• Fatto

    FATTI DI CAUSA

    V.G., S.P. e V.C., rispettivamente padre, madre e sorella del defunto Caporal Maggiore dell'Esercito Italiano V.S., convennero dinanzi al Tribunale di Roma il Ministero della difesa, il Ministero dell'Economia e delle Finanze, lo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano e lo Stato Maggiore della Difesa per sentirli dichiarare responsabili della morte del loro congiunto, dovuta a patologia tumorale insorta a causa dell'omessa adozione di misure di prevenzione, precauzione e sicurezza idonee a ridurre al minimo i rischi per la salute derivanti dall'inalazione di particelle tossiche prodotte dall'esplosione di proiettili composti da uranio impoverito nel territorio bosniaco, nel quale V.S. aveva prestato servizio nel periodo novembre 1998-aprile 1999 quale pilota di mezzi cingolati; per l'effetto condannarli al risarcimento dei danni subiti sia iure proprio sia iure ereditario.

    Con sentenza 1046/2010 l'adito Tribunale, accertata la responsabilità del Ministero della Difesa, lo condannò al pagamento, a titolo di risarcimento danni, della somma di Euro 256.800,00 in favore di ciascuno dei genitori e di Euro 131.045,00 in favore della sorella.

    Con sentenza 30-3/20-5-2016 la Corte d'Appello di Roma ha dichiarato il difetto di giurisdizione in favore del G.A. limitatamente al risarcimento dei danni subiti da V.S. richiesti iure ereditario dagli attori, con conseguente riduzione della liquidazione operata dal Tribunale, ed ha confermato nel resto l'impugnata sentenza.

    In particolare la Corte, per quanto ancora rileva, ha, in primo luogo, rigettato le doglianze concernenti il merito della controversia (per un duplice autonomo ordine di motivi: da un lato, ritenendo le stesse inammissibili ex art. 342 c.p.c. in quanto aspecifiche; dall'altro, condividendo e facendo proprio la motivazione della sentenza impugnata, testualmente riportata).

    La Corte,...

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  • Diritto

    RAGIONI DELLA DECISIONE

    Con il primo motivo il ricorrente Ministero denunzia - ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4 - nullità dell'impugnata sentenza per avere la stessa erroneamente dichiarato inammissibile l'appello per difetto di specificità; le doglianze, invece, erano specifiche, essendo stata in particolare contestata sia (in base - tra l'altro - alla relazione della Commissione Parlamentare d'inchiesta ed al parere della Commissione medico-legale del Ministero della Difesa) la affermata sussistenza di correlazione causale tra le patologie tumorali e l'esposizione alle polveri di uranio impoverito sia (in base alla sentenza penale 17639/08 di questa S.C.) la corrispondenza della condotta attribuita al Ministero della Difesa alla fattispecie penale dell'omicidio colposo.

    Con il secondo motivo il ricorrente Ministero, denunziando - ex art. 360 c.p.c., n. 3 - violazione e falsa applicazione del combinato disposto dell'art. 132 c.p.c., n. 4 e art. 111 Cost., comma 6, lamenta omessa motivazione; in particolare sostiene che la effettuata mera riproduzione della motivazione della sentenza di primo grado non era idonea, a fronte delle specifiche censure di cui sopra, ad individuare la motivazione della Corte d'Appello ed a riconoscere la giustificazione del decisum.

    Con il terzo motivo il ricorrente Ministero, denunziando - ex art. 360 c.p.c., n. 3 - violazione e falsa applicazione del principio di compensatio lucri cum damno desumibile dall'art. 1223 c.c., sostiene che le provvidenze erogate in favore dei genitori, lungi dal potere essere qualificate come afferenti esclusivamente alla sfera del danno non patrimoniale, avevano natura indennitaria ed erano state erogate indipendentemente dalla considerazione di pregiudizi di natura patrimoniale derivanti dallo stesso evento lesivo su cui era fondata la domanda dei genitori di risarcimento dei danni subiti iure proprio per effetto del decesso del figlio; di conseguenza, in...

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