Estremi:
Cassazione penale, 2018, Vedi massime correlate
  • Fatto

    RITENUTO IN FATTO

    1. Il Giudice per le indagini preliminari di Napoli dichiarava non doversi procedere per tardività della querela in relazione all'art. 642 cod. pen.. Il giudice riteneva che la procedura prevista dall'art. 148 del Codice delle assicurazioni (D.Lgs. n. 209 del 2005), derogando all'art. 124 cod. proc. pen., imponesse la presentazione della querela entro un termine massimo di 120 giorni dalla richiesta di risarcimento, termine non rispettato dalla compagnia querelante.

    2. Avverso tale sentenza proponeva ricorso per cassazione il procuratore speciale della Compagnia assicurativa offesa dal reato che deduceva vizio di legge e di motivazione: segnatamente si deduceva che la normativa prevista dal Codice delle assicurazioni non inciderebbe sulla identificazione del dies a quo per presentare la querela, che avrebbe dovuto comunque essere individuato in quello in cui l'offeso ha avuto piena consapevolezza dell'illecito.

    3. Con memoria depositata il 10 aprile 2018 il difensore dell'indagato deduceva che il ricorso era tardivo e che mancherebbe la prova della procura speciale che avrebbe conferito i poteri di rappresentanza per la presentazione della querela al Direttore generale della Darag s.p.a., ovvero della Compagnia assicurativa costituita parte civile; inoltre si invocava la dichiarazione di inammissibilità del ricorso, ribadendo la piena condivisione degli argomenti contenuti nel provvedimento impugnato.

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  • Diritto

    CONSIDERATO IN DIRITTO

    1. In via preliminare il collegio rileva che, contrariamente a quanto sostenuto dalla difesa dell'indagato, il ricorso è tempestivo.

    Si ribadisce che alle parti presenti in udienza preliminare non deve essere, di norma, dato avviso del deposito della sentenza emessa ai sensi dell'art. 424 cod. proc. pen., poichè in tal caso il termine di quindici giorni per impugnare decorre dal trentesimo giorno dalla pronuncia, scadenza fissata per il deposito del provvedimento dal comma 4 del citato articolo, sempre che la motivazione sia depositata nello stesso termine. Nè l'irrituale fissazione di un termine più ampio per il deposito muta i termini della questione, posto che le parti sono al corrente del termine massimo entro cui deve essere depositata la sentenza (Cass. Sez. 6, n. 40877 del 01/10/2007 - dep. 07/11/2007, P.M. in proc. Esposito e altri, Rv. 238037).

    Nel caso di specie il provvedimento veniva emesso il 7 luglio 2017, sicchè tenuto conto della sospensione feriale il termine di 15 giorni per la presentazione del ricorso decorreva dal 7 settembre 2017. Pertanto il ricorso presentato il 21 settembre 2017 deve considerarsi tempestivo.

    2. Sempre in via preliminare il collegio rileva che, contrariamente a quanto ritenuto dalla difesa dell'indagato, non si rileva alcun difetto nella legittimazione del querelante.

    Con specifico riguardo alla giustificazione dei poteri di rappresentanza degli enti il collegio ribadisce che ai fini della riferibilità della querela ad una persona giuridica, la previsione di cui all'art. 337 cod. proc. pen. si limita a richiedere l'indicazione della fonte dei poteri di rappresentanza da parte del soggetto che la presenta e non già la prova della veridicità delle dichiarazioni di quest'ultimo sul punto, con la conseguenza che detta veridicità deve presumersi fino a contraria dimostrazione (Cass. Sez. 5, n. 8368 del 26/09/2013 - dep. 21/02/2014,...

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