I ricorsi sono riuniti ai sensi dell'art. 335 c.p.c..

    2. Con il primo motivo i ricorrenti denunciano illegittimità della sentenza della Corte di Appello nella parte in cui ha respinto l'eccezione di incompetenza territoriale - Incompetenza territoriale del Tribunale di Salerno, competenza del Tribunale di Roma, in relazione all'art. 360 c.p.c., n. 2).

    Secondo i ricorrenti, contrariamente a quanto sostenuto dal giudice di appello, l'eccezione di incompetenza territoriale del Tribunale di Salerno, sollevata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri convenuti in favore, fra l'altro, del Tribunale di Roma, era pienamente fondata.

    Il motivo è infondato.

    Nelle cause in cui sia parte un'amministrazione dello Stato, qualora l'obbligazione dedotta in giudizio abbia origine da un fatto illecito, ai fini dell'individuazione del giudice competente per territorio, ai sensi del R.D. 30 ottobre 1933, n. 1611, art. 6 e art. 25 cod. proc. civ., il "forum delicti" concorre, in via alternativa, con il "forum destinatae solutionis", da determinarsi in base alle norme di contabilità pubblica (R.D. 18 novembre 1923, n. 2440, art. 54; R.D. 23 maggio 1924, n. 827, art. 278, lett. d, artt. 287 e 407), e cioè il luogo in cui ha sede l'ufficio di tesoreria tenuto ad effettuare il pagamento, che è quello della provincia in cui il creditore è domiciliato (Cass., 16 febbraio 2012, n. 2265).

    Correttamente pertanto l'impugnata sentenza, in ragione del criterio di collegamento costituito dalla sede della tesoreria provinciale, organo deputato al pagamento, ha individuato il domicilio del soggetto creditore nel "forum destinatae solutionis" e quindi a Salerno.

    2. Con il secondo motivo si denuncia violazione del combinato disposto ...

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