Estremi:
Cassazione civile, 2005,
  • Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    G.D.B., condomina dello stabile sito in Torino, via via, con ricorso in data 1.12.1999 al Tribunale della stessa città chiedeva, ai sensi dell'art. 1129 comma terzo cc, la revoca di F.F. dall'incarico di amministratore del condominio per irregolarità rilevate nell'amministrazione dello stesso.

    L'adito Tribunale, con decreto 3-23 maggio 2000, in accoglimento del ricorso, revocava il F. dalla carica di amministratore compensando integralmente le spese del procedimento.

    Proposto reclamo dal F. ex art. 739 cpc, la Corte d'appello di Torino, con decreto reso il 2 novembre 2000, ritenuta la validità delle motivazioni addotte dal primo giudice per la revoca dell'amministratore, confermava sul punto il provvedimento del Tribunale, statuendo però che le ragioni di soccombenza imponevano che al reclamante venissero addossate le spese dei due gradi del procedimento.

    Avverso tale decisione ha proposto ricorso per cassazione il F. ai sensi dell'art. 111 della Costituzione sulla base di due motivi.

    Resiste con controricorso D.B.G., che ha anche depositato memoria.

  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    Va dichiarato inammissibile il primo motivo di ricorso incentrato sulla falsa ed erronea applicazione dell'art. 1129 cc, per avere la Corte torinese confermato il provvedimento di revoca dell'amministratore F. pur non ricorrendone i presupposti.

    E ciò conformemente a Cass. S.U. n. 20957/04, che, risolvendo il contrasto giurisprudenziale in ordine alla ammissibilità o meno del ricorso per cassazione ex art. 111 avverso il decreto della Corte d'appello ai sensi del combinato disposto degli artt. 1129 comma terzo e 64 cpv. disp. att. cc, si è pronunciata nel senso della inammissibilità, trattandosi di provvedimento di volontaria giurisdizione (sostitutivo della volontà assembleare, per l'esigenza di assicurare una rapida ed efficace tutela dell'interesse della corretta gestione dell'amministrazione condominiale in ipotesi tipiche-contemplate dal citato art. 1129 cc- di compromissione della stessa) che, pur incidendo sul rapporto di mandato tra condomini ed amministratore, non ha carattere decisorio, non precludendo la richiesta di tutela giurisdizionale piena, in un ordinario giudizio contenzioso, del diritto su cui il procedimento incide; tutela che, per l'amministratore eventualmente revocato, non potrà essere in forma specifica, ma soltanto risarcitoria o per equivalente (non esistendo un diritto dell'amministratore alla stabilità dell'incarico, attesa la revocabilità in ogni tempo in base al secondo comma del richiamato art. 1129 cc) onde la diversità dell'oggetto e delle finalità del procedimento camerale e di quello ordinario, unitamente all'evidente diversità delle rispettive "causae petendi", così come impedisce di attribuire efficacia vincolante al provvedimento camerale nel giudizio ordinario, del pari non consente di ritenere che il giudizio ordinario si risolva in un sindacato del...