• Fatto

    Svolgimento del processo

    Con atto di citazione del 3.4.1987 il Condominio di via Grisignano 12 di Salerno conveniva in giudizio dinanzi al Tribunale di Salerno Alfonso Coppola, condomino dell'edificio, assumendo che quest'ultimo nel 1974 aveva ricavato dei locali nel terrapieno sottostante il fabbricato ed aveva aperto accessi agli stessi nel muro comune verso l'esterno; ritenuto quindi che tali opere costituivano un pregiudizio per le parti comuni dell'edificio, l'attore chiedeva la condanna del convenuto alla riduzione in pristino dello stato dei luoghi.

    Il Coppola si costituiva in giudizio contestando il fondamento della domanda.

    Con sentenza del 28.12.1996 il Tribunale adito condannava il convenuto alla riduzione in pristino dei locali oggetto della controversia ed all'immediato rilascio degli stessi in favore del Condominio.

    A seguito di impugnazione da parte del Cappola cui resisteva il Condominio, la Corte di Appello di Salerno con sentenza del 24.8.1999, in parziale riforma della decisione di primo grado, che confermava nel resto, dichiarava la nullità della sentenza impugnata nella parte in cui disponeva il rilascio dei locali in questione in favore del Condominio, rigettava la domanda limitatamente alla eliminazione dell'apertura nel muro comune verso l'esterno e dichiarava legittimo l'uso del muro condominiale con l'apertura nello stesso di un passo carrabile di m. 2,40 protetto da porta basculante di comunicazione tra il seminterrato del Coppola e la rampa carrabile esterna al Condominio.

    La Corte territoriale, per quanto ancora interessa in questa sede, riteneva legittima l'apertura nel muro perimetrale da parte del Coppola di una porta per consentire l'accesso dall'esterno soltanto al locale di proprietà esclusiva dell'appellante; tale porta, come evidenziato dalla consulenza tecnica d'ufficio,...

  • Diritto

    Motivi della decisione

    Con l'unico motivo articolato il ricorrente, denunciando violazione e falsa applicazione degli articoli 1102 e 1122 c.c. nonché insufficienza della motivazione, censura la sentenza impugnata per non aver ritenuto illegittima l'apertura nel muro perimetrale effettuata dal Coppola disattendendo così l'orientamento di questa Corte secondo cui, allorché sia aperto un varco nel muro perimetrale dell'edificio condominiale che permetta l'accesso da una proprietà esclusiva esterna al fabbricato ad un immobile interno allo stabile, viene costituita una servitù a carico del muro perimetrale vietata dall'art. 1102 c.c. se non assentita dalla totalità dei condomini; rileva inoltre che la Corte territoriale non ha esaminato l'ulteriore profilo della controversia costituito dalla alterazione della funzione di recinzione del muro perimetrale.

    La censura è infondata.

    Il giudice di appello, come già evidenziato, ha rilevato che la porta aperta nel muro perimetrale condominiale aveva messo in comunicazione un locale di esclusiva proprietà del Coppola, sito all'interno dello stabile condominiale, con una rampa esterna al Condominio già utilizzata per passaggio ed accesso ad altre unità immobiliari, cosicché la suddetta apertura non era idonea a costituire una servitù di passaggio in danno dell'appellato, e si risolveva in un uso più intenso della cosa comune senza pregiudizio degli altri condomini.

    Orbene il convincimento espresso dal giudice di appello si rivela giuridicamente corretto ed immune da vizi logici.

    Premesso invero che il ricorrente non ha censurato l'affermazione della sentenza impugnata per la quale l'apertura nel muro condominiale effettuata dal Coppola comunica con una rampa esterna al Condominio già utilizzata per passaggio ed accesso ad altre unità immobiliari, deve ritenersi...

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