• Fatto

    Svolgimento del processo

    Parodi Antonio conveniva davanti al Pretore di Genova il Ministero della Difesa al fine di sentirlo condannare a risarcirgli i danni provocati alla propria vettura da un cartello segnaletico finito contro la medesima a seguito di spostamento d'aria determinato da un elicottero dei Carabinieri, alzatosi in volo.

    Resisteva il convenuto.

    Il Pretore, con sentenza n. 1392 del 1994, accoglieva la domanda sul presupposto che la zona non era transennata e che l'attività di volo dell'elicottero era da considerarsi pericolosa a norma dell'art. 2050 c.c..

    Proponeva appello il Ministero.

    Il Tribunale di Genova, con sentenza depositata il 30.4.1998, rigettava l'appello.

    Riteneva il giudice di appello che il modo di formazione della prova da parte del Pretore, che aveva assunto oralmente informazioni telefoniche dai vigili urbani sul punto che la zona di involo non era transennata, era abnorme; che, tuttavia, poiché il Pretore aveva accolto la domanda, prospettata nel corso del giudizio, a norma dell'art. 2050 c.c., avendo sul punto accettato il contraddittorio il convenuto, nonostante che la domanda originaria fosse stata posta a norma dell'art. 2043 c.c., doveva ritenersi correttamente affermata la responsabilità del convenuto.

    Avverso questa sentenza ha proposto ricorso per Cassazione il Ministero.

    Non si è costituito l'intimato.

  • Diritto

    Motivi della decisione

    1. Con il primo motivo di ricorso il ricorrente lamenta il vizio di motivazione, omessa ed insufficiente, dell'impugnata sentenza in relazione all'art. 360 n. 5 c.p.c., nonché la violazione e falsa applicazione di norme di diritto in relazione all'art. 115 c.p.c. ed ai principi generali in materia di prove.

    Assume il ricorrente che il Pretore di Genova dà atto nella sentenza di aver telefonicamente richiesto informazioni e fondato sulle stesse la sentenza di condanna; che tanto era stato censurato in sede di appello; che la sentenza impugnata, pur rilevando l'abnormità di tale modo di assunzione di prova, aveva erroneamente rigettato l'appello, ritenendo che l'attore avesse proposto in corso di causa una domanda di responsabilità aquiliana ex art. 2050 c.c., modificando l'originaria domanda, proposta ex art. 2043.

    Assume il ricorrente che, a parte il rilievo che detta modifica in effetti non vi era stata, essendosi l'attore limitato con la domanda a richiedere il risarcimento dei danni, senza delimitarlo alla sola fattispecie di cui all'art. 2043 c.p.c., in ogni caso, anche nell'ipotesi di cui all'art. 2050 c.p.c., la prova raccolta sarebbe contraria ai principi del contraddittorio e della forma scritta in tema di assunzione di prove.

    2. Con il secondo motivo di ricorso il ricorrente lamenta la violazione dell'art. 965 del codice della navigazione. Assume il ricorrente che la fattispecie in questione, attenendo a danni verificatisi in conseguenza di navigazione di aeromobile, non è regolata dalle norme del codice civile, ma esclusivamente dall'art.

    965 cod. nav..

    3.1. Ritiene questa Corte che i due motivi vadano esaminati congiuntamente, essendo strettamente connessi.

    Il secondo motivo (che per necessità logiche viene trattato...

  • Note redazionali:
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