• Fatto

    I FATTI DI CAUSA

    Il Tribunale di Modena, in riforma della sentenza del Giudice di pace di Modena, annullò la comunicazione D.Lgs. n. 285 del 1992, ex art. 126, del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 21/12/2010, con la quale era stata disposta variazione del punteggio della patente di guida di F.N. e regolò le spese di entrambi i gradi del giudizio condannando il F. a rifondere al Comune di San Cesareo sul Panaro, la complessiva somma di Euro 1.000,00 e, a sua volta, il Ministero a rifondere al F. le spese legali da quest'ultimo sostenute.

    Ricorre il F., svolgendo tre motivi di censura, ulteriormente illustrati da memoria.

    Le Amministrazioni sono rimaste intimate.

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  • Diritto

    RAGIONI DELLA DECISIONE

    Con il primo motivo il ricorrente deduce violazione e falsa applicazione della L. n. 689 del 1981, art. 23, comma 5, art. 82 c.p.c., e art. 91 c.p.c., comma 1, in relazione all'art. 360 c.p.c., n. 3, per avere il Giudice dell'appello liquidato in favore del Comune spese legali anche in relazione al primo grado, durante il quale l'ente territoriale non era stato assistito da avvocato, essendosi limitato alla sola produzione documentale.

    Con il secondo motivo prospetta omessa e contraddittoria motivazione, nonchè violazione degli artt. 91 e 92 c.p.c., artt. 24 e 111 Cost., D.M. n. 55 del 2014, art. 2, e art. 4, comma 5, nonchè ultrapetizione, in relazione all'art. 360 c.p.c., nn. 3, 4 e 5, per avere la sentenza gravata quantificato le spese liquidate in favore del Comune senza specificare il computo per fasi (rectius: gradi) e, comunque, oltre il massimo consentito per il grado d'appello.

    Con il terzo ed ultimo motivo allega violazione e falsa applicazione dell'art. 11 Cost., comma 6, art. 132 c.p.c., n. 4, artt. 91 e 92 c.p.c., art. 118, disp att. c.p.c., nonchè contraddittorietà della motivazione, in relazione all'art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5, assumendo che il Tribunale, avendo accolto l'appello, per avere accertato la "tardività della comunicazione (...) ben poteva compensare le spese tra l'appellante ed il Comune, ricorrendone gli eccezionali motivi ex art. 92 c.p.c.".

    Il primo motivo è fondato.

    Il Comune, siccome consta ex actis (la natura della deduzione censuratoria impone la verifica del fatto processuale)i non si avvalse in primo grado di patrocinio di avvocato.

    Questa Corte ha reiteratamente affermato che l'autorità amministrativa che ha emesso il provvedimento sanzionatorio, quando sta in giudizio personalmente o avvalendosi di un funzionario appositamente delegato (come è consentito dalla L. 24 novembre 1981, n. 689, art. 23, comma 4), non può ottenere...

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