Estremi:
Comm. trib. reg. Venezia, (Veneto), 2018,
  • Fatto

    1) Preliminarmente la Commissione dispone la riunione degli appelli R. G. A. 127/2017 e 135/2017, proposti dalla Camera di Commercio di Padova avverso medesima sentenza n. 488/2016, sez. 4^, della Commissione Tributaria Provinciale di Padova.

    2) Considerata l'esigenza di brevità e sinteticità degli atti processuali, visto l'art. 118 delle disposizioni di attuazione del c.p.c., nel testo modificato dalla L. n. 69 del 2009 e l'art. 132, comma 2, n. 4 c.p.c., ai fini dell'illustrazione delle questioni controverse si intendono integralmente richiamati e si fa esplicito rinvio, oltre che alla sentenza di primo grado, alla cartella di pagamento impugnata e agli atti prodotti dalla parte contribuente e dall'Amministrazione finanziaria ed ai relativi allegati.

    3) Avvalendosi delle norme sul ravvedimento operoso, in data 06/08/2012 la società "C. M. srl" ha versato il diritto annuale delle Camera di Commercio per l'anno 2011, la cui scadenza originaria era fissata al 06/07/2011, per un importo totale di 212,56 Euro, pari al diritto originario di 200,80 Euro, maggiorato della sanzione ridotta di 1/8 del 30 % dell'importo dovuto pari a 7,53 Euro e 2,23 Euro per interessi.

    4) La C. C. I. A. A. ha disconosciuto l'efficacia del ravvedimento operoso in quanto il versamento è stato effettuato oltre un anno dopo la scadenza del termine originario e conseguentemente, con la cartella di pagamento n. (omissis...), notificata da "Equitalia Nord spa", Agente della riscossione per la provincia di Padova, ha intimato il pagamento della sanzione per tardivo versamento nella misura ordinaria del 30 %, pari a 60 Euro, oltre a 4,45 Euro per interessi e 5,88 Euro per spese di notifica, per un totale di 73,33 Euro.

    5) Contro la cartella di pagamento la società ha proposto alla Commissione Tributaria Provinciale di Padova un ricorso con il quale ha dedotto sotto diversi profili l'infondatezza della pretesa della Camera di...

  • Diritto

    9) Per superare l'eccezione di parte contribuente concernente la presunta inammissibilità dell'appello è sufficiente richiamare la giurisprudenza della Corte di Cassazione secondo la quale "L'irritualità della notificazione di un atto (nella specie, controricorso in cassazione) a mezzo di posta elettronica certificata non ne comporta la nullità se la consegna telematica (nella specie, in "estensione.doc", anziché formato.pdf) ha comunque prodotto il risultato della conoscenza dell'atto e determinato così il raggiungimento dello scopo legale" (Sez. U, Sentenza n. 7665 del 18/04/2016, Rv. 639285 - 01; sul punto cfr. anche SU, Sentenza n. 11383 del 31/05/2016, Rv. 639971), essendosi tale "scopo" senz'altro raggiunto nel caso di specie, posto che la resistente controricorrente si è ampiamente difesa con il controricorso." (Cass. Civ. 30372/2017)

    Nella citata sentenza 7665/2016 le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, nel richiamare il principio sancito in via generale dall'art. 156 c.p.c., hanno precisato che "è inammissibile l'eccezione con la quale si lamenti un mero vizio procedimentale, senza prospettare anche le ragioni per le quali l'erronea applicazione della regola processuale abbia comportato, per la parte, una lesione del diritto di difesa o possa comportare altro pregiudizio per la decisione finale ...".

    Nel caso in esame la difesa di parte contribuente, non ha dimostrato il pregiudizio derivante dal presunto difetto di notificazione e dalla difformità dell'atto notificato rispetto alle norme sul Processo Tributario Telematico e comunque ha esercitato pienamente il diritto alla difesa, controdeducendo puntualmente all'appello della Camera di Commercio sia con gli atti scritti che intervenendo nella discussione in pubblica udienza.

    10) Quanto al merito della controversia, ad essere contestata non è l'applicabile al diritto annuale delle norme...

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