• Fatto

    FATTO E DIRITTO

    Con atto di citazione notificato il 26.11.1992, F.M. citava in giudizio innanzi al Tribunale di Foggia la Zeta snc di P.F., P.F., S.S.B., F.S., C.M., T.A., B.B., M.A., F.D., L.S.M., D.C.M. e C.P. esponendo di aver concluso nel 1981 un contratto preliminare di permuta con S.S.B. in forza del quale quest'ultimo si obbligò a trasferirgli un suolo edificabile e, in corrispettivo, egli si obbligò a trasferirgli la proprietà di dodici appartamenti e 12 box. Intervenuto il fallimento della Zeta snc, la costruzione degli appartamenti venne solo apparentemente proseguita dalla società La Zeta di P.F. & C., con cui il S. stipulò un nuovo contratto preliminare, ma la realizzazione degli alloggi avvenne a cure e spese di F.M.. Una volta chiusa la procedura fallimentare, gli appartamenti vennero fittiziamente trasferiti a F.S., fratello e prestanome di F.M. ma la Zeta snc incassò le somme versate dai promittenti acquirenti senza restituirle all'attore. Gli attori chiesero, pertanto, accertarsi la simulazione per interposizione fittizia di persona e l'emissione di sentenza costitutiva ex art.2932 c.c. nei confronti di alcuni promittenti acquirenti, oltre al risarcimento dei danni.

    Il Tribunale di Foggia, Sezione Stralcio, con sentenza N.1372/2004 del 2.9.2004, per quel che ancora rileva nel giudizio di legittimità, dichiarò la Zeta Immobiliare, e salvo il beneficium excussionis, i suoi soci P.F., PA.FE., I.F. e D.A., tenuti a restituire le somme ricevute in pagamento delle unità immobiliari promesse in vendita.

    Proposto appello da P.F., PA.FE., I.F. e D.A., in proprio e quale rappresentante della...

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