Estremi:
Cassazione civile, 2018,
  • Fatto

    FATTI DI CAUSA

    Con sentenza del 4.5.2012, il Tribunale di Napoli rigettava le domande con cui la S.r.l. CA.DO.RA. Costruzioni (ora ABM Costruzioni S.r.l.), capogruppo dell'ATI con la Società Tenax S.c.r.l. e subappaltatrice della Metrosud S.c.r.l. dei lavori relativi alla Stazione (OMISSIS), aveva chiesto la risoluzione del sub-appalto per inadempimento dell'appaltatrice, e la condanna al pagamento di indennizzi e danni.

    Con sentenza del 19.2.2014, la Corte d'Appello di Napoli dichiarava inammissibile il gravame della ABM Costruzioni, evidenziando che la sentenza di primo grado non era stata notificata, che il termine lungo, computato il periodo feriale, andava a scadere il 19.6.2013, sicchè la citazione d'appello, notificata il successivo giorno 24, era tardiva. In particolare, la Corte ha rilevato che la scusabilità dell'errore nell'individuazione del luogo di notifica, a seguito della messa in liquidazione della Società appellata e del cambio di sede sociale, non era sussistente, in quanto la prima notifica era stata tentata il 12.6.2013 e la ripresa del procedimento notificatorio non era intervenuta entro un termine ragionevolmente contenuto, avendo l'appellante provveduto a consegnare l'atto all'ufficiale giudiziario, solo, il 20.6.2013, senza neanche la richiesta di "urgenza".

    Per la cassazione della sentenza, ricorre ABM Costruzioni S.r.l. con un mezzo, al quale Metrosud S.c.r.l. in liquidazione resiste con controricorso. Il PG ha depositato conclusioni scritte.

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  • Diritto

    RAGIONI DELLA DECISIONE

    1. Col proposto ricorso, si deduce che, nel dichiarare inammissibile l'appello, la Corte territoriale sia incorsa nella violazione e falsa applicazione dell'art. 327 c.p.c., e dei principi in tema di errore scusabile. La ricorrente lamenta che la sentenza non ha tenuto conto che: a) la prima notifica era stata indirizzata, con dicitura "urgente", alla parte personalmente nel luogo indicato in seno alla sentenza del Tribunale, in quanto il suo procuratore costituito, Avv. Paolo Minervini, era deceduto prima dell'interposizione del gravame; b) che la restituzione dell'atto, attestante la mancata consegna al destinatario, trasferitosi, risaliva al 19 giugno 2013; c) che la ripresa del procedimento notificatorio, con la consegna all'Ufficiale giudiziario per la nuova notifica, anch'essa richiesta con urgenza, era avvenuta il 20 giugno a distanza di appena un giorno dalla scadenza del termine lungo, termine che non poteva non ritenersi ragionevolmente contenuto. Andava, in conseguenza applicata la giurisprudenza di legittimità (Cass. n. 4842 del 2012) che considerava in simili casi tempestivo il gravame, con riferimento alla prima notifica, e, comunque, sussistente il suo errore scusabile.

    2. Disattesa l'eccezione d'inammissibilità del ricorso, adeguatamente specifico, lo stesso va rigettato, anche se va corretta la motivazione. 3. Premesso che la richiesta di notifica dell'atto d'appello alla parte personalmente i in ragione del decesso del procuratore costituito in prime cure per la Metrosud, è corretta (la circostanza che, come specificato da detta parte, tale evento si sia verificato nel corso del giudizio di primo grado il 24.3.2009 non spiega effetti, in quanto la sentenza che lo ha definito, resa in pendenza del giudizio interrotto ex art. 301 c.p.c., avrebbe potuto esser dichiarata nulla ad istanza della sola medesima parte colpita dall'evento, che, vittoriosa, non l'ha avanzata), il diretto esame degli...

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