Estremi:
Cassazione civile, 2018,
  • Fatto

    FATTI DI CAUSA

    1. La Corte d'appello di Cagliari, con sentenza depositata in data 21 maggio 2014, ha accolto l'appello principale proposto da M.A. avverso la sentenza del Tribunale di Cagliari n. 2093 del 2010, e nei confronti C.A., Studio Monte Urpino s.r.l. affiliato Tecnocasa, C.G. e C.S..

    1.1. Il giudizio di primo grado era stato introdotto da M.A., promissario acquirente dell'immobile sito in (OMISSIS), per l'accertamento della legittimità del recesso esercitato a seguito dell'inadempimento del promittente venditore C. all'obbligazione di trasferire, insieme all'immobile, la disponibilità di due posti auto come pertinenze ovvero beni condominiali. I convenuti C. e Studio Monte Urpino resistettero sull'assunto che era pacifico tra le parti che i posti auto, collocati in un'area scoperta adibita a parcheggio condominiale, potevano soltanto essere assegnati in uso ai condomini sulla base del regolamento condominiale. Il promittente venditore propose domanda riconvenzionale di risoluzione del preliminare per l'inadempimento della controparte, con diritto al trattenimento della caparra.

    1.2. Il Tribunale rigettò la domanda dell'attore e accolse la riconvenzionale limitatamente alla pronuncia risolutoria.

    2. La Corte d'appello, adita in via principale da M.A. e incidentale da C.A., ha riformato la decisione ritenendo legittimo il recesso del promissario acquirente, ed ha condannato il promittente venditore C. a versare il doppio della caparra ricevuta, con interessi legali e rivalutazione monetaria. La stessa Corte ha rigettato le domande proposte da M.A. nei confronti di C.G. e S. e della società di mediazione Studio Monte Urpino s.r.l..

    3. Per la cassazione della sentenza ha proposto ricorso C.A., sulla base di sette motivi. M.J. A., in qualità di erede di M.A., resiste con...

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  • Diritto

    RAGIONI DELLA DECISIONE

    1. Preliminarmente deve essere esaminata l'eccezione di inammissibilità del ricorso principale formulata dalla ricorrente incidentale, basata sul rilievo che il ricorso è stato notificato ad M.A. nel domicilio eletto presso il difensore, in epoca successiva al decesso del medesimo sig. M., anzichè agli eredi.

    L'eccezione è infondata. Come riconosciuto dalla ricorrente incidentale nella memoria difensiva, la giurisprudenza di questa Corte, a partire da Sezioni Unite n. 15295 del 2014, ritiene valida la notifica dell'impugnazione effettuata presso il procuratore della parte deceduta, qualora il decesso non sia stato formalmente dichiarato, in applicazione del principio di ultrattività del mandato.

    1.1. Ancora in via preliminare si deve rilevare l'inammissibilità per tardività del ricorso proposto dagli eredi M., che risulta notificato oltre il termine previsto dal comb. disp. artt. 370-371 c.p.c..

    2. Nel merito, il ricorso principale è infondato.

    2.1. Con il primo motivo è denunciata violazione degli artt. 1322,1323 c.c. e falsa applicazione degli artt. 1453 e 1455 c.c. e si lamenta che la Corte d'appello ha ritenuto sussistente l'inadempimento del promittente venditore C. senza individuare quale fosse il comportamento da questi dovuto.

    2. Con il secondo motivo è denunciata violazione degli artt. 1322 e 1323 c.c., falsa applicazione degli artt. 1453 e 1455 c.c., in combinato disposto con gli artt. 1380 e 1575 c.c. e si contesta elementi comprovanti l'inadempimento causa di risoluzione del contratto preliminare di compravendita. Se, come affermato dalla Corte d'appello, oggetto del contratto era la concessione di un diritto all'utilizzo del bene, "anche solo alla stregua di un accordo contrattuale", la fattispecie non poteva che ricadere nello schema della locazione, con la conseguente possibilità, per il locatore, di realizzare il comportamento...

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