• Fatto

    FATTO

    Con decreto n. 830 del 2 febbraio 1999 il Pretore di Cosenza ha ingiunto al Comune di Plataci di pagare alla sig.ra Gemma Colistro la somma di Lire 46.112.597 (derivante da atto di cessione di credito da parte dell'avv. Francesco Martire, creditore di somme per competenze professionali), oltre ad interessi legali dalla data di messa in mora ed a spese e competenze della procedura monitoria.

    Avverso tale decreto il Comune di Plataci ha proposto opposizione, respinta con sentenza n. 219/2001 del Tribunale di Cosenza.

    Con provvedimento del 7 febbraio 2001 detto Tribunale ha dichiarato esecutivo il decreto ingiuntivo.

    In data 26 giugno 2001 la sig.ra Colistro ha intimato al Comune di Plataci il pagamento della complessiva somma di Lire 52.434.739 con atto di precetto, che è stato dichiarato nullo e privo di effetto con sentenza n. 22 del 13 gennaio 2004 del Tribunale di Castrovillari a seguito di opposizione del Comune di Plataci. Tale sentenza ha accertato l'intervenuto pagamento della somma di Lire 21.227.700 (Euro 10.963,20), da detrarre dal credito originario di Lire 46.112.957 (Euro 23.815,36).

    Con atto per notar Gisonna dell'8 novembre 2004, notificato al debitore, la sig.ra Colistro ha ceduto alla sig.ra Ro. Al. il credito di Lire 46.112.597 (Euro 23.815,17), vantato nei confronti del Comune di Plataci.

    Con atto di diffida del 18 novembre 2010 la sig.ra Ro. ha intimato al Comune di Plataci il pagamento della complessiva somma di Euro 39.522,50, oltre a spese e competenze delle procedure esecutive non andate a buon fine e ad altre somme ivi indicate.

    Con ricorso al T.A.R. Calabria, Catanzaro, la citata sig.ra Ro. ha chiesto che fosse data esecuzione alla sentenza del Tribunale di Cosenza n. 830/98, mediante il pagamento delle somme quantificate in diffida, con...

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  • Diritto

    DIRITTO

    1.- Il giudizio in esame verte sulla richiesta, formulata dalla sig.ra Ro. Al., di riforma della sentenza del T.A.R. in epigrafe indicata con la quale è stato dichiarato l'obbligo del Comune di Plataci di ottemperare al giudicato formatosi in relazione ad un decreto ingiuntivo.

    2.- Con il primo motivo di appello è stato innanzi tutto dedotto che la sentenza impugnata va riformata nella parte in cui non si limita a statuire sulla ottemperanza alla sentenza n. 219/2001 del 7.2.2001 del Tribunale di Cosenza, con cui è stato reso esecutivo il decreto ingiuntivo n. 830 del 1999, ma si addentrerebbe in questioni sottratte alla sua competenza attinenti alla regolarità processuale del rito monitorio, non rilevabili nemmeno d'ufficio, essendo il decreto ingiuntivo passato in giudicato. In particolare la statuizione andrebbe disattesa laddove accenna a possibili opposizioni a precetto e con riguardo alle statuizioni che ne conseguono.

    2.1- Osserva la Sezione che non risulta dalla sentenza in esame alcun riferimento alla regolarità processuale del rito monitorio né alcun esplicito accenno ad opposizioni a precetto e alle conseguenti statuizioni.

    Il primo Giudice si è limitato ad affermare che l'obbligo di eseguire il giudicato, mediante pagamento delle somme dovute, dovesse essere soggetto a riduzione con riferimento agli importi già corrisposti e che nel caso di specie risultava che il Tribunale di Castrovillari, a seguito di opposizione (a precetto) del Comune di Plataci, aveva accertato l'avvenuto pagamento della somma di Lire 21.227.700 da detrarre dal credito originario. Ha quindi ritenuto la sussistenza dell'obbligo di eseguire il giudicato discendente dal decreto ingiuntivo, per la somma residua, precisando che esso (con riferimento alla richiesta di pagamento somme quantificate nella diffida, comprendenti anche le spese e le...

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