• Fatto

    FATTI DI CAUSA

    1. P.R., N.A., A.M.T., C.L., L.A. e B.L. ricorrono, affidandosi ad un atto notificato a partire dal 28/07/2017 ed articolato su di un unitario motivo, per la cassazione della sentenza n. 243 del 10/03/2017, con cui il Tribunale di Viterbo ha dichiarato, accogliendo il gravame principale della Regione Lazio ed in riforma della sentenza del giudice di pace di Viterbo (nella qui gravata sentenza indicata come n. 66/15 in causa iscr. al n. 1615/13 r.g.) di condanna sia della convenuta che della chiamata in garanzia, il difetto di giurisdizione dell'a.g.o. "a favore di quella del Giudice Amministrativo" sulla loro domanda di condanna al risarcimento dei danni del gestore unico del servizio idrico integrato Talete spa, fondata sull'inadempimento contrattuale consistente nella fornitura di acqua potabile priva dei requisiti di legge e proposta in uno a quella di declaratoria di spettanza del canone in misura dimezzata per tutto il periodo di tale fornitura, nonchè sulla domanda di garanzia dispiegata dalla convenuta nei confronti, tra gli altri, della Regione Lazio.

    2. Resistono, con separati controricorsi, sia quest'ultima che la Talete spa, mentre non espleta attività difensiva in questa sede l'Autorità d'Ambito (OMISSIS); e, per la pubblica udienza del 04/12/2018, sia i ricorrenti che la controricorrente Talete spa depositano memoria ai sensi dell'art. 378 cod. proc. civ..

    RAGIONI DELLA DECISIONE

    1. I ricorrenti - P., N., A., C., L. e B. - si dolgono di "erronea statuizione circa la carenza di giurisdizione del Giudice Ordinario adito in favore di quello amministrativo - inesistenza, contraddittorietà e infondatezza della motivazione in relazione alla erronea statuizione circa la carenza di giurisdizione": deducendo essere stata male intesa o sopravvalutata la loro domanda di declaratoria del diritto a...

Correlazioni:

Legislazione Correlata (2)