Estremi:
Cassazione civile, 2018,
  • Fatto

    FATTI DI CAUSA

    La Taranto Sport Giochi Scommesse s.r.l. (d'ora in poi semplicemente società) impugnò dinanzi alla commissione tributaria provinciale di Bari una cartella di pagamento notificata a seguito di controllo automatizzato della dichiarazione mod. unico 2005, con la quale era stato chiesto il versamento di una maggior somma a titolo di Ires.

    L'adita commissione accolse il ricorso, ma la decisione venne ribaltata in appello dalla commissione tributaria regionale della Puglia, la quale osservò che, in base alla documentazione ricavata dal sistema informatico riportante i dati dichiarati dalla società, era emersa la mancata contabilizzazione di compensazioni a fronte di un credito d'imposta.

    La società ha proposto ricorso per cassazione nei confronti della sentenza d'appello, affidandosi a cinque motivi.

    L'amministrazione non ha depositato controricorso ma ha preso parte all'udienza di discussione.

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  • Diritto

    RAGIONI DELLA DECISIONE

    1. - Col primo motivo è dedotta la violazione dell'art. 2909 c.c., per essersi formato un giudicato interno sulla decisione di primo grado. Tale decisione aveva affermato che l'imposta richiesta alla contribuente non proveniva dal controllo automatico dei dati desumibili dalla dichiarazione, mentre l'ufficio era entrato nel merito del credito d'imposta, rettificandolo con elementi nuovi "senza fornire alcuna motivazione attinente a meri errori materiali o di calcolo".

    Il motivo è manifestamente infondato.

    Il gravame dell'ufficio, come si trae dalle stesse trascrizioni operate in seno al ricorso per cassazione e come emerge del resto dalla sentenza d'appello, era stato indirizzato ad avversare il presupposto dell'affermazione, vale a dire il fatto che l'attività di controllo aveva esorbitato dai confini del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 36-bis. Consegue che nessun giudicato si era mai formato sulla decisione di primo grado.

    2. - Il secondo, il terzo e il quarto motivo possono essere esaminati unitaria mente per connessione.

    Col secondo motivo la ricorrente adduce la violazione e falsa applicazione della L. n. 212 del 2000, art. 36-bis citato e dell'art. 6, assumendo che il controllo della dichiarazione non si era limitato al formale riscontro dei dati esposti dalla contribuente, ma aveva immotivatamente e unilateralmente disconosciuto una parte del credito Ires esposto in dichiarazione.

    Col terzo motivo denunzia la violazione e falsa applicazione degli artt. 2697,2712 e 2719 c.c. e del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 22, sostenendo che il foglio di interrogazione del sistema informativo dell'anagrafe tributaria, richiamato a fini di prova del già avvenuto utilizzo del credito in compensazione, non poteva esser ritenuto idoneo e sufficiente allo scopo, sia per il tempestivo disconoscimento della "stampa" ai sensi dell'art. 2712 c.c., sia per l'unilateralità della...

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