• Fatto

    FATTO

    1. Con atto del 12 settembre 2017 la dott.ssa -OMISSIS- chiedeva all'Agenzia delle Entrate, a' sensi degli artt. 22 e ss. l. 241/90, l'accesso a tutta la "documentazione fiscale, reddituale e patrimoniale" del proprio coniuge dott. -OMISSIS-, id est oltre agli atti tutti in epigrafe individuati, anche dei seguenti dati contenuti nell'Anagrafe tributaria - Archivio dei rapporti finanziari: elenco degli istituti di credito e degli altri intermediari finanziari con i quali il -OMISSIS- intrattiene rapporti finanziari; documenti contenuti nell'Anagrafe dei conti correnti; comunicazioni inviate dagli operatori finanziari all'Anagrafe Tributaria -Sezione Archivio dei rapporti con operatori finanziari - relative ai saldi e alle movimentazioni dei rapporti attivi; comunicazioni inviate da tutti gli operatori finanziari all'Anagrafe tributaria - Sezione Archivio dei rapporti finanziari - relative ai rapporti continuativi, alle operazioni di natura finanziaria ed ai rapporti di qualsiasi genere riconducibili al -OMISSIS-.

    1.1. La richiesta di ostensione, si fondava sulle circostanze in appresso:

    - pendenza avanti al Tribunale di Lecco di un procedimento per separazione giudiziale intentato dal coniuge, dott. -OMISSIS-;

    - necessaria incidenza dei "redditi" e degli "altri rapporti patrimoniali facenti capo ai coniugi" sulla "quantificazione dell'eventuale assegno di mantenimento che il coniuge dovrà corrispondere in caso di separazione".

    Di qui la necessità di accedere alla documentazione richiesta, in quanto "fondamentale per assicurare la tutela delle ragioni della Dr.ssa -OMISSIS- e delle figlie minori nel corso dell'indicato procedimento di separazione (...) pendente dinanzi al Tribunale di Lecco e recante...

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  • Diritto

    DIRITTO

    2. Va preliminarmente rimarcata la infondatezza della eccezione, sollevata dal controinteressato, di irricevibilità del ricorso per intempestività.

    2.1. E, invero, è evidente che allorquando ci si avvalga -come nel caso di specie- del rimedio amministrativo costituito dalla istanza di riesame avanti la Commissione per l'accesso di cui all'art. 27 l. 241/90, il dies a quo per l'esperimento dell'actio giurisdizionale ex art. 116 c.p.a. decorre:

    - dalla comunicazione del provvedimento espresso di reiezione della istanza da parte della Commissione; è questa la ipotesi contemplata all'art. 25, comma 4, l. 241/90, per cui "Qualora il richiedente l'accesso si sia rivolto al difensore civico o alla Commissione, il termine di cui al comma 5 decorre dalla data di ricevimento, da parte del richiedente, dell'esito della sua istanza al difensore civico o alla Commissione stessa";

    - dall'inutile decorso del termine di trenta giorni dalla presentazione di detta istanza, che assume la valenza significativa di silenzio rigetto ("Scaduto infruttuosamente tale termine, il ricorso si intende respinto");

    - in caso di favorevole delibazione del ricorso da parte della Commissione, dalla emanazione del "provvedimento confermativo motivato" (di rigetto della domanda di accesso) da parte della "Autorità disponente" (che, all'uopo, deve provvedere "entro trenta giorni", atteso che in mancanza "l'accesso è consentito").

    2.2. Con la istanza alla Commissione per l'accesso (o al difensore civico) si dischiude una fase amministrativa volta alla risoluzione endogena della controversia,...

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