• Fatto

    FATTI DI CAUSA

    Il tribunale di Parma, con la sentenza in epigrafe, ha respinto l'appello che G.M. ha proposto nei confronti della sentenza con la quale il giudice di pace di Parma ha rigettato l'opposizione che lo stesso, con ricorso depositato in data (OMISSIS), aveva presentato avverso il verbale n. (OMISSIS) redatto dalla polizia stradale il (OMISSIS).

    Il tribunale, in particolare, per quanto ancora interessa, ha, innanzitutto, respinto il motivo con il quale l'appellante ha dedotto che, nell'ambito del giudizio di primo grado, il giudice di pace aveva erroneamente evocato in giudizio la prefettura di Parma e non il ministero degli interni, con la conseguente nullità del procedimento. Il tribunale, sul punto, ha rilevato che, pur a voler accedere alla tesi propugnata dall'appellante, l'eventuale annullamento del giudizio di primo grado non farebbe altro che determinare l'inevitabile conferma del verbale impugnato.

    Il tribunale, inoltre, ha ritenuto infondato il motivo con il quale l'appellante ha dedotto l'illegittimità del verbale di contestazione per la mancanza del cartello di preavviso della rilevazione della velocità, non contenendo il verbale alcuna indicazione sul punto. Il tribunale ha evidenziato, al riguardo, che non è previsto da alcuna norma primaria o secondaria che il verbale di contestazione debba fornire indicazioni circa la presenza del cartello di preavviso del dispositivo elettronico e non avendo in ogni caso l'appellante fornito specifica prova della violazione da parte dell'amministrazione delle procedure di accertamento.

    Il tribunale, infine, ha ritenuto infondato il motivo con il quale l'opponente ha dedotto l'illegittimità del verbale di accertamento per mancata indicazione in ordine alla taratura dell'apparecchio utilizzato, rilevando, per un verso, che le apparecchiature elettroniche regolarmente omologate (come quella in esame per come emerge dal verbale impugnato)...

  • Diritto

    RAGIONI DELLA DECISIONE

    1. Con il primo motivo, il ricorrente, lamentando la violazione di legge, con riferimento all'art. 101 c.p.c., in relazione all'art. 360 c.p.c., n. 3 e n. 4, ha censurato la sentenza impugnata nella parte in cui il tribunale, disattendendo l'eccezione di difetto di legittimazione passiva sollevata dal ricorrente già in primo grado, per avere il giudice di pace erroneamente evocato in giudizio la prefettura di Parma e non il ministero degli interni, ha ritenuto che l'eventuale annullamento del giudizio di primo grado non farebbe altro che determinare l'inevitabile conferma del verbale impugnato, laddove, al contrario, l'errore di identificazione del soggetto passivo doveva essere rilevato d'ufficio dal giudice di pace in sede di verifica della regolare costituzione del contraddittorio, con la conseguenza che la violazione dell'art. 101 c.p.c., a differenza di quanto ritenuto dal tribunale, comporta la nullità di tutti gli atti del giudizio e si riflette, così, sull'impugnata sentenza, così escludendosi l'asserita erronea conseguenza dell'inevitabile conferma del verbale impugnato.

    2. Il motivo è infondato. In effetti, in tema di sanzioni amministrative irrogate per violazioni al codice della strada, la legittimazione passiva va riconosciuta alle singole amministrazioni cui appartengono i vari corpi autorizzati alla contestazione, vale a dire, nel caso della polizia stradale (quanto meno per i ricorsi che, come quello in esame, sono assoggettati all'art. 204 bis C.d.S. nel testo anteriore alle modifiche apportate, con vigore dal 13/8/2010, dalla L. n. 120 del 2010, art. 39), il ministero dell'interno: pertanto, nel caso in esame, relativo a verbale redatto dalla polizia stradale, doveva essere evocato in giudizio non la prefettura di Parma, priva di qualsivoglia soggettività giuridica, ma il ministero dell'interno, con notificazione dell'atto introduttivo presso l'Avvocatura Distrettuale dello Stato. Si...

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