• Fatto

    RITENUTO IN FATTO

    1. La Corte di appello di Milano con ordinanza del 5 luglio 2018 ha dichiarato inammissibile l'appello proposto da S.V. avverso la sentenza del Tribunale di Milano (giudizio abbreviato) del 7 luglio 2017, rilevando la tardività dell'impugnazione, poichè la sentenza era stata tempestivamente depositata entro il termine dei 15 giorni (depositata l'11 luglio 2017), e considerato che l'atto di appello era stato presentato tardivamente, il 21 novembre 2017.

    2. S.V. ha proposto ricorso, tramite difensore, per i motivi di seguito enunciati, nei limiti strettamente necessari per la motivazione, come disposto dall'art. 173 disp. att. c.p.p., comma 1.

    2.1. Violazione di legge, art. 442, comma 3, in relazione all'art. 591 c.p.p..

    Le sentenze emesse in seguito al rito abbreviato devono essere notificate all'imputato assente per tutto il corso del giudizio (regime della precedente contumacia). Il termine per impugnare decorre dalla notifica dell'avviso di deposito (simile all'estratto contumaciale), termine valido sia per il difensore e sia per l'imputato come previsto dall'art. 585 c.p.p., comma 3.

    Nel caso in giudizio l'avviso prescritto dalla norma (art. 442 c.p.p., comma 3) non è stato regolarmente effettuato.

    L'art. 442 c.p.p., comma 3, deve ancora ritenersi pienamente in vigore, pur dopo la riforma del processo in assenza.

    Ha chiesto quindi l'annullamento della decisione impugnata.

    3. La Procura Generale della Corte di Cassazione, Sostituto Procuratore Generale Pietro Gaeta, ha chiesto di dichiarare inammissibile il ricorso.

  • Diritto

    CONSIDERATO IN DIRITTO

    4. Il ricorso deve essere rimesso alle Sezioni Unite di questa Corte ai sensi dell'art. 618 c.p.p., comma 1.

    Dopo la riforma della disciplina del processo in absentia (ex contumacia), l'avviso previsto dall'art. 442 c.p.p., comma 3, e art. 134, d.a. del cod. proc. pen. ("La sentenza emessa nel giudizio abbreviato è notificata per estratto all'imputato non comparso, unitamente all'avviso di deposito della sentenza stessa"), per una parte della giurisprudenza di questa Corte di Cassazione (Sez. 1, n. 31049 del 22/05/2018 - dep. 09/07/2018, Careri, Rv. 273485 e Sez. 6, n. 35215 del 19/04/2017 - dep. 18/07/2017, S, Rv. 270911; così anche per la decisione della Corte di appello impugnata) non risulta più dovuto, in quanto l'imputato è rappresentato dal difensore.

    Questa tesi propende per l'abrogazione implicita dell'art. 442 c.p.p., e art. 134 d.a., del cod. proc. pen. (vedi per il giudizio di appello, Sez. 3, n. 49164 del 06/10/2015 - dep. 14/12/2015, B, Rv. 265318: "Nel giudizio di appello contro le sentenze pronunciate con rito abbreviato non si applica l'istituto della contumacia, con la conseguenza che l'imputato ritualmente citato e non comparso non ha diritto alla notificazione del rinvio dell'udienza ad altra data, essendo rappresentato dal difensore").

    Per questa giurisprudenza (Sez. 1, n. 31049 del 22/05/2018 - dep. 09/07/2018, Careri, Rv. 273485) "con la nuova disciplina dell'assenza, volta a garantire l'effettiva conoscenza del processo ed a ricondurre la mancata partecipazione dell'imputato ad una determinazione consapevole e volontaria, presupposto dell'eliminazione dell'obbligo di notifica della sentenza, è venuta meno anche la ragione giustificatrice della disposizione di cui all'art. 442 c.p.p., comma 3, tanto più che nel giudizio abbreviato l'imputato non comparso resta rappresentato da un difensore investito dei poteri conferitigli da procura speciale, necessaria per...

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