Estremi:
Cassazione civile, 13/07/2018, (ud. 11/04/2018, dep.13/07/2018),  n. 18756
  • Intestazione

                        LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE                   
                            SEZIONE SESTA CIVILE                         
                                SOTTOSEZIONE 3                           
                  Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:              
    Dott. FRASCA   Raffaele                           -  Presidente   -  
    Dott. CIGNA    Mario                              -  Consigliere  -  
    Dott. SCODITTI Enrico                             -  Consigliere  -  
    Dott. RUBINO   Lina                          -  rel. Consigliere  -  
    Dott. VINCENTI Enzo                               -  Consigliere  -  
    ha pronunciato la seguente:                                          
                         ORDINANZA INTERLOCUTORIA                        
    sul ricorso 5103/2017 proposto da: 
    COMUNE DI CORTENO GOLGI, C.F. (OMISSIS), in persona del Sindaco e 
    legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato in 
    ROMA, VIALE DELLE BELLE ARTI n. 7, presso lo studio dell'avvocato 
    ALESSIO GATTAMELATA, rappresentato e difeso dall'avvocato PIERPAOLO 
    CAMADINI; 
    - ricorrente - 
    contro 
                     M.A. e                 M.G., elettivamente 
    domiciliati in ROMA, VIA MARCELLO PRESTINARI n. 13, presso lo studio 
    dell'avvocato PAOLA RAMADORI, rappresentati e difesi dall'avvocato 
    FRANCESCO PIROMALLI; 
    - controricorrenti - 
    avverso la sentenza n. 57/2016 della CORTE D'APPELLO di BRESCIA, 
    depositata il 19/01/2016; 
    udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non 
    partecipata del 11/04/2018 dal Consigliere Dott. LINA RUBINO. 
                     

  • Fatto

    RAGIONI IN FATTO E IN DIRITTO DELLA DECISIONE

    Il Comune di Corteno Golgi propone un motivo di ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'Appello di Brescia n. 57 del 2016, depositata il 19 gennaio 2016, non notificata, nei confronti di M.A. e G., che resistono con controricorso.

    Il ricorso è stato avviato alla trattazione in camera di consiglio, in applicazione degli artt. 376, 380 bis e 375 c.p.c., su proposta del relatore, sulla base di una valutazione nel senso della manifesta fondatezza in cui si richiamava Cass. n. 21788 del 2015, secondo la quale "In tema di danni da cose in custodia, poichè la responsabilità ex art. 2051 c.c., implica la disponibilità giuridica e materiale del bene che dà luogo all'evento lesivo, al proprietario dell'immobile locato sono riconducibili in via esclusiva i danni arrecati a terzi dalle strutture murarie e dagli impianti in esse conglobati, di cui conserva la custodia anche dopo la locazione, mentre grava sul solo conduttore la responsabilità per i danni provocati a terzi dagli accessori e dalle altre parti dell'immobile, che sono acquisiti alla sua disponibilità. (Affermando tale principio, la S.C. ha riconosciuto la responsabilità del conduttore per i danni causati da infiltrazioni d'acqua a seguito della rottura di un tubo flessibile esterno all'impianto idrico, sostituibile senza necessità di interventi demolitori sui muri)".

    Questa la vicenda, per quanto qui interessa:

    - il Comune di Corteno Golgi agiva per il risarcimento del danno ambientale derivante dallo sversamento di idrocarburi nelle acque di un torrente all'interno del territorio comunale, provenienti dall'impianto termico di un albergo, nei confronti della proprietaria dell'albergo, Gam s.r.l. e della conduttrice Euro Blues Stars 2000 s.r.l.; veniva evocata in giudizio la società di assicurazioni Royal and Sunalliance Assicurazioni s.p.a., la quale a sua volta previa autorizzazione chiamava in causa i signori M., proprietari dell'immobile ove si svolgeva l'attività alberghiera. Il fatto si era verificato allorchè, in conseguenza di un guasto alla caldaia sita al piano interrato dell'albergo era fuoriuscito del combustibile che, grazie alla presenza di uno scarico sito a filo del pavimento di tale locale e direttamente collegato alla fognatura comunale, si era immesso nella conduttura andando così a confluire nel depuratore comunale;

    - in primo grado, il tribunale dichiarava inammissibile la domanda nei confronti della compagnia di assicurazioni e rigettava la domanda nei confronti della società titolare dell'attività alberghiera e dei M., proprietari dell'immobile, condannando al risarcimento solo la società locatrice;

    - la corte d'appello confermava la decisione di primo grado, rigettando sia l'appello principale della società locatrice sia l'appello incidentale del Comune, volto ad ottenere la condanna solidale dei M. ed una più congrua liquidazione del danno. In particolare, quanto alla società locatrice, rilevava che la stessa non risultava aver formulato espressamente l'azione di regresso nei confronti dei proprietari dell'immobile, dei quali allegava la corresponsabilità, e che comunque essa, che ne era onerata per poter ripartire con altri la propria accertata responsabilità, non aveva fornito la prova che lo sversamento del carburante, che si era accertato provenisse da un foro nel pavimento del locale caldaia, dal quale partiva un tubo posto a filo del pavimento che sversava il liquido direttamente nel condotto adducente al pozzetto esterno e, per questo, alla fognatura comunale, fosse concausato da un vizio strutturale dell'immobile attribuibile al soggetto titolare del diritto di proprietà, ovvero che quel foro fosse preesistente alla locazione e fosse stato aperto dagli stessi proprietari.

    In relazione all'appello incidentale del Comune, volto ad ottenere la condanna solidale dei proprietari dell'immobile, la corte territoriale rigettava la domanda facendo semplicemente riferimento al passo della motivazione su riportato, relativo alla posizione del locatore.

    I M. rimanevano contumaci in primo grado e in appello, mentre si sono costituiti con controricorso nel presente giudizio di legittimità.

    Il Collegio ha ritenuto opportuno rimettere la trattazione della causa alla pubblica udienza della terza Sezione.

  • PQM

    P.Q.M.

    Rimette la trattazione della causa alla pubblica udienza della Terza Sezione Civile.

    Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Corte di Cassazione, il 11 aprile 2018.

    Depositato in Cancelleria il 13 luglio 2018

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