• Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    Con sentenza del 9/1/2017 la Corte d'Appello di Perugia, in parziale accoglimento del gravame interposto dai sigg. T.L. ed altri -quali coniuge e figli della defunta sig.ra C.A. - e in conseguente parziale riforma della pronunzia Trib. Spoleto n. 445/2015, ha rideterminato -nella misura rispettivamente del 60% e del 40%- la concorrente responsabilità della defunta C. e del sig. S.O., conducente dell'autovettura che in Spoleto il 4/8/2008 la prima aveva investito.

    Avverso la suindicata pronunzia della corte di merito i sigg. T.L. ed altri propongono ora ricorso per cassazione, affidato a 2 motivi, illustrati da memoria.

    Resiste con controricorso la società Vittoria Assicurazioni s.p.a.

    Gli altri intimati non hanno svolto attività difensiva.

  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    Con il 1 motivo i ricorrenti denunziano "violazione e falsa applicazione" dell'art. 2054 c.c., comma 1 e art. 1227 c.c., comma 1, in relazione agli artt. 190 e 191 C.d.S., in riferimento all'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.

    Si dolgono che la corte di merito non si sia soffermata a descrivere e valutare la condotta di guida del conducente del veicolo investitore con riferimento "non solo alla presunzione di responsabilità prevista dall'art. 2054 c.c., ma anche e soprattutto in relazione alla violazione degli artt. 190 e 191 C.d.S., pervenendo all'ingiusta erronea e immotivata attribuzione della colpa del pedone nella misura del 60%".

    Lamentano non essersi dalla corte di merito affermata la quantomeno prevalente responsabilità del conducente dell'autovettura investitrice laddove, "indipendentemente dalla velocità del veicolo, la sig.ra C. al momento dell'investimento si trovava in prossimità dello attraversamento pedonale... segnalato per pericolo bambini e attraversamento pedonale per la presenza di una chiesa, per cui doveva essere tenuta una condotta di guida particolarmente prudente".

    Con il 2 motivo denunziano l'omesso esame di un fatto decisivo per la decisione della controversia, in riferimento all'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5.

    Lamentano l'"assolutamente omessa e comunque insufficiente" motivazione resa dalla corte di merito circa una questione emersa "sia nella perizia del consulente del PM, sia in sede di c.t.u. dell'ing. S.".

    Si dolgono che erroneamente la corte di merito abbia attribuito alla C. "una corresponsabilità prevalente, solo perchè la stessa ha eseguito l'attraversamento in pieno centro cittadino ed in zona con segnaletica orizzontale e verticale segnalante "pericolo", appena 100 m dalle strisce pedonali", non essendo stata viceversa esaminata la "decisiva e rilevante circostanza" che il conducente l'autovettura investitrice,...

Correlazioni:

Note a sentenza (2)

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