Estremi:
Cassazione civile, 2019,
  • Fatto

    RILEVATO

    che:

    C.G. ricorre, affidandosi a cinque motivi con atto notificato a mezzo p.e.c. il 31/07/2017, per la cassazione della sentenza definitiva n. 3367 del 22/05/2017 della Corte di appello di Roma addotta come notificata a mezzo p.e.c. addì 01/06/2017 e della sentenza non definitiva della stessa Corte n. 1334 del 29/02/2016, con cui, pure pronunciata la revocazione della propria precedente sentenza n. 3320/09 ai sensi dell'art. 395 c.p.c., n. 4, è stata definitivamente rigettata la sua domanda di condanna del già suo difensore avv. G.B. per il risarcimento dei danni patiti nel sensibile ritardo con cui, a seguito della sua condotta professionale, egli aveva conseguito il dovuto trattamento previdenziale;

    l'intimato resiste con controricorso;

    è stata formulata proposta di definizione in camera di consiglio ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c., comma 1, come modificato dal D.L. 31 agosto 2016, n. 168, art. 1-bis, comma 1, lett. e), conv. con modif. dalla L. 25 ottobre 2016, n. 197;

    la ricorrente deposita memoria ai sensi del medesimo art. 380-bis, comma 2, u.p., nonchè documentazione.

  • Diritto

    CONSIDERATO

    che:

    dei cinque motivi di ricorso (rubricati: "violazione e/o falsa applicazione degli artt. 2043,2059,1218 e 1226 c.c.", "nullità della sentenza", "violazione, falsa applicazione artt. 91 e 92 c.p.c.", "violazione e/o falsa applicazione del D.M. n. 55 del 2014, sui parametri di liquidazione compensi legali... errore su un fatto decisivo oggetto di discussione tra le parti", "nullità della sentenza... violazione dell'art. 112, per aver omesso di avvalersi di una attività di indagine... e sotto il profilo del vizio di motivazione... per aver omesso la valutazione di detta indagine") e delle repliche del controricorrente è superflua la stessa indicazione, prima ancora dell'illustrazione, per l'improcedibilità del ricorso stesso;

    infatti, anche ovviato alla causa originaria di improcedibilità per carenza, sulla copia analogica del ricorso notificato a mezzo p.e.c., di attestazione autografa della conformità di questa all'originale informatico notificato alla controparte (con ciò non risultando rispettati i rigorosi presupposti codificati da Cass. ord. 22/12/2017, n. 30918) per avere il ricorrente ottemperato, oltretutto entro il termine per la produzione della documentazione di cui all'art. 372 c.p.c., almeno alle formalità previste da Cass. Sez. U. 22438/18, sussiste altra ed irrimediabile ragione di improcedibilità;

    invero, il ricorrente deduce essere stato almeno il secondo degli impugnati provvedimenti notificato a mezzo p.e.c., ma in atti si ha solo una copia, solo essa munita di attestazione di conformità con sottoscrizione autografa da parte di uno degli avvocati a tanto abilitati, ma non anche quella notificata (non riferendosi, cioè, quell'attestazione al messaggio di posta elettronica, con il quale la notifica ha avuto luogo, come ricevuto dal destinatario);

    risultano così violati gli altrettanto rigorosi requisiti stabiliti da Cass. 17450/17, in modo sostanzialmente integrale...