• Fatto

    RILEVATO

    che:

    Con sentenza in data 22 settembre 2016 la Commissione tributaria regionale della Puglia, sezione distaccata di Lecce respingeva l'appello proposto dall'Agenzia delle entrate, ufficio locale, avverso la sentenza n. 276/3/13 della Commissione tributaria provinciale di Lecce che aveva parzialmente accolto il ricorso di M.S. contro l'avviso di accertamento per II.DD. ed IVA 2005. La CTR osservava in particolare che, come i primi giudici, non potevasi considerare corretta la rideterminazione delle basi imponibili, secondo la metodologia induttiva D.P.R. n. 600 del 1973, ex artt. 39,41, effettuata dall'Ente impositore, posto che era illogico ritenere pari a zero il valore delle rimanenze finali dell'annualità fiscale oggetto della verifica, avendo di contro il contribuente dimostrato che tale valore era di Euro 75.715, sicchè ne conseguiva un diverso ammontare dei suoi debiti tributari di periodo.

    Avverso la decisione ha proposto ricorso per cassazione l'Agenzia delle entrate deducendo due motivi.

    L'intimato non si è difeso.

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  • Diritto

    CONSIDERATO

    che:

    Con il primo motivo - ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4 - l'agenzia fiscale ricorrente denuncia la nullità della sentenza impugnata per violazione dell'art. 112 c.p.c., poichè la CTR ha omesso di pronunciarsi sul suo motivo di appello inerente la statuizione della CTP in ordine alle sanzioni.

    La censura è fondata.

    Va ribadito che "Il vizio di omessa pronuncia su una domanda o eccezione di merito, che integra una violazione del principio di corrispondenza tra chiesto pronunciato ex art. 112 c.p.c., ricorre quando vi sia omissione di qualsiasi decisione su di un capo di domanda, intendendosi per capo di domanda ogni richiesta delle parti diretta ad ottenere l'attuazione in concreto di una volontà di legge che garantisca un bene all'attore o al convenuto e, in genere, ogni istanza che abbia un contenuto concreto formulato in conclusione specifica, sulla quale deve essere emessa pronuncia di accoglimento o di rigetto" (Sez. 5, Sentenza n. 7653 del 16/05/2012, Rv. 622441-01).

    Dimostrato dalla ricorrente per autosufficienza che tale punto della sentenza appellata era stato specificamente impugnato, in nessuna sua parte la sentenza impugnata tratta di tale motivo del gravame agenziale e quindi è senza dubbio affetta dal denunciato vizio processuale, non potendosi peraltro ritenere che vi sia nella sentenza impugnata stessa una pronuncia implicita di rigetto del motivo medesimo.

    Con il secondo motivo - ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3 - la ricorrente lamenta la violazione/falsa applicazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39, comma 2 e art. 41, art. 2697 c.c., poichè la Commissione tributaria regionale, sovvertendo e quindi male applicando la regola generale dell'onere della prova, ha ritenuto inficiante delle valutazioni induttivamente contenute nell'atto impositivo impugnato i documenti prodotti in lite dal contribuente, negandone ogni efficacia contro probatoria.

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