Estremi:
Cassazione civile, 2019,
  • Fatto

    FATTI DI CAUSA

    La A.R.P. Food & Hospitally s.r.l. (già M.B. s.r.l.) e la Italam 86 s.r.l. hanno proposto ricorso per cassazione articolato in due motivi avverso la sentenza n. 7848/2014 della CORTE D'APPELLO di ROMA, depositata il 31 dicembre 2014, con cui, in riforma della pronuncia resa in primo grado dal Tribunale di Roma n. 15572/2008, è stata rigettata l'impugnazione della deliberazione assembleare adottata dal Condominio (OMISSIS), in data 16 gennaio 2006. Resiste con controricorso il Condominio (OMISSIS).

    La Corte d'Appello di Roma ha ritenuto che il punto 4 dell'ordine del giorno della riunione del 16 gennaio 2006, relativo alle "delibere" da adottare in ordine alla "nuova attività" esercitata dalla B.B.C. Italia s.r.l., conduttrice dei locali di proprietà della Italam 86 s.r.l., ben potesse comprendere le valutazioni da assumere con riguardo alle canne fumarie installate al fine dell'esercizio dell'attività di ristorazione nella medesima unità immobiliare, installazione già osteggiata in pregresse decisioni assembleari negli anni 2003 e 2004. Parimenti, la Corte di Roma escludeva l'illegittimità della inibizione dell'attività di ristorazione, approvata dall'assemblea 16 gennaio 2006 in base all'art. 9, comma 2, del regolamento condominiale, il quale vieta la destinazione dei negozi ad uso "diverso da... commercio regolarmente autorizzato dalle autorità competenti", in quanto, a dire della sentenza impugnata, l'attività di ristorazione è eterogenea rispetto all'attività propriamente commerciale, giacchè caratterizzata dalla creazione di un risultato economico nuovo rispetto alla materia prima trattata, e quindi piuttosto da intendersi come attività industriale.

    Le parti hanno presentato memorie ai sensi dell'art. 378 c.p.c..

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  • Diritto

    RAGIONI DELLA DECISIONE

    In via pregiudiziale, non va disposta la riunione tra il presente giudizio e quello, contraddistinto come R.G. 27162/2017, anch'esso pendente innanzi alla Corte di Cassazione, discusso alla stessa udienza ed avente ad oggetto l'impugnazione della sentenza 6260/2017 della Corte d'Appello di Roma, trattandosi di ricorsi proposti contro sentenze diverse pronunciate in separati giudizi. Pur attenendo le cause connesse ad identiche questioni di diritto, la riunione non perseguirebbe alcun obbiettivo utile in termine di economia e minor costo dei due giudizi, nè favorirebbe la loro ragionevole durata.

    I.Il primo motivo del ricorso della A.R.P. Food & Hospitally s.r.l. e della Italam 86 s.r.l. denuncia la violazione e/o falsa applicazione degli artt. 1105,1109,1136 e 1139 c.c. e dell'art. 66 disp. att. c.c., deducendo l'incompletezza dell'ordine del giorno dell'assemblea 16 gennaio 2006 e la non riferibilità dello stesso alla decisione poi adottata di rimozione delle canne fumarie.

    Il secondo motivo del ricorso censura la violazione e/o falsa applicazione degli artt. 1138 e 1362 e ss. c.c. e art. 2195 c.c., quanto all'interpretazione del divieto contenuto nell'art. 9, comma 2, del regolamento condominiale ed alle nozioni di attività commerciale ed attività industriale riferite, in specie, all'attività di ristorazione esercitata dalla M.B..

    II.Sono da superare le eccezioni di inammissibilità sollevate dal controricorrente, in quanto i due motivi espongono gli elementi necessari ad evidenziare le ragioni per cui si chiede la cassazione della sentenza di merito, ed in particolare indicano il contenuto essenziale dei documenti su cui il ricorso è fondato.

    III.I due motivi di censura sono comunque infondati.

    III.1.Quanto al primo motivo di ricorso, circa la mancata previsione, nell'ordine del giorno della delibera assembleare impugnata, dell'argomento...

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