Estremi:
Cassazione civile, 2012,
  • Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    Con sentenza 11.12.2007 n. 202 la Commissione tributaria della regione Lazio ha rigettato l'appello proposto da D.R.M. e dichiarato legittima la cartella di pagamento notificata il 16.7.2004 da Equitalia Gerit s.p.a. per la riscossione della TOSAP relativa all'anno 1998 ed emessa a seguito di avviso di accertamento notificato al contribuente in data 21.12.2000 e divenuto definitivo per mancata opposizione.

    I Giudici di appello rigettavano il primo motivo di gravame ritenendo ritualmente eseguita la notifica dell'avviso di accertamento presso il domicilio del contribuente in (OMISSIS) essendo stato ricevuto l'atto da persona della casa che aveva sottoscritto l'avviso di ricevimento. Rigettavano anche il secondo motivo di gravame rilevando che al procedimento di riscossione della TOSAP disciplinato dal D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 51, comma 3 non poteva applicarsi il termine di decadenza per la iscrizione a ruolo previsto dal D.P.R. n. 602 del 1973, art. 17 per le imposte dirette e che il Legislatore aveva espressamente esteso con il D.Lgs. n. 193 del 2001 (modificativo del D.Lgs. n. 46 del 1999, art. 23) esclusivamente all'IVA. Il contribuente ha impugnato la sentenza di appello con atti notificati in data 28.1.2009 ad Equitalia Gerit s.p.a. ed al Comune di Roma, deducendo un unico motivo corredato di quesito di diritto ex art. 366 bis c.p.c., illustrato anche da memoria depositata ai sensi dell'art. 378 c.p.c..

    Gli intimati non si sono costituiti.

  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    Con l'unico motivo di ricorso il contribuente denuncia il vizio di violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 17, del D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 51 e del D.P.R. n. 43 del 1988, artt. 63, 67-68 (in relazione all'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3)) con riferimento alle statuizioni della sentenza che hanno ritenuto inapplicabile alla TOSAP i termini di decadenza previsti per la iscrizione a ruolo dal D.P.R. n. 602 del 1973, art. 17.

    Il ricorrente sostiene che il D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 51, che per la disciplina della riscossione della TOSAP rinvia alle modalità previste dal D.P.R. n. 43 del 1988, art. 68 - norma che a sua volta richiama gli artt. 67 e 63 del medesimo decreto presidenziale -, verrebbe ad estendere alla TOSAP anche le disposizioni del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 17, come si argomenterebbe dal generale richiamo alle norme sulla riscossione dei crediti erariali operato dal D.P.R. n. 43 del 1998, art. 63, u.c.. Inoltre alla indicata conclusione condurrebbe anche la interpretazione adeguatrice del D.P.R. n. 602 del 1973, artt. 17 e 25 fornita dalla giurisprudenza di legittimità (Cass. 19865/2004; 26105/2005; 16826/2006), nonchè la pronuncia della Corte cost. n. 280/2005 di illegittimità costituzionale del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 25, ed anche le riflessioni svolte dalla dottrina in ordine alla applicabilità di termini dei decadenza anche in materia ICI, di imposta sulla pubblicità, sui canoni di fognatura. Il motivo è infondato.

    L'assunto difensivo del ricorrente si fonda sul presupposto - da ritenersi errato - della corrispondenza ovvero della sostanziale analogia tra la fattispecie controversa (in cui la iscrizione a ruolo e la notifica della cartella seguono ad avviso di accertamento divenuto incontestabile per omessa opposizione) e la...

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