Estremi:
Cassazione penale, 2018,
  • Fatto

    RITENUTO IN FATTO

    1.La Corte di appello di Bologna il 14 giugno 2018 ha integralmente confermato la sentenza emessa all'esito del giudizio abbreviato dal Tribunale di Bologna il 28 dicembre 2018, appellata dall'imputato, sentenza con cui G.L. è stato ritenuto responsabile di due tentativi di furto in abitazione, entrambi aggravati dalla violenza sulle cose, fatti contestati come commessi il (OMISSIS), e, con le attenuanti generiche, l'aumento per la continuazione e la diminuente per rito, condannato alla pena stimata di giustizia (pena base per il primo dei due episodi, un anno e sei mesi di reclusione e 450,00 Euro di multa; riduzione per le attenuanti generiche ad un anno di reclusione e 300,00 Euro di multa; aumento ex art. 81 c.p., comma 2, di sei mesi di reclusione e 60,00 Euro di multa, sino ad un anno e sei mesi di reclusione e 360,00 Euro di multa; riduzione per il rito sino ad un anno di reclusione e 240,00 Euro di multa).

    2.Ricorre per la cassazione della sentenza l'imputato, tramite difensore, affidandosi a tre motivi, con i quali denunzia promiscuamente violazione di legge e difetto motivazionale.

    2.1. Con il primo motivo, in particolare, censura, violazione dell'art. 624-bis c.p. e art. 625 c.p., comma 1, n. 2, e, nel contempo, contraddittorietà ed illogicità della motivazione, per essere stata la fattispecie erroneamente ricondotta al furto in abitazione di cui all'art. 624-bis c.p. all'esito di un'interpretazione della legge penale in relazione alla qualificazione giuridica del fatto e di una motivazione sul punto che si stimano contraddittorie ed illogiche.

    Gli oggetti del tentativo di furto, infatti, cioè due appartamenti adibiti a sede commerciale di due distinte società, peraltro chiusi il giorno dei fatti ((OMISSIS), (OMISSIS)) e senza nessuno all'interno, non sarebbero qualificabili come "privata dimora", secondo quanto recentemente precisato dalle Sezioni Unite con la sentenza n....

    Contenuto riservato agli abbonati
    Fai LOGIN o ABBONATI per accedere al contenuto completo
  • Diritto

    CONSIDERATO IN DIRITTO

    1.Il ricorso è parzialmente fondato, nei limiti e per le ragioni di cui appresso.

    2. Il secondo e il terzo motivo, così come strutturati, sono manifestamente infondati sia perchè meramente reiterativi dell'appello sui due punti trattati (cfr. pp. 2-3 dell'impugnazione di merito, quasi sovrapponibili alle pp. 2-3 del ricorso) sia perchè aspecifici, assai vaghi ed impostati come postulazioni dirette al buon cuore del giudice di merito piuttosto che come ragionata critica svolta in termini giuridici.

    3. Diverso ragionamento deve farsi, invece, per il primo dei motivi di ricorso.

    Se, in punto di fatto, l'imputato risulta essere entrato in un condominio, senza averne titolo, per tentare di rubare all'interno di appartamenti adibiti, per quanto si legge nelle sentenze di merito, ad uffici, amministrativi o commerciali, di società, manca la prova della "privata dimora", nell'accezione autorevolmente fornita da Sez. U, n. 31345 del 23/03/2017, D'Amico, Rv. 270076, secondo cui "Ai fini della configurabilità del reato previsto dall'art. 624 bis c.p., rientrano nella nozione di privata dimora esclusivamente i luoghi nei quali si svolgono non occasionalmente atti della vita privata, e che non siano aperti al pubblico nè accessibili a terzi senza il consenso del titolare, compresi quelli destinati ad attività lavorativa o professionale. (Nella specie la Corte ha escluso l'ipotesi prevista dall'art. 624 bis c.p. in relazione ad un furto commesso all'interno di un ristorante in orario di chiusura)".

    I giudici di merito hanno errato, dunque, allorchè hanno ritenuto rientrare nella nozione di "privata dimora" gli uffici delle società oggetto nella concreta vicenda di tentativo di furto, senza avere previamente approfondito se entro tali immobili si svolgano o meno, e non occasionalmente, atti della vita privata (verificando, ad esempio, se all'interno vi siano o meno spazi adibiti a...

    Contenuto riservato agli abbonati
    Fai LOGIN o ABBONATI per accedere al contenuto completo
Correlazioni:

Legislazione Correlata (1)

Portali (1)

please wait

Caricamento in corso...