Estremi:
Comm. trib. prov.le Taranto, 05/09/2018, (ud. 12/06/2018, dep.05/09/2018),  n. 1529 Vedi massime correlate
  • Intestazione

    
                                             REPUBBLICA ITALIANA
                                    IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
                               LA Commissione Tributaria PROVINCIALE DI TARANTO
                                           TERZA SEZIONE
    riunita con l'intervento dei Signori:
    FANIZZA VITO                                                                          - Presidente
    CATAPANO GIUSEPPE                                                                       - Relatore
    DE FELICE SUSANNA                                                                        - Giudice
    ha emesso la seguente
                                                   SENTENZA
    - sul ricorso n. 1180/2017 depositato il 26/07/2017
    - avverso CARTELLA DI PAGAMENTO n. (omissis…) IVA-ALTRO 2001
                                                   contro:
    AG. ENTRATE DIR. PROVIN. UFF. CONTROLLI-LEGALE TARANTO
    - avverso CARTELLA DI PAGAMENTO n. (omissis…) IVA-ALTRO 2001
                                                   contro:
    AG. RISCOSSIONE TARANTO EQUITALIA SERVIZI DI RISCOSSIONE S.P.A. 
                                           proposto dal ricorrente:
    V. SRL
    C. DA B. - Z. I. 74027 S. G. I. T.
                                                  difeso da:
    NEGRO MANUELA
    VIA (omissis...) 74122 TARANTO TA
    


    Rigetta

  • Fatto

    Con ricorso depositato il 26/07/2017, la società V. S.R.L. in liquidazione, in persona del liquidatore e legale rappresentante dott. n. O., legalmente rappresentato e tutti meglio qualificati in atti, si oppone avverso cartella di pagamento n. (omissis…) emessa da Equitalia servizi di riscossione S.P.A. agente della riscossione per la provincia di Taranto.

    Fatto: l'atto impugnato si riferisce ad iscrizioni a ruolo definitiva per mancata riassunzione del giudizio entro il termine di scadenza del 19/12/2016 presso la C.T.R. di Bari sezione di Taranto, a seguito di sentenza di rinvio della Corte di Cassazione n. 10182/2016, come si legge alla pagina 2 di 13 dell'atto impugnato.

    In ricorso, la ricorrente chiede: invia principale, dichiarare nulle e/o annullare le iscrizioni a ruolo e la cartella di pagamento; in via principale, annullare gli importi iscritti a ruolo a titolo di interessi e di aggi di riscossione; in via subordinata, rideterminare gli importi dovuti; vittoria di spese di giudizio. La ricorrente eccepisce:

    1. Illegittimità dell'atto impositivo per difetto di motivazione. Mancata allegazione della sentenza a cui si fa riferimento in parte motiva. 2. illegittimità della cartella di pagamento e delle iscrizioni a ruolo in essa contenute per inesistenza della notifica compiuta a mezzo pec. Sulla nullità assoluta ed insanabile della notifica e di riflesso dell'atto impositivo. Nel caso in esame, il formato digitale del file telematico dell'atto impositivo è il pdf senza l'estensione p7m. 3. illegittimità dell'iscrizione a ruolo e della cartella di pagamento per intervenuta prescrizione e decadenza. Violazione dell'art. 2945 c.c. e art. 25 c. 1 lett. c) D.P.R. n. 602 del 1973. Al momento dell'iscrizione a ruolo avvenuta nel marzo 2017, l'A. F., in considerazione dell'estinzione del processo e degli effetti ad essa collegati, era già decaduta dalla possibilità di esercitare detto potere. 4. Illegittimità della cartella di pagamento e delle iscrizioni con riferimento alla determinazione degli interessi e degli aggi richiesti. Il contribuente a cui non vengono indicati gli elementi della pretesa avanzata con l'atto impositivo, non è in grado di verificare la correttezza del calcolo di interessi ed aggi.

    L'Agenzia delle entrate direzione provinciale di Taranto, con controdeduzioni del 05/10/2017 - Prot. N. (omissis…) -, chiede il rigetto del ricorso e la condanna del ricorrente alle spese di giudizio. L'ufficio eccepisce: sul primo motivo "Illegittimità dell'atto impositivo per difetto di motivazione. Mancata allegazione della sentenza a cui si fa riferimento in parte motiva.". Per quanto attiene il presunto difetto di allegazione di atti richiamati nel provvedimento impugnato, l'art. 7 L. n. 212 del 2000 non impone al concessionario di allegare ad una cartella di pagamento gli atti nello stesso citati, la suddetta norma non prevede alcuna conseguenza per l'eventuale omissione. In ordine alla carenza di motivazione, la Corte di Cassazione ha più volte affermato la validità della cartella di pagamento contenete gli estremi e gli elementi utili per giustificare la pretesa tributaria. 2. Sul secondo motivo" Illegittimità della cartella di pagamento e delle iscrizioni a ruolo in essa contenute per inesistenza della notifica compiuta a mezzo pec. Sulla nullità assoluta ed insanabile della notifica e di riflesso dell'atto impositivo", la cartella è stata correttamente notificata a mezzo PEC ex art. 26 D.P.R. n. 602 del 1973. 3. Sul terzo motivo ". Illegittimità dell'iscrizione a ruolo e della cartella di pagamento per intervenuta prescrizione e decadenza. Violazione dell'art. 2945 c.c. e art. 25 c. 1 lett. c) D.P.R. n. 602 del 1973 ". In caso di estinzione del processo tributario per omessa riassunzione della causa davanti al giudice del rinvio, eventuali termini di prescrizione o decadenza iniziano a decorrere dalla scadenza del termine utile per la riassunzione stessa (Cass. N. 19476/2016). 4. Sul quarto motivo "Illegittimità della cartella di pagamento e delle iscrizioni con riferimento alla determinazione degli interessi e degli aggi richiesti". La cartella di pagamento ha un contenuto vincolato ed alcuna disposizione normativa prescrive l'indicazione in cartella della modalità di calcolo degli interessi, il cui tasso è determinato normativamente ed è quindi conoscibile da chiunque.

  • Diritto

    La Commissione, esaminati gli atti in fascicolo ed all'esito dell'udienza di trattazione della controversia, osserva:

    1. L'eccezione "Illegittimità dell'atto impositivo per difetto di motivazione. Mancata allegazione della sentenza a cui si fa riferimento in parte motiva." è infondata. Il Collegio evidenzia che ai fini di vagliare la sussistenza o meno del difetto di motivazione della cartella impugnata, occorre considerare che la motivazione può essere assolta per relationem ad altro atto che costituisca il presupposto dell'imposizione, purché siano specificatamente indicati gli estremi, come verificatosi nella presente fattispecie (vedasi pag. 2 di 13 dell'atto impugnato) (cfr. Cass. SS. UU. sent. 11722/2010, Cass.sent. 3707/2016). 2. L'eccezione "Illegittimità della cartella di pagamento e delle iscrizioni a ruolo in essa contenute per inesistenza della notifica compiuta a mezzo PEC - Nel caso in esame, il formato digitale del file telematico dell'atto impositivo è il pdf senza l'estensione p7m" è infondata. In proposito, il Collegio intende aderire a quanto statuito dalla Suprema Corte che con sentenza a SS. UU n. 10266/18 del 27/04/2018 ha affermato che il formato Pades e quello Cades sono equivalenti perché entrambi offrono garanzie di autenticità in base a norme UE ed interne, nonostante la differenza di estensioni p7m da un lato e pdf dall'altro. Pertanto, nel caso di specie la notificazione effettuata ai sensi dell'art. 26 D.P.R. n. 602 del 1973 a mezzo PEC è legittima. 3. L'eccezione "Illegittimità dell'iscrizione a ruolo e della cartella di pagamento per intervenuta prescrizione e decadenza. Violazione dell'art. 2945 c.c. e art. 25 c. 1 lett. c) D.P.R. n. 602 del 1973" è infondata. Il Collegio precisa che nel processo tributario, la mancata riassunzione della causa a seguito di sentenza di cassazione con rinvio, come verificatosi nella presente fattispecie, comporta l'estinzione dell'intero processo e rende definitivo impugnato per cui, in questa ipotesi, i termini di prescrizione e quelli di decadenza decorrono dalla data di scadenza del termine utile per la non attuata riassunzione davanti al giudice di rinvio, perché solo da tale momento, intervenuta la definitività dell'atto impositivo, l'Amministrazione può far compiutamente valere il proprio credito attraverso la procedura di riscossione, (cfr. Cassazione, n. 6858/2016 n. 12079 e n. 19476 del 2016. 4. L'eccezione "Illegittimità della cartella di pagamento e delle iscrizioni con riferimento alla determinazione degli interessi e degli aggi richiesti" è infondata. Il Collegio rileva:

    a) che nessuna norma prescrive la indicazione dei conteggi degli interessi di mora nelle cartelle di pagamento, né tassi di interesse o simili. I tassi di interesse ed il tasso di mora successivo alla formazione del ruolo sono calcolati con apposito atto a norma dell'art. 30 D.P.R. n. 602 del 1973;

    b) pretestuose appaiono le contestazioni mosse dalla ricorrente che nulla produce e dice in ordine alla entità di tutto quanto iscritto e riportato nel dettaglio degli importi dovuti di cui alla pagina 2 di 13 dell'atto impugnato. Per tutto quanto innanzi, la Commissione rigetta il ricorso e, per l'effetto, conferma la validità e la legittimità dell'atto impugnato e della pretesa fiscale in esso contenuta. Le spese di giudizio seguono la soccombenza e vengono quantificate in Euro 1.000,00, oltre accessori di legge se dovuti, da pagarsi in favore della parte resistente.

  • PQM

    La Commissione

    • rigetta il ricorso e, per l'effetto,

    • conferma la validità e la legittimità dell'atto impugnato e della pretesa fiscale in esso contenuta. Le spese di giudizio seguono la soccombenza e vengono quantificate in Euro 1.000,00, oltre accessori di legge se dovuti, da pagarsi in favore della parte resistente.

    Taranto, il 12 giugno 2018.

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