Estremi:
Cassazione civile, 2018,
  • Fatto

    FATTI DI CAUSA

    1. L'avvocato C.A.M. ricorre, affidandosi ad atto notificato il 03/08/2018 ed articolato su dieci motivi, per la cassazione della sentenza n. 80 del 21/06/2018, con cui il Consiglio (Nazionale Forense ha rigettato il reclamo da lui proposto, in qualità di componente eletto del medesimo Consiglio dell'Ordine, avverso la proclamazione di alcuni degli eletti e di uno dei candidati alle elezioni per il rinnovo del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di (OMISSIS) tenutosi il (OMISSIS).

    2. In particolare, il reclamo era fondato sulla contestazione dell'eleggibilità di sei componenti proclamati eletti (gli avvocati B.S.M., + ALTRI OMESSI) e del non eletto avv. L.E., per avere costoro già ricoperto la carica di consigliere dell'Ordine per almeno due mandati consecutivi, in relazione alla L. n. 113 del 2017, art. 3, comma 3.

    3. Degli intimati notifica il 09/10/2018 controricorso depositandolo il 26/10/2018 - l'avvocato A.V., mentre gli altri intimati (il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di (OMISSIS); gli altri suoi componenti nei cui confronti era stato proposto il reclamo elettorale: B.S.M., + ALTRI OMESSI; il Procuratore Generale della Repubblica presso questa Corte) non espletano attività difensiva in questa sede.

    4. Per la pubblica udienza del 04/12/2018, alla quale sia il C. che l' A. discutono oralmente la causa, il primo deposita memoria ai sensi dell'art. 378 cod. proc. civ., con la quale preliminarmente contesta la procedibilità delle difese dell' A. ed illustra ulteriormente i motivi già svolti.

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  • Diritto

    RAGIONI DELLA DECISIONE

    A. La ritualità del controricorso.

    1. Va preliminarmente rilevato che il controricorso di A.V. è rituale e tempestivamente prodotto, in applicazione del principio affermato ex professo da Cass. Sez. U. 10/07/2017, n. 16993, secondo cui la nuova disciplina del ricorso per cassazione contro le decisioni del Consiglio Nazionale Forense, di cui alla L. n. 247 del 2012, art. 36, comma 6, non prevedendo tale testo normativo il richiamo anche al R.D. 22 gennaio 1934, n. 37, artt. 66 a 68 (ma solo agli artt. 59 a 65 di questo e cioè per il solo procedimento dinanzi al Consiglio Nazionale Forense), comporta, per il controricorso e visto che per esso non è dettata alcuna norma speciale, l'applicazione della disciplina del codice di procedura civile e, con essa, del normale termine per il controricorso - e non quello più breve previsto dalla previgente l.p.f. (art. 66).

    2. La contraria argomentazione sviluppata dal ricorrente in memoria, che si limita ad invocare l'obiter di Cass. Sez. U. 31/01/2017, n. 2481, con semplice illustrazione della previgente disciplina ignara delle ragioni della ritenuta sua inapplicabilità esposte nella successiva ed ampia motivazione della richiamata Cass. Sez. U. 16993/17, per discostarsi dalla quale ultima non si ravvisa nemmeno alcuna ragione, non può quindi essere condivisa. Del resto, sebbene formalmente non abrogato dalla nuova disciplina, l'intero assetto disegnato dalla previgente è stato compiutamente risistemato dalla novella del 2012 e, in tale contesto, più non sussistono le esigenze di specialità della normativa originaria in relazione allo sviluppo del giudizio di legittimità.

    3. Di conseguenza, il controricorso dell' A., notificato il 09/10/2018, nel rispetto dell'ordinario termine di venti giorni dalla scadenza di quello dalla notifica del ricorso, adeguatamente maggiorato della sospensione feriale, è tempestivo; e, per essere...

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