Estremi:
Cassazione penale, 2018,
  • Fatto

    RITENUTO IN FATTO

    1.La sig.ra O.V.O. ricorre per l'annullamento dell'ordinanza del 28/11/2017 del Tribunale di Perugia che ha rigettato la richiesta di riesame del decreto del 21/10/2017 del Giudice per le indagini preliminari dello stesso Tribunale in esecuzione del quale, sulla ritenuta sussistenza indiziaria del reato di cui al D.Lgs. n. 74 del 2000, art. 2, ascritto al marito O.A.P., è stato effettuato il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca di valore, dell'immobile di proprietà della ricorrente.

    1.1. Con unico motivo, deducendo l'esclusiva proprietà del bene immobile sequestrato e la possibilità di chiedere il riesame del provvedimento di sequestro comunque eseguito nei confronti del terzo, eccepisce l'erronea applicazione dell'art. 1322 c.c. e segg., e art. 2653 c.c., art. 322 ter c.p., art. 321 c.p.p..

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  • Diritto

    CONSIDERATO IN DIRITTO

    2. Il ricorso è fondato.

    3. Il decreto di sequestro preventivo è stato emesso nei confronti del marito della ricorrente ma materialmente eseguito su un bene immobile trasferito a quest'ultima in virtù di decreto di omologa di separazione consensuale del 26/04/2017.

    3.1.11 provvedimento era stato impugnato dall'odierna ricorrente e dal di lei marito, ma il Tribunale del riesame ha dichiarato inammissibile il ricorso di quest'ultimo, perchè si era dichiarato non proprietario del bene e non era dunque legittimato a impugnare il decreto, ed ha rigettato il ricorso della moglie rilevando l'inopponibilità dell'omologa.

    3.2. Tale decisione non fa buon governo del principio secondo il quale il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente può certamente riguardare beni di terzi purchè la persona sottoposta alle indagini ne abbia la disponibilità. Sicchè la legittimazione non è legata solamente alla proprietà formale del bene, ma anche alla sua disponibilità.

    3.3.Secondo il consolidato orientamento di questa Suprema Corte, in tema di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente, il giudice che emette il provvedimento ablativo è tenuto soltanto ad indicare l'importo complessivo da sequestrare, mentre l'individuazione specifica dei beni ò da apprendere e la verifica della corrispondenza del loro valore al "quantum" indicato nel sequestro è riservata alla fase esecutiva demandata al P.M. (Sez. 3, n. 37848 del 07/05/2014, Chidichimo, Rv. 260148; Sez. 3, n. 7675 del 10/01/2012, Maione, Rv. 252095; Sez. 3, n. 10567 del 12/07/2012, Falchero, Rv. 254918; Sez. 3, n. 12580 del 25/02/2010, Baruffa, Rv. 246444).

    3.4. Il Collegio non intende discostarsi da tale principio, ma si rendono necessarie alcune precisazioni: a) l'insegnamento giurisprudenziale in questione è maturato in casi in cui ricorrente non era il terzo proprietario del bene, bensì...

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