Estremi:
Cassazione civile, 2011,
  • Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    Con sentenza del 24/12/2009 la Corte d'Appello di Torino, in accoglimento del gravame interposto dalla società Are Finanziaria s.a. in liq. e in riforma della sentenza Trib. Torino 13/4/2007, dichiarava la società B.I.M. - Banca Intermobiliare di Investimenti e Gestioni s.p.a. - responsabile in solido D.Lgs. 23 luglio 1996, n. 415, ex art. 23, comma 3, per gli illeciti commessi in danno della società Are Finanziaria s.a. dal promotore e addetto alla clientela sig. M.C., nonchè il concorso di colpa in ragione di un terzo, ex art. 1227 c.c., comma 1, della società Are Finanziaria s.a., e per l'effetto condannava la B.I.M. s.p.a. al risarcimento dei danni in favore di quest'ultima, disponendo in ordine alla regolazione delle spese.

    Avverso la suindicata pronunzia della corte di merito la società B.I.M. s.p.a. propone ora ricorso per cassazione, affidato a 3 motivi.

    Resiste con controricorso la società Are Finanziaria s.a. in liquidazione.

  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    Con il 1^ motivo la ricorrente denunzia violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 415 del 1996, art. 23 in riferimento all'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.

    Si duole che il D.Lgs. n. 415 del 1996, art. 23 non tenendo conto della natura professionale o meno del soggetto cui è fornito il servizio nonchè prevedendo una regola di responsabilità oggettiva a carico delle imprese di investimento qualora l'investitore sia un risparmiatore e un regime viceversa di responsabilità ordinaria per l'investitore che sia un operatore qualificato, si ponga in contrasto con la Direttiva 93/22/CEE. Chiede di farsi se del caso luogo a rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia, perchè si pronunzi al riguardo.

    Con il 2^ motivo denunzia violazione e falsa applicazione dell'art. 2049 c.c., in riferimento all'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3; nonchè omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione su punto decisivo della controversia, in relazione all'art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 5.

    Si duole che nella motivazione dell'impugnata sentenza risulti contraddittoriamente affermata la sua responsabilità ex art. 2049 c.c. per la condotta del M. laddove per altro verso si accerta che il danneggiato aveva un rapporto diretto con quest'ultimo, "a prescindere dalle società (principalmente Mob. Fin. S.p.a., Imprefin s.p.a., Sim Kenleer Investments ) da questi negli anni partecipate, amministrate o comunque rappresentate".

    Con il 3 motivo i ricorrenti denunziano violazione e falsa applicazione degli artt. 2049 e 1223 c.c, in riferimento all'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3; nonchè omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione su punto decisivo della controversia, in relazione all'art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 5.

    Si duole che la corte di merito l'abbia...

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