• Fatto

    FATTI DI CAUSA

    La Corte d'appello di Venezia, con decreto n. 6301/2017, pronunciato in un giudizio instaurato, nel 2013, in primo grado, da K.B.C. nei confronti di G.N.F., dinanzi al Tribunale di Vicenza, post Novella 2012, ex art. 337 bis c.c. e ss., ai fini della modifica di un pregresso provvedimento, adottato, nel 2010, dal Tribunale per i minorenni, di affidamento esclusivo alla madre del loro figlio minore, N., nato nell'agosto 2009, fuori dal matrimonio, con modalità di visita da parte del padre da concordare con la madre, - ha parzialmente riformato la decisione assunta in primo grado.

    Il Tribunale adito, nell'ottobre 2016, aveva disposto, in via definitiva, l'affidamento del minore ai Servizi Sociali, con collocamento dello stesso in una famiglia.

    In particolare, la Corte distrettuale, pronunciando sul reclamo e sull'appello proposti dalla G.N. avverso il medesimo decreto del Tribunale di Vicenza dell'ottobre 2016, riuniti i distinti procedimenti, - considerati, all'esito di un periodo di verifica con collocamento semestrale del minore presso una struttura pubblica, sia la carenza di prova circa gli abusi sessuali compiuti dal padre ai danni del figlio, sia il profilo psicologico della madre, come emerso in una consulenza tecnica d'ufficio, sia gli esiti delle osservazioni del rapporto del minore con il padre, - ha confermato l'affidamento del minore ai Servizi Sociali, ma con collocamento dello stesso presso l'abitazione della madre ed ha disposto un progressivo incremento del diritto di visita del padre, secondo un calendario da predisporsi dai Servizi Sociali, con pernottamento del minore presso il padre ed introduzione di periodi alternati tra i genitori di permanenza del minore in occasione delle festività.

    Avverso il suddetto decreto, la G.N. propone ricorso per cassazione, affidato a tre motivi, nei confronti di K.B.C. (che non...

  • Diritto

    RAGIONI DELLA DECISIONE

    1. La ricorrente lamenta, con i primi due motivi, sia l'omesso esame ex art. 360 c.p.c., n. 5, di fatto decisivo per il giudizio sia la nullità della sentenza, ex art. 360 c.p.c., n. 4, per omessa motivazione, in violazione dell'art. 132 c.p.c., comma 1, n. 4, in relazione all'attuale idoneità del padre ad accogliere il minore presso di sè per lunghi periodi, secondo la regola della libertà di visita del padre e della progressiva implementazione degli incontri tra padre e figlio, avendo la Corte distrettuale, da un lato, non correttamente esaminato il materiale istruttorio dal quale emergevano difficoltà emotive ed affettive del K. e, dall'altro lato, omesso di disciplinare nel dettaglio le visite del padre, rimettendo la predisposizione del relativo calendario ai Servizi Sociali; con il terzo motivo, la violazione, ex art. 360 c.p.c., n. 3, della L. n. 184 del 1983, art. 4 commi 3 e 4, avendo la Corte confermato l'affidamento del minore ai Servizi Sociali senza determinare le modalità e la durata dell'incarico.

    2. Preliminarmente, è rimasta una mera asserzione l'affermazione, presente nella narrativa dei fatti del ricorso, in ordine alla partecipazione di un componente del Collegio, Dr. L., al giudizio di primo grado, in violazione dell'obbligo di astensione ex art. 51 c.p.c..

    3. Sempre preliminarmente il ricorso per cassazione è ammissibile, alla luce dell'orientamento nettamente prevalente di questa sezione così sintetizzato nella massima che segue: "Il decreto della corte di appello, contenente provvedimenti in tema di affidamento dei figli nati fuori dal matrimonio e le disposizioni relative al loro mantenimento, è ricorribile per cassazione ai sensi dell'art. 111 Cost., poichè già nel vigore della L. 8 febbraio 2006, n. 54 - che tendeva ad assimilare la posizione dei figli di genitori non coniugati a quella dei figli nati nel matrimonio - ed a maggior ragione dopo l'entrata in...

Correlazioni:

Note a sentenza (1)

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