• Fatto

    RITENUTO IN FATTO

    1. Con sentenza della Corte di appello di Roma del 10 maggio 2017, è stata confermata la decisione del Giudice per l'udienza preliminare del Tribunale di Cassino (giudizio abbreviato) che aveva condannato C.C. alla pena di anni 1 e mesi 4 di reclusione, relativamente al reato di cui all'art. 81 c.p., e art. 609 bis c.p., commi 2 e 3, assorbito il reato del capo B (artt. 81 e 582 c.p., e art. 61 c.p., n. 2); commesso il (OMISSIS).

    2. L'imputato ha proposto ricorso per cassazione, tramite difensore, per i motivi di seguito enunciati, nei limiti strettamente necessari per la motivazione, come disposto dall'art. 173 disp. att. c.p.p., comma 1.

    2. 1. Violazione di legge (artt. 391 bis e 391 ter cod. proc. pen.).

    La difesa aveva raccolto le dichiarazioni di tre persone informate sui fatti, peraltro presenti al momento dei fatti contestati nell'imputazione. Le dichiarazioni assunte ex art. 391 bis cod. proc. pen. erano state allegate al fascicolo del P.M. e con la richiesta di giudizio abbreviato condizionato le stesse costituivano, a tutti gli effetti, materiale valido per il giudizio.

    Il Giudice per l'udienza preliminare del Tribunale di Cassino, invece, le ha ritenute inutilizzabili, perchè prive della sottoscrizione dei dichiaranti in ogni foglio; la Corte di appello ha confermato il giudizio di inutilizzabilità delle dichiarazioni, assunte ex art. 391 bis cod. proc. pen., perchè non sottoscritte dai dichiaranti in ogni foglio.

    Per l'art. 137 cod. proc. pen. la mancata sottoscrizione di un atto in ogni foglio non comporta la sua invalidità, poichè la nullità è prevista solo per l'incertezza assoluta sulle persone intervenute, o per la mancanza (del tutto) della sottoscrizione - art. 142 cod. proc. pen..

    Il difensore, infatti, deve considerarsi un pubblico ufficiale quando verbalizza le sommarie informazioni testimoniali, come ritenuto dalle Sezioni Unite...

  • Diritto

    CONSIDERATO IN DIRITTO

    3. Il ricorso è fondato relativamente al primo motivo, che assorbe l'ulteriore motivo.

    Le sentenze di merito hanno ritenuto inutilizzabili le dichiarazioni di tre persone informate sui fatti ( V.O., R.A. e C. M. R.), assunte dal difensore ex art. 391 bis cod. proc. pen., in quanto la documentazione delle dichiarazioni non risultava sottoscritta in ogni foglio, ma solo alla fine, in calce, unitamente all'autenticazione del difensore.

    Prima di procedere alla risoluzione del quesito posto con il ricorso per cassazione, bisogna sinteticamente inquadrare la natura e le modalità delle investigazioni difensive svolte dalla difesa ex art. 391 bis, e documentate ex art. 391 ter cod. proc. pen..

    3.1. L'atto redatto dal difensore ha la stessa natura e gli stessi effetti processuali del corrispondente verbale redatto dal Pubblico Ministero, come ritenuto dalle Sezioni Unite di questa Corte: "Integra il reato di falsità ideologica in atto pubblico (art. 479 cod. pen.) la condotta del difensore che documenta e poi utilizza processualmente le informazioni delle persone in grado di riferire circostanze utili alla attività investigativa, verbalizzate in modo incompleto o non fedele, in quanto l'atto ha la stessa natura e gli stessi effetti processuali del corrispondente verbale redatto dal pubblico ministero" (Sez. U, n. 32009 del 27/06/2006 - dep. 28/09/2006, Schera, Rv. 23421401).

    Tale impostazione è stata poi ribadita dalla Corte di Cassazione, recentemente, per l'uso di un verbale contraffatto di dichiarazioni rese ex art. 391 bis cod. proc. pen.: "In tema di reati contro la fede pubblica, il delitto di falso materiale in atto pubblico consistito nella contraffazione, ad opera del difensore, delle firme poste in calce ai verbali delle dichiarazioni rilasciate, ex art. 391 bis cod. proc. pen., si consuma nel momento dell'utilizzo processuale di detto verbale"...

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